Aforismi, Citazioni, Proverbio… del giorno


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Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli.
(Nicolás Gómez Dávila)

Centri Studi Ustica, presentazione nuovo numero di “Lettera”


Agenda Centro Studi UsticaIl CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE ricorda ai soci che Lunedì 10 luglio alle ore 18,30 nella sede dell’AMP in piazza a Ustica sarà presentato e illustrato il nuovo numero del periodico del Centro Studi Lettera. VI ASPETTIAMO!

Questo è il sommario di questo numero:

. Il corallo rosso di Ustica. di Giuseppe Corriero
. Lustrica nel manoscritto di Erasmo Magno da Velletri di Maria Grazia Barraco
. La Protezione di San Bartolomeo di Giuseppe Giacino
. Archeoastronomia e paesaggio nel Villaggio del Bronzo Medio a Ustica di Giulio Magli e Franco Foresta Martin
. Giuseppe Furino: “Quando in campo ero il punto di riferimento della mia squadra” di Felice Longo
. I Sindaci di Ustica di Vito Ailara

. L’Area Marina Protetta strumento di sviluppo economico e culturale di Salvatore Livreri Console
. Il nuovo museo Salinas di Francesca Spatafora
. Il Parco archeologico di Himera di Maria Rosa Panzica
. Le opere della Chiesa di Ustica di Ivana Mancino
. Verso i fondali usticesi di Jonathan Cecchinel

Ustica, il numero uno…


Ustica, il numero uno...
Ustica, il numero uno…

Una “curiosità” sul numero dei votanti al referendum a Ustica.


 

referendumA “cose” fatte si apprende che ad Ustica su 1089 votanti hanno votato 484 (il 44,44%). Hanno ottenuto voti: il <NO> 282 (58,26%), il <SI>  201 ( 41,53%).

Come è stato particolarmente sottolineato dal vari commentatori nazionali ed internazionali il dato più sorprendente e impensabile che è uscito dalle urne elettorale il 4 Dicembre è stato, oltre al distacco in percentuale tra vincitori e vinti, il dato di affluenza alto al punto da smentire abbondantemente le pessimistiche previsioni della vigilia. Accade però che in contro tendenza a Ustica votano poco meno della metà degli aventi diritto, 484 su 1089; a conti fatti rispetto alla media del Paese mancano all’appello più o meno 200 espressioni di voto. Questa “diserzione” a mio giudizio diventa anomala ove si consideri che qualche giorno prima della votazione il Sindaco in carica ed il candidato Sindaco a suo tempo non eletto, abitualmente ideologicamente divisi nelle passate tornate elettorali comunali, regionali o nazionali, nell’occasione referendaria, si ritrovano, fatto peraltro normalissimo come dimostrato a più alti livelli, uniti sotto il segno del NO. Dove voglio arrivare ?  Era una unione che, calcolatrice alla mano, ci si aspettava che dovesse fare forza in termini di presenze in cabina elettorale e invece … Non c’è dubbio che si è in presenza di una “anomalia”. Ecco, sarebbe interessante conoscere su questo “fenomeno” il parere di Attilio Licciardi e Salvatore Militello “nella qualità” oltre naturalmente di chiunque volesse esprimerlo su questo spazio. Per “curiosità” naturalmente e per null’altro.

Mario Oddo

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COMMENTO

Da Palermo Francesco Menallo

La scarsa affluenza al seggio degli Usticesi, anche se il trend favorevole al “NO” è stato rispettato anche sull’isola, dà la misura della generalizzata sfiducia nella possibilità di incidere positivamente, col voto, sulla realtà, che ormai pervade gli Usticesi evidentemente in modo ancor più pesante di quanto non abbia fatto con altre comunità.

Dopo che le grandi questioni, le grandi necessità quotidiane degli isolani sono state sistematicamente disattese e pretermesse, gli Usticesi hanno ritenuto non solo di non poter incidere sulla realtà ma persino di non essere neanche interessanti come comunità da imbonire con promesse: irrilevanti sotto tutti i profili.

Essendomi recato sull’isola appositamente per votare, ho ascoltato, mentre attendevo di ritornare a Palermo nel pomeriggio di domenica scorsa,  un anziano che, richiesto di se fosse andato a votare, rispondeva :” e perchè dovrei? tanto cosa cambia? tanto fanno sempre quello che vogliono loro  “.

Tale convinzione, suffragata da una polidecennale realtà, è stata superata in realtà più grandi grazie alla personalizzazione del voto referendario.   Parecchi, più che contro una riforma malfatta e, soprattutto, approvata a colpi di maggioranza relativa, travalicando completamente la sua portata assolutamente generale, tale da dover coinvolgere viceversa la quasi totalità delle rappresentanze politiche in parlamento,  hanno votato contro Renzi, che personalizzava tutto ciò che non è andato bene negli ultimi tre anni. Il voto “NO”, trasversale ancora di più del voto””SI” era un sostanziale rifiuto di tutte le brutte cose che la società italiana ha dovuto subire negli ultimi anni: impoverimento, pressione fiscale abnorme, assenza di lavoro, assenza di futuro, precarizzazione di quel poco lavoro che è ancora possibile trovare, difesa ad oltranza di banchieri e di ceto politico, ingiustizia di fondo che pervade ormai tutta la società italiana.

A chi mi ha chiesto perchè ho votato no, ho risposto, in dissonanza con tanti miei colleghi che davano una veste tecnico- giuridica alla loro posizione,  che una costituzione non si può approvare nè modificare radicalmente se non col massimo coinvolgimento; la costituzione italiana, che non so se è o meno “la più bella del mondo” è certamente la costituzione di tutti. Senza un coinvolgimento di tutti- in modo semplice  e leggibile anche all’uomo della strada- non può e non deve essere mutata, neanche  per un mutamento avveniristico ed accattivante ( e le modifiche che si volevano introdurre non lo erano per nulla).

La prossima volta, alla prossima incombenza elettorale, qualunque essa sia, Usticesi, abbiate più fiducia in voi stessi e nella vostra capacità di fare comunità …………il resto, il nulla cosmico che avvolge la politica, e, purtroppo, anche la società italiana, non vi sfiorerà neanche se saprete essere, al di là  degli stereotipi, una piccola e coesa comunità. Voi stessi, padroni del vostro futuro nonostante i presidenti del consiglio ed i presidenti della regione……che per fortuna passano……

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Da Palermo Francesco D’Arca

Stona ma non mi meraviglia il dato della affluenza registrato ad Ustica rispetto a quello nazionale perché è indicativo dello stato di umore nel quale versa la nostra comunità.

Basta parlare con la gente ed ascoltare le loro difficoltà per comprenderne lo stato d’animo, soprattutto se da parte della politica non arrivano risposte concrete a problemi concreti.

Si è persa la “continuità territoriale” con il resto del paese sia in senso metaforico che nella realtà e non certo per colpa nostra.

Hanno votato “Si” coloro i quali non avevano nulla da perdere da questa riforma costituzionale (le regioni ricche del nord)

Hanno votato “No” coloro i quali avevano ancora da perdere (le regioni povere del sud).

Non sono andati a votare coloro i quali si sentono esclusi socialmente.

E’ compito della politica dare attenzione ai più deboli, è compito della politica ricostruire il tessuto sociale sempre più lacerato attraverso un percorso di verità, liberandosi dalla tentazione di potere continuare a raccontare una realtà che non c’è.

 

La valutazione di Nicola: è il numero 1


numero uno
numero uno

Presentazione nuovo numero di “lettera” in una “ridente” piazzetta


Presentazione nuovo numero di lettera

Presentazione l’ultimo numero di “Lettera”


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Presentazione nuovo numero di “Lettera”


[ id=18460 w=320 h=240 float=left] Oggi pomeriggio alle 18,30 nello spiazzo antistante l’edicola-libreria ‘Punto e Virgola’ di Ustica sarà presentato l’ultimo numero di ‘LETTERA’ il periodico del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica. Presenti numerosi degli autori che hanno firmato gli articoli pubblicati in questo numero, si tratteranno diversi argomenti di storia dell’isola.

Maria Grazia Barraco parlerà dei flussi migratori usticesi nel mondo. Felice Longo racconterà dell’avventurosa esistenza di Efisio Taranto, un figlio di usticesi emigrato negli Stati Uniti e diventato poi un esponente di punta della Chiesa Mormone. Massimo Caserta rievocherà la figura del gesuita padre Pietro Tacchi Venturi, che si adoperò per alleviare le sofferenze di molti confinati politici relegati a Ustica. Vito Ailara presenterà la quindicesima puntata della sua storia moderna dell’isola di Ustica, che tratta il decennio 1910-1920, segnato dal primo conflitto mondiale e dall’arrivo nell’isola dei relegati libici. Franco Foresta Martin riferirà di una sua ricerca sugli atti giudiziari relativi al disastro del DC9 ITAVIA (27 giugno 1980), dimostrando l’infondatezza dell’attribuzione geografica a Ustica. Su questo stesso argomento saranno citate le testimonianze esclusive per “LETTERA” scritte dal dott. Lucio Messina già presidente dell’EPT Palermo, e dal prof. Paolo Colantoni, già dirigente di ricerca del CNR.

La professoressa Nicoletta Gualdasaio, autrice di un articolo sul piano dell’offerta formativa “Ustica un vulcano da scoprire”, realizzato dal Centro Studi presso l’Istituto Comprensivo “Saveria Profeta”, riferirà di questa nuova esperienza per la scuola di Ustica. Di Giuseppe Giacino, impossibilitato a essere presente, sarà illustrato il suo articolo che tratta della nascita del primo diving italiano a Ustica nell’immediato dopoguerra da parte di alcuni estrosi rampolli della nobiltà siciliana. Ancora di Giacino, una breve ma palpitante nota biografica su Stefano Longo, raffinato caricaturista usticese e autore di un vivace diario illustrato di un combattente in Libia (1912).

Degli storici Alfio Moratti e Amos Conti sarà riassunto il loro articolo sulla guerra italo-turca, che tanti effetti ebbe sulla comunità usticese ai primi del 900.

Ancora, la professoressa Giusi Barbato rivocherà la bella serata organizzata lo scorso dicembre presso la Libreria del Mare di Palermo, nella ricorrenza del 15.mo anniversario della fondazione del Centro Studi. Franco Foresta Martin presenterà due sue recensioni presenti nell’ultimo numero di “LETTERA” riguardanti una nuova carta geologica dell’isola di Ustica e un romanzo di fanta-ecologia scritto dal giovane usticese Vittorio Arnò.

Infine Costantino Tranchina riferirà del boom di gradimenti raccolti dalla pagina Facebook del Centro Studi.

Come sempre, la partecipazione è gradita e aperta a tutti i cittadini di Ustica, ai Soci ed ai turisti.

 

 

Rinviato a domani il consiglio comunale per mancanza del numero legale.


comune-ustica-5La seduta del consiglio comunale convocata alle ore 21,30 di oggi è stata rinviata a domani per mancanza del numero legale. Solo sei consiglieri presenti (Palmisano, Badagliacco, Palermo, Zanca, Russo e il Presidente Cannilla) su dodici e ancora meno dopo un’ora di sospensione per validare la seduta.

Non riusciamo a capire il motivo della defezione di quasi tutti i consiglieri di maggioranza. Erano assenti anche il Sindaco perché impegnato domani a Palermo, e i componenti la giunta.

I Punti inseriti All’O.d.G. erano:

1. Nomina scrutatori. Lettura e approvazione verbali seduta precedente;

2. Comunicazioni del Presidente

3. Problematiche relative all’applicazione del Regolamento dei beni immobili nella disponibilità comunale e del suo tariffario;

4. Ratifica e/o modifica Regolamenti Comunali approvati dal Commissario ad Acta (Settembre – Ottobre)

5. Revoca in autotutela della voce: “recupero degli edifici ex Hotel San Bartolomeo” del Piano Triennale Opere Pubbliche 2012 – 2014 (su richiesta del Cons. Badagliacco);

6. Sdemanializzazione delle aree non trattate nella precedente delibera C.C. n. 34 del 23 – 07 – 2012 (su richiesta del Cons. Badagliacco);

7. Presa d’atto sopravvenuta incompatibilità Consigliere Giovanni Palmisano.

Un consigliere presente  ha detto: “ non ci resta che piangere…”

Io dico: -Meditiamo, le elezioni sono vicine…

PB

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COMMENTO

Da Ustica Francesco Menallo

Le azioni amministrative non possono essere frutto di ripicche…..non si può in assoluto ed ancor meno in un’area territoriale di 9 chilometri quadrati in cui i legami familiari sono trasversali.

 

Reitero richiesta riduzione numero assessori


ISTANZA

Al Sindaco di Ustica

e,p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale Ustica
al segretario comunale

OGGETTO:Reitero richiesta riduzione numero assessori

Il sottoscritto Pietro Bertucci, responsabile del Sito www.usticasape.it e residente in Ustica Via Calvario 22

VISTA

la circolare n. 6 del 12 Marzo 2012 prot. n. 4446 della Regione Sicilia che “ricorda” quanto riportato nella l.r. 48/1991 in merito al numero degli assessori: – “per i comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti il limite massimo è di 4 assessori”.

VISTO

L’articolo 16 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla L. n. 148/2011, che dispone una serie di misure tese al contenimento ed al rigore delle spesa delle istituzioni comunali, in particolare a quelle a minore densità demografica.

La norma citata interviene per ridurre il numero dei consiglieri e degli assessori nei comuni sino a 10.000 abitanti.

In particolare nei comuni con popolazione sino a 1.000, a decorrere dal primo rinnovo del consiglio comunale non è prevista la figura degli assessori ma solo quella dei consiglieri e che le funzioni possono essere svolte dal sindaco considerando anche la possibilità di prevedere un consigliere delegato. Il vicesindaco sarà nominato tra i consiglieri eletti.

Nei comuni con popolazione da 1.001 a 3.000 (il nostro caso)Il numero dei consiglieri (escluso il sindaco) sarà di 9 o 6 a seconda delle classificazione delle nuova fascia demografica, mentre il numero degli assessori sarà di 3 o 2 a seconda delle classificazione delle nuova fascia demografica.

PRESO NOTA

di quanto espressamente detto dal sindaco, in una recente intervista: “la riduzione degli assessori, mio malgrado, non posso attuarla in quanto il nostro statuto ne prevede 4”

VISTA

LA DELIBERA n° 42 del 11 settembre 2012 del consiglio Comunale che ha modificato l’Art. 33 come di seguito: “nei comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti il numero degli assessori non può comunque essere superiore a 4.

CONSIDERATO CHE

– le dimensioni demografiche del nostro comune, poco più di 1300 residenti, portano a ritenere sufficienti un massimo di tre assessori;

– che ad alcuni assessori è concesso un “indennizzo” a spese della comunità per far passare ad Ustica qualche giorno di svago/vacanza ed in merito alla “produzione” certamente insufficiente;

– in questo particolare momento, bisognerebbe dare all’Isola un concreto segnale di sobrietà e oculatezza nella gestione delle risorse pubbliche;

– Che una riduzione del numero massimo di assessori sarebbe un auspicabile segno di rispetto del cittadino e del suo denaro da parte della politica

– il risparmio di risorse finanziarie potrebbero essere utilmente impiegate per far fronte ad esigenze ambientali dell’Isola con particolare attenzione alla pulizia, a piccoli lavori di manutenzione (cornicioni pericolanti nelle scuole) o a qualche famiglie con più basso reddito o che vive in condizione di svantaggio;

FA ISTANZA al Sindaco

Per delegare un massimo di TRE i assessori.

Ustica 01 Ottobre 2012

Pietro BERTUCCI

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COMMENTO

Da Palermo Mario Oddo

… ma il numero degli Assessori ad Ustica da un anno a questa parte non è già “ridotto” ?

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Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

This is the second time for this request from citizen Pietro Bertucci. This is a request that is according to the law of Italy !! Who is responsible to “move” on this request ?. WE have a saying in America “too many bosses in the kitchen”, tiny Ustica has too many “bosses” on salary. Yes, the money could be used for so many things, like fixing the school.

Bisogna prendere una decisione subito!!

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Questa è la seconda volta che viene fatta questa richiesta dal cittadino Pietro Bertucci. Si tratta di una richiesta che viene secondo la legge di Italia! Chi è responsabile di “spostare (decidere)” su questa richiesta?. Abbiamo un detto in America “troppi boss in cucina”, piccola Ustica ha troppi “padroni” a stipendio. Sì, il denaro potrebbe essere utilizzato per tante cose, come riparare la scuola.

Bisogna prendere una decisione subito!!

 

 

 

 

 

Riduzione numero assessori – Richiesta inserimento OdG


ISTANZA

Al Sindaco di Ustica

Al Presidente del Consiglio Comunale Ustica

e, p.c. al segretario comunale

OGGETTO:Riduzione numero assessori Richiesta inserimento Ordine del Giorno

Il sottoscritto Pietro Bertucci, responsabile del Sito www.usticasape.it e residente in Ustica Via Calvario 22

VISTA

 la circolare n. 6 del 12 Marzo 2012 prot. n. 4446 della Regione Sicilia che “ricorda” quanto riportato nella l.r. 48/1991 in merito al numero degli assessori: – “per i comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti il limite massimo è di 4 assessori”.

PREMESSO CHE:

il nostro statuto comunale all’Art 33 recita:

1)“ La giunta è composta dal sindaco e da quattro assessori, di cui uno è investito della carica di Vice Sindaco…

2) Gli Assessori sono nominati dal Sindaco purchè dotati dei requisiti di eleggibilità.

CONSIDERATO CHE

– le dimensioni demografiche del nostro comune, poco più di 1300 residenti, portano a ritenere sufficienti un massimo di tre assessori;

– che ad alcuni assessori è concesso un “indennizzo” a spese della comunità per far passare ad Ustica qualche giorno di svago/vacanza ed in merito alla “produzione” certamente insufficiente;

– in questo particolare momento, bisognerebbe dare all’Isola un concreto segnale di sobrietà e oculatezza nella gestione delle risorse pubbliche;

– Che una riduzione del numero massimo di assessori sarebbe un auspicabile segno di rispetto del cittadino e del suo denaro da parte della politica;

– il risparmio di risorse finanziarie potrebbero essere utilmente impiegate per far fronte ad esigenze ambientali dell’Isola con particolare attenzione alla pulizia o a qualche famiglie con più basso reddito o che vive in condizione di svantaggio;

FA ISTANZA al Sindaco

 di sottoporre con urgenza all’approvazione del Consiglio comunale una proposta di deliberazione intesa a modificare l’articolo 33 dello Statuto comunale come suggerito dalla l.r. 48/1991 cambiando la dicitura da “la giunta è composta dal sindaco e da quattro assessori…” a “la giunta è composta dal sindaco e da un numero massimo di tre assessori…”

Qualora il sindaco non volesse fare sua la nostra istanza si chiede al Presidente del Consiglio, per la parte di propria competenza, di inserire l’argomento all’OdG e portalo in discussione al prossimo consiglio comunale.

Ustica 03-09-2012

Pietro BERTUCCI

 

numero passeggeri sbarcati ad Ustica per anno


[ id=11244 w=320 h=240 float=left] Analizzando attentamente il grafico degli arrivi ad Ustica (dati ufficiali forniti dalla locale autorità marittima) siamo invogliati a fare delle serie riflessioni su come procedono le cose nella nostra Isola.

Il dato è ancora più preoccupante se si considera che molti di questi arrivi vengono effettuati da residenti e pendolari.

Secondo voi è tutta colpa della congiuntura o Ustica, non è più, per una serie di concause, una meta turistica “appetibile” per il turismo balneare – più volte, in passato, insignita con la bandiera Blu e le 5 vele e conosciuta come la perla nera del mediterraneo.

Quali strategie bisognerebbe mettere in campo per fronteggiare un calo di queste proporzioni che potrebbe costringere qualche operatore a chiudere definitivamente i battenti.

Pietro Bertucci

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COMMENTI:

Dalla California Agostino caserta

Condivido pienamente ciò che espone Salvatore Militello e inoltre vorrei aggiungere qualche cosa che riguarda l’eloquente “grafico” su ” Calo numero passeggeri negli ultimi dieci anni ” della scorsa settimana su questo sito.

1)A guardare bene ad Ustica ci sono due tipi di turismo : quello siciliano (includiamo usticesi non residenti) e quello Nazionale e Internazionale. Il prezzo esorbitante dei mezzi di trasporto e l’alto costo della vita locale sono dei deterrenti per il primo tipo di turismo, mentre per il turismo Nazionale e Internazionale sono più scoraggianti il punto 3 e 4.

2) Dopo vengono i divieti (e non solo relativi alla Riserva). La Riserva sarà rimossa ma lo farà la prossima Amministrazione ha detto il Sindaco, per cui bisogna aspettare, tutto incluso, almeno 2-3 anni prima che la “roteazione” diventi effettiva, e ancora 5-8 anni in più prima che questa roteazione dell’Area Protetta, che oggi punisce i bagnanti e turisti e l’apparato Turismo per i motivi che sappiamo, venga reclamizzata e “assorbita” dal grosso pubblico.

3)la mancanza di collegamenti “garantiti” con la terraferma, a causa della Portualita’ precaria, e la mancanza di un aeroporto o/e eliporto con servizi di linea sono l’altra grande lacuna che va a braccetto con il punto 1.

4)La concorrenza e’ spietata. Oggi il turista può scegliere di andare altrove in posti che offrono di più ( specie cose che un’isola piccola non può offrire ) e a prezzi più bassi.

E si potrebbe continuare con altri 5-6 punti importanti…..

Per il punto 1, purtroppo, non c’e nessun rimedio, i prezzi dei mezzi di trasporto andranno sempre più su’ malgrado il servizio dell’affidabilità dei collegamenti sia proprio scarso. La Siremar sarà privatizzata ? parzialmente o totalmente e quando ?

Per il punto 2 bisognerà aspettare almeno 8-10 anni per vedere qualche riscontro positivo.

Per il numero 3 si sta lottando per avere migliorata la Portualita’, ma, se tutto va bene, per il risultato bisognerà aspettare svariati anni ( 3 ?, 10 ? )

I punti 1-2-3 sono la palla al piede e purtroppo a breve scadenza non si vede via d’uscita ….

Esiste comunque la seguente grande “apertura” e sono sorpreso che non sia stata già realizzata : Ustica e’ già collegata con le Egadi e Napoli, collegandola anche con le EOLIE crea la ” Tratta dei due arcipelaghi ” raggiungibili direttamente dal Centro Italia ( Napoli ) con Ustica al centro e tappa obbligata, cosa che metterebbe l’acceleratore al processo di rilancio ! ( ma sarà necessario avere il punto 3 già attivo ) quindi sarebbe opportuno superare gli ostacoli e risolvere presto la Portualita’.

A parte il fatto che si potrebbe tentate di aprire ad Ustica un Casino’ ( sempre che vada bene ai 4 Casino’ presenti in Nord Italia che praticamente hanno fatto chiudere quello di Taormina….!! ), si intravedono nel frattempo due soluzioni a breve e lungo termine.

– Cambiare rotta e iniziare una politica per un turismo non di quantità ma di qualità ( o anche turismo di Seniors, Anziani che hanno più soldi… ) come Panarea basato anche sulla storia, cultura, mare, tranquillità ( vedi Svincolo ! ) ma sono necessarie le infrastrutture all’altezza, servizi adeguati e il punto 3. Per i prossimi 15 anni forse sarà dura, allora tanto vale usarli tentando la transizione verso il turismo di qualità invece che di quantità non solo perché la corsa verso il turismo di quantità ( per ora ) sembra perduta, ma perché Ustica può offrire il meglio di se stessa, secondo me, al turismo di qualità.

– Intanto, chi vive di turismo e non ce la fa, potrebbe cominciare a riorganizzare la posizione dei propri capitali e cambiare raggio di interessi o investire in qualcos’altro più proficuo e che da lavoro tutto l’anno come fabbrica di ceramica o altre fabbriche e/o prodotti artigianali e di agricoltura tutti da esportazione come si faceva una volta quando il Pastificio dei F.lli CASERTA &amp; TARANTO esportava la Pasta di Pura Semola anche in America….

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Da Gianfranco Dinoia

non credo sia solo una questione di divieti: io parlerei di offerta e di costi; cosa offre ustica? e quello che offre a che costi lo offre? ormai l’offerta turistica si è allargata in maniera impressionante, ci sono mari bellissimi anche altrove e costi più bassi; anche ammettendo che ustica abbia il mare più bello del mondo cos’altro offre? non molto… noi siamo affezionati – sono le nostre origini – e ci torneremo fin quando potremo, ma chi non ha legami affettivi perché dovrebbe andare a ustica dove oltre al mare, allo stato, c’è ben poco da fare?

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Da Palermo Vincenzo Pizzurro

– Scarsa fruibilità del nostro mare per gli eccessivi vincoli/ divieti che non consentono una vacanza rilassante;
– La portualità non idonea che non da sicurezza alle barche di diporto, né approdi sicuri ai mezzi di linea;
– Cari prezzi in funzione dei servizi prestati
– Orari dei mezzi di trasporto marittimi non dilazionati nell’arco della giornata e che non tengono conto delle esigenze dei turisti rivolte alle coincidenze con navi, treni ed aerei;
– Perdita di immagine in campo ambientale e scientifico

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Da Ustica Gaetano Lo Nero

Salve riguardo il calo di presenze vi volevo portare a conoscenza di una disdetta fatta nel nostro hotel: una famiglia di 4 persone che il giorno prima prenota 1 weekend “in” sabato mattina “out ” domenica spendendo nel periodo di giugno X 4 con la cena… €220,00 circa.. và alla siremar per prenotare i biglietti A/R spendeva circa € 198,00.. – richiamano e disdicono perchè i biglietti costano quanto l’intero weekend! ora speriamo che con la nuova gestione della siremar si riesca a gestire in maniera diversa i costi magari abbassando di netto dal lunedì al giovedì… e idee ce ne sono 1000! altrimenti non abbiamo dove andare!

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Da Palermo Antonio Costantino

La tassa di soggiorno. E’ impensabile che in un posto dove quello che manca, o ad ogni modo quello che si vuole, è proprio il turista, si tassi il suo arrivo.
E inoltre il costo del biglietto della traversata, troppo caro, pensate che adesso nella nave fanno pagare 8 euro per la bicicletta!

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Da Palermo Patrizia Lupo

Non posso che non essere d’accordo con Marco, tra l’altro di queste problematiche ne discutiamo tutto l’anno. In più io aggiungerei che la vacanza sull’isola ha costi esosissimi, a partire dalla trasferta da Palermo. Può andare anche bene che i costi rimangono alti, se peró si offre un servizio di qualità….il turista che arriva per la prima volta ad Ustica si sente smarrito, non c’è un punto informazioni, che dovrebbe trovarsi adiacente allo sbarco e non in piazza. Anche perché prima in piazza ci deve arrivare…… Basterebbe un piccolo gazebo o una casetta in legno posta giù accanto all’agenzia di Militello. Si potrebbero dare informazioni su tutti i divieti esistenti sull’isola, dove prendere il bus e magari vendergli il biglietto o abbonamento……poi se l’addetto parla anche qualche lingua straniera non sarebbe male. Questo è solo uno dei tanti gesti che Ustica potrebbe fare per iniziare ad accogliere bene i turisti, semplice ed economico……poi alla fine mi chiedo, che senso ha disquisire su determinati argomenti se poi non vengono accolti da chi di dovere….allora penso che è meglio prepararsi e andarsene a lavoro, per stamattina abbiamo chiacchierato fin troppo

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Da Palermo Marco Daricello

Interessante regressione. Prima di fare un’analisi (opinioni personali, eh!) di questo crollo, vorrei evidenziare che, anche se il numero (elevato) comprende anche gli abitanti dell’isola, il crollo riguarda, con ogni probabilità, solo i turisti! Certo, possiamo ipotizzare che il numero di abitanti dell’isola negli ultimi 10 anni non sia variato di molto, no? possiamo anche ipotizzare che i viaggi che i residenti hanno fatto negli ultimi 10 anni siano stati, in media, gli stessi ogni anno…. e allora? Allora quelli che mancano all’appello sono proprio i turisti!!!

Cerchiamo di fare qualche ipotesi sulle cause? Ok! quali turisti frequenta(vano) l’isola? Io ne ho individuati di 3 tipi:

1) I SUB (ça va sans dire…);

2) Coloro che frequentano il mare con le barche;

3) Coloro che raggiungono il mare da terra.

Per quanto riguarda la categoria “1” vorrei stendere un velo pietoso, ma mi limiterò a dire che ci sarà stata una flessione data più che altro dalla crisi (ho detto crisi, non “aumenti che i diving hanno fatto a causa delle gabelle a cui sono sottoposti…”) – ricordo che esiste anche un’altra categoria di sub, quelli “fai da te – no alpitour”…. ma è proprio meglio stendere il velo di cui sopra.

Per quanto riguarda la categoria “2”, beh…. mi consta che, almeno nell’estate 2011, molta gente abbia preferito altre mete, e spiego i motivi: le isole Eolie, ancorchè più distanti da Palermo rispetto ad Ustica, si trovano entro il “fatidico” limite delle 12 miglia (cioè in realtà sono a meno di 24 miglia – 12+12 – dalla terra ferma), per cui non c’è il rischio di essere multati per aver fatto la “traversata”, come accade a Ustica. Ora, visto che in effetti Ustica è a circa un’ora di “gommone” da Palermo, cosa ci vorrebbe ad “aprire” un corridoio il sabato e la domenica? magari piazzando una vedetta al centro del canale che faccia da “terra ferma”…Ma sarò io un visionario!!! Superato questo problema, la gente è costretta a pagare assurde cifre per sostare ad una boa, perchè “buttare” l’ancora è vietato….. certo, poi vedranno i diving accanto a loro che invece l’ancora la possono gettare, assieme ad alcuni “privilegiati” dei quali è meglio non parlare… E per la notte? Non si può sostare in porto perchè ormai i posti sono quelli e sono già tutti occupati, quindi i proprietari delle barche con i loro equipaggi se vogliono possono stare in rada o alla boa da qualche altra parte dell’isola! Ma chi le ha fatte queste regole????? Di certo qualcuno che di mare non ne capisce nulla, di certo qualcuno che non sa che “NON CI SONO TAVERNE A MARE!” Eppure i “gommonauti” lo sanno bene, e pur di non rischiare la barca e l’equipaggio preferiscono cambiare meta….

Poi ci sono i turisti di cui al punto “3”: quelli che vanno a mare da terra. Qualcuno ne ha visti? Da quando esiste la riserva integrale nell’unica zona relativamente accessibile del mare di Ustica sono andati scemando. E se prima c’erano degli “affezionati”, alla fine anche questi hanno mollato! Totale? oltre 10.000 presenze in meno in 10 anni. Io sono uomo di matematica, adoro fare i conti…. se in media queste 10.000 persone che non vengono più, spendevano 40 euro al giorno (e sono davvero pochi per un turista!) abbiamo tolto 400.000 euro al giorno. Diciamo che questi 10.000 stavano una settimana sull’isola? ok, in totale abbiamo tolto 2.800.000 euro all’anno (prodotti in soli 7 giorni!!!) dalle tasche dell’isola! e i conti li ho fatti per difetto, come potete ben vedere!

Ora, rileggete ciò che ho scritto: non li volete chiamare divieti? e chiamateli obblighi! ma alla fine il risultato è lampante!

A guardar bene questi soldi non sono scomparsi del tutto, eh! si sono solo spostati! no, non solo nelle altre isole, ma anche nelle tasche di chi, grazie a tutti questi “obblighi” ha potuto fare affari d’oro, facendo pagare una boa in cambio di NESSUN servizio….

Per inciso, nel 2004 sono stato alle isole Eolie, precisamente ho fatto una notte per ogni isola in un magnifico viaggio in barca a vela. A Panarea una notte alla boa costava 20 euro per una barca da 10 metri con 7 persone di equipaggio. In cambio ti davano un numero di cellulare. Da chiamare tutte le volte che volevi salire o scendere dalla barca col gommoncino del sig. “Franco”, che ti riportava anche se eri ubriaco perso e ti rimboccava le coperte se ce n’era bisogno. A Ustica al sig. “Franco” farebbero la multa….

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Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

Again, I repeat the same information that pertains to declining tourist numbers. I have said this before on Usticasape, so not new information, but bears repeating:

In Palermo, it is almost impossible to attain information about the boat to get to Ustica. When there in Palermo in 2010, trying to get to Ustica, it took 2 days of persistance to get the information.
1st we asked at the hotel, just about 1 mile from the port. They had no idea, no brochures, no telephone numbers.
then we walked to the main port, asked the port authority employees where does the boat dock and where to get tickets ?? They had no idea !!!!
While walking across the street from the dock, we found the ticket office, then they did not even know where the exact place the boat would come the next morning.
The dock didn’t even have a sign up anywhere to show where they would land.
HOW COULD ANYONE EVEN FIND OR GET TO USTICA ?????
Maybe things can improve with the new company that takes over Siremar ?? Who knows ???

Marlene Robershaw, (Manfre)

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Muovo nuovamente la stessa critica che riguarda il calo del numero dei turisti. L’ho detto precedentemente su Usticasape, quindi non una nuova critica, ma merita di essere ripetuta.

A Palermo è alquanto impossibile ottenere informazioni sui mezzi in partenza per Ustica. Quando, nel 2010 mi trovai a Palermo,nel mio tentativo di arrivare a Ustica, impiegai 2 giorni per avere informazioni .
Prima, chiedemmo in Hotel, giusto 1 miglio dal porto. Gli operatori non avevano nessuna informazione, nessuna brochure, nessun numero telefonico. Ci dirigemmo quindi verso il porto, chiedemmo ai dipendenti dell’Autorità Portuale dove fosse il molo di imbarcazione e dove acquistare i biglietti; non ne sapevano nulla!!!
Mentre percorrevamo la strada, dalla banchina, trovammo la biglietteria, ma a questo punto gli operatori non sapevano nemmeno l’esatto punto di attracco della nave in arrivo il mattino seguente.
La banchina era mancante di qualsiasi indicazione che mostrasse i punti di sbarco.
Come pensate si possa avere informazioni e arrivare a Ustica?????
Forse le cose miglioreranno con la nuova società che sostituirà Siremar? Chi lo sa??

Marlene Robershaw, (Manfre)

(Traduzione di Mariangela Militello)

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Da Palermo Mario Oddo

Verrebbe da dire che Ustica può a pieno titolo definirsi “Isola del gambero” ma non perchè dal mare particolarmente pescoso bensì, e questo impietoso grafico riferito alle presenze annuali ne è la prova, per aver assimilato dal gustoso crostaceo il “passo all’indietro”. Sarebbe a mio giudizio fuorviante e riduttivo affermare che la continua “emorragia” è solo figlia della crisi in atto pur drammaticamente evidente e allora c’è da chiedersi: quali altri fattori hanno concorso ad accentuarla ? Per l’attenzione che il tema dello sviluppo turistico dell’isola sia naturale debba suscitare in tutti quanti hanno Ustica nel cuore proviamo a dire la nostra . L’Isola può fare in modo che nel 2012 quel grafico s’impenni fino a risultare il più alto degli ultimi anni ? E come ? Gli spunti sono tanti; li lascio tutti ai nostri amici lettori. Me ne riservo solo uno spesso ricorrente nei commenti della gente: Tantissimi turisti negli ultimi anni hanno “mollato” Ustica privilegiando altri lidi perchè ormai l’ Isola è sì circondata dal mare ma da un mare di divieti.

 

 

La copertina del nuovo numero di Lettera


[ id=10781 w=320 h=240 float=left] La realizzazione grafica della copertina è stata curata dalla nostra socia Arch. Mariella Barraco,utilizzando un disegno di Giuseppe Scalarini raffigurante la Falconiera di Ustica, datato 25.5.1928, a cui è stato sovrapposto un frammento di un suo appunto, riportato per intero all’interno della rivista.

Nella copertina volutamente sono state riportate solo alcune parole: “E’proibito. – Restate”: trattasi di un’ossimoro e sintetizzano a pieno l’idea di confino.

Questo nuovo numero di Lettera vede articoli a firma di Giovanna Delfini, Massimo Caserta, Vito Ailara, Franco Foresta Martin, Gaetano Cafiero, Chris Caravella, Giuseppe Giacino, Nando Rinaldi, Antonio Gianguzza e Mariella Lo Cicero.

Vi informiamo che la spedizione della rivista è stata calendarizzata a partire dalla prima settimana del mese di dicembre.

Contiamo che anche questo numero possa incontrare il vostro sempre gradito apprezzamento.

Buona lettura.