Domenico “Mimmo” Drago, quando la fotografia fa rima con musica e poesia.


Accetto con grande piacere l’invito di Domenico Drago ed entrando a casa sua sono preso da una duplice sensazione, quella di astrazione dalla realtà in veste di spettatore affascinato dalle spettacolari immagini dallo stesso catturate nelle profondità marine e quella di “ritorno sulla terra” alla vista di  moderni marchingegni tecnologici, leggi proiettori, sistemi digitali, schermo panoramico, “ferri del mestiere” di cui fa sapiente uso, indispensabile prosa al servizio della poesia. Assisto ad una “Multivisione“, prodotta peraltro in quattro lingue,  proiezione innovativa nel suo genere che è tutta un fantastico “mix” di ferme e coloratissime immagini subacquee accompagnate da poetici versi narrati da una calda e profonda voce maschile col sottofondo di una accarezzante musica classica d’atmosfera. La riflessione di apertura, che innesca lo svolgimento dell’opera, è del poeta portoghese Fernando Pessoa che recita: <Amo ciò che vedo perché un giorno più non lo vedrò. L’amo perché esiste>. Espressione artistica ad altissimi livelli, questa della Multivisione, a più che buona ragione vanto di Mimmo Drago la cui realizzazione negli anni gli è valso il conferimento di riconoscimenti nazionali ed internazionali, numerosissimi, targhe, medaglie, statuette, attestati e trofei vari, tenuti in bella mostra  in una bacheca dagli spazi ormai talmente occupati da risultare chiaramente ormai stretti per contenerli tutti, frutto anche della stesura di articoli e pubblicazioni divulgative nel settore subacqueo e della biologia marina; il tutto elencato in un personale “curriculum” che qui non riporto ma solo per darvi un’idea definisco prestigioso quanto corposissimo. Un solo rammarico per l’Artista, come chiamarlo diversamente?, quello che tanta “poesia del mare” ancora non gli sia riuscito di diffondere anche nella “sua” Ustica, nella quale risiede, della quale è cittadino onorario e nella quale nel 2001 gli  è stato conferito il premio “Tridente d’Oro dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee; rammarico comunque che non ha mai escluso la speranza che al più presto una calendarizzazione di questo evento a beneficio di isolani e turisti possa per egli stesso costituire piacevole eccezione al famoso e antico detto che nessuno è profeta in patria. “Mimmo“, così per gli amici, quindi anche per me, al termine si “confessa” con alcuni pensieri; raggrupparli e riportarli costituisce per me una gradita occasione, pur nella assoluta modestia del mio conferimento, per aumentare simbolicamente il già alto numero di riconoscimenti presenti, come detto, nella sua bacheca: “Recita un detto arabo <quando vivi in un’isola devi farti amico il mare> per questo il vizio mio primario fu lasciarmi cullare dalle onde per rubare con occhi assetati paesaggi sommersi, segretamente custodito, che il mare accogliendomi mi offriva, senza giudicarmi” … “compresi così che immagini, parole e sentimenti sono fra loro comunicanti, forse perché poesia e fotografia condividono fin dalle origini la stessa suggestione metafisica e notturna, gli stessi significati simbolici e allegorici, sono due strumenti a nostra disposizione per lasciare qualcosa di palpabile a chi ama ancora fantasticare”… “era essenziale trovare un luogo in cui raccontare i miei silenzi” … “lasciatemi solo col mare, sono nato per pochi pesci!”. Mi congedo dal padrone di casa con un affettuoso abbraccio a lui e una ripetuta carezza al suo splendido e docile cane; lascio l’appartamento e mi avvio a piedi accompagnato  nel breve tratto di strada da una considerazione: in un momento in cui Mimmo era impegnato a sistemare il proiettore i miei occhi erano andati su una pubblicazione; il Presidente di Giuria del Festival Internazionale dell’Immagine Subacquea di Strasburgo, Bernard Le Saout, nel consegnargli per la settima volta il premio quasi lo “rimprovera” dicendogli “nella tua multivisione dici <non sono un poeta>; ma chi allora, se non tu, può dirsi poeta?”. Dopo quanto ho visto, letto e sentito, come dargli torto, ho pensato cammin facendo.

a cura di Mario Oddo

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RINGRAZIAMENTI

Da Palermo Domenico Drago

Ringrazio tutti per la condivisione e la partecipazione corale all’articolo a firma di Mario Oddo.
Mimmo Drago.

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COMMENTO

Da Massimo Testai

Conosco Mimmo da oltre 40 anni e con Lui condivido
un amore profondo per il mare . Custodisco gelosamente tutti i suoi fantastici, vittoriosi lavori o meglio capolavori e non mi sono assolutamente sorpreso quando ho saputo che Mimmo ancora una volta aveva vinto con ” Non sono un poeta”.
Bellissimo lavoro che conferma le grandi capacità di Mimmo Drago come fotografo ma,soprattutto,di artista geniale che va dritto al cuore di noi terrestri.

 

 


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2 thoughts on “Domenico “Mimmo” Drago, quando la fotografia fa rima con musica e poesia.

  1. Conosco Mimmo da oltre 40 anni e con Lui condivido
    un amore profondo per il mare . Custodisco gelosamente tutti i suoi fantastici, vittoriosi lavori o meglio capolavori e non mi sono assolutamente sorpreso quando ho saputo che Mimmo ancora una volta aveva vinto con ” Non sono un poeta”.
    Bellissimo lavoro che conferma le grandi capacità di Mimmo Drago come fotografo ma,soprattutto,di artista geniale che va dritto al cuore di noi terrestri.

    Massimo Testai

  2. Ringrazio tutti per la condivisione e la partecipazione corale all’articolo a firma di Mario Oddo.
    Mimmo Drago.

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