Salvataggio Tartaruga “Caretta Caretta” a largo di Ustica


Alle ore 18.35, il catamarano Ale M della Liberty Lines S.P.A., al Comando del Capitano di Lungo Corso Giuseppe BERTOLINI, mentre procedeva  in navigazione da Ustica a Palermo ed esattamente in posizione 38^36’.6 N – 013^ 13’.9 E, ha avvistato e tratto in salvo una tartaruga “caretta caretta” in evidente difficoltà ed a rischio annegamento poiché impigliata in una rete da pesca che non le consentiva d’emergere per un periodo sufficiente a garantirle la sopravvivenza.

Prontamente informata l’Autorità Marittima di Palermo, la creatura, all’arrivo dell’unità navale nel capoluogo, verrà affidata ai militari della Guardia Costiera.

 

Ieri presso l’AMP Isola di Ustica, dopo le cure, è ritornata in mare la tartaruga “Caretta caretta”


Liberazione tartaruga “Caretta caretta” presso l’ A.M.P. Isola di Ustica


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Ustica, salvata tartaruga gigante ferita da un’elica di una barca


Una tartaruga gigante di grosse dimensioni è stata salvata sabato scorso da tre diportisti al largo di Ustica.

Si tratta di un maschio adulto di circa 30 chili, che ha riportato una lesione dovuta probabilmente all’elica del motore di una barca.
La testuggine è stata data alla Capitaneria di Porto che l’ha tenuta tutta la notte per poi consegnarla all’Istituto Zooprofilattico di Palermo.

“Stiamo facendo accertamenti – ha dichiarato il Direttore Sanitario dell’Istituto di zoologia e profilassi Santo Caracappa -. La tartaruga è vispa e non aveva ami infilzati. Pesa circa 30 chili e ha una ferita ad un carapace posteriore. Cercheremo di ridurre il taglio nel più breve tempo possibile, una ventina di giorni – ha concluso Caracappa – e di rimetterla presto nel suo habitat, possibilmente a Capo Gallo”.

Questi i nomi dei diportisti che hanno salvato la tartaruga: dott. Giuseppe La Barbera, Avv. Maurizio Viola, Piero La Barbera.

Fonte: Giornale di Sicilia

 

Bella esperienza salvare una tartaruga


[ id=19000 w=320 h=240 float=left] Oggi abbiamo salvato questa tartaruga che aveva un amo attaccato. All’amo era attaccato il filo di nylon. All’altra estremità del nylon c’era un ramo di legno che affondava. È stata una delle esperienze più belle della mia vita!

Marco Daricello