Quando i Comandanti erano, prima di tutto, Marinai


[ id=16695 w=320 h=240 float=left] Tanti anni orsono i Comandanti che assicuravano i collegamenti tra Ustica e Palermo erano….MARINAI! Velieri (OLGA), rimorchiatori, piccoli PIROSCAFI a carbone, carrette di ogni genere. Ma quanto in meno avevano le navi (sic) tanto piu’ avevano I MARINAI. Nel 1948 ricordo: VELIERO OLGA, PARTENZA DA PALERMO ore 7 arrivo a Ustica ore 15. ( sarebbe gradita testimonianza e foto dell’Olga). I nomi negli anni sono diventati mito:CANNATELLA, DI LIBERTO……FELICE LEONE. A quest’ultimo usticese DOC , amico d’infanzia, compagno di gioco, un augurio di BUONA PASQUA e un saluto affettuoso.

I giovani “COMANDANTI ” di oggi traggano esempio dal passato e siano, cortesemente, un po’ piu’ rispettosi degli ISOLANI.

Sempre nel rispetto che “CHI E’ A MARE NAVIGA CHI E’ A TERRA GIUDICA” non possiamo non rilevare che molte corse vengono “saltate” (a mio avviso con insufficienti motivazioni) e lo stesso dicasi per partenze anticipate senza preavviso. Comunque un grande AUGURIO DI BUONA PASQUA a tutti nello spirito di comprensione e collaborazione e nel rispetto reciproco.

Angelo Longo

 

 

Un pensiero riguardo “Quando i Comandanti erano, prima di tutto, Marinai

  1. 0

    Gentile Sig. Longo,
    mi consenta di esprimere il mio pensiero in merito al post da Lei pubblicato e che con profondo stupore mi chiama in causa.
    Spesso nel trattare l’argomento dei trasporti marittimi da e per l’isola di Ustica, si é con molta facilità “generalizzato” facendo di tutta l’erba un fascio…..tutto ciò, come più volte manifestato, mortifica l’operato di chi ogni giorno cerca tra enormi difficoltà di servire diligentemente la popolazione Usticese.
    Non posso certamente valutare la qualità mio operato, quello possono farlo solamente i miei passeggeri, ma senza dubbio alcuno posso giustificare le mie decisioni nell’omettere, anticipare o posticipare le partenze.
    Per sua informazione, quando per SICUREZZA valuto d’omettere un viaggio, sono tenuto a motivare in modo tutt’altro che insufficiente la mia decisione, per tale ragione viene inviata una mail all’Amministrazione Marittima, alle biglietterie sociali, alla Compagnia di Navigazione e per intimo gaudio anche a USTICA SAPE, nella quale vengono fornite motivazioni complete di bollettini Meteomar e dati ondametrici.
    Lei crede forse che con un controllo così capillare, se scrivessi delle castronerie piuttosto che dei dati inconfutabili, mi trovarei ancora al mio posto?
    In merito al rispetto per gli isolani, credo che da parte mia sia assoluto e sia stato dimostrato in innumerevoli occasioni, ma giusto per rinfrescarLe la memoria evidenzio il caso della scorsa settimana, quando per consentire alle due rappresentanze calcistiche isolane di poter serenamente disputare gli incontri previsti con le compagini provenienti dalla provincia, siamo rimasti NON in sicurezza all’interno di Cala Santa Maria fino alle ore 14.30 ( sfondando due parabordi del valore di 500 € cadauno ) mentre “altri battevano la ritirata già alle ore 12.00”.
    Oppure quando quest’inverno per tutelare 6 passeggeri che avevano previsto di lasciare l’isola con la nave (che poi ha omesso la partenza), sia dovuti tornare indietro per imbarcarli, operando nuovamente in condizioni al limite della sicurezza.
    Per quanto sopra esposto credo dunque che poco ho da prendere d’esempio da altri colleghi del passato ai quali va peraltro tutta la mia stima e considerazione.
    Infine, sempre nel rispetto che “CHI E’ A MARE NAVIGA CHI E’ A TERRA GIUDICA” , mi permetta di pretendere che a giudicarmi sulle questioni tecniche-operative o sulle mie doti marinaresche sia almeno un mio parigrado o quantomeno qualcuno che sia in possesso degli elementi e dei titoli per poterlo fare.

    Scrisse Seneca: “È ingrato chi nega il beneficio ricevuto,
    è ingrato chi lo dissimula, è ancora più ingrato chi non lo rende,
    ma il più ingrato di tutti è colui che lo dimentica”

    Con sincera stima
    C.L.C. Giuseppe Bertolini

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