Il problema della “destagionalizzazione” turistica a Ustica; un progetto per risolverlo.


Riparto dalla dichiarazione conclusiva rilasciata nel precedente articolo dallo Chef Enzo Oliveri “… l’isola mi sta moltissimo a cuore e da poco ho iniziato a frequentarla anche per lavoro insieme alla delegazione della <Bucks University> con la quale è in via di sviluppo un interessantissimo progetto finalizzato  ad indicare Ustica come una delle sedi dell’Università della Ospitalità’ che contiamo realizzare in Sicilia”. Sorge spontaneo conoscere in cosa il progetto consiste, come è nata l’idea di poterlo realizzare a Ustica, in che modo si svilupperà e quanto beneficio possa portare all’isola e agli isolani nell’augurabile ipotesi di buon fine; soddisfa la mia “curiosità” un co-promotore del progetto, l’avv. Francesco Menallo che cortesemente me ne fornisce in sintesi i passaggi: “L’anno scorso in un giorno di luglio, nel corso di un “giro” per valutare le “locations” siciliane più interessanti in cui aprire delle sedi della progettata “Università della Ospitalità” ho portato ad Ustica lo Chef Enzo Oliveri, David Foskett (esperto di notorità mondiale del settore), la preside di una nota Università londinese del settore ed un docente (di “gestione aereoporti”) della stessa. Ci eravamo recati ad Ustica sostanzialmente per verificare la possibilità di svolgere anche qui le attività della Fondazione che presiedo unitamente alla Università inglese. Abbiamo visitato la struttura abbandonata del “Grotta Azzurra” ed abbiamo avuto un gradevolissimo incontro presso il Villaggio Punta Spalmatore dove abbiamo pranzato; nel corso della conversazione e dopo aver visitato la struttura, lo Chef Enzo Oliveri (David Foskett non finiva di stupirsi del fatto che la struttura non fosse strapiena in pieno luglio ma sarebbe stato troppo complicato spiegargli in poco tempo degli annosi problemi dei trasporti, ecc.) ha conosciuto l’arch. Anna Russolillo ed hanno approfondito alcune tematiche, ripromettendosi di risentirsi, cosa che hanno fatto concordando telefonicamente la partecipazione dello chef stellato al prossimo programma del Villaggio Letterario. L’iniziativa che stiamo cercando di far partire in collaborazione con i personaggi che ho sommariamente descritto, in Sicilia (a Bagheria) con la possibilità di organizzare alcune attività anche ad Ustica, è una vera e propria facoltà universitaria che tratta temi che vanno dalla cucina alla gestione degli aereoporti, in generale tutto quello che attiene all’accoglienza (hospitality) in tutte le forme possibili.  Da tempo c’è un buon rapporto di collaborazione con Enzo Oliveri, palermitanissimo che non ha mai dimenticato le sue origini, passato dal Borgo Vecchio di Palermo a Londra dove vive da 30 anni durante i quali ha scalato con crescente successo i  più alti gradini della ristorazione. Quando ha constatato che in Inghilterra il settore dell’ospitalità, inesistente in Italia, tirava tantissimo, lo Chef ha pensato che fosse il caso, anzicchè di far trasferire i ragazzi italiani in Inghilterra per studiare in questo settore, di creare le condizioni per un percorso inverso, cioè fare venire gli stranieri da tutto il mondo nel nostro paese.  Ed ecco che da un paio d’anni stiamo collaborando alla realizzazione di un programma con la BBC che manda in onda brevi trasmissioni di mezz’ora in cui Enzo Oliveri ed un altro famoso cuoco italiano, l’abruzzese Aldo Zilli, girando per la Sicilia, si fermano in posti particolarmente belli e mettono su una cucina da campo dove cucinano piatti eccezionali in mezzo alla gente, con sfondi da cartolina: Villa Valguarnera, i faraglioni di Scopello, lo sfondo dell’Etna innevato visto da Aidone e tanti altri; hanno avuto un successo incredibile, tant’è che i due Chef continuano a ripetere l’esperimento ogni anno. Sono venute fuori delle bellissime trasmissioni che, fatto non trascurabile, prodotte dalla BBC poi passano in tutte le emittenti televisive di lingua inglese del mondo per cui le vedranno “appena” un paio di  miliardi di persone, un veicolo pubblicitario enorme. La Sicilia innegabilmente gode  di buona fama in Inghilterra sia per quanto riguarda la cucina e, circostanza quasi impensabile, gli inglesi sono rimasti affascinati dai suggestivi paesaggi evidenziati dalla serie televisiva “Il commissario Montalbano”, che nel Regno Unito ha spopolato. C’è un’altra “pista” che stiamo seguendo con la dovuta attenzione. La Università che collabora con noi è una struttura che ha sede anche ad Hong Kong dove è stato aperto un corso di cucina mediterranea senza che, paradossalmente, ve ne sia uno in Sicilia , quasi a confermare il detto “nemo propheta in patria”…  Assicurare una convenzione, previo accordo col governo cinese, che ci garantisca un tot persone nell’arco di tutto l’anno, sarebbe una manna per la Sicilia ma anche per Ustica; è una mia vecchia idea alla quale sto lavorando per la quale avevo già preso contatti con collegamenti cinesi e ce li ho ancora: migliaia di turisti ogni anno arrivano all’aeroporto di Comiso;  la cosa interessante è che si fermano non uno ma  anche una decina di giorni, per cui hanno tempo per andare in giro;  riuscire a trovare un collegamento per dirottare questo tipo di turismo ad Ustica sarebbe una gran  soluzione al noto e mai risolto problema della “destagionalizzazione” turistica dell’isola con inimmaginabili potenziali benefici che ne verrebbero dal diretto e dall’indotto. L’incontro con gli ospiti inglesi è stata anche occasione per valutare la fattibilità di questo progetto al vaglio delle strutture ricettive alberghiere che l’isola sarebbe in grado di offrire in previsione di quella che potrebbe verificarsi come una “invasione” con incredibile incremento turistico per l’intera isola specificatamente in periodi poco frequentati se non addirittura in bassissima stagione.  L’Hotel Ustica Punta Spalmatore, in primis, (su questo c’è stata unanimità di valutazione “italo-inglese”), sarebbe struttura assolutamente idonea a fornire le garanzie e gli spazi necessari.  Siamo stati tutti felici di accogliere questa idea e di adoperarci con tutte le nostre forze per tentare di portare questo modello di turismo, ad Ustica, fermo restando che dal “Villaggio Letterario” sarebbe bellissimo poter approdare anche al “Festival degli scrittori mediterranei”, mio vecchio sogno, sul modello di quello che accade da anni nell’isola svedese patria di “Pippi Calzelunghe” che tutti i miei coetanei ricorderanno, di Gotland e dell’isolotto di Faro, in cui da quasi vent’anni si organizza un affollatissimo festival degli scrittori baltici, in cui si può sedere al tavolo di un bar e scambiare impressioni con Nobel del profondo nord Europa … che magìa poter fare lo stesso ad Ustica, mettendo allo stesso tavolo israeliani ed arabi, spagnoli, francesi, italiani e greci … questo potrebbe aiutare a ricostruire la pace rilanciando gli scambi culturali e l’economia … un sogno?  Forse … ma sono progetti come questi che ci mantengono vivi”.  Ringrazio l’avv.to Francesco Menallo per le informazioni cortesemente fornite e non possiamo non augurare a lui e a quanti a vario titolo lo collaborano che l’iniziativa abbia quanto prima successo a vantaggio non certo del singolo ma del rafforzamento socio-economico dell’intera comunità usticese. In chiusura  si ricorda ancora  che nel quadro di questo progetto all’interno del programma “Ustica Villaggio Letterario” lo chef di fama internazionale, londinese di residenza ma palermitano nel cuore, Enzo Oliveri, sarà presente a Ustica dal 18 al 25 giugno all’Hotel Punta Spalmatore dove presenterà <La Cucina Siciliana a regola d’arte> Masterclass, Degustazioni e Cooking Show.

a cura di Mario Oddo

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