A Ustica una significativa scoperta di Archeo-Astronomia


Villaggio Faraglioni da satellite

Villaggio Faraglioni da satellite

Scordatevi gli orologi, gli smartphone, i calendari digitali e quelli di carta appesi al muro. Immaginate di essere tornati indietro fino a 3.400 anni fa, nell’Età del Bronzo Medio, e di abitare in una capanna del Villaggio dei Faraglioni a Tramontana. Splendido posto d’estate, ma d’inverno, col vento gelato che tira impetuoso, e per giunta carico di umida salsedine…brr che freddo!  Dunque, senza alcun oggetto tecnologico che vi scandisca i giorni e i mesi come fate a capire esattamente quando finisce il lungo buio invernale e le giornate tornano ad allungarsi, portando speranza di luce, calore e vita alla terra, agli animali e alle piante? Mica per poetare sulla bellezza delle stagioni, no di certo: nella preistoria purtroppo non c’era tempo per questo, ma per stabile quando iniziare il lavoro nei campi, seminare al momento giusto, avviare opere all’aperto, assicurarsi la sopravvivenza nei mesi a venire. In parole povere, chi gliela comunicava agli usticesi preistorici la data di quello che oggi chiamiamo il Solstizio d’Inverno (il 22 dicembre), ossia il giorno più corto dell’anno che annuncia il lento ma trionfante ritorno della Luce?

Arco del sole solstizio Sodalizio da Faraglioni

Arco del Sole al Solstizio d’inverno dai Faraglioni

A Ustica, 3.400 anni fa o giù di lì, gli abitanti del Villaggio dei Faraglioni avevano un calendario astronomico naturale e c’era una sola possibilità per non sbagliarsi:scegliere di andare ad abitare a Tramontana, di fronte al Faraglione. Infatti, quello era (ed ancora oggi è con qualche  piccola differenza) l’unico posto dell’isola in cui, il giorno del Solstizio d’Inverno, il profilo di tre montagne che viste da lì appaiono consecutive, cioè la Falconiera, il Monte Guardia dei Turchi e il Monte Costa del Fallo, funzionava da calendario naturale. Provare per credere: passate la notte del solstizio d’inverno fra le mura del Villaggio, aspettate l’alba e…spettacolo garantito, vedrete il Sole sorgere maestoso sulla Rocca della Falconiera. Poi, se avrete la pazienza di aspettare ancora altre ore, il Sole raggiungerà la massima altezza sulla cima del Monte Guardia dei Turchi. E infine tramonterà sulla cima del Monte Costa del Fallo.

Questa piccola ma significativa scoperta, scaturita dalle ricerche archeo-astronomiche fatte a Ustica nei mesi scorsi dal professor Giulio Magli, ARTICOLO ARCHE ASTRO SU MAAordinario di Archeoastronomia al Politecnico di Milano, e da Franco Foresta Martin, direttore del Laboratorio Museo di Scienze della Terra, ha ottenuto il privilegio di una pubblicazione internazionale, sulla rivista “Mediterranean Archaeology & Archaeometry” (Vol.16, n.2, 2016, pp. 167-172), consultabile anche nella versione online sul sito http://www.maajournal.com.

I due Autori della ricerca, con il permesso della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, e con il supporto logistico del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica e del Laboratorio-Museo di Scienze della Terra Isola di Ustica, hanno effettuato rilievi topografici e astronomici al Villaggio dei Faraglioni e in altri luoghi dell’isola. Poi, con l’aiuto di una simulazione al computer, hanno ricostruito il cielo del passato a Ustica, per verificare questa singolare coincidenza. Infine è toccato a Franco Foresta Martin, la notte del Solstizio d’Inverno dell’anno scorso (2015), aspettare il sorgere del Sole fra le capanne del Villaggio e documentare fotograficamente la concretezza delle posizioni astronomiche calcolate.

Franco Foresta Martin (al centro) fra il prof. Giulio Magli (in fondo) e il giornalista Daniele Billitteri (in primo piano).

Franco Foresta Martin (al centro) fra il prof. Giulio Magli (in fondo) e il giornalista Daniele Billitteri (in primo piano).

Sulla scoperta abbiamo raccolto un breve intervento dei due ricercatori: “Qui a Ustica non ci sono certo costruzioni megalitiche con allineamenti astronomici come, per esempio, a Stonehenge –commenta il prof. Magli–, ma c’è il paesaggio naturale che è stato utilizzato dall’uomo preistorico per scandire il tempo. Penso proprio che l’ubicazione del vostro splendido Villaggio dei Faraglioni sia stata scelta per avere questa opportunità, con finalità calendariali e probabilmente anche sacre”.  Aggiunge Foresta Martin: “Soltanto nei giorni attorno al Solstizio d’inverno e soltanto dal Villaggio dei Faraglioni il Sole abbraccia con il suo arco diurno quasi tutto il profilo terrestre dell’isola, da un estremo all’altro. In qualunque altro luogo dell’isola e in altri giorni dell’anno c’è una sfasatura e quindi non è possibile usare i rilievi del paesaggio terrestre come calendario naturale. Una coincidenza troppo speciale per essere casuale”. E conclude: “Ustica ci ha offerto un’altra opportunità e ci ha riservato un’altra sorpresa. E’ la dimostrazione che in questa isola, così ricca di risorse naturali e storiche, basta ricercare con attenzione e metodo per trovare sempre nuove meraviglie”.

a cura di Mario Oddo

 

 

 

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