L’archeologia a Ustica. Esperti ne hanno parlato in un convegno del Centro Studi.


L'archeologia a Ustica. Esperti ne hanno parlato in un convegno del Centro Studi.Si è tenuto giorni or sono nella sala del Museo “Antonio Salinas” di Palermo il convegno sul tema “L’Archeologia a Ustica. Stato attuale e prospettive” che ha concluso il nutrito programma del 2016, anno che ha visto Vito Ailara passare il testimone della presidenza a Maria Grazia Barraco.  Dopo la presentazione della Direttrice del Museo nonché socia del Centro, dott.ssa Francesca Spatafora inappuntabile nel suo ruolo di “padrona di casa” e il saluto ai numerosi e attenti convenuti e della Presidente, è stato un susseguirsi di interventi di esperti della materia, le cui relazioni  hanno posto vari accenti in base alle loro competenze ed esperienze peraltro riconosciute in ambito nazionale ed internazionale; una importante  occasione per fare il punto su passato, presente e prospettive future dell’archeologia ad Ustica tra “ricerca, valorizzazione, esposizione e protezione del vasto patrimonio terreno e subacqueo spesso difficile da mantenere e più spesso da gestire” per via, amara constatazione puntualmente ricorrente in ogni singolo intervento, delle risorse economiche assolutamente carenti  rispetto alle ricorrenti esigenze. Al tavolo dei relatori  hanno esordito prima, telegraficamente, il prof. Giovanni Mannino e poi Vito Ailara più in dettaglio, per prima cosa richiamandosi entrambi al ruolo fondamentale recitato da padre Carmelo da Gangi nel loro accostamento all’archeologia e  con più articolati passaggi da co-autori della prima “Carta Archeologica dell’Isola di Ustica”, pubblicazione presentata nell’occasione; quindi in successione: Francesca Spatafora  che ha fatto rivivere le sequenze dello scavo al Villaggio preistorico dei Faraglioni; Franco Foresta Martin che ha illustrato con dovizia di informazioni “tecniche” quanto le ossidiane, che agli occhi di un profano potrebbero apparire “solo pezzi di vetro” in effetti abbiano costituito importante contributo, attraverso mirate analisi geochimiche, alla conoscenza degli scambi culturali dell’Isola in epoca preistorica; Stefano Vassallo che ha avanzato ipotesi e valutazioni su un silenzio archeologico che ha avvolto Ustica tra il VII e IV secolo a.C. “presumibilmente perché l’Isola era considerata punto di riferimento per naviganti e non di approdo“;Gianfranco Purpura in assoluto tra i maggiori specialisti in archeologia sottomarina che ha illustrato da quante meraviglie già scoperte e altre ancora sicuramente da scoprire sia segnato l’itinerario archeologico subacqueo di Ustica; Giuliano Volpe che da esperto sul tema, oltre a richiamare il ricordo di antecedenti ricerche nel profondo del mare usticese, ha sottolineato la necessità della preservazione del nostro patrimonio subacqueo  e con esso dell’identità culturale; Gabriella Calascibetta, che, preziosissima, ha guidato i presenti alla vista virtuale del Museo Archeologico di Ustica “al Fosso” ricco di antichissime testimonianze strutturali ed espositive, “trasformato da posto di sofferenza di un tempo, oggi a spazio culturale alla pubblica fruizione”; assente giustificato il Direttore della Soprintendenza del Mare, Sebastiano Tusa, del quale nel corso del convegno è stata più volte sottolineata la fattiva collaborazione col Centro Studi,  conclude gli interventi Emanuele Tornatore con il suo innovativo “progetto ecomuseo tra comunità locale e sviluppo territoriale” in cui, in forme diverse da altre, il variegato patrimonio ambientale e culturale usticese nelle intenzioni riesca ad attirare non solo attenzioni locali ma anche esterne col risultato di ulteriore valorizzazione nel tempo. La concomitante ricorrenza di S. Lucia ha suggerito all’organizzazione  l’allestimento di un buffet a base naturalmente di assaggi della tradizionale “cuccia” graditissima durante una pausa a metà programma, il tutto sotto la cortese e perfetta  gestione di Giusi Barbata facente parte del Consiglio direttivo del Centro  con compiti di rapporti con l’Università. In sala tanta e tutta “bella gente” fra i quali il Sindaco  Attilio Licciardi, che, compiaciuto per le qualificate presenze tra i relatori e per l’argomento messo in luce, ha assicurato “che tutta l’attenzione possibile sarà – nei limiti –  riservata dall’Amministrazione comunale isolana al tema dell’intero patrimonio archeologico”; Salvatore Livreri, Direttore dell’A.M.P. Ennio Sassi, “editor” del del periodico <Lettera>;  l’arch.  Rosanna Pirajno e Giulio Calderaro  Vicepresidente e Gaetano Argento Segretario.   Al termine il convegno è stato anche occasione per un piacevole scambio di auguri per le imminenti Festività natalizie.  In coda un gustoso siparietto che ha visto  il sottoscritto in veste di promotore di un micro-sondaggio in cui al volo ha chiesto a tre esperti: “a Ustica in una ideale gara fra chi è più fonte inesauribile di reperti prevarrebbe la terra o il mare?”. Vito Ailara ha risposto “terra”; il prof. Mannino “mare”; risultato finale in mano al prof. Purpura che “ha votato”, e gli sarà sicuramente costato molto, “terra”. Risultato, <terra “batte” mare” 2 a 1>. Ad altri esperti in archeologia terracquea eventualmente il compito di riaprire la “partita”.

a cura di Mario Oddo

 

 

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