Rifiuti. ARS ripristina contributo comuni virtuosi.”


Con un emendamento approvato stanotte in Commissione Bilancio all’ARS, è stato ripristinato il fondo destinato alle amministrazioni comunali “virtuose” nelle cui città la racolta differenziata supera il 65%.

Si tratta in particolare di 31 comuni (elenco in allegato) cui con la finanziaria dello scorso anno era stato destinato complessivamente un importo di 5 milioni di euro che però la Giunta aveva deciso di ridurre considerevolmente.
In questi comuni la differenziata tocca punte anche del 82%.

Fra i sostenitori dell’emendamento anche il deputato di Sicilia Vera Danilo Lo Giudice che sottolinea come “è stato evitato uno scippo a danno di quelle amministrazioni che si impegnano e raggiungono risultati di tutto rispetto.”

Il neo presidente del Gruppo Misto  sottolinea anche che “per molti di questi comuni, che hanno bilanci molto piccoli, un contributo di 150 o 200 mila euro può fare la differenza fra il garantire o non garantire servizi essenziali ai cittadini. LA

SCELTA DELLA COMMISSIONE CONFERMA CHE LA REGIONE non può considerare i Comuni come un bancomat cui attingere a suo piacimento.”

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Pietro Galluccio

366.2385651

Dall’Avv. Francesco Menallo riceviamo e pubblichiamo


Il patto di collaborazione è lo strumento con cui il comune ed i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa

Cosa sono e come funzionano i patti per la cura dei beni comuni

Prosegue la riflessione sul diritto dell ‘ amministrazione condivisa

I patti di collaborazione sono il cuore del Regolamento, lo strumento giuridico che trasforma le capacità  nascoste degli abitanti di una città  in interventi di cura dei beni comuni che migliorano la vita loro e di tutti gli altri abitanti.
Come s’è già  visto, il percorso per arrivare concretamente a prendersi cura dei beni comuni si articola in tre passaggi ineludibili, dall’art. 118 ultimo comma della Costituzione al Regolamento e infine ai patti di collaborazione, in una scala che va dal massimo di generalità  al massimo di specificità , dal massimo di astrattezza al massimo di concretezza.
Ognuno di questi snodi è indispensabile e l’uno rinvia necessariamente all’altro, in una circolarità  di relazioni che a sua volta è una delle caratteristiche principali della sussidiarietà .

Niente patti senza Regolamento

Senza il Regolamento infatti il principio di sussidiarietà  avrebbe continuato ad essere inapplicato, come era successo dal 2001 al 2014, ma a sua volta il Regolamento è legittimato dall’essere fondato sulla Costituzione.
Senza i patti il Regolamento sarebbe inefficace, ma i patti senza il Regolamento sono per cosìdire ” vulnerabili ” e quindi di difficile attuazione perchà© manca loro quella infrastruttura di principi e regole contenuta nel Regolamento che li protegge e li rende operativi. Per questo motivo, quando ci viene chiesto un parere, scoraggiamo la stipulazione di patti in comuni dove non è ancora stato adottato il Regolamento, perchà© abbiamo constatato che poi la loro attuazione incontra molte difficoltà  riguardanti per esempio il riparto delle responsabilità , le assicurazioni, le verifiche, etc.

Il patto è uno strumento

Riprendiamo dunque il filo della precedente riflessione riguardante i primi quattro articoli del Regolamento (finalità , definizioni, principi, cittadini attivi) e anche in questo caso prendiamo come testo di riferimento la bozza del Regolamento per Roma alla cui redazione Labsus ha partecipato nell’ambito di un gruppo di lavoro interassessorile costituito dalla Giunta nella primavera 2015, perchà© tiene conto sia delle modifiche introdotte dai comuni che hanno finora adottato il Regolamento, sia delle osservazioni che sono state formulate nel corso dei circa cento incontri pubblici cui Labsus ha partecipato in tutta Italia dal marzo 2014 al gennaio 2016.
Il primo comma dell’art. 5 del Regolamento definisce la natura e il ruolo del patto di collaborazione, definito ” lo strumento con cui il Comune ed i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa ” .
Il patto, come il Regolamento,non è appunto niente altro che uno strumento per liberare energie, valorizzare capacità , rimettere in moto situazioni bloccate. Vale dunque anche per i patti quel modo di dire inglese, secondo il quale la prova della bontà  del budino si fa assaggiandolo. Mettiamoli alla prova, i patti di collaborazione, vediamo come funzionano, che problemi emergono e poi eventualmente introduciamo delle modifiche basate sull’esperienza, secondo il motto Operare conoscendo.

Concordano tutto ciò che è necessario

Per quanto riguarda i contenuti la formula dell’art. 5 è molto ampia. Comune e cittadini ” concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura… ” .
Concordano è un verbo che fa subito capire cosa vuol dire concretamente l’art. 1, comma 3 del Regolamento quando afferma che la collaborazione tra cittadini e amministrazione ” si estrinseca attraverso l’adozione di atti amministrativi di natura non autoritativa ” dando vita all’amministrazione condivisa. Vuol dire, in sostanza, che i patti di collaborazione (non a caso chiamati appunto ” patti ” ) sono atti disciplinati dal diritto privato come i contratti, non di diritto amministrativo come gli accordidi cui all’art. 11 della legge n. 241/1990, che sono invece manifestazione del potere discrezionale della pubblica amministrazione.
Dal punto di vista formale la scelta di equiparare i patti di collaborazione ai contratti di diritto privato si fonda sull’art. 1, comma 1 bis, della legge n. 241/1990 (modificata ed integrata dalla legge n. 80/2005) che dispone che ” La pubblica amministrazione, nell’adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente ” .
Dal punto di vista sostanziale invece la scelta di definire i patti di collaborazione ” atti amministrativi di natura non autoritativa ” è la logica conseguenza della parità  di rapporti che intercorre fra cittadini e amministrazione nell’ambito del modello dell’amministrazione condivisa, fondato sulla sussidiarietà . Cittadini e amministrazione sono alleati nella lotta contro la complessità  dei problemi, la scarsità  dei mezzi, l’aumento delle esigenze e in questa lotta condividono responsabilità  e risorse. Sono sullo stesso piano e i rapporti fra di loro devono pertanto essere disciplinati con strumenti giuridici che rispecchino questa nuova modalità  di rapporto fra istituzioni e cittadini, a sua volta fondata sul nuovo paradigma della sussidiarietà .

Tutto ciò che è necessario

Ma, concretamente, cosa concordano cittadini e amministrazione quando stipulano un patto di collaborazione? Tutto ciò che è necessario per realizzare in forma condivisa la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni comuni. E’ una formulazione che lascia com’è giusto molto spazio all’autonomia contrattuale delle parti, le sole in grado di sapere cosa è necessario nelle circostanze date per realizzare nel modo migliore la cura condivisa dei beni comuni.
E’ una formulazione rispettosa della capacità  di giudizio e del senso di responsabilità  sia dei cittadini, che dovranno poi raggiungere gli obiettivi fissati dal patto da loro sottoscritto, sia dell’amministrazione, che comunque al momento delle elezioni deve rispondere agli elettori dei risultati ottenuti durante il mandato, compresi quelli raggiunti applicando il modello dell’amministrazione condivisa.

Schemi di patti

Trattandosi tuttavia di una normativa del tutto nuova, che disciplina fattispecie per le quali non esistono precedenti che possano aiutare l’amministrazione nella sua applicazione, il secondo e il terzo comma dell’art. 5 prevedono l’uno degli schemi tipo di patti e l’altro un elenco di ciò che il Regolamento ritiene sia opportuno i patti contengano, cosìda ” sostenere ” la redazione dei patti.
Il secondo comma dispone dunque che ” Il contenuto del patto è definito negli schemi tipo di patti allegati al presente Regolamento, ma può variare a seconda che si tratti di patti ordinari o patti complessi ” (artt. 7 e 8).
Il motivo della distinzione fra patti ordinari e patti complessi (che non era presente nel testo del Regolamento-tipo di Bologna) deriva dall’analisi dei circa 500 casi contenuti nella sezione Beni comunidi Labsus, una banca dati, unica nel suo genere, risultato di dieci anni di lavoro. Nella stragrande maggioranza di questi casi i cittadini risultano impegnati in interventi di cura dei beni comuni abbastanza semplici, che non richiedono grandi mezzi nà© particolari attrezzature o competenze.

Patti di collaborazione ordinari

Sono interventi per cosìdire di ” bricolage civico ” , di manutenzione ordinaria volta a rendere più vivibile e più bello uno spazio pubblico, un giardino, una scuola e cosìvia. Per regolare questo tipo di interventi sono sufficienti patti di collaborazione semplici come quelli previsti dall’art. 7 (Patti di collaborazione ordinari), che prevede che ” I cittadini che intendono realizzare interventi di cura di modesta entità , anche ripetuti nel tempo sui medesimi spazi e beni comuni, presentano la proposta di collaborazione riempiendo il modello A di cui al comma 2 ed inviandolo direttamente all’Ufficio, anche per via telematica ” .
Il modello A (che non è stato predisposto perchà© la caduta della Giunta capitolina interruppe le attività  del gruppo di lavoro sul Regolamento) è un form nel portale dedicato all’amministrazione condivisa, che contiene un elenco ” a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, dei più frequenti interventi di cura di modesta entità  che i cittadini attivi possono realizzare e indica i presupposti, le condizioni e l’iter istruttorio per la loro realizzazione ” .
In pratica i cittadini che vogliono realizzare un intervento di cura di un bene comune riempiono il form con tutti i dati che servono per poter stipulare il patto di collaborazione e poi lo inviano per via telematica all’Ufficio per l’amministrazione condivisa. Ciò significa che, coerentemente con il nuovo paradigma del diritto amministrativo, i cittadini stessi gestiscono in via telematica sia la fase di iniziativa, sia una parte della fase istruttoria del procedimento amministrativo che porterà  alla stipula del patto di collaborazione.
A sua volta ” l’Ufficio identifica entro 15 giorni il Dirigente responsabile che, verificati il rispetto del presente regolamento e la fattibilità  tecnica,sottoscrive il patto di collaborazione e lo pubblica sul portale ” dell’amministrazione condivisa.

Patti di collaborazione complessi

L’art. 8 della bozza del Regolamento per Roma disciplina invece con molto maggior dettaglio la procedura che porta alla sottoscrizione di patti complessi, quelli che si sottoscrivono nei casi in cui ” I cittadini intendono realizzare interventi di cura origenerazionedi spazi obenicomuniurbani che comportano attività  complesse o innovative volte al recupero, alla trasformazione ed alla gestione continuata nel tempo di tali beni per svolgervi attività  di interesse generale ” .
In sostanza, si tratta di quegli interventi che comportano il recupero, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa di beni pubblici o privati abbandonati o sottoutilizzati, per fini di interesse generale.Come è giusto, in tali casi la procedura è molto più dettagliata e prevede fra le altre cose forme di pubblicità  e di partecipazione ulteriori, a garanzia dell’interesse generale.

Creare una casistica e i precedenti

E’ probabile, anzi sicuro, che nel tempo si andrà  stratificando una casistica dei patti di collaborazione, creando anche in questo settore quei precedenti che spesso nelle amministrazioni pubbliche sono la vera bussola quotidiana. Labsus, come già  ha fatto e continua a fare per le esperienze raccolte nella sezione Beni comuni, accompagnerà  la creazione di tale casistica pubblicando i testi dei patti che man mano verranno stipulati, commentandoli laddove contengano spunti di particolare interesse anche per altre situazioni. Lo stesso faremo per i form dei patti di collaborazione ordinari, cosìda facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze fra comuni.
Naturalmente, come per tutti i materiali presenti nel nostro sito, anche la banca dati dei patti sarà  gratuitamente a disposizione degli amministratori e dei cittadini che vorranno trarre spunto dai documenti pubblicati.

Un elenco utile, ma non tassativo

Infine, il comma 3 dell’art. 5 contiene l’elenco, assolutamente non tassativo ma orientativo, di ciò che il Regolamento ritiene sia opportuno che i patti contengano. Questo elenco ovviamente meriterebbe un commento dettagliato ma questo articolo è già  troppo lungo cosà¬. Sarà  per un’altra volta, forse.
Qui ci limitiamo a sottolineare che il contenuto dei patti può variare non soltanto a seconda della tipologia (ordinari o complessi) ma soprattutto a seconda del tipo di intervento, del tipo di beni comuni, della situazione locale, delle risorse disponibili, etc. etc. Si ritorna a quanto si diceva sopra commentando il primo comma: ” …comune e cittadini concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura… ” . E’ una formulazione che lascia molto spazio all’autonomia ed al senso di responsabilità  delle parti, le sole in grado di sapere cosa è necessarionelle circostanze date per realizzare nel modo migliore la cura condivisa dei beni comuni.

Per tutti gli aggiornamenti sullo stato di attuazione del Regolamento nei Comuni italiani vai alla  sezione dedicata  di Labsus

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Impegno per trasferire risorse ai Comuni che negli ultimi anni hanno subito enormi tagli


Comunicato Stampa

Risorse per i servizi sociali e per le opere pubbliche dei Comuni.

Palermo, 06/05/2018: “In questa finanziaria regionale mi sono concentrata sulle risorse da trasferire ai Comuni che purtroppo negli ultimi anni hanno subito enormi tagli con conseguenze per i servizi alle comunità. Oltre ad avere supportato gli articoli a sostegno di tutti i Comuni, in particolare ho proposto un emendamento che è stato approvato nel corso dei lavori della finanziaria per i Centri che hanno piani di riequilibrio economico-finanziario approvati dalla Corte dei Conti e che abbiano posto in essere tutti gli obiettivi intermedi previsti nei rispettivi piani. Tale operato  garantisce a questi Enti l’assegnazione dei trasferimenti regionali pari almeno alla quota che hanno ricevuto nell’anno 2015, anno in cui i trasferimenti della Regione sono stati maggiori rispetto agli anni a seguire, potendo così garantire gli obbiettivi intermedi approvati dalla Corte dei Conti e i servizi per i cittadini. Si ricorderà infatti che nel 2017 vi è stato un taglio del 30% dei trasferimenti regionali. Con questo emendamento si elimina il taglio subito che altrimenti sarebbe stato riproposto nel 2018. Così l’on. Rossana Cannata, del Gruppo di Forza Italia a Parlamento Siciliano.

Grazie al sostegno del Governo regionale, dell’Assessore al Bilancio e degli Enti locali e della Commissione Bilancio, l’emendamento a sostegno dei Comuni in pre-dissesto è stato approvato dall’aula. In Sicilia gli Enti in pre-dissesto sono circa 35 e in assenza di uno specifico intervento normativo della Regione rischiavano, nel corso del 2018, di dover dichiarare il dissesto, facendo ricadere sui propri cittadini la mancata erogazione dei servizi locali.

“I Comuni ed i Sindaci rappresentano l’avamposto della politica – conclude Cannata –  il primo punto di riferimento per la risoluzione dei problemi dei cittadini ma anche il primo bersaglio del mancato funzionamento della pubblica amministrazione, anche quando i poteri di intervento sono di altri. Le richieste dei Comuni e le loro esigenze sono le stesse dei cittadini e per questo, nella Finanziaria regionale, ho avuto come prioritario obiettivo il sostegno ai Comuni che hanno intrapreso percorsi virtuosi per le proprie comunità, tra i quali i Borghi più belli che investono nel turismo e nell’ambiente”.

Dario Cataldo
Ufficio Stampa Forza Italia – Ars
mobile: 3463046768

Legge in difesa dei piccoli comuni


Una legge a favore dei piccoli comuni è stata depositata stamani, come primo e secondo firmatario, dai deputati Ermete Realacci, presidente della commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, ed Enrico Borghi. Il testo è stato sottoscritto da oltre 70 parlamentari appartenenti a gruppi diversi e riguarderà 5.698 comuni, nei quali vivono oltre 10 milioni di cittadini, pari al 17,3% della popolazione nazionale. “È una legge che ha già impegnato il Parlamento nelle passate legislature e che, purtroppo, nonostante l’approvazione a larghissima maggioranza alla Camera, si è poi arenata al Senato – spiega Realacci -. Ora il suo iter parlamentare riprende e c’è da sperare che questa sia la volta buona. Questa, infatti, è una normativa molto attesa, non perché da sola possa essere risolutiva dei problemi aperti, ma perché indica con chiarezza una direzione ed una politica: considerare i piccoli comuni non un peso per il nostro paese, un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e costruire il futuro. Ci auguriamo – conclude il deputato – la Camera proceda rapidamente con l’iter di approvazione e che altrettanto si faccia al Senato perché questa legge potrà essere uno strumento importante per un processo di valorizzazione della piccola grande Italia”.

Ad applaudire l’iniziativa dei due parlamentari, il sindaco di Fabbriche di Vallico e presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani che commenta:“Accolgo con grande favore e un particolare riconoscimento la riproposizione della legge a favore dei piccoli comuni. Ermete Realacci, presidente della commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, ed Enrico Borghi, capogruppo del Partito Democratico della stessa Commissione – prosegue Giurlani – sono due colleghi con i quali ho condiviso tante battaglie in difesa dei territori rurali e montani. Questo è un nuovo fronte sul quale, ne sono sicuro, si batteranno strenuamente per riuscire ad ottenere oggi quello che non si è riusciti ad ottenere in passato”.

Le misure previste dalla legge sono molte, dalla promozione della cablatura e della banda larga nei piccoli comuni all’incentivazione della residenza nei piccoli comuni; dall’assicurare la qualità e la presenza dei servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, agli interventi per il recupero dei centri storici alla tutela del patrimonio ambientale. Per celebrare questa piccola grande Italia, inoltre, domenica 2 giugno tornerà in centinaia di borghi per tutto il Paese Voler Bene all’Italia, la Festa Nazionale dei Piccoli Comuni promossa da Legambiente, che proprio quest’anno è arrivata alla decima edizione.

Fonte: Gazzetta del Serchio
di andrea cosimini

 

 

Scambio culturale tra i comuni di Ustica e di Amatrice


Approvata con delibera di giunta n. 27 del 15.05.13 l’adesione e promozione dell’iniziativa di scambio culturale tra Comune di Ustica ed il Comune di Amatrice.

Grazie a questo accordo, che era stato proposto dal cittadino Pietro Bertucci e sollecitato dall’associazione Visitustica, gli asini di Ustica potranno recarsi ad Amatrice, in provincia di Roma, per scambi culturali.tra i due Comuni.

Aldo Messina

 

Interessante proposta: Comuni e province, colpo di forbice agli stipendi


Costi della politica. Un disegno di legge dell´assessore Scoma prevede forti tagli agli stipendi, al numero degli assessori e alle indennità aggiuntive negli enti locali

Stipendi tagliati, meno assessori, un risparmio annuo di “qualche milione di euro”. Una vera rivoluzione per la RegioneSicilia. Approvato dalla giunta la settimana scorsa, ma reso pubblico soltanto pochi giorni fa, il disegno di legge dell’assessore agli enti locali Francesco Scoma verrà votato dall’Assemblea Regionale entro la fine dell’anno, prima del bilancio, con procedura d’urgenza. L’assessore, davanti a tanto stravolgimento, sembra quasi scusarsi: “Non si può andare avanti così, la politica non è uno stipendificio. I tagli ce li impone la finanziaria, se non ci adeguiamo rischiamo di perdere milioni di trasferimenti”. Queste le principali innovazioni contenute nel disegno di legge.

Assessori. Meno assessori per Comuni e Province. Il numero massimo, infatti, sarà di 12 assessori per i comuni con più di 500.000 abitanti. Nei comuni fino a 100.000 abitanti, invece, il numero degli assessori scende da 10 a 7, mentre neicomuni con meno di 30mila abitanti si scende da 7 a 5. Nelle amministrazioni con meno di 10.000 abitanti da 6 a 4, e in quelle con meno di 3000 abitanti, da 4 a 3.

Stipendi. Rivoluzione negli stipendi dei consiglieri comunali e provinciali. Non si potrà più optare tra gettone di presenza e indennità mensile (soluzione che preferivano quasi tutti) e si tornerà al gettone. Per evitare il proliferare di riunioni convocate al solo scopo di guadagnare il più possibile è inoltre previsto che il cumulo di gettoni non possa mai superare un quarto della remunerazione del sindaco.

Circoscrizioni. Per i consiglieri delle circoscrizioni dei comuni non capoluogo scomparirà qualsiasi retribuzione. Per quelli dei comuni capoluogo il gettone di presenza sarà pari al 40% di quello dei consiglieri comunali.

Indennità aggiuntive. Attualmente i vice presidenti dei consigli comunali e provinciali ricevono un bonus di retribuzione, la cosiddetta “indennità di funzione”. Col nuovo disegno di legge, i vice presidenti delle assemblee locali saranno pagati come tutti gli altri consiglieri.

Fonte: 90011.it
08/10/2008

 

Legge Finanziaria: Consorzio tra comuni…


La nuova legge finanziaria prevede l’obbligo per i comuni entro quest’anno di attivare il consiglio tributario secondo le norme sotto riportate.

I Comuni sotto i 5000 abitanti possono consorziarsi ma, dice la legge, senza alcuno sborso economico. Orbene siccome non mi risulta che i consorzi non prevedano esborsi economici con vi propongo una soluzione diversa.

Intanto, anche informalmente, mi fate sapere cosa ne pensate se proponessi una associazione con i Comuni di Capaci ed Isola delle Femmine?

Aldo Messina

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N O R M E

Il DL 78/2010 ( manovra correttiva) prevede una serie di norme per il recupero dell’evasione fiscale , tra questi l’obbligo di costituzione dei Consigli Tributari che , mi sembra, non essendo stati definiti nei compiti e nella costituzione, dovranno essere disciplinati da apposito REGOLAMENTO ( quindi consiliare) .

I Comuni sotto i 5000 abitanti DEBBONO farlo in forma associata tramite consorzio. Pertanto i Consigli Comunali (se sotto i 5000 abitanti) entro 180 gg dal 27.11.10 (Sic!) devono ( leggasi dovevano) approvare Statuto e Convenzione del Consorzio. Successivamente i Consigli Tributari dovranno stipulare forme di collaborazione con l’agenzia del territorio.

Fatto importante e tragico è che secondo l’art 18 dello 122.10 i Consigli Tributari non devono gravare con ulteriori spese sui bilanci comunali, devono quindi essere costituiti da dipendenti comunali o persone che espletino la loro opera a titolo gratuito!!!

La norma prevede inoltre che il Comune espleti accertamenti dei redditi e l’accesso degli stessi alle banche dati dell’anagrafe tributaria.

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COMMENTO:

Da Palermo Patrizia Lupo

Se non fosse per il fatto che so che sei una persona perbene, penserei che ci stai prendendo in giro. Ci chiedi un parere per una faccenda, che ti puoi benissimo prendere la responsabilità, mentre eludi le nostre richieste……scusami ma rimango senza parole

 

 

 

Ustica sarà rappresentata all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia


Ustica sarà rappresentata dal suo sindaco nell’assemblea regionale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) E’ il risultato dell’assemblea che ha coinvolto ieri a Palermo 250 sindaci siciliani (i primi cittadini in Sicilia sono 390 ma molti non sono stati ammessi al voto perché non in regola con le norme statutarie) e che ha portato per la prima volta all’elezione, quale presidente, di un sindaco di area PD: Giacomo Scala, sindaco di Alcamo.

” Considerando che nel consiglio fa parte di diritto il Presidente Regionale dell’ANCIM ( Associazione nazionale Comuni Isole Minori), Massimo Lo Schiavo di Salina, credo che insieme si possa fare un buon lavoro per il futuro delle isole. Questa condizione non si era mai verificata prima”, riferisce il Sindaco Aldo Messina.

 

Piccoli comuni esclusi pagamento ticket accesso Riserve Naturali


Di seguito la comunicazione del Sindaco Aldo Messina che aveva minacciato di “occupare permanentemente la sala consiliare contro la norma inserita in Finanziaria regionale, che prevede l’istituzione di un ticket d’ingresso di almeno dieci euro per chiunque (anche i residenti?) voglia accedere a uno dei cinque parchi regionali siciliani o a una delle settantasei riserve, tra le quali quella di Ustica”…

” Saranno escluse dal pagamento dei ticket le Riserve terrestri regionali con sede nei piccoli Comuni e sarà prevista la gestione diretta di questi nelle stesse Aree Naturali”.
E’ quanto hanno affermato al sindaco di Ustica, Aldo Messina, in un colloquio telefonico stamane, di buon ora, sia l’assessore Regionale al Territorio, on. Gianmaria Sparma, che l’assessore Regionale al Bilancio, on. Gaetano Armao.

” Non posso nascondere la mia soddisfazione- afferma Aldo Messina- in quanto entrambi gli interventi risultano essere, oltre che tempestivi, in linea con le nostre precedenti richieste. In particolare condividiamo la linea dell’assessore Gianmaria Sparma secondo la quale anche i Comuni e non solo le Province o le associazioni ambientaliste a carattere nazionale, potranno gestire le riserve terrestri del loro territorio. Questa amministrazione comunale ha infatti, tra gli altri obiettivi, quello della gestione diretta degli usticesi dei propri beni ambientalistici”

 

Realizzazione unione dei Comuni gestori di AMP


Riceviamo dal Sindaco Aldo Messina e Comunichiamo

Dare immediata esecuzione all’atto d’indirizzo che il Consiglio Comunale di Ustica, su proposta del sindaco, ha dato al fine di realizzare un ‘unione dei Comuni gestori di AMP.
” Incontrerò lunedì mattino il Sindaco di Isola , Gaspare Portobello, e se , a causa della distanza, persisteranno le difficoltà ad inserire nel progetto il Comune di Favignana, andremo avanti intanto noi. L’unione dei Comuni, ha il fine, tra l’altro, di gestire in economia, elevando la collaborazione e quindi la professionalità, gli uffici comunali. Inoltre permette di accomunare esperienze di intrattenimento turistico. . In definitiva consentirà ad Ustica di potere usufruire di esperienze professionali delle quali non disponiamo.  Per questo la Regione incoraggia e finanzia le Unioni dei Comuni”

 

Dalla Regione Sicilia 18 milioni di euro per i comuni siciliani virtuosi


Diciotto milioni di euro saranno divisi tra i Comuni della Sicilia come quota di premialita’ del Fondo regionale per le autonomie locali del 2009. Lo stabilisce il decreto firmato dall’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici. I 18,334 milioni di euro, che rappresentano una riserva del 2,5% delle risorse che ogni anno vengono assegnate agli enti locali, sono stati destinati proporzionalmente ai Comuni che, in maniera virtuosa, hanno messo in campo e attuato una serie di strategie dal punto di vista finanziario.

“Sono stati premiati, in particolare – spiega l’assessore -, quegli enti locali che, in base a sette parametri di riferimento, hanno dimostrato una maggiore propensione per la capacita’ diriscossione, gli investimenti, lo sforzo tariffario e fiscale, il programma di riscossione dei tributi. Una premialita’ aggiuntiva di 700 mila euro e’ stata destinata, inoltre, a quei Comuni che hanno completato le pratiche di condono edilizio entro lo scorso 31 dicembre, mentre altri 1,8 milioni a favore degli enti locali nei quali e’ risultato positivo il parametro relativo ai flussi turistici”.

I Comuni che si sono rilevati piu’ virtuosi sono soprattutto in provincia di Messina, con sei enti locali ai primi nove posti. In testa alla graduatoria c’e’ San Vito Lo Capo (295 mila euro) in provincia di Trapani, seguita da Letojanni (232 mila) e San Pier Niceto (226 mila) nel messinese, Cefalu’ (202 mila) in provincia di Palermo, Giardini Naxos (201 mila) e Santa Marina Salina (179 mila) sempre in provincia di Messina.

Seguono Lampedusa e Linosa (166 mila) in provincia di Agrigento, Mazzarra’ Sant’Andrea (156 mila) e Terme Vigliatore (155mila) nel messinese, e Campofelice di Roccella (149 mila) in provincia di Palermo.

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, il primo posto spetta a Siracusa (123 mila), seguita da Trapani (95 mila), Messina (63 mila), Palermo (61 mila) e Ragusa (55 mila). Chiudono Catania (24mila), Caltanissetta (23 mila), Enna (20 mila) e Agrigento (9 mila). A guidare la graduatoria delle province e’ Messina che, con 108 Comuni “premiati”, ottiene 5,729 milioni di euro. Seguono Palermo (4,671 mln), Catania (2,313 mln), Trapani (1,664 mln) e Agrigento (1,274 mln). Chiudono la classifica Siracusa (971 mila), Enna (739 mila), Caltanissetta (535 mila) e Ragusa (433 mila). (ITALPRESS)

Fonte: economiasicilia

Bilanci in ritardo, commissari in tutti i comuni del comprensorio


Da 90011.it

Sono 266 i Comuni e 7 le Province regionali nei quali, a causa della mancata approvazione dei bilanci consuntivi del 2009, nei prossimi giorni, s´insedieranno i commissari ad acta. Nel lungo elenco figurano tutti i comuni capoluogo, tranne Catania e Trapani, mentre delle 9 Province regionali solamente Siracusa e Trapani non riceveranno la visita dei funzionari regionali.

I relativi provvedimenti sono stati firmati, e già notificati, dall´assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici. “È un provvedimento – ha spiegato l´assessore Chinnici – straordinario, che non vuole essere assolutamente punitivo, ma che si è reso necessario e urgente a causa del fatto che è trascorso oltre un mese dalla data di scadenza per l´approvazione, fissata per il 30 aprile. Ho dato disposizione agli uffici del dipartimento delle Autonomie locali di verificare, comune per comune, prima della notifica dei decreti di nomina, se il documento contabile fosse stato, nel frattempo, approvato. Così eviteremo di inviare i commissari inutilmente”.

I funzionari regionali avranno il compito di predisporre, nel caso in cui non lo abbia già fatto la Giunta, lo schema di bilancio consuntivo del 2009, convocando i rispettivi Consigli comunali ed assegnando loro il termine di 30 giorni, per l´approvazione del documento contabile.

In caso contrario, sarà lo stesso commissario a varare la manovra finanziaria. È fissato al 30 giugno, invece, il termine per l´approvazione dei bilanci di previsione per il 2010.

Ecco l´elenco delle amministrazioni comunali nelle quali verranno inviati i commissari ad acta.

AGRIGENTO (29): Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicatti´, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Menfi, Montevago, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, San Giovanni Gemini, Santa Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia e Sciacca.

CALTANISSETTA (14): Acquaviva Platani, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Marianopoli, Mazzarino, Montedoro, Resuttano, Riesi, Santa Caterina Villarmosa, Sommatino, Sutera e Villalba.

CATANIA (41): Aci Castello (anche 2008), Aci Catena, Aci Sant´Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Camporotondo Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Linguaglossa, Maniace, Mascali, Mascalucia, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant´Anastasia, Palagonia, Paterno´, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, Sant´Agata Li Battiati, Sant´Alfio, San Gregorio di Catania, Santa Maria di Licodia, Scordia, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.

ENNA (12): Aidone, Assoro, Calascibetta, Centuripe, Enna, Leonforte, Nissoria, Piazza Armerina, Regalbuto, Sperlinga, Troina e Villarosa.

MESSINA (68): Acquedolci, Alcara Li Fusi, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Brolo, Capo d´Orlando, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castel di Lucio, Castell´Umberto, Castelmola, Cesaro´, Condro´, Floresta, Francavilla di Sicilia, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicamino´, Librizzi, Lipari, Longi, Malfa, Malvagna, Mazzarra´ Sant´Andrea, Meri´, Messina, Milazzo, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Monforte San Giorgio, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta d´Affermo, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Pettineo, Raccuja, Reitano, Roccafiorita, Rodi´ Milici, Rometta, Sant´Agata di Militello, Santa Domenica Vittoria, San Filippo del Mela, San Fratello, San Marco D´Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Torrenova, Tusa, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena.

PALERMO (58): Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Altofonte,Bagheria, Balestrate, Baucina, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bompietro, Borgetto, Caccamo, Campofiorito, Camporeale, Capaci, Carini, Castelbuono,Casteldaccia, Castronovo di Sicilia, Cefala´ Diana, Cefalu´, Cerda, Ciminna, Cinisi, Corleone, Ficarazzi, Giardinello, Gratteri, Isnello, Isola delle Femmine, Lascari, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Monreale, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Palermo, Partinico, Piana degli Albanesi, Pollina, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, San Giuseppe Jato, Sciara, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Terrasini, Ustica, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Villabate e Villafrati.

RAGUSA (10): Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria.

SIRACUSA (15): Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Rosolini, Siracusa e Sortino.

TRAPANI (18): Alcamo, Campobello di Mazara, Castellamare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Pantelleria, Partanna, Petrosino, Santa Ninfa, San Vito Lo Capo, Salaparuta, Salemi, Valderice e Vita.

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