A Ustica una mostra da visitare.

Programam 90° Confino 03_RidSabato 25 Luglio u.s. presso i locali del Vecchio Municipio è stata inaugurata con successo la interessante mostra <Il Confino Politico a Ustica nel 1926-1927 – Immotus nec iners.> visitabile per tutto il periodo estivo secondo le seguenti modalità: l’apertura al pubblico in quest’ultima settimana di giugno sarà garantita tutti i giorni dalle 18,oo alle 20,oo, mentre dal 1° luglio, ferma restando quella pomeridiana dalle 18,oo alle 20,oo, è prevista una estensione con apertura serale dalle 22,oo alle 24,oo.

Con questa mostra, il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica si propone di recuperare alla memoria collettiva e di restituire alle giovani generazioni alcuni frammenti di una pagina importante della nostra storia locale e nazionale, com’è appunto quella del confino di polizia dell’epoca fascista. Una vicenda contrassegnata da forti passioni e grandi ideali e che può anche essere il racconto di tante vite spezzate solo per affermare un diritto, diremmo quasi sacro, quale la libertà di pensiero.Mostra confino_locandin_RIDOTTA Le fotografie, provenienti da archivi pubblici e privati, alcune inedite, i documenti e le testimonianze scritte di alcuni dei protagonisti di quella singolare vicenda, pur nella loro incompletezza, ma tuttavia in tutta la loro affascinante intensità, ci permettono di conoscere meglio i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni Venti, nonché alcuni aspetti del contesto ‘fisico’ e sociale isolano in cui essa si venne ad inserire. Un microcosmo, cioè, che era, in quegli anni, improvvisamente diventato quella sorta di laboratorio politico e culturale che le testimonianze e i documenti sembrano sempre più rivelare e i cui protagonisti erano uomini come Nello e Carlo Rosselli, Gramsci, Amadeo Bordiga, Ferruccio Parri, Riccardo Bauer, Giuseppe Romita e altri ancora che qui, per motivi di spazio, non è  possibile ricordare.                                                                                                                                              a cura di Mario Oddo

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