La tradizionale king cake di Maria Bertucci Compagno


Marlene Robershaw e Nuccio Caserta mi hanno mandato la foto di una torta che hanno ricevuto da  Maria Bertucci Compagno che ogni anno invia, per corriere, a molti amici e parenti in America,

La king cake è una torta tradizionale che a New Orleans viene fatta nel periodo di Carnevale.

La torta ha spesso all’interno un piccolo bambino (rappresenta il Bambino Gesù).
Il bambino simboleggia fortuna e prosperità e chi lo trova all’interno della sua fetta dovrà acquistare le torte necessarie  per la festa del Martedì Grasso o per l’anno successivo.

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COMMENTO

Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

I also want to thank Maria, again, I called her when the surprise came in the mail. And today, I found the BABY in the cake !!! surprise again.
Marlene Robershaw, Manfre

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Dalla California Agostino Caserta

Con Michelle voglio ringraziare Maria Bertucci Compagno che ci ha fatto questa gradita sorpresa con la tradizionale Ciambella che simboleggia il Carnevale di New Orleans. Thank you Maria !

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Prima comunione – Un dolce per ringraziamento


Prima comunione - Un dolce per ringraziamento
Prima comunione – Un dolce per ringraziamento

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COMMENTO
Dalla California Marlene Robershaw
Mi sembra di vedere la piccola Letizia??? Ciao e Dio Benedica Letizia, dalla cugina, Marlena Manfre, Robershaw

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Maria Giovanna in dolce attesa…


Maria Giovanna in dolce attesa
Maria Giovanna in dolce attesa

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COMMENTO

Da Palermo Aldo Bonura

Ti ringrazio per un caro ricordo: il dipinto che riproduce fedelmente il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo, alle spalle della giovane futura mamma, fu fatto da mio padre per farne dono alla Chiesa di Ustica in omaggio a Padre Carmelo e per tutta la cittadinanza. Un abbraccio

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Cassatelle, dolce tradizionale usticese


Cassatelle, dolce tradizionale usticese

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In dolce attesa… Arriverà?…


 In dolce attesa... Arrivera

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Dopo la Pizza in attesa del dolce


Dopo la Pizza in attesa del dolce

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Ustica Calcetto: Amaro con “dolce” finale


Atletico Capaci batte Ustica calcetto 15 a 2. Quando si va incontro ad un passivo del genere non c’è molto da scrivere, rimane una sola cosa: riconoscere la netta superiorità dei vincitori e incoraggiare i vinti ad un pronto riscatto al più presto contro un avversario più alla portata come per esempio il prossimo in casa, i Delfini Verine Maria. Sì perchè bisogna tranquillamente ammettere che quella incontrata ieri sera al “Camp Nou” di Capaci si è rivelata squadra di categoria di gran lunga superiore; tra l’altro, mi diceva l’allenatore Massimo Gallo, sono ragazzi che ormai giocano assieme da quasi 6/7 anni quindi con un notevole bagaglio di esperienza ed affiatamento già alle spalle; è una Società che mira dichiaratamente per bocca del suo Presidente a vincere il campionato; con la vittoria contro di noi prendono la testa della classifica scavalcando lo Scimone e, calendario alla mano, sono presumibilmente destinati a prendere il largo anche se quando c’è di mezzo il pallone un minimo di prudenza nelle previsioni non guasta. Per quanto riguarda i nostri ragazzi, ho detto loro negli spogliatoi al termine della partita e lo confermo ancora che l’esperienza in campo è una dote che si acquisisce nel tempo, non si improvvisa in pochi mesi e questo ha un “costo” inevitabilmente da pagare, tanto più caro quanto più s incontrano squadre tecnicamente ed atleticamente molto forti. A questo punto rimane una cosa da fare: “dimenticare Capaci” ed andare avanti in questa stagione che non potrà che essere di transizione. Un aneddoto ai margini di questa partita che in parte addolcisce l’amarezza di una sconfitta pesante nelle proporzioni. Entrambi i goals della nostra squadra sono stati segnati da Roberto Militello; il primo in particolare bellissimo, un tiro secco e teso da metà campo dritto dritto all’incrocio dei pali ha fatto dire all’arbitro a fine partita ( e lui sì che per il suo ruolo di belle reti ne vede dalla mattina alla sera): questo goal dell’Ustica per bellezza ne vale dieci di quelle del Capaci. Consoliamoci con questo giudizio e diciamo che abbiamo perso … per 15 a 12 !

Mario Oddo

 

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Sette giorni ad Ustica in “agro – dolce”…


I magnifici 7. No, non mi riferisco al celeberrimo film western ma ai piacevolissimi giorni che ho trascorso nell’Isola nella tradizionalmente chiamata “settimana di San Bartolo” durante la quale ho preso degli appunti da “oriustiggiante”, (neologismo da me creato per l’occasione), mix tra oriundo usticese e villeggiante. Li propongo alla vostra paziente lettura. All’andata nel mettere piede all’interno della nave veloce “Isola di Vulcano” noto immediatamente (ne ho già parlato) che la sporcizia dei vetri impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama ed inoltro all’ex Siremar tramite il nostro Sito un appello alla … trasparenza. Mi imbarco al ritorno ed il mio sguardo si posa speranzoso sugli stessi vetri; subito mi viene in mente la famosa canzone anni ’60 cantata da Tony Dallara “come prima …” in pratica “status quo ante” se mi è permesso un piccolo sfoggio di cultura classica. Resto sul tema mezzi di trasporto via mare. L’altro giorno l’aliscafo “Mantegna” parte da Palermo arriva a capo Gallo e torna indietro per un ennesimo problema tecnico. All’indomani, riconoscendomi, mi ferma in piazza un passeggero (molto avanti negli anni) una delle tante “vittime” di quel dietro-front; era tremendamente incazz…, pardon, arrabbiato; ne raccolgo lo sfogo: “ lo scriva, lo scriva per cortesia … vorrei sapere perchè la Compagnia delle Isole insiste ancora nell’utilizzare mezzi che hanno partecipato…allo sbarco in Normandia ! Lo accontento e per competenza giro la domanda alla Direzione. Passo ad altro argomento, non poteva mancare: il mare. Voi forse non ci avete mai fatto caso ma Ustica oltre ad essere il paradiso dei subacquei lo è anche per coloro che praticano attività alto-montane; infatti solo se possiedi collaudate doti di esperto arrampicatore lungo le asimmetriche rocce nere che portano alle calette riesci a fare il bagno altrimenti rischi giornalmente di non riuscire nell’impresa perchè una rovinosa caduta è sempre potenzialmente in agguato pronta a rovinarti le vacanze. Ora dico io, ma non si potrebbero risparmiare a turisti e residenti questi pericolosi esercizi di equilibrismo alpinistico mediante la messa in opera durante il periodo pre-estivo di semplici passarelle in cemento tali da consentire un più comodo accesso al mare ? “No, la salvaguardia dell’ambiente prima di tutto” tuonerà forse qualcuno. Scusa Totò, posso usare una delle tue tante battute ? Grazie ! … ma mi faccia il piacere !!! Riesco a raggiungere l’acqua, mare calmo modello-lago condizioni ideali per fare un bagno favoloso ma non avevo fatto i conti con una medusa che implacabilmente mi aspettava al varco. Un improvviso bruciore lungo l’avambraccio, fastidiosissimo ai limiti della sopportabilità, nulla di grave comunque. Ma più fastidio ancora mi ha dato quel ragazzino nelle mie vicinanze in continua immersione con tanto di maschera da sub e regolamentare retino con compiti di “avvistatore” il quale un attimo prima che la medusa mi prendesse emerge e con espressione trionfale mi assicura: “senta, può fare il bagno, non ce ne sono più (!), “l’avissi ammazzatu”. E’ proprio vero, fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Infine altra “nota dolens”, quello della benzina che non c’era. Tutti a secco. Al distributore di benzina code interminabili che neanche al casello di Melegnano il giorno del controesodo dal Ferragosto. Auto e moto dei privati fermi, mezzi del servizio pubblico ai limiti dell’interruzione, lunghe attese alle fermate (un turista prima che arrivasse l’autobus ha avuto il tempo di completare tutti i cruciverba della Settimana Enigmistica e finalmente una volta salito l’ha dovuta buttare a terra perchè la circolare era talmente pieno che non c’entrava neanche il settimanale). Motorizzati alla disperata ricerca del prezioso carburante girovagavano con i contenitori portatili in mano. Sull’Isola esplode una nuova moda: gli uomini in … tanca. Ci ho scherzato sopra e spero di non avervi annoiato; i miei appunti di “oriustiggiante” terminano qui tra vetri sporchi, aliscafi obsoleti, rocce da scalare, meduse insolenti e mezzi in sosta obbligata. Ma il soggiorno nelll’Isola sia chiaro non è fatto di ombra ma anche di tanta luce (tranne ogni tanto che se ne va per pochi minuti). Enrico IV di Borbone mi perdonerà se proprio per finire oso parafrasare una sua arcinota battuta: Signori turisti, Ustica val bene una “messe” (di piccoli imprevisti).

Mario Oddo

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COMMENTO

Da Emanuele Basiele

Egr.Sig.Oddo

mi permetta di chiarire gli interrogativi:

“perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ?”

Il polimetilmetacrilato (Plexiglas)Di norma è infrangibile,brucia a temperature superiori a 460°Per queste caratteristiche è usato nella fabbricazione di vetri di sicurezza e nei presidi antinfortunistici,ma è più tenero e sensibile ai graffi e alle abrasioni.

Prezzo/m² 158,72 EUR incluso19% IVA, più taglio a misura e Spese di spedizione (fonte web) Ovvia deduzione :la sicurezza prima di ogni altra cosa.(necessaria una radicale manutenzione….si) grazie per l’attenzione.

Emanuele Basile

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Mario Oddo chiarisce 

Egr. Sig. Basile accolgo volentieri l’invito alla sostituzione; resta il fatto che il passeggero medio, tra i quali ci sono io, non essendo addentro alla sottigliezza tecnica da lei precisata ne ricava una sensazione di sporcizia. E poi se l’opacizzazione è inevitabile causa agenti atmosferici perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ? Approfitto per rispondere anche alla “provocazione” di Nuccio. Chi, al di la di qualche incidente di percorso che possa essere capitato, mette in dubbio la qualità, la genuinità, la varietà, la fantasia, il servizio che offre la ristorazione pubblica di Ustica i casi sono due: o non si è mai seduto in vita sua al tavolo di un qualsiasi ristorante dell’Isola o è uno sprovveduto, peggio ancora se è un giornalista a caccia di sensazionalismi ad ogni costo. E ce ne sono !

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Da Emanuele Basile

l’espressione:

“la sporcizia dei vetri” impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.
Ammettendo che: sostanzialmente il piacere di una chiara visione è preclusa .
personalmente la sostituirei con:
il” vetro (plexiglass)opacizzato (da agenti atmosferici)”impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.

Escludendo il concetto di sudiceria.

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Dalla California Agostino Caserta

Caro Mario,se mi permetti, una domanda : ” durante il tuo bel soggiorno ad Ustica hai mangiato carne o pesce ?”.

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Dolce tradizionale di Ustica


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Flora e Fauna Marina – Casa dolce Casa


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“Gigi” – Tradizionale dolce di Ustica


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