Riflessioni sul Belvedere Filippo Vassallo di Ustica


F.C.7655 Gazebo belvedereCaro Pietro,

Eccomi di nuovo a riflettere con te su Ustica sempre in forma epistolare e serenamente discorsiva, affidando ad una eventuale tua momentanea carenza di argomenti più interessanti, la possibilità o il rischio che le parole trovino spazio nel nostro accogliente salottino virtuale.

Mi ha fatto piacere leggere che la Sovrintendenza, sempre infaticabile nel ruolo di baluardo contro ogni tentativo colposo o doloso di violenza alla nostra isola, abbia finalmente formalizzato un rilievo al “mercatino-stabile” impiantato sul belvedere Filippo Vassallo e gioiosamente esaltato dall’Amministrazione. Per la verità, credo all’Organo di tutela ambientale non sarebbero mancate altre occasioni nel recente passato per farlo….!

Devo riconoscere di aver provato la sottile quanto sterile soddisfazione di avere con altri, con te per primo, già stigmatizzato ciò che saremo costretti a “bel…vedere” in primo piano davanti al mare di Cala Santa Maria, ma anche disagio nell’apprendere che, per la nostra Amministrazione comunale, i giovani (quanti, poi?) potranno trovare lavoro e soddisfazioni economiche in una ulteriore offesa al buongusto estetico nostro e dei turisti. Vorrei tanto che fosse così, sarei sinceramente felice se quei giovani traessero grandi vantaggi dall’iniziativa. Temo, però,  che siamo in una ipotesi scarsamente realizzabile anzi in una vera contraddizione in termini, in una ipotesi onirica che non fa bene a quei giovani.

Vogliamo, infatti, chiederci ad esempio, e chiedere a quanti possano fornire una valida risposta, quale e quanto apporto abbia ricevuto l’economia di Ustica dalla “friggitoria-a-cielo-aperto” realizzata davanti l’Ufficio postale di Largo Armeria, ancora oggi monumento incompiuto ed incomprensibile innalzato ad onore di una visione quanto meno incerta o un po’ miope del futuro turistico ma, vivaddio, per ciò stesso, economico dell’isola?

Possiamo affermare razionalmente che economia e buon senso siano elementi in conflitto tra loro?

Possiamo ritenere con un minimo di saggezza che educare i giovani al buongusto ed all’amore per la bellezza o l’eleganza, soprattutto laddove questi elementi non siano espressioni meramente estetiche ma si caratterizzino per le intrinseche ricadute economiche che pure hanno, non sia un imperativo vincente ed imprescindibile? Lo è  dappertutto ma ancor più in un’isoletta, come Ustica, laddove non esiste una reale economia alternativa che non leghi la propria difficile sussistenza al richiamo turistico.

Attenzione, però, ai termini ed al loro significato. Il riferimento da tenere in considerazione è ad un richiamo turistico costruito scientificamente che nessuno pensi di poter affidare al caso o ad iniziative estemporanee; il riferimento é a quello sorretto da una severa programmazione, scevra da liturgie politiche, da  perniciosi localismi, irrimediabilmente sorda ai richiami degli interessi da qualunque parte sociale provengano quando non riconducibili ad un interesse collettivo; per semplificare e concludere, ingestibile da chiunque, ieri come oggi e come domani, ponendo il proprio dito davanti alla luna, riesca a vedere soltanto la punta di quel dito.

Mi fermo qui. Scusami se ti ho tediato con queste vane considerazioni notturne ma, come sai bene, con gli anni si diventa pedanti e soprattutto ripetitivi; tu, però, hai sempre il vantaggio del cestino.

Sergio Fisco (2)        Con un fraterno abbraccio.
Sergio Fisco

P.S. A proposito di pedanteria e ripetitività, ma sempre in ottica di servizio socio-turistico all’isola, hai qualche novità da darmi in ordine ad una ipotetica pensilina para-sole o para-pioggia sul molo imbarchi?

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