Intervista al pianista Alberto Chines: – La musica, i ricordi e un nuovo Festival Internazionale ad Ustica.


Fra gli ideatori del programma “Ustica Villaggio Letterario” edizione 2017 si registra la prestigiosa “new entry” del pianista classico palermitano Alberto Chines che, ancor molto giovane, vanta già al proprio attivo numerosi quanto importanti premi e riconoscimenti alla sua attività musicale anche ben oltre i confini nazionali. Ovunque si sia esibito non c’è stata platea che non gli abbia tributato scroscianti applausi, non c’è stata stampa specializzata che non gli abbia concordemente rivolto critiche favorevoli. Sia pure in forma virtuale, mi sono procurato il piacere di incontrarlo;  è nata questa simpatica “chiacchierata”: …

Alberto, leggo di un tuo debutto al Teatro Massimo di Palermo a soli quindici anni; nel caso puoi ben dire che nel tuo “cosa farò da grande” non ci sia stata altra veduta se non per la carriera musicale; pianista quindi nato, non diventato? …

 “Cominciare presto, da bambini, è cosa del  tutto comune nel nostro ambiente. Per molti, come nel mio caso, all’inizio non è che un gioco. Ho sempre avuto un pianoforte a casa, amavo strimpellarci (spesso di nascosto), il mio primo insegnante era un caro amico dei miei genitori, quindi è stato tutto molto naturale. Potrei anche aggiungere che non solo il mio, ma quasi tutti i percorsi artistici sono fatti di piccoli passi, susseguirsi di esperienze, fatiche, gioie e delusioni. Niente arriva dal nulla, c’è una base indispensabile di talento, certo, ma c’è anche una serie interminabile di piccole e grandi scelte e, soprattutto, un lavoro immane. Quindi direi nato con una certa attitudine, forse, ma tutto il resto è il risultato di anni e anni di sviluppo artistico e personale.”   

La tua prima presenza ad Ustica risale a vent’anni or sono; chiedo non al musicista ma al turista: andando indietro nella memoria c’è un ricordo particolare legato a quelle iniziali frequentazioni dell’isola ? 

“Ce ne sono un’infinità: i primi soggiorni all’Hotel Grotta Azzurra, i concerti in piazza (cercavo sempre di fare amicizia con leband nella speranza che mi lasciassero provare i loro strumenti), la prima volta che entrai in quella che di lì a poco sarebbe diventata la mia casa, le immersioni, i giri in barca…e poi le amicizie estive, presto evolute in rapporti veri, profondi e duraturi, le tante persone meravigliose che ho trovato sull’isola e le altre che vi sono approdate, come me, quasi per caso”…

Alberto, qualcuno ha scritto <la musica spazza via dall’animo la polvere della vita quotidiana>. Questa metafora del musicista-”aspirapolvere” sarà magari irriverente nella forma ma abbastanza calzante nella sostanza. Non credi ? 

“Credo non ci sia nulla di sbagliato nella fruizione della musica come mezzo per astrarsi dalle difficoltà quotidiane, ma credo anche che ci sia molto, ma molto altro che la musica possa offrire: gioia e godimento interiore, arricchimento spirituale, conoscenza, sorprese continue e incredibili, riflessione, introspezione, osservazione, attività e passione. Ecco perché il compito del musicista è così arduo ed esaltante allo stesso tempo; siamo mediatori, parliamo attraverso le opere di personalità immense del passato e del presente, cerchiamo di trasmettere tutto questo a chi ci ascolta, cerchiamo di dare il nostro apporto a una causa che è molto più grande di noi”  

Un tuo sogno che si realizza, un festival internazionale nell’isola a tua direzione artistica nella suggestiva cornice dell”HUPS, Ustica Hotel Punta Spalmatore, con esibizione di artisti di fama mondiale. Ci anticipi qualche particolare su questo atteso evento? …

“Con immenso piacere! L’idea di un festival a Ustica risale a non poco tempo fa, ma è diventata una realtà tangibile soltanto da qualche mese. Quel che mi ha sorpreso e mi ha reso felice è stato l’entusiasmo degli artisti che ho coinvolto. Parliamoci chiaro, avere la possibilità di portare a Ustica pianisti del calibro di Ingrid Fliter, Davide Cabassi e Tatiana Larionova non è cosa comune: si tratta di musicisti strabilianti, presenti regolarmente nelle maggiori sale del mondo, autori di dischi importanti, interpreti davvero d’eccezione. Non è cosa comune avere un clarinettista formidabile come Anton Dressler, che attraverso il suo strumento e diverse apparecchiature elettroniche riesce a creare una vera magia, un caleidoscopio di suoni e colori inediti e cangianti. Il concerto di apertura, il 16 luglio, sarà affidato al Trio Casa Bernardini, composto da me, dal violinista Marcello Miramonti e dal violoncellista Enrico Graziani. Consiglio infine di seguire la pagina Facebook del festival (facebook.com/musicamanentfestival) per tutti gli aggiornamenti, le curiosità e le anteprime su questa prima edizione”  

Alberto, da musicista e da “usticese” chiudi tu come meglio credi questa nostra simpatica chiacchierata.

…”Solo a patto che si tolgano le virgolette da “usticese”!  Scherzo, naturalmente, ma quel che voglio dire è che, appunto perché sono usticese d’adozione, mi sento ancor più legato a questo luogo e ai suoi abitanti che mi hanno accolto con tanto affetto, e sono felice di poter finalmente partecipare con qualcosa di mio. E, naturalmente, un ringraziamento speciale va all’HUPS, ad Anna Russolillo e a tutti gli ideatori del Villaggio Letterario 2017, che hanno creduto subito in questo progetto, rendendolo possibile”.   

Ringrazio Alberto Chines per la sua cortese disponibilità; come ha auspicato, il pubblico dell’HUPS saprà  sicuramente vivere questo “suo” festival non come vetrina ma come punto di incontro; quanto all’appello <venite ad Ustica> non è che una conferma del suo amore per l’isola. Non c’è che dire: un “testimonial” veramente d’eccezione.

Mario Oddo

 

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