Ustica, danni alla banchina e chiusura in via precauzionale e provvisoria


 

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Maltempo, un aliscafo in balia del mare imbarca acqua: danni e paura


Ponza – Il mezzo di trasporto stava coprendo la tratta Ponza-Formia. Grande spavento per l’equipaggio e i passeggeri che si trovavano a bordo

Tragedia sfiorata a bordo dell’aliscafo Airone jet dell’Alilauro. Il mezzo, a causa delle condizioni meteomarine particolarmente avverse, ha insaccato acqua la quale ha sfondato inizialmente un oblò, poi le onde sono diventate ancora più violente fino a sfondare la porta ed allagare l’abitacolo. Per fortuna a bordo c’erano pochi passeggeri che se la sono vista davvero brutta e se la sono cavata con un grande spavento. L’aliscafo era partito alle 6.15 ed è arrivato al molo Vespucci al porto di Formia alle 10.10. Sono in corso accertamenti sulla vicenda da parte della capitaneria di porto di Gaeta.

La Redazione

Fonte: Latina Oggi

Ustica, i danni degli amministratori li pagano i cittadini


Giovanni Mannino torna ad Ustica ma non trova più l’Isola di Padre Carmelo


Giovanni ManninoDomenica scorsa mi sono offerto di accompagnare al Cimitero di Ustica il Sig. Giovanni Mannino, già assistente superiore della Soprintendenza Archeologica per la Sicilia occidentale, per rendere omaggio alla Tomba del caro Amico, compagno di ricerche e lavoro, Padre Carmelo Seminara da Gangi.  L’illustre studioso di preistoria si trovava ad Ustica, invitato dal Comune e dal Centro Studi,  per ricordare i 40 anni dall’inizio delle ricerche archeologiche nell’Isola. Ritornati in piazza ha voluto manifestare la sua amarezza e indignazione per i recenti “lavori di riqualificazione del  centro urbano facendo specifico riferimento agli scempi e ai mostri di cemento armato di Largo Armeria, di Piazza Mareblu e  di Largo dell’Ulivo. Anche sulla eliminazione del verde, che, per un’Isola come Ustica, non è mai abbastanza, il suo giudizio è stato pesantissimo. E, fra l’altro, mi ha testualmente detto: “Per quei lavori io incriminerei, per danni morali e materiali, l’architetto che l’ha progettato e chi glielo ha permesso di fare. Qua si tratta di buttare il denaro pubblico per fare danni… Purtroppo i soldi della Comunità Economica Europea, spesso e volentieri, servono per fare danni e null’altro.Io distruggerei quei lavori prendendoli a picconate”.

A tal proposito Giovanni Mannino, addolorato per non avere ritrovato più l’isola di Padre Carmelo, proiettata anche a un turismo con interessi archeologici, ha voluto raccontare un fatto realmente accaduto qui a Ustica.Era in costruzione – egli ha proseguito –  la strada che portava alla Falconiera e il progetto prevedeva l’asfalto. C’era stato un lungo lavoro di picchettamenti con paletti che indicavano distanze e quote. Notte tempo mi sono preso la briga di togliere i paletti per ritardare il più possibile i lavori. Sono andato alla Soprintendenza ai monumenti a Palermo e miracolosamente la strada non è stata asfaltata. I meriti sono stati tutti della Soprintendenza dell’epoca”. Altri tempi e altre sensibilità.

Pietro Bertucci

Largo dell'ulivoLargo "Sarcofago"Piazza "Lumaca"

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COMMENTO

Da Los Angeles (CA) Tom Robershaw

Sicily, like most of Southern Europe, is suffering from an economic recession.  Perhaps the money would have been better spent on basic necessities, such as medical care, or the preservation of historical monuments.

La Sicilia, come la maggior parte del Sud Europa, soffre di una recessione economica. Forse il denaro sarebbe stato speso meglio per le necessità di base, quali l’assistenza medica, o la conservazione dei monumenti storici.

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Da Palermo Franco Liberti

Ma i “verdi” un tempo contestatori rumorosi non esistono più? … Se ci siete ancora, battete un colpo (o la piccozza!) per demolire le mostruosità usticesi. Ha ragione il sig. Mannino, perché è un delitto, in un’isola come Ustica, eliminare il verde a vantaggio del cemento armato.
Franco Liberti – Un turista plurideluso.

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Da Palermo Gino Cuce 

Ci voleva una personalità con gli attributi, come Giovanni Mannino, e un sito coraggioso come Ustica SAPE per dire le cose come stanno. Bene e complimenti a entrambi. Il “Giornale di Sicilia”, che dedica intere pagine agli scempi e ai mondezzai  di Palermo e provincia non ha avuto ancora il senso civico e lo spazio per occuparsi del vandalismo usticese. Ma chi ha occhi per vedere, vada a … vedere.

 

USTICA: “Danni di immagine”


Nell’ultima riunione del Consiglio di Ustica fu introdotta all’Ordine del Giorno questa istanza di seguito, letta in Aula ed approvata all’unanimita’ dal Consiglio e che si spera avra’ un seguito all Regione nel programma di : ” leggi speciali isole minori ”

A tutt’oggi i media continuano ad etichettare l’incidente dell’aero caduto nel mezzo del tirreno 30 anni fa con titoli come ” STRAGE USTICA” o “USTICA ISOLA MALEDETTA” ecc….. La realta’ e’ che si e’ perso troppo tempo e non e’ piu’ possibile fare causa ai media per risarcimenti di “Danni di immagine” subiti dall’isola di Ustica da 30 anni. Dopo avere parlato con diversi Avvocati di Palermo la risposta e’ stata : ” avete perfettamente ragione ma e’ troppo complicato, e’ un po’ troppo tardi, ci vogliono troppi soldi, meglio dimenticare e fare qualcos’altro “.

Questi titoli violenti dei media che riguardano questo incidente, non sono altro che una scusa per vendere di piu’ la notizia e usare le disgrazie altrui per proprio vantaggio. La strage, dicono i fatti, e’ avvenuta solo nella fantasia dei media. Strage significa : ” sterminio, massacro, uccisione violenta di molte persone o animali “. Le vittime di quell’aereo non le ha uccise nessuno, per quello che si sa, fino a prova contraria il fatto e’ classificato come un incidente, allora queste parole grosse da “scoop” non sono altro che parole fuori luogo per tutti i media locali e nazionali.

Identificare l’incidente di quell’aereo da parte dei media con Ustica fu una brutta ed affrettata ( detto anche dal Sindaco Messina in una intervista) scelta, a cui si puo’ aggiungere : dettata dalla premura di “fare la notizia” e mera irresponsabilita’. Una scorciatoia dei tanti media presenti, per sfortunata coincidenza ad Ustica quel giorno, durante la Rassegna, per fare il “colpaccio” subito, ed averlo pronto ed “impacchettato” a danno, pero’, di una intera comunita’ ignara.

Ustica con questa disgrazia e incidente non c’entra niente. L’incidente accadde lontanissimo da Ustica e l’ultima volta di cui si ebbe notizia quell’aereo era nelle vicinanze di Ponza. Sarebbe stato intelligente e corretto se i media avessero battezzato il punto di caduta dell’aereo con le coordinate geografiche o un nome fittizio oppure ” Nel Centro del Tirreno “. Anche negli usa, come in Italia, questi abusi sono anticostituzionali e puniti con risarcimenti a nove cifre.

Non c’e’ nessuna parvenza di dubbio che questo grave danno procurato, continuamente da 30 anni, dai media all’immagine dell’isola di Ustica e’ uno dei motivi per cui la crescita del turismo dell’isola e’ frenata. Questi sono fatti. Nessuno puo’ affermare o dimostrare il contrario. Nessuno.

Questo “grave problema” e’ stato generato solo perche’ Ustica essendo un’isola e’ stata vittima, involontaria, della propria insularita’ ( vedi leggi speciali isole minori ). Se l’aereo fosse caduto in un posto con un nome invece che nel centro del tirreno, a centinaia di Km. dal primo luogo abitato sarebbe stato diverso. Penso sia giusto sollevare questo problema dimenticato e sottovalutato e metterlo alla luce per essere riconosciuto ufficialmente dagli Enti Regionali e trovare una soluzione per essere compensati dallo Stato. Anche se i benefici non si vedranno subito la Regione considerando questo “ status di imparita’ ” di Ustica come isola dovra’ considerare Ustica un posto speciale e compensarla in futuro in qualche modo, magari con finanziamenti extra. Tentare non nuoce mai. Agire non e’ negativo di sicuro, forse l’unica negativita’ sarebbe continuare a non fare niente al riguardo.

Visto quanto espresso nella premessa. Considerato che ormai quasi nulla si puo’ fare per essere risarciti dai diretti responsabili e che il non senso di abbinare Ustica con titoli violenti a questo incidente “continua”. Visti gli inconfutabili danni all’imagine subiti da 30 anni dall’isola di Ustica e letto l’art. 70 dello Statuto Comunale. Visto inoltre l’invito del Sindaco Messina, esternato a chiunque su Usticasape, si prega il Presidente del Consiglio di Ustica Leo Cannilla di inserire all’odg del prossimo Consiglio il soggetto : ” Danno all’imagine di Ustica” perpretato dai media nazionali, per sottoporlo all’attenzione del Presidente della Regione On. Lombardo nell’area delle ” Leggi speciali isole minori” per ricevere le necessarie attenzioni e trovare la soluzione per alleviare a questo ingente danno e ottenere compensazioni.

Grazie per il tempo nella lettura e scusate la lungaggine.

Agostino Caserta

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COMMENTO

Da Montecosaro Mariangela Militello

Una guerra nei cieli, e l’aereo si trovò in mezzo.
Depistaggi, verità mai dette, in cui aihmè anche le nostre istituzioni hanno fatto la loro parte…
Sta di fatto che quel giorno molti media si trovarono sull’isola in occasione della Rassegna, e con sciagurata superficialità ed irresponsablità etichettarono Ustica al disastro, senza che le sue acque videro mai un solo rottame dell’aereo…
Anche in questo caso si sarebbe dovuto intervenire immediatamente contro chi con questo atto irresponsabile stava danneggiando l’immagine dell’isola. L’unica cosa che ci rimane fare è sensibilizzare chi di dovere, affinchè questa etichetta sia definitivamente tolta..
Sinceramente non è piacevole sentirsi dire: Ah, sei di Ustica??? Dove è caduto l’aereo?”……

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Da Roma Giorgio Tranchina

Mi limito a dire che, probabilmente, il termine “incidente” non è il termine esatto e che la storia dice altro. Un aereo non cade da solo, dal nulla. E poi ci sono molti altri fattori che ci inducono a pensare diversamente.

Giorgio Tranchina

 

 

Mareggiata – 22 Febbraio 2012


[ id=11375 w=320 h=240 float=left] Anche questa mattina Ustica rimarrà isolata

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COMMENTO:

Dalla California Agostino Caserta

Il comportamento dei responsabili del Genio Civile Opere Marittime e’ abbastanza strano. Prima vengono fuori con un progetto assurdo che voleva spaccare il Porto in due e che avrebbe lasciato nell’altro lato verso il costone Mezzaluna un deposito di detriti marini e uno spazio perduto e inutilizzato, dopo, messi alle strette dalle proteste della Commissione Portualita’ di Ustica, suggeriscono i pontili galleggianti che sarebbero ok solo in estate o nei laghi o in posti con fondali molto bassi e non per un posto in mare aperto con fondali alle punte di 40-50 metri come Ustica…..praticamente dei giocattoli; ma a che gioco giochiamo ?

Secondo me bisogna superare gli ostacoli e procedere con la realizzazione, presto, del braccio uscente dalla Mezzaluna come concepito negli ani ’60 e riproposto recentemente da Salvatore Militello e approvato dal Consiglio all’unanimità. Per superare gli ostacoli e’ anche ‘ questione di forza politica che va cercata e trovata.

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Da Ustica Angela D’Angelo

Bella, certamente. Da noi quanto verrebbe a costare una meraviglia del genere?

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Da Ustica Salvatore Militello

Sembrerebbe da notizie assunte telefonicamente a chi pratica “Montecarlo” via mare che stia dando ottimi risultati: anch’io sono molto scettico anche perchè non conoscendo queste nuove tecniche non so dare un giudizio. Sono convinto che le strutture “tipo antiche” ( Vedi banchina Sailem) siano le migliori e fin quando non si riesce a far comprendere che la natura va si rispettata… ma l’Uomo deve vivere!!! Perchè non si guardano le opere, oltre che inutili e costose, che sono davvero degli scempi? Non si può mettere in croce una Comunità per la salvaguardia della poseidonia o per aleatori patrimoni naturalistici… Comunque vi trascrivo il link da cui poter vedere la banchina semigalleggiante di Montecarlo dove ci sono negozi ed anche i parcheggi auto, ma che comunque dovrebbe essere radicata a terra (?!):

http://www.highrender.com/Architettura/Diga.htm

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da Palermo Ing. Marco Daricello

In queste condizioni sarebbe interessante capire come si comporterebbero le barche all’ancora. E ce ne sono poche…. Se ci fosse una mareggiata con la metà della potenza di quella del 22 febbraio, ma in estate, e se le barche si trovassero all’ancora, come qualcuno chiede, allora si che sarebbe interessante capire chi dovrebbe pagare i danni.

Sarebbe anche curioso capire come si comporterebbero in queste condizioni le banchine semisommerse di cui si è parlato alcuni giorni fa….. Mi auguro che a nessuno venga in mente di buttare via del denaro per quel progetto….. I pontili “galleggianti” li ho visti in un sacco di posti, a Lipari, a Castellammare del Golfo… Bellissimi, ma d’inverno vengono disarmati per non farli portare via dagli elementi….

 

Mareggiata – 22 Febbraio 2012


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Danni Alle colture ad opera di fauna selvatica


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Danni alle culture ad opera di fauna selvatica


comune-ustica-5COMUNE DI USTICA

Al direttore Generale Ministero Ambiente dr Renato Grimaldi
Al presidente Regione Siciliana On Raffaele lombardo
All’Assessore Regionale Territorio Ambiente On. Gianmaria Sparma
All’assessore Regionale Risorse agricole ed Alimentari On. Elio D’Antrassi
All’Ill.mo sig presidente Commissione attività produttive ARS On. Salvino Caputo
All’Illmo Sig Presidente Provincia Regionale di Palermo dr Giovanni Avanti
Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste dssa Rosaria Barresi
Assessorato Regionale territorio ed Ambiente ing Roberto Scalia
Assessorato Regionale risorse agricole ed Alimentari dr Giacomo Genna
Assessorato regionale Agricoltura dr Salvatore Ticali
Provincia di Palermo Area ambiente, direzione Tutela ambientale Ing Angelo Troja

e p.c. Sig Assessori – sig Presidente Consiglio – responsabile attività produttive – Stazione Carabinieri Ustica – Al cons Giovanni Palmisano – Al Sig Nicola Longo – Al Sig Giuseppe Mancuso

OGGETTO: Danni alle culture ad opera di fauna selvatica, prevalentemente da Oryctolagus cuniculus e misura 121 del PSR 2007-2013

La scrivente amministrazione ha più volte sensibilizzato quanti in indirizzo sui danni alle culture, specie quelle “ di nicchia” quali lenticchie e cicerchie, determinato dall’abnorme numero prevalentemente di conigli selvatici ( Oryctolagus cuniculus) ma anche di tordi,cornacchie, colombi e passeri.

Dopo alcuni incontri svoltisi presso i locali della Provincia Regionale di Palermo, si è concordato un sopralluogo degli Enti Locali coinvolti che è stato regolarmente effettuato l’11.03.11 ( vedi verbale redatto dalla Provincia regionale di Palermo a prot 0043875 del 20.04.11).

A seguito di questo, documentata, grazie anche alla consulenza del prof Bruno Massa del dipartimento Demetra dell’Università di Palermo, l’effettiva consistenza del problema, si è concordata pertanto un’azione di allontanamento rivolta ovviamente ai soli conigli, che comunque successivamente non è stata né programmata né eseguita.

Si chiede pertanto

• che il coniglio selvatico venga considerato animale nocivo e dannoso soprattutto per le culture di nicchia dell’Isola di Ustica;

• che venga immediatamente finanziato ed eseguito il piano di allontanamento dei conigli a difesa dell’habitat naturalistico dell’isola;

• che venga previsto all’interno della misura 121 del PSR 2007-2013, attualmente aperta sino a novembre 2011, la possibilità di recintare nelle isole minori siciliane i terreni con reti in grado di contenere i conigli;

• Che sia prevista la possibilità di abbattimento dei conigli adeguando la normativa regionale 33/97 .

Si resta in attesa vs riscontro

IL SINDACO

dr Aldo Messina