Ustica, tipici balconi


Ustica, tipici balconi
Ustica, tipici balconi

Da Palermo Mario Oddo


[ id=3504 w=190 h=170 float=left] Sono il primo a comprendere l´esigenza di una´Amministrazione Comunale “di fare cassa”,  ma operare all´insegna del “´ndo cojo cojo” per dirla alla romana, come sta facendo quella di Ustica è una iniziativa di autolesionismo allo stato puro. Il Sindaco non solo si guarda bene dal promuovere magari con un simpatico e variopinto concorso, come avviene in tantissime parti d´Italia, l´abbellimento con fiori e piante di terrazzini, balconi, davanzali, ringhiere, ma addirittura scoraggia ogni iniziativa privata decidendo di colpire con una ingiusta tassa un patrimonio caratteristico delle viuzze isolane, da sempre riconosciuto oggetto di curiosità e ammirazione da parte dei turisti. Che si stia colpendo un valore ambientale non ci vuole molto a comprenderlo: basta dare un´occhiata a foto d´epoca, tra le tante che questo Sito giornalmente pubblica; da sempre tradizionali luoghi di riunione con funzione di “aria condizionata” ante litteram soprattutto nel periodo di maggiore calura estiva, di “punto di osservazione” ma anche di “curtigghiu”, palcoscenico nei bei tempi passati per improvvisati spettacoli a base di locali suonatori e suonatrici di chitarre e mandolini, ma anche luogo dove i vecchi spesso, nel ciclico “picciotti, mò vu cuntu” nostalgicamente raccontano ai giovani loro storie di vita vissuta, quei terrazzini, veri e propri perenni “salotti all´aperto”, per gli isolani rappresentano il sacro e quel balzello una profanazione. A mio giudizio non è un bel segnale quello proveniente da Ustica se dai vertici comunali quegli “storici” scalini e terrazzini ora vengono freddamente catalogati come “occupazione di suolo pubblica su area demaniale”. Purtroppo succede quando al posto del cuore si usa la calcolatrice …