Impegno spesa procedimento penale al Capo U.T.C. presso il Tribunale di Palermo.


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Auguri di Buone Feste – per sognare insieme un’Isola migliore…


A tutti i visitatori di Usticasape, i migliori Auguri di un Sereno Natale da trascorrere in armonia con le persone più care e un nuovo anno di serenità e di pace.

Vogliamo concederci un piccolo spazio per:

– esprimere un doveroso ringraziamento per l’attenzione, l’interesse e la pazienza con cui, sempre più numerosi, seguite le vicende della nostra Isola, che spesso esprimono, purtroppo, una voce diversa da quella “governativa”;

– formulare un auspicio per il Nuovo Anno 2018, attraverso un proverbio Cinese, che rispecchia la saggezza popolare: 

 Se un uomo sogna da solo, il suo rimane solo un sognoSe invece molti uomini e donne sognano insiemeallora diventa l’inizio di una nuova realtà

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COMMENTO/ AUGURI

Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

We wish you love and peace at Continua a leggere “Auguri di Buone Feste – per sognare insieme un’Isola migliore…”

Pasqua incontro – La corona e l’aureola dorate vengono posate sul capo della Madonna


Ustica gita domenicale, nave Capo Falconara


Gita domenicale
Gita domenicale

Riceviamo e pubblichiamo – altro capo cantiere che insegnava con il sorriso


 capo cantiere giugno 2011

Capo cantiere, lezioni con il sorriso


Capo cantiere, insegnamenti con il sorriso
Capo cantiere, insegnamenti con il sorriso

Conferimento incarichi di responsabilità all’Arch. Paolo Cuccia n.q. di Responsabile Ufficio Tecnico.


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Proroga mansioni superiori Geometra Giancarlo Caserta Capo U.T.C.


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Ustica, Domenico il Capo ormeggiatori


Domenico il Capo Ormeggiatori
Domenico il Capo Ormeggiatori

Nomina sostituzione temporanea Sig. Gaetano Caminita Capo Ufficio Tecnico


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Se ne va il capo dell’ufficio tecnico e a Ustica scoppiano polemiche


articolo giornale   sicilia RICCIO2b

Quadro con nave “Capo Falconara” nella Cala di Ustica


Capo Falconara

Cerimonia – Sindaco legge messaggio Capo dello Stato


Cerimonia - Sindaco legge messaggio Capo dello Stato

Ustica: Estratto dall’assemblea cittadina del 17/10/2014 – Sindaco: perchè ho tolto la fiducia all’assessore Ajovalasit

Comune

Sindaco – …Io sono sempre dell’idea che quando le persone decidono di  discutere per trovare un punto d’incontro si cercano vicendevolmente e lo trovano…

Giovanni Tranchina (tacco)- Come mai tu con Valeria Ajovalasit  non hai trovato questo  punto d’incontro?… Perché con Valeria non sei riuscito a trovarlo…

Sindaco – Valeria era già stata sfiduciata dal Consiglio Comunale una sera di marzo quando, dopo una settimana di follia, dopo avere compiuto una serie di stupidaggini, tutte concentrate in una settimana, che hanno riguardato le telecamere, la RAI, la biblioteca e il rapporto con la minoranza il consiglio comunale ha fatto un processo nella stanza del sindaco, a marzo, che non è trapelato, ma che oggi voglio raccontare…
La Ajovalasit  stava facendo l’assessore malissimo occupandosi del suo orticello, avendo una metodologia di lavoro che non coinvolgeva nessuno, che tendeva a denigrare  le consigliere Clementina e Emanuela Vena  che interferiva con le competenze dei vari assessorati che entrava nelle cose che non erano di sua competenza e che si atteggiava in un modo che non aveva niente a che vedere con lo spirito di squadra.

È stato fatto un processo sulla base di atti concreti e tutto il consiglio (qui sono tutti presenti e lo possono raccontare), e stiamo parlando di marzo identificabile con la vicenda delle telecamere e poi ci fu la RAI, poi ci fu la biblioteca, poi ci fu il rapporto equivoco tenuto con la minoranza pur di portare avanti una  sua linea in conflitto con i consiglieri comunali della maggioranza e tutti i consiglieri all’unanimità le hanno detto che doveva cambiare registro…. A marzo!…
Se un sindaco vede tutti i consiglieri contro un assessore la prima cosa che fa, per tenere la maggioranza,  è quello di dire “assessore deve accomodarti” perché non sei in grado di tenere il gruppo, anzi hai lavorato contro il gruppo sperando di …  Addirittura, pur di ottenere il  suo risultato, si è messa  contro i suoi consiglieri e chiedere l’appoggio della  minoranza . Questi sono i fatti! Tutti i consiglieri qui presenti possono testimoniare che già a marzo il rapporto di fiducia tra il consiglio comunale e la Ajovalast si era rotto, concluso…
Raccontiamo tutta la verità… allora non abbiamo fatto trapelare niente…
Continua a leggere “Ustica: Estratto dall’assemblea cittadina del 17/10/2014 – Sindaco: perchè ho tolto la fiducia all’assessore Ajovalasit”

Ustica: Estratto dall’assemblea cittadina del 17/10/2014 – L’affondo del sindaco all’ex Capo Ufficio Tecnico

Comune

Sindaco – La questione della discarica di  Contrada Arso, che la riapertura è l’obiettivo strategico perché ci consente di far partire la raccolta differenziata, ha fatto alcuni passi avanti e siamo arrivati ad un certo punto… Siamo arrivati ad un certo punto, anche su altre questioni…
Noi siamo partiti da un progetto appena siamo entrati, eravamo d’accordo io e Giovanni (Tranchina tacco) che il Capo dell’Ufficio Tecnico Vincenzo Rubbio “avi a satari” (deve andare via) perché è una cosa inutile. Vero ?

Giovanni Tranchina (tacco)Verissimo .

Sindaco – Uno dei problemi che l’amministrazione ha dovuto affrontare, subito, appena abbiamo iniziato, è stato  l’Ufficio Tecnico… era paralizzato!  “Rubbio è un pusillanime”… e chi più ne ha più ne metta…

Giovanni Tranchina, tacco – Su Rubbio io ho detto “incapace” e non pusillanime. Pusillanime non l’ho mai detto…
Anche Riccio ha fallito…  ha fallito… e tu hai preferito lui… devi dire le cose come stanno… ha fallito nelle cose preliminari …

Sindaco – Dobbiamo essere noi  obbiettivi e guardare a 360°. L’ufficio Tecnico era fermo, fermo nelle opere pubbliche, fermo nei finanziamenti … fermo … e non sapevamo come poterne uscire… era zero. Abbiamo detto che se noi volevamo provare a mettere in piedi un pò di attività era chiaro che, a capo dell’Ufficio Tecnico,  ci doveva essere una persona con  determinate caratteristiche, tant’è vero che sin dal mese di ottobre  noi avevamo individuato, assieme a Giovanni, l’ingegnere Giuseppe Riccio, persona con una certa personalità, come possibile sostituto di Rubbio…

Giovanni Tranchina tacco – Non conoscevo Riccio e non lo avevo capito, almeno questo me lo concedi… perché non lo avevo visto mai… hai ragione… ti chiedo scusa… ti chiedo scusa…

Sindaco – Io devo dire che nel primo mese il rapporto tra Giovanni (Tranchina, tacco) e Peppe (Riccio)  è stato idilliaco quasi… straordinario. Non so cosa è successo e se era possibile intervenire non appena sono cominciati a rompersi i rapporti … Giovanni dice che io non l’ho coperto, che io non ho fatto niente…  è la sua interpretazione.
Devo dire che Riccio lo considero una bravissima persona, è una persona onesta e corretta. Come tutti è pieno di difetti. Credo che abbia dato un impulso ed ha sbloccato tante cose che Giovanni non cita e che non starò qui ad elencare perché ne ha sbloccate davvero tante rispetto ad un ufficio che era paralizzato per davvero.

BP

CONTINUA

 

 

Capo Banda Musicale di Ustica

Capo Banda Musicale

La Motonave Capo Falconara in Partenza per Ustica


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Discorso di insediamento – Capo 1^ Classe Paolo Campodonico


Il celeberrimo giurista ateniese Solone, certamente più saggio di me, affermava: “impara ad obbedire ed imparerai a comandare”.

Tutti coloro che, come noi, indossano queste stellette e questa divisa conoscono il significato di entrambe le azioni e le esercitano, spesso, contemporaneamente come me ed i miei predecessori prima di me.

Sembra semplice, vero? Non lo è affatto!

Per tale ragione, farò il possibile, ed anche di più, perché l’autorevolezza del mio ruolo non sia confusa con l’autoritarismo di chi non sa gestire i propri oneri.

Assumere il comando di una delegazione come Ustica vuol dire farsi carico della vita di uomini che dipendono dai tuoi ordini, vuol dire rispondere sempre e con professionalità alle esigenze di persone e cose il cui futuro dipende dalle tue ragioni e dai tuoi torti. Non sono ammessi errori per noi che obbediamo all’ordine di comandare.

Tutto ciò può fare paura, poiché siamo uomini e sbagliare è ciò che più ci distingue da DIO, ma forse questo è proprio l’elemento da non dimenticare.

Ricordarmi della mia umanità mi aiuterà a guardare chiunque mi si porrà di fronte, senza dimenticare che è uomo almeno quanto me.

Per tali ragioni vorrei tranquillizzare i miei uomini, coloro che mi aiuteranno nella gestione di codesto comando, dicendo che non ho dimenticato d’essere stato anch’io marinaio, comune, sottocapo (conservo ancora i miei vecchi gradi) e d’aver vissuto per anni lontano dagli affetti e dal calore familiare.

Nei giorni che hanno preceduto questo avvicendamento ho osservato molto gli Usticesi, ho stretto molte mani ed ho guardato negli occhi molta gente, e ciò mi ha ricordato quanto la ricchezza del mondo stia anche nelle differenze d’opinione. Spero, dunque, per gli abitanti di questo gioiello italiano, di rappresentare non solo l’autorità dello Stato, ma anche e soprattutto l’occasione per abbattere i propri muri, al fine di lasciare lo spazio necessario ad idee nuove, lecite ed indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza di questa meraviglia che è Ustica. A volte, si perdono le occasioni migliori della propria vita a causa dell’orgoglio che è sempre figlio dell’ignoranza.

Tra le numerose possibilità, ho avuto anche l’onore di incontrare chi, come me, ha giurato fedeltà ad uno Stato che ci ha ritenuti all’altezza di rappresentarlo e sono certo che lavorare con voi sarà anche un piacere.

Un grazie particolare credo di doverlo a CAPO AVELLINO che per due settimane si è preso cura di me con molta pazienza.

Ho lasciato per ultimo l’ormai mitico Capo Baiata, perché vorrei dire molte cose su di lui, nonostante i fatti parlino più delle parole. E’ d’uopo, infatti, per me riconoscere che, nello svolgimento del suo dovere, è stato per noi colleghi un esempio di rigore e di professionalità. Sarà difficile eguagliarlo, intanto grazie per tutte le dritte che hai cercato di darmi e per il tempo che mi hai dedicato, non lascerò che il tuo prezioso lavoro sia reso vano.

Da adesso, dunque, tocca a me, anzi…a noi.

Permettetemi di concludere, rivolgendomi a mia moglie: grazie per il continuo sostegno che mi concedi, senza di te tutto diverrebbe privo di significato; e grazie a tutti voi.

 

“Esploratori” – capo “cordata” Bartolo N.


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