Ustica, Congresso Vulcanologia


Il direttore del Laboratorio Museo di Scienze della Terra Franco Foresta Martin informa che, a causa dell’interruzione dei collegamenti con Ustica, che ha costretto a una sosta forzata a Palermo i partecipanti, l’inizio del previsto Congresso internazionale di Vulcanologia slitterà di mezza giornata..

L’apertura è ora fissata alle ore 15 di mercoledì 13, presso l’Auditorium Teatro Comunale di via Petriera.

Tutti gli interessati sono benvenuti.


WORKSHOP INTERNAZIONALE DI VULCANOLOGIA A USTICA – Alle ore 15 di oggi mercoledì 13 settembre 2017, si aprono i lavori presso l’Auditorium di via Petriera (con mezza giornata di ritardo causa interruzione dei collegamenti marittimi).
Chi desidera assistere sarà il benvenuto.
Ecco il programma di oggi.

13 SEPTEMBER | Afternoon 15:00-15:30 Welcome from the Authorities and the Organizing Committee 
15:30-16:00 Barberi F. – Key lecture on Explosive eruptions in the Mediterranean (Invited)

Chairman: Maria Luisa Carapezza 
16:00-16:20 White J., Rotolo S. – Basaltic Magmatism in the Sicily Channel 
16:20-16:40 Romano P., Andujar J., Scaillet B., Di Carlo I., Rotolo S.G. – Phase relationships of a chemically zoned peralkaline silicic reservoir: the example of Green Tuff eruption at Pantelleria (Italy) 
16:40-17:00 Karatson D., Gertisser R., Vereb V., Telbisz T., Quidelleur X., Nomikou P., Druitt T., Kósik S. – Reconstructing ‘Atlantis’, the Late Bronze Age island of Santorini 
17:00-17:20 Coffee break
17:20-17:40 Zuccaro G. – Cascading effects and cumulative impacts of volcanic eruptions: simulation model and decision support tool application in Santorini 
17:40-18:00 Massaro S., Costa A., Sulpizio R. – Evolution of the magma feeding system during a Plinian eruption: the case of Pomici di Avellino eruption of Somma-Vesuvius, Italy 
18:00-18:20 Di Vito M., Acocella V., Aiello G., Barra D., Battaglia M., Del Gaudio C., de Vita S., Ricciardi G.P., Ricco C. – Multidisciplinary approach in evaluating the historical ground movements at Campi Flegrei caldera (Italy) for the reconstruction of the magma transfer before the 1538 AD

Ustica fra i protagonisti al Congresso della Società Geologica Italiana (Università di Milano 10 – 12 Settembre 2014)


Ustica al CongressoUstica ha ricevuto un’attenzione particolare al Congresso della Società Geologoca Italiana (SGI), che quest’anno si è tenuto a Milano, dal 10 al 12 settembre. Due comunicazioni scientifiche, presentate alle Sessioni Poster, hanno evidenziato l’importanza scientifica e didattica che gli studiosi di Scienze della Terra attribuiscono alle formazioni geo-vulcanologiche della nostra isola, suscitando l’interesse degli intervenuti.

La prima comunicazione, ad opera del vulcanologo Sandro de Vita (INGV-Osservatorio Vesuviano) e del geologo-divulgatore scientifico Franco Foresta Martin (Centro Studi), ha valorizzato l’esclusività della genesi di Ustica, che rappresenta l’unica isola vulcanica emersa del Tirreno la cui origine è dovuta ai processi distensivi e di apertura (oceanizzazione) in atto da alcuni milioni di anni in quel Bacino. Ciò fa di Ustica l’unico lembo di terra accessibile in cui ricercatori e studenti possono rintracciare formazioni geovulcanologiche e prodotti vulcanici legati a questi imponenti fenomeni .
Il lavoro di de Vita e Foresta Martin, dal titolo: “The island of Ustica, an open air geoscience museum: the role of geoparks in the dissemination of the Earth Sciences”, avanza infine la proposta di includere l’isola di Ustica  nella rete dei geoparchi riconosciuti d’importanza mondiale dall’UNESCO (l’organizzazione per la Scienza e la Cultura delle Nazioni Unite).
L’altro lavoro su Ustica, elaborato da Sandro de Vita, Massimo D’Antonio, Lucia Civetta e Giovanni Orsi, col titolo: “The evolution of the magmatic feeding system of the Ustica island”, illustra i risultati delle più recenti analisi sui vari tipi di magmi che hanno alimentato, nel corso della sua lunga storia eruttiva, il vulcano usticese. Dallo studio esce confermata la natura “anorogenica” di Ustica, cioe di vulcano non dovuto a processi di subduzione (come le vicine Eolie), ma alla risalita di un pennacchio di magma direttamente dagli strati piu profondi (mantello) della Terra.
Gli abstract dei due lavori si possono scaricare dal sito della SGI:

www.geoscienze2014.it

Nella foto: Franco Foresta Martin e Sandro de Vita illustrano la geo-vulcanologia di Ustica a un gruppo di ricercatori al Congresso SGI di Milano

 

 

Ustica al congresso della Società Geologica Italiana

 


L’ISOLA DI USTICA, UN MUSEO DI GEO-SCIENZE A CIELO APERTO:
IL RUOLO DEI GEOPARCHI NELLA DIVULGAZIONE DELLE SCIENZE DELLA TERRA
De Vita S.1, Foresta Martin F.2
1. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Napoli, Osservatorio Vesuviano
2. Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica

SOMMARIO

Nelle Scienze della Terra, così come in molte altre discipline scientifiche, la disponibilità di laboratori sperimentali è di fondamentale importanza per il trasferimento delle conoscenze attraverso la realizzazione di esperienze pratiche, che devono essere condotte e fondate su solide basi. In geologia, in particolare, il contatto con le rocce e le formazioni esposte, è uno strumento insostituibile per comprendere i processi che stanno alla base della loro origine.

In questo senso i Geoparchi possono svolgere un ruolo di primo piano, come risulta dalla definizione della Rete Europea dei Geoparchi UNESCO: “Un Geoparco deve comprendere un certo numero di siti geologici di particolare importanza in termini di qualità scientifica, rarità, richiamo estetico o valore educativo “. Pertanto, quei Geoparchi che contengono queste caratteristiche in aree piuttosto ristrette, hanno un grande potenziale educativo, specialmente se offrono una serie di percorsi piacevoli e ben attrezzati, pensati per essere interconnessi tra di loro.

Negli ultimi anni, a seguito di approfonditi studi geo-vulcanologici, l’isola di Ustica è stata gratificata da due definizioni lusinghiere: “singolarità emergente” e “museo di vulcanologia a cielo aperto”.

La prima definizione deriva dalla considerazione che l’isola è l’unico vulcano anorogenico emerso nel Tirreno meridionale, in un contesto dominato dalla presenza dell’arco vulcanico orogenico delle Isole Eolie. Per di più, Ustica conserva i segni dei processi geodinamici che hanno portato alla oceanizzazione del Tirreno e l’apertura di fratture che hanno alimentato il suo vulcanismo. Ustica è, allo stesso tempo, il frutto e il prezioso testimone di questi eventi.

La seconda definizione, si riferisce alla ricchezza e varietà di formazioni vulcaniche e prodotti che i turisti possono osservare in condizioni di assoluta sicurezza, dal momento che il vulcanismo Ustica è estinto da oltre 100 mila anni. Inoltre, le trasgressioni marine che si sono alternate nel corso del Pleistocene hanno generato ampi terrazzi marini e lasciato tipici depositi fossiliferi.
Con una superficie di 8,6 km2, un circuito di circa 12 km e un’altezza massima di 248 m s.l.m., Ustica si trova circa 60 km a nord dalla costa di Palermo e rappresenta la piccola parte emergente di un vasto complesso vulcanico sommerso, che si eleva per oltre 2.000 m dal fondo del Tirreno meridionale.

A Ustica, flussi di lava sottomarini e subaerei, lave a cuscino, vulcani monogenici e stratovulcani, reliquie di antichi crateri, depositi di ceneri e altre rocce piroclastiche, tubi di lava, bombe di varie dimensioni, dicchi, fumarole estinte, faglie e morfologie spettacolari, si dispiegano al ricercatore e allo studente come le pagine di un manuale che può essere studiato attraverso le strade e i sentieri dell’isola, o immergendosi nelle sue acque.

Con questo documento vogliamo lanciare la proposta di istituire un nuovo Geoparco volto a valorizzare gli aspetti geo-vulcanologici di Ustica, presentando una raccolta di itinerari illustrati che conducono il visitatore attraverso la storia geologica e vulcanologica dell’isola.

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Ustica al congresso della Società Geologica ItalianaFRANCO FORESTA MARTIN
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