4 Novembre, Oggi è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.


Oggi è una giornata speciale. Oggi è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, è festeggiata ogni 4 novembre, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti
Onore alle Forze Armate Italiane FF. AA. e ai caduti che hanno fatto grande la nostra Italia.

4 novembre festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale


4 novembre festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale
4 novembre festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale

Protesta trasporti, una comunità unita e solidale con autorita’ in testa al corteo

Protesta trasporti, una comunità unita con autorita' in testa al corteo
Ustica, Protesta trasporti, una comunità unita con autorita’ in testa al corteo

Ustica, unita sui trasporti


F.A.3701

Ustica: una comunità unita nel dolore… ieri sembrava un’unica grande famiglia


 

Salvatore ChiesaSpesso, dopo la morte, si descrivono le persone a prescindere da ciò che realmente queste persone fossero. Non è il caso di Salvatore Palmisano.  La nostra comunità, e non solo, Gli voleva un gran bene, e credo sia  risultato evidente ieri, dalla folla di fedeli che hanno voluto renderGli l’ultimo saluto.  Non ricordiamo di aver visto tanta gente in simili occasioni.

Tutte le attività sono rimaste ferme in quelle due ore in cui si sono svolti i funerali, come se fosse stato proclamato il lutto cittadino!.

La nostra chiesa non è riuscita a contenere la folla di amici e conoscenti che si sono voluti stringere accanto alla moglie, ai figli e ai parenti dello sfortunato Salvatore,  che ha perso tragicamente  la vita,  lunedì scorso, a 74 anni, finendo sotto il suo trattore.

Grande la commozione, durante la celebrazione, negli occhi dei familiari e degli amici  ed ancora l’incredulità per una fine così improvvisa e naturalmente il dolore di tutti per un altro pezzo di storia che è volata via.

Tutti  ricorderemo Salvatore per la sua serietà, la dedizione alla famiglia e al lavoro.  Era una persona integerrima nella professione come nella vita di tutti i giorni.

Ad officiare il rito funebre don  Lorenzo Tripoli, parroco di Ustica, che nell’omelia ha ricordato la figura di Salvatore  come uomo umile, buono e conciliante al “servizio” della moglie. Ha cercato parole di conforto in particolar modo per la moglie e per i figli Giovanni, Tonino, Sabino, Angela e Tecla esortando loro a vivere questo momento di grande dolore alla luce della Fede e nella speranza della Resurrezione..Salvatore uscita chiesa

Alla fine toccanti sono state le parole del figlio Giovanni che con un filo di voce strozzato dal pianto, ha sentito il dovere di ringraziare i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, tutti coloro che hanno prestato i primi soccorsi e quanti sono stati loro vicino con una telefonata, con una visita, con la collaborazione. Ha concluso citando  le parole di Giovanni Paolo II:  “Famiglia credi in ciò che sei”…  Famiglia  diventa sempre più ciò che sei.

Salvatore cimiteroTotò, così lo chiamavamo, era un grande lavoratore;  uno che il lavoro e i sacrifici non lo hanno mai spaventato ed era sempre pronto a dare una mano, su richiesta o senza, a chi ne aveva bisogno.

Al termine della funzione un lungo applauso, infine, ha accolto il feretro all’uscita della chiesa.
Una testimonianza corale di affetto per Totò prima di accompagnarLo al Cimitero per la sepoltura.

Pietro  Bertucci

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Da Carpi Lorena Viperli

ho un grande dolore…….la notizia della tragedia che ha colpito la famiglia Palmisano, ha ferito gravemente il cuore di tutti noi , che abbiamo conosciuto  Totò  …e di conseguenza stimato, e a cui abbiamo voluto un gran bene……..
Non ci sono parole che possano , in qualche modo, alleviare il dolore della sua famiglia…..di certo, averlo avuto accanto è stato un gran dono per tutti…..
Grazie Totò per quella bella persona che sei stata….e grazie di aver fatto parte anche della mia vita……..
Un abbraccio grande e pieno d’affetto per i famigliari….

Lorena Viperli e famiglia……

Giornata Unità Nazionale e delle Forze Armate 04.11.12

COMUNE di USTICA

Giornata Unità Nazionale e delle Forze Armate – 04.11.12

Uniti “dalla” e “per la nostra” identità.

E’ questo il messaggio che oggi, 4 Novembre, giornata delle Forze Armate e dell’identità Nazionale, dobbiamo portare con noi.

Quella di oggi è una festa tanto importante che, istituita nel 1919, ha “resistito” a tutti i governi sia monarchici, fascisti che dell’Italia repubblicana.

Nata per ricordare i 100.000 caduti della prima Guerra Mondiale, è una data che porta con sé dei valori morali non certo legati all’esaltazione della guerra e della violenza ma al rispetto di chi è disposto al sacrificio per difendere un ideale.

Questa ricorrenza ci evoca spesso anche il ricordo della nostra infanzia,della famiglia, essendo il giorno in cui i nostri genitori ci portavano “a visitare le caserme” che per l’occasione erano aperte al pubblico. Si saliva sui carri armati e sulle jeep. Si percepiva l’orgoglio di una identità.

Dal 1961 ad oggi il contributo di vittime e feriti tra Arma dei Carabinieri, Finanzieri, Polizia di Stato, Aeronautica, Capitaneria di Porto, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco e Croce Rossa Italiana è di Continua a leggere “Giornata Unità Nazionale e delle Forze Armate 04.11.12”

Cala Santa Maria – Realizzazione campo boe ormeggio unità di diporto


[ id=14942 w=320 h=240 float=left] Al Sindaco di Ustica

e, p.c. al Presidente del Consiglio Ustica
al Capo Ufficio Tecnico Ustica

OGGETTO: Realizzazione di un campo boe d’ormeggio delle unità da diporto nello specchio acqueo interno del porto Cala S, Maria.

Sig. Sindaco,

ieri sera siamo venuti a conoscenza della nota, in calce trascritta, che la Presidenza della Regione Sicilia ha messo a finanziamento la realizzazione di un campo boe d’ormeggio delle unità da diporto nello specchio acqueo interno del porto Cala S. Maria per un importo di € 100.000,00.

Si chiede al Sindaco, nel rispetto dei tempi ristretti imposti di 120 giorni(dalla ricezione della nota), se ha provveduto a dare mandato al Capo Ufficio Tecnico Comunale di predisporre il progetto esecutivo, propedeutico all’adozione del decreto di finanziamento da parte delle Regione.

Qualora l’ufficio non ha la possibilità di predisporre il progetto cui trattasi potrebbe avvalersi del progetto già esistente all’U.T.C., a firma dell’Ing. Emanuele Bartholini, recentemente modificato del Cap. Lungo Corso Giuseppe Bertolini o interessare, al fine di contenere i costi di progettazione, l’Ufficio del Genio Civili Opere Marittime.

Pietro Bertucci

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prot. n. 38280 del 30 Agosto 2012

OGGETTO: Comune di Ustica (PA) • Realizzazione di un campo boe d’ormeggio delle unità da diporto nello specchio acqueo interno del porto Cala S, Maria.

R A C C O M A N D A T A A.R.
AL SIC. S I N D A C O D E L C O M U NE
D I U S T I C A ( P A )

Si comunica che, nell’ambito di un piano di utilizzo economie ex art. 38 dello Statuto, adottato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 145 de! 21.05.2012, è stato ammesso a finanziamento l’intervento specificato in oggetto, per un importo di € 100.000,00.

Con Decreto Ass. Reg. Economia a. 1704 del 01.08.2012 è stato istituito nel bilancio della Regione il relativo capitolo di spesa n. 504445, assegnato allo scrivente Servizio.

Al fine di adottare il decreto di finanziamento ed impegno della superiore somma, si invita Codesto Comune – quale Amministrazione procedente – a trasmettere a questa Presidenza copia del progetto esecutivo, corredato da tutta la prescritta documentazione, unitamente all’atto di validazione sottoscritto dal r.u.p. (di cui vorrà trasmettere altresì l’atto di nomina) ed all’approvazione amministrativa, entro il termine di 120 giorni stabilito dalla vigente normativa (L.R. 12/2011, in particolare ari. 6; inoltre D. Igs. 163/06 e D.P.R. 207/10)

Si sottolinea che la documentazione di interesse è quella afferente esclusivamente al progetto esecutivo, al quale vanno riferite anche le competenze tecniche, previa verifica, da parte del r.u.p., che i relativi incarichi risultino conferiti nel rispetto della normativa vigente pro-tempore.

Diversamente, i relativi compensi non potranno gravare sui finanziamento di questa Presidenza.

Si resta in attesa di tempestivo riscontro, per gli adempimenti conseguenti.

Il DIRIGENTE DEL SERVIZIO
f.to Dott. Francesco Schillaci

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Dalla California Agostino Caserta

E’ chiaro che ci sono scadenze da rispettare e ci sono gia’ ritardi gravi. Chi di competenza, secondo me, e’ pregato di muoversi quel posto dove non batte mai il sole e di ” adempiere ” altrimenti si perdono i 100.000 euro dalla Regione ( storie simili sono accadute gia’ altre volte ) che saranno addebitati al Comune il quale si vedra’ salire il disavanzo e negativita’ a livelli astronomici, cosa che contribuirebbe anche a mettere in difficolta’ le buone intenzioni di ” gente nuova, seria, che vuole lavorare e capace ” per il futuro amministrativo. Un Commissario nei prossimi 7 mesi risolverebbe tante cose ma penso avrebbe anche lui difficolta’ a fare miracoli di sicuro con i numeri…..

 

Gioventù unita di un tempo…

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150° Anniversario Unità d’Italia (1861-2011)


1861-2011: 150 anni Italia Unita


Oggi  si  festeggiano  i  150  anni  dell’Unità  d’Italia  – 1861  –  2011 – AUGURI…

 

COMMENTO:

Da Palermo Mario Oddo

E’ molto bello ed emozionante questo clima “tricolore” che si respira in questi giorni; spero che duri e che per riviverlo d’ora in poi non dovremo aspettare una partita della Nazionale di calcio; che in futuro tutti coloro che ci circondano, sopratutto politici ed amminisatratori possano fornirci quante più occasioni che ci facciano sentire sempre più orgogliosi di essere italiani. Buon 150° a tutti gli Usticesi vicini e lontani.

Mario

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Da Cosenza Salvio Foglia

non so fino a quanto sia intimamente sentito questo evento, soprattutto da parte di chi ha dovuto subire emigrazione e soprusi.
Di certo non può essere ignorato, soprattutto se abbiamo a cuore le sorti del nostro paese e il futuro che aspetta i nostri figli piccoli e le generazioni future.
Personalmente non condivido la facciata che sta dietro alle parate, preferisco i volti della gente, la spontaneità di tanti attori sconosciuti che fanno dell’Italia una grande nazione.
Individui che singolarmente presi non hanno seguito, nè passaggi televisivi e che si prodigano per dare un senso ai giorni e alle cose.
Sono loro, noi, che siamo Italia, nel bene e nel male.
Festeggiare oggi non sia solo una vuota emozione, ma un concreto voler bene a questa Italia che, malgrado tutto, va.
E’ bello pensare, in questa ricorrenza, che qualcuno sta lavorando per “riunificare” Ustica.
Il tricolore sventola anche sull’altra sponda di un mare grande e senza fine: figli di italiani cominciano a sentirsi più usticesi.

 


Riflessioni del Sindaco di Ustica a proposito di Unità d’Italia …

Ha senso continuare a festeggiare il 4 novembre, ricorrenza della vittoria dell’Italia  in  una guerra, la prima, che nessuno ricorda più? Mai, come in questi ultimi anni, il 4 novembre, festa dell’Unità di Italia,  rappresenta un momento prima di analisi e riflessione e dopo di sintesi, su quegli avvenimenti che sembrano minare la nostra unità e vanificare il tanto sangue versato dai nostri caduti in guerra.

Un anno fa in questa stessa occasione abbiamo fatto una riflessione sul simbolismo del nostro tricolore. Il colore verde ereditato dalla Padania (sì proprio da quella Padania che vorrebbe fare a meno del tricolore) ed in particolare dalla Repubblica Cispadana prima e dopo da quella Cisalpina. Gli altri colori, bianco e rosso (che prima si presentavano, con il verde, in orizzontale) voluti da Napoleone che ci considerava “cugini”: sono due colori della bandiera francese. Si è detto del rispetto che ogni cittadino deve per la propria bandiera, simbolo di identità, fede ed unità. Eppure in questi giorni, a Napoli, si è protestato bruciando in piazza il tricolore.

Per festeggiare veramente il 4 novembre dobbiamo avere la forza di sconfiggere quanti minano l’unità della nazione. E non faccio riferimento solo alla classe politica, ma anche a quella criminalità organizzata che sembra essere frutto di pezzi dello Stato deviati. Dobbiamo prendere atto che il bipolarismo politico non è più tra una destra ed una sinistra sempre più confuse, come dimostrano le recenti scelte anche del nostro governo regionale, ma tra nord e sud. Sia chi ha ideali di centrodestra che di centrosinistra, dopo avere capito che nessuno dei due schieramenti è disponibile a proseguire in una politica per il sud, deve essere pronto a rimboccarsi le maniche e combattere per il futuro della propria terra.

Ciò non significa dar via libera al separatismo, ma affermare i principi di unità nel rispetto delle singole identità. Ecumenismo che non è annichilamento. Questo principio, che è basilare nella fede cattolica, è quello che ha fatto grande un paese come gli Stati Uniti, laddove sono confluite le più disparate etnie che, pur mantenendo usi e costumi di provenienza, hanno contribuito a far crescere nel benessere una nazione costituita da uomini di tanti paesi ma uniti dai principi  della Costituzione. La Costituzione, l’ordinamento democratico. Laddove, come in Afghanistan, lo Stato non riesce a svolgere il proprio ruolo di collante sociale e a fare rispettare le leggi prevale il fanatismo. E’ il caso  dei Taleban che, forti delle 400 tonnellate di eroina prodotte ogni anno e dei barili di petrolio, seminano in tutto il pianeta, con il loro denaro, non benessere ma terrore.

Il 4 novembre ci impone anche queste riflessioni. E’ la giornata per ricordare le 34 vittime, tra i  militari italiani, deceduti in Afghanistan dal 2004 ad oggi, nel difficile tentativo di riportare in quel paese la democrazia. Anche se appare lecito chiedersi come mai ad oggi non sia mai stato processato alcun Taleban per i propri misfatti. Ricordiamo oggi quanti lottano quotidianamente per combattere chi mina dall’interno la nostra unità. Le tante vittime tra le forze armate, dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza,  impegnate a combattere la delinquenza comune e quella organizzata. Grazie al loro sacrificio la parola mafia non ci fa più paura ed abbiamo la consapevolezza di potere sconfiggere questo cancro sociale. E se tutta l’Italia, non solo la Sicilia, sta liberandosi di questa piovra è soprattutto grazie al sacrificio di molti siciliani. Il nostro pensiero va a chi protegge le nostre coste, agli uomini della nostra Capitaneria, a quanti  assicurano l’ordine nelle nostra città, al corpo dei Vigili Urbani, a chi contribuisce alla nostra incolumità, ai Vigili del Fuoco .

Abbiamo così l’impressione di vivere in uno Stato presente, dicevo un collante del vivere civile e del libero pensiero laico. Facevo riferimento  alla nostra fede che, da millenni ormai, ci guida nelle nostre scelte. Per questo il nostro pensiero deve oggi essere rivolto anche  ai milioni di  martiri della Chiesa cattolica. Se ne parla poco ma è recente la notizia delle 58 vittime cattoliche trucidate da un gruppo affiliato ad Al Queda. In Arabia Saudita i cristiani vengono frustati se praticano la loro fede in pubblico, in Sudan dal 1984 ad oggi sono stati uccisi un milione e mezzo di cristiani, altrettanti in Zimbabwe, in Pakistan per loro è prevista la pena di morte, e così in Bangladesh, in Indonesia, in  India e in Cina. Proprio questi ultimi due paesi definiti emergenti, devono essere considerati proprio da oggi emersi: sono i nuovi leader del Fondo monetario internazionale, avendo scavalcato gli Stati Uniti. Quali gli scenari futuri? Con quale classe politica dovremmo superare tutto questo? Con quella che si confronta prevalentemente sulle proprie scelte sessuali? La forza aggregante ed umanitaria della nostra fede fa paura e non solo al Medio oriente, basti pensare a don Pino Puglisi ed ai tanti preti sotto scorta. Con lo stesso sentimento che ci unisce nella ricorrenza del 4 novembre noi, come comunità usticese, sentiamo di volere aderire alla giornata del 24 marzo. E il giorno in cui ricorre l’assassinio  di monsignor Oscar Romero, ucciso in San Salvador mentre celebrava la santa messa e che il santo padre ha indicato come giorno della commemorazione dei caduti della Chiesa cattolica. Cosa stava dicendo in quella omelia di tanto terribile da essere ucciso?  “Deponete le armi e discutiamo”.

Tante le vittime della fede delle quali poco si sa, forse perché la Chiesa non vende eroina, non produce petrolio, non sposta flussi economici. Questa è l’analisi: dobbiamo risorgere e lottare per il futuro nostro e dei nostri figli. D’altronde se c’è stato un giorno di vittoria il 4 novembre è perché gli italiani, nonostante la paurosa sconfitta di Caporetto, hanno saputo rialzarsi, sbracciarsi  e vincere per affermare quei principi d’unità, nati nel 1848 con la prima guerra d’indipendenza, e dei quali oggi godiamo tutti. Vogliamo una Repubblica, una bandiera, il tricolore, un unico santo protettore, San Francesco D’Assisi.

Aldo Messina