IL REPORTAGE. Ustica, La Perla Nera Del Mediterraneo


di ALESSANDRO FILIPPINI

C’è un’isola nel Tirreno, 36 miglia a nord di Palermo, famosa forse più per essere stata teatro di una delle pagine più oscure e mai chiarite delle nostre cronache, che per il suo fascino. Ustica.

La piccola isola vulcanica è innanzitutto di una rara, aspra bellezza. Non ci sono spiagge ad Ustica, soltanto poche piccole calette balneabili di roccia per chi cerca il mare che non strizza l’occhio a  turisti casuali. Mare cristallino, turchese e profondo. E tramonti da mozzare il fiato, ogni sera. Qui vento e correnti dettano regole e ritmi. E questo può voler anche dire che ad esempio una volta pianificata la traversata di ritorno si rimanga invece bloccati per una libecciata che paralizza i trasporti. Già, i trasporti..sono proprio questi insieme all’assenza di spiagge la chiave della natura remota di questa isola. Non c’è un aeroporto ad Ustica, e quindi forse per molti è più facile raggiungere grazie a voli low cost, altre isole o magari località costiere più a portata di mano.

Per capirci, per una famiglia palermitana sarà sicuramente più pratico ed economico raggiungere in auto ad esempio la bellissima San Vito lo Capo, con la sua spiaggia e la movida.

Il paese di Ustica è piccolo, c’è lo stretto indispensabile.

Queste caratteristiche le sono  valse l’appellativo di Perla Nera del Mediterraneo. Una perla rimasta quindi al riparo dal turismo di massa e dai riflettori di un’industria che troppo spesso punta  a creare divertimentifici a scapito del rispetto e la conservazione che coste ed isole del nostro paese meriterebbero. E non è che negli anni siano mancate le presenze illustri con la vita mondana che ne consegue, che però si adattava all’isola. Poi, stranamente, tutto si è fermato.

Ma Ustica è da sempre sopratutto l’isola dei subacquei, con siti d’immersione tra i più belli del Mediterraneo, la “secca della colombara”, lo “scoglio del medico”, solo per citarne alcuni. Enzo Maiorca ha legato la sua vita ad Ustica specie dopo che nel 1962 vi stabilì il nuovo record in apnea di -51 metri, limite ritenuto fino a quel momento invalicabile. “Ricordi Maiorca, non superi i 50 metri o il mare la schiaccerà” così lo ammoniva all’epoca il Dr. Cabarrù. Ma lui decise diversamente.  E nel 1988 ancora un record, ancora ad Ustica, -101 metri. Aveva 57 anni. Una volta, intervistandolo gli chiesi perchè si spingesse sempre avanti, oltre le conoscenze mediche di allora, oltre le previste misure precauzionali. Mi rispose : “perché è bello”. Semplice. Nel 1986 intanto la perla del mediterraneo era diventata la prima area marina protetta italiana, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti per quanto riguarda difesa della biodiversità.

Già dai tempi del primo record di Maiorca, Ustica era sede del premio Tridente d’oro, una sorta di “nobel del Mare” riconoscimento dell’accademia internazionale di scienze e tecniche subacquee, conferito a chi si distingue a vario titolo in attività inerenti il blu. E quindi fotografi, ricercatori, biologi, medici iperbarici, apneisti. Jacques Mayol lo vinse nel 1971 e Maiorca nel 64. Proprio al recordman siracusano è dedicata la quarta edizione di “Ustica Villaggio Letterario”, in programma dal 1° giugno al 1° settembre 2018, nella cornice di Punta Spalmatore, ad Ustica, dove stanno avendo luogo manifestazioni culturali di vario genere che ruotano intorno al mare, ma non solo. Mentre il paese è stato in queste settimane la cornice ideale per le attività divulgative dell’Accademia e per il conferimento del secondo gruppo di tridenti edizione 2018, che quest’anno sono andati al giornalista Massimo De Angelis, a Leonardo Imporzano, subacqueo, giornalista e divulgatore e a Giorgio Caramanna, idrogeologo.

Insomma, Ustica merita una visita, una vacanza, e non è necessario essere subacquei per godere delle sue bellezze, delle testimonianze storiche che ricordano quando Gramsci, tra gli altri, venne qui esiliato tra il 1926 e il 1927. Ma fate attenzione perché se amate il mare quest’isola, come racconta qualcuno, rapirà una parte di voi. Per sempre.

Fonte: ilsudonline

 

 

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