Zona attracco alternativo – Cimitero


 Zona attracco alternativo - Cimitero
Zona attracco alternativo – Cimitero

Ustica, Attracco nave molo alternativo del Cimitero


Attracco nave molo alternativo del Cimitero
Attracco nave molo alternativo del Cimitero

Faraglioni e attracco alternativo visti dalla falconiera – Rivellino


Faraglioni e attracco alternativo visti dalla falconiera - Rivellino
Ustica, faraglioni e attracco alternativo visti dalla falconiera – Rivellino

Ustica, faraglioni e molo alternativo


Ustica, Faraglioni e molo alternativo
Ustica, Faraglioni e molo alternativo

Ustica, traghettino N.G.I. al molo alternativo

Traghettino N.G.I. al molo alternativo
Traghettino N.G.I. al molo alternativo

Ustica, attracco nave al molo alternativo


Ustica, attracco nave al molo alternativo
Ustica, attracco nave al molo alternativo

Ustica faraglioni, mare molto mosso


Ustica attrasso alternativo efaraglioni mare molto mosso
Ustica attrasso alternativo efaraglioni mare molto mosso

Molo alternativo del Cimitero e Faraglioni


Molo alternativo del Cimitero  e Faraglioni
Molo alternativo del Cimitero e Faraglioni

Ustica, tramontana con nave al molo alternativo


Tramontana con Nave
Tramontana con Nave al molo alternativo

Ustica, molo alternativo zona Cimitero


Zona molo del Cimitero
Zona molo del Cimitero

Ustica, zona molo alternativo del Cimitero


 Zona Molo alternativo del Cimitero

Approdo alternativo allo spalmatore – “solo gli stupidi non cambiano opinione”


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Molo alternativo Punta Spalmatore

 

 

SOLO GLI STUPIDI NON CAMBIANO OPINIONE: questa massima è diffusamente utilizzata dai voltagabbana. Un paio di giorni fa postavo su facebook tale concetto che ancora una volta si è mostrato di attualità . Tale post continuava col cambio di opinione dettato, probabilmente, da un proprio personale tornaconto.

Nel Consiglio comunale del 25/05/2015 l’amministrazione Licciardi, su richiesta di 3 consiglieri comunale di “Ustica Democratica”, ha proposto un atto di indirizzo per la realizzazione dell’approdo alternativo in località Spalmatore.

E sino qui nulla di trascendentale o scandaloso: è nella prerogativa di qualsiasi consigliere proporre, approvare o non approvare, astenersi, criticare, modificare ecc. ecc.

Ma ha davvero dell’inverosimile se tale atto di indirizzo viene proposto da coloro i quali due anni prima, durante la loro campagna elettorale, lo hanno osteggiato e criticato ed hanno addirittura deriso, in tutte le salse e maniere, la parte avversa politica che invece sosteneva la fattibilità e l’utilità di tale approdo alternativo, con l’utilizzo dello stesso solo in determinate condizioni.

Quanto è avvenuto continua ad Continua a leggere “Approdo alternativo allo spalmatore – “solo gli stupidi non cambiano opinione””

Ustica, sbarco molo alternativo zona Cimitero


Ustica, sbarco molo alternativo zona Cimitero

Ustica, approdo alternativo e faraglioni


Zona Cimitero - faraglioni

Ustica: Molo alternativo e faraglioni


Molo alternativo - faraglioni

Molo Alternativo Cimitero


 

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COMMENTO

Da Ustica Calogero Pitruzzella

Caro Pietro, forse mi sono perso qualcosa per quanto riguarda il molo al cimitero, ma dimmi in quale riunione si e parlato del molo alternativo al cimitero, comunque voglio dirti che il molo in oggetto non e funzionale, richiede una modifica radicale e predisporlo in diverse funzionalità per combattere i venti di traversia, comunque la presenza degli esperti in materia, addetti a questi tipi di lavori potranno dare una risposta ben precisa. ti saluto un abbraccio Calogero Pitruzzella.

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Da Milano Mino De Girolamo

Caro Pietro bellissima foto del molo Cimitero con un mare bellissimo e calmissimo ! Ma nel titolo la parola “alternativo”suona quasi come una beffa ! Come tutti sanno sopratutto d’inverno ed anche in primavera il molo Cimitero tanto alternativo non lo e’!! Con questo non voglio riaprire una polemica che come tutti sanno e’ stata coinvolta la vecchia Amministrazione Comunale -Capitaneria, vari Enti ecc. ecc. , mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il vecchio progetto proposto (ed accettato da quasi tutti i cittadini che allora furono coinvolti ), da Salvatore. Militello .Comunque in questo momento di grave crisi ,dove difficilmente le promesse dei politici arrivano a buon fine , cito un vecchio proverbio che dice : meglio feriti che morti !!! Teniamoci il Molo “alternativo” del Cimitero.Un affettuoso saluto Mino De Girolamo .

Area Marina Protetta e Approdo alternativo


[ id=11074 w=320 h=240 float=left] Non risponde al vero che in Ustica è crescente il disinteresse nei confronti dell’area marina protetta, come afferma Mimmo Fontana-Presidente di Legambiente Sicilia. Egli affermando ciò dimentica che l’allora Riserva Marina è stata voluta dagli usticesi che, fin dall’inizio, hanno capito quali benefici avrebbe potuto apportare all’economia isolana, non gli è stata imposta da nessuno. La riserva marina è stata istituita su un progetto promozionale redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Ustica ed il verbale di istituzione della stessa è stato firmato in Ustica nell’aula consiliare presenti i due ministri: Marina Mercantile (Ministero oggi soppresso) e Ambiente ed il Sindaco di Ustica pro tempore.

La Riserva di Ustica, è stata la prima ad essere stata istituita in Italia, se si esclude quella di “Miramare” che, essendo di limitata estensione più che di riserva trattasi di un parco.

Certamente un decennio di gestione commissariale che nulla o poco ha fatto, fa pensare che gli usticesi non sono più interessati alla riserva. Niente di tutto questo Ustica spera che la gestione della stessa possa tornare al più presto al Comune di Ustica e riprendere così quel cammino radioso, interrotto solo per la cocciutaggine di qualcuno-

Il Presidente di legambiente accusa ancora la comunità usticese di non mettere in campo alcun sforzo di creatività e, quindi suggerisce anziché realizzare un approdo alternativo, che Continua a leggere “Area Marina Protetta e Approdo alternativo”

Uso esclusivo del “Molo Spalmatore” per i tuffi.


[ id=10964 w=320 h=240 float=left] Allorché Salvatore Militello ebbe a rappresentare la necessità che il pontile di Punta Spalmatore venisse completato, pensavo che tale iniziativa dovesse ricevere il plauso da parte di tutta la popolazione usticese, poiché se il completamento di tale opera andasse a buon fine, eliminerebbe, come è capitato ad ognuno di noi, il pericolo, dopo ore di navigazione, di fare ritorno nel porto di partenza senza che la nave avesse effettuate le operazioni di ormeggio (qualche volta addirittura non parte in previsione di questa eventualità), per le avverse condizioni meteo marine negli approdi attualmente operabili Non è stato come io pensavo. Si sono formati, assurdamente, due schieramenti: i favorevoli ed i contrari.

I favorevoli, che Grazie a Dio hanno capito l’importanza di un approdo al riparo dai venti del Primo e del secondo quadrante, sono la maggior parte degli isolani e gran parte degli amanti dell’isola, ma vi è anche una parte di isolani e non, per fortuna pochi, fra questi il Sindaco, che sono contrari all’iniziativa.

Esaminiamo i motivi di queste contrarietà:

Primo fra tutti il Sindaco, per un motivo certamente encomiabile: Non vuole aggiungere cemento al cemento. Il Sindaco, però, non vive nell’isola e se anche a lui qualche volta è capitato che la nave abbia fatto ritorno a Palermo senza essere riuscita ad approdare nell’isola, poco o nulla gli importa in quanto egli vive a Palermo e quindi non risente dei disagi degli isolani.

La coscienza ambientalista che è in ognuno di noi isolani ha fatto si che Ustica si presenta ancora integra senza che le coste siano state invase dal cemento Per dimostrare come gli abitanti rispettano l’ambiente basta ricordare che nessuno ha imposto all’isola la Riserva Marina, ma siamo stati noi a chiederne l’istituzione. Tutte le altre riserve sono state istituite con la imposizione dello Stato e, molte volte, con il parere contrario delle popolazioni.

Il completamento del pontile dello Spalmatore, come ho già riferito in un mio precedente intervento, richiede modestissime opere. E’ sufficiente la realizzazione di un muretto di sponda , che si realizza da terra, senza l’intervento di mezzi marittimi, ed il livellamento dell’ultima parte della scogliera, di già in precedenza spianata, senza che queste opere apportino uno sconvolgimento ambientale, in quanto il pontile di già è esistente. Il prolungamento del muro di sponda potrebbe essere realizzato in pietra a faccia vista in modo da integrarsi perfettamente nella scogliera. .

L’ambiente deve essere inteso in una visione dinamica e non statica. A che serve avere coste che sembrano delle sculture che si aprono nella roccia, un mare luminoso cristallino e fondali di ineguagliabile bellezza se questi doni della natura non possono essere facilmente goduti per difficoltà di accesso o per mancanza di visitatori che disertano l’isola per la paura di rimanere bloccati per mancanza di collegamenti..

Alcuni temono che il completamento del pontile verrebbe ad impedirne l’utilizzo quale solarium. Nessuna paura in questi termini poiché il pontile quale ormeggio verrebbe utilizzato soltanto in emergenza (con tempi limitati allo sbarco e imbarco passeggeri e mezzi) e tale situazione raramente si verificherebbe nel periodo della bella stagione.

Qualcuno è addirittura contrario poiché teme di non poter più tuffarsi. sbaglia poiché il completamento del pontile gli consentirebbe in testata di usufruire di un trampolino naturale con un fondale sottostante di ben diciotto metri .

Il lamentarsi che il pontile, anche se incompleto, verrebbe utilizzato come approdo per i diving o per le barche, per chi vive di turismo, è incomprensibile, dovrebbe augurarsi che lo stesso venisse frequentato da uno sciame di yacht e, questo significherebbe che l’isola finalmente comincerebbe ad invertire il negativo processo di crescita..

Nessuna paura per la possibile interdizione del pontile ad uso dei bagnanti, non esiste alcun motivo per cui ciò possa avvenire. Il completamento servirebbe ad aumentare notevolmente la superficie a disposizione per la balneazione anzi, tale area, potrebbe essere attrezzata per l’utilizzo balneare.

Lo si ripete l’utilizzo del pontile quale approdo avverrebbe nella brutta stagione, difficilmente nel periodo estivo, per cui nessuna interferenza e nessun disturbo verrebbe arrecato ai bagnanti.

La messa in sicurezza della Cala Santa Maria, opera questa che ci si augura che, negli anni, possa essere realizzata, anche se si è un po’ scettici per gli alti costi, in ogni caso non risolverebbe totalmente il problema degli approdi in quanto la Cala S. Maria rimarrebbe sempre soggetta alla traversia dei venti meridionali.

Noi siamo più che convinti che l’approdo alternativo di “Punta Spalmatore” aprirebbe nuovi scenari in positivo e i nostri ragazzi avrebbero maggiori spazzi anche per i loro “tuffi” e per godersi tramonti mozzafiato.

Non è certamente in pericolo la integrità della zona di riserva integrale dell’area marina protetta , poiché nella delimitazione della zona “A” abbiamo, a suo tempo, tenuto presente la presenza del pontile e di conseguenza è stato lasciato libero un ampio specchio acqueo antistante la scogliera di Punta Spalmatore, operazione questa che ho curato personalmente con l’ausilio del puntone messoci a disposizione dalla ditta Adorno di Palermo, comandante del mezzo nautico Calogero Pitruzzella.

Certamente encomiabile la paura dei giovani per la integrità della zona di riserva integrale. Ma possono stare tranquilli poiché, lo si ripete, tale zona non verrà minimamente interessata dalle operazioni di ormeggio della nave di linea.

Mi auguro che questo mio intervento possa aver fugato qualche dubbio e possa così contribuire a dare tranquillità agli scettici.

Salvatore Compagno.

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COMMENTO

Dalla Germania Josè Zagami

Salve Sig. Salvatore C.,

il suo commento-appello dovrebbe far riflettere, specie coloro che continuano a comportarsi come gli STRUZZI…!!

 

 

Molo Alternativo Punta Spalmatore: Intervista al Sindaco – Seconda Parte

PASSATO

Si è detto che io avrei perso 3.000.0000 di Euro per il famoso molo che il CIPE aveva programmato. Io lo dicendo a microfoni aperti – quei soldi non ci sono mai stati, è stato soltanto un battage pubblicitario in campagna elettorale dall’assessore Parlavecchio.

Vengo convocato in prima riunione perché l’assessore Parlavecchio aveva intenzione di sbloccare quei soldi – ti figuri se un sindaco non va ad una riunione del genere. Era presente il suo Direttore Generale Casarubia. Ad un certo punto l’Ass. Parlavecchio si rivolge al suo Direttore Generale e gli chiede di sbloccare quei soldi – Quali soldi risponde il Direttore – Quelli del CIPE risponde l’ASS. Parlavecchia – Quei soldi, risponde Casarubia, non ci sono mai stati – Ormai andiamo avanti, risponde Parlavecchia, semmai li raddoppiamo…

Non è un caso che alle successive riunioni non ha mai partecipato né Casarubia né il compianto e defunto Giuseppe Giunta, Direttore delle Isole minori e tu sai essere vicinissimo, perché dello stesso identico avviso. Io stesso ho partecipato alle prime riunioni, poi ho capito la mala parata e non ci sono andato più – ci sono gli atti delle riunioni, sono ufficiali e si possono vedere. È andato a posto mio l’ex compianto Presidente del Consiglio Vito Natale e molto spesso anche, su suo invito, il dott. Rosario Calì allora, peraltro, Presidente dell’Ente Aeroporto e allora come oggi, persona piuttosto potente (esistono i verbali).

Io ho dato il mio assenso a fare il molo al villaggio dei pescatori, pur essendo a livello personale scontento. Il sindaco spesso deve fare quello che i cittadini chiedono – differente da quello che lui pensa. È vero, questa cosa io non l’ho seguita perché non amo farmi prendere per il sedere. Non ti pare strano che subito dopo le elezioni Regionali di questi tre miliardi di Euro non se ne è parlato più? Dove sono finiti quei soldi? Io dico che non ci sono mai stati.

Io invito chi non ci credesse a chiedere a Casarubia (ex Direttore Generale) o a chiamare Pietro Viviano (capo Genie Civile Opere Marittime) e chiedere che fine hanno fatto quei soldi. Tutto questo ha comportato che in un eventuale finanziamento del CIPE , essendo che noi eravamo in graduatoria prima e lo siamo tutt’ora, noi siamo i primi in classifica. Quindi se dovessimo presentare un progetto, e qui chiedo a tutta l’amministrazione un maggiore impegno, noi saremmo finalmente i primi.

Ecco perché io, il vice sindaco e il presidente del consiglio un anno fa siamo andati a Roma, al nuovo CIPE a chiedere questo finanziamento e hanno confermato che non c’è mai stato un finanziamento e che siamo i primi in classifica.

Per il passato ha ragione Militello quando dice che noi dobbiamo fare i conti con scelte sbagliate del passato sulla ubicazione dei moli ed è l’unica cosa di sensato, mi è stato detto, che è stato scritto. Questi sono i moli che abbiamo, non è che possiamo andare a ricostruire tutto ex novo anche perché sarebbe una fase di transizione di difficile gestione.

Abbiamo un tempo che è impazzito ed io ho paura. Abbiamo delle strutture che sono state dichiarate fatiscenti, ed io ho paura – non solo ho paura ma ho anche delle responsabilità e non voglio salire e scendere dal tribunale. Ieri, come tu hai scritto, sono stato convocato in tribunale, per un incendio che sicuramente non ho appiccato io (ero a Palermo). È stata negata l’archiviazione e l’indagine andrà avanti per altri cinque mesi, probabilmente sarò inquisito perché non ho vigilato opportunamente. Non sarà inquisito, invece, chi ha dato fuoco, vedi la follia, ma io che non ho vigilato appositamente.

Io non voglio essere inquisito anche per il porto e lì sarebbero danni maggiori , che un semplice incendio.

Noi dobbiamo mettere in sicurezza prima quello che abbiamo, se poi il prossimo sindaco, il prossimo consiglio comunale, i prossimi cittadini vogliono anche studiare nuovi sistemi, io non ho niente in contrario. Posso essere contrario a livello personale, ma comunque poco conta perché non sarà questa amministrazione a portarlo avanti, perché non ci sono i soldi, mentre è possibile che, se non facciamo tante storie, se non facciamo tante liti avremo i soldi, in quanto messa in sicurezza, in quanto pericolo per l’incolumità della nostra comunità, per poter mettere una buona parola su questi moli che sono fatiscenti. Questa è la storia.

Verso settembre ho organizzato, a mie spese, un incontro ed è venuto ad Ustica il Direttore dei Beni Culturali Campo (oltre che il soprintendente Gullo) il quale ha visto dal mare queste strutture e ha detto: Sig. Sindaco ma lei lo sa che sono tutti fuori legge perché Il cemento non può essere più a vista e lei dovrebbe ricoprilo in pietra. Il cemento è proibito .

Per quanto riguarda OGGI io, comunque, ieri ho avuto un incontro con il Genio Civile Opere Marittime, non l’ho detto niente nemmeno ai miei più stretti collaboratori perché non ho avuto il tempo di parlare con loro. Ci siamo aggiornati, alla presenza dell’Ammiraglio che deve valutare la sicurezza, perché è giusto così, perché io devo pensare alla vostra sicurezza più che ai vostri approdi, al 6-12-2011.

Io ho fretta perché se viene un temporale come quello della Liguria o come quello di Napoli, altro che discutere dove facciamo il molo… Io ho fretta di mettere i due moli in sicurezza.

Tre modi quindi di affrontare il problema.

PRESENTE – è quello che ho fatto io e non ci sono alternative, anzi gli sto dando anima e cuore.

PASSATO – Ho parlato abbondantemente facendo nomi e cognomi, chi mi vuole dire qualcosa di diverso me lo venga a dire. Io sono stato fin troppo preciso e comunque ho i verbali per le mani compreso la pedissequità degli incontri del Dott. Vito Natale ed il Dott. Rosario Calì, quando ci andava.

FUTURI – Se la vedrà il prossimo sindaco io non ci arriverò a fare questa cosa. Tutto ciò, comunque, va in consiglio comunale.

 

Molo Alternativo a Punta Spalmatore: Intervista al Sindaco


Il sindaco A. Messina con un suo lungo ed articolato intervento (presente, passato e futuro) cerca di “spiegare” il perché ha espresso la sua contrarietà ad un eventuale molo alternativo a Punta Spalmatore.

Vista la lungaggine dell’intervento, per non stancare i lettori, lo posteremo in due volte.

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PRESENTE

Noi, inizia il sindaco Aldo Messina, abbiamo una serie di giuste note dalla Capitaneria di Porto secondo le quali, ugualmente, sia il molo di cala Santa Maria, che l’approdo di Cala Cimitero non sono in sicurezza. Stando i notevoli mutamenti delle condizioni di tempo, che purtroppo registriamo in tutta Italia, si teme che questi moli un giorno possono cedere.

Dei lavori sono stati fatti, due anni fa, sul molo Sailem. Succedeva che si metteva il cemento nei buchi e finiva direttamente in mare, perché dentro questi moli erano completamente vuoti.

Con il Genio Civile Opere Marittime e con la Capitaneria di Porto si sta lavorando per mettere in sicurezza questi due approdi (Cala S. Maria e Cala Cimitero). È completamente tramontata, obsoleta, inattuabile, impraticabile la vecchia teoria di mettere un molo di contenimento all’altezza del Villaggio Pescatori. C’è stato un primo no, ma ora c’è un no definitivo. Si potrebbero al massimo mettere dei massi di contenimento ma mai e poi mai rendere calpestabile , pedonabile o stradabile quella zona.

Con un veto definitivo della Soprintendenza Beni Culturali, con il Genio Civile Opere Marittime ed in particolare con l’Ing. Pietro Viviano, che io più volte ho incontrato (se devo essere sincero l’ho incontrato ieri mattina) si sta redigendo un progetto di massima che prevede (di questo gli organi d’informazione sono stati informati ed è stato informato, ovviamente, lo stesso Consiglio Comunale) che prevede l’allungamento di 150 metri del molo Taormina (con una girata dello stesso verso destra) sì da chiudere il molo Sailem.

Questo progetto è già stato accettato dai comandanti dell’aliscafo che hanno visto il progetto di massima e studiato anche gli eventuali flussi interni, il cosiddetto antimamma, – non dovrebbe più di tanto sconvolgere l’interno della cala Santa Maria.

Non sono praticabili altri sistemi se non quello di allungare , eventualmente, la SAILEM, ma bisogna vedere i costi e i tempi.

Stiamo parlando di mettere in sicurezza – stiamo attenti – Se noi potremo realizzare qualche cosa all’interno di queste due portualità è perchè sfrutteremmo una legge sulla messa in sicurezza, che è differente dalla legge sulla progettualità, della quale parleremo in seguito. Quindi come presente parliamo di messa in sicurezza . Il futuro (sempre oggi, però) lo vedremo in un secondo momento.

Messa in sicurezza. La Soprintendenza non avrebbe problemi ad allungare il Molo Taormina perché già esistente e questo, secondo gli studi del Genio Civile Opere Marittime, aumenterebbe notevolmente la sicurezza all’interno della Cala Santa Maria, ma soprattutto, l’allungamento del molo Taormina, prevede che gli stessi aliscafi, oltre che il mezzo navale, possono approdare nel molo stesso lasciando completamente libera , quindi al cabotaggio e a noi cittadini normali, la fruibilità della Cala Santa Maria.

Nel tempo stesso costruire un molo esterno (case pescatori) non è possibile, anche se auspicabile, perché i costi, come si sa, lieviterebbero parecchio. Non è soltanto problema di costi (quelli al limite si potrebbero anche trovare, anche se non è facile), mi hanno spiegato che, essendo Ustica un vulcano spento è a rapida pendenza e non omogenea, di conseguenza i cassoni adagiati sul fondo potrebbero scivolare e quindi dovrebbero essere ulteriormente ancorati e questo farebbe lievitare notevolmente i costi.

A tempo stesso, per garantire una maggiore sicurezza dell’altro molo, che è anch’esso pericolante , quello della Cala cimitero, il Genio Civile Opere Marittime sta studiando la possibilità di allungare lo stesso e fare una T terminale (lato più lungo rivolto verso il Faro) sì da consentire l’approdo della nave all’interno in assoluta sicurezza, con la possibilità, se questo molo è abbastanza lungo, di potere, nel periodo estivo, poter mettere degli ormeggi mobili anche per ulteriori barche a vela. Questo sistema, parliamo di messa in sicurezza, non avrebbe grossi costi e usufruirebbe di una rete stradale già utilizzata e già esistente.

Ulteriori progettualità che possono riguardare altri approdi (sul quale esprimerò il mio parere), non possono riguardare questo momento perché non sono più messa in sicurezza, sono un bando a parte, sono un finanziamento diverso, sono una strada diversa.

Tutti i progetti, sia quello della messa in sicurezza sia quello di un eventuale nuovo molo alternativo vanno in Consiglio Comunale perché questa è materia di Consiglio Comunale e non da sindaco. È ovvio che in consiglio comunale ci va qualcosa di concreto. Io sto lavorando per quello che il Genio Civile Opere Marittime mi stata portando avanti, ma comunque non sarà il sindaco a decidere sarà il consiglio comunale perché si tratta di materia urbanistica.

Voglio esprimere un parere personale, da semplice cittadino, dico personale perché nel 2013 io non ci sarò più. Io in un’Isola di 8 Kilometri quadrati tre moli e tre cementi li vedo molto male e non solo… Bisogna studiare bene e non essere superficiali il ciclo dell’acqua all’interno dell’Isola – quest’Isola che è un patrimonio dei sub perché è geograficamente posta di fronte le correnti che entrano da Gibilterra le quali all’interno dell’Isola creano un moto vorticoso unico tra Gibilterra e l’Egeo che rende particolarmente rigoglioso il fondale di quest’Isola.

Sei anni fa San Vito Lo Capo, comune in provincia di Trapani – 5 stelle – ebbe l’infelice idea di allungare il proprio molo di 100 metri per permettere un maggiore approdo alle barche. Si è creato talmente un acquitrinio all’interno della costa per il mancato riciclo dell’acqua che hanno dovuto ributtarlo giù. Non siamo superficiali sul ciclo dell’acqua. Noi siamo quest’Isola meravigliosa perché siamo stati abbastanza attenti a non complicare la vita.

Il 50% delle specie vegetali subacquee esistenti nel mediterraneo sono presenti ad Ustica. Non è un caso (nulla viene in natura per caso), è per un particolare ciclo di acqua che va studiato e un terzo molo, che allontanerebbe comunque questo ciclo dell’acqua laddove il vulcano è già molto più profondo, potrebbe essere particolarmente pericoloso. Non ho detto che è così. Questa cosa va studiata. In ogni caso lo dico con assoluta obbiettività perché io nel terzo molo non centro niente in quanto non sarò più sindaco. (prima parte)