Ustica, il contadino pulisce i ceci con un lieve soffio di vento


Ustica, il contadino pulisce i ceci con un lieve soffio di vento
Ustica, il contadino pulisce i ceci con un lieve soffio di vento
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Antico sistema di pulitura delle lenticchie dalla “pula” con il soffiare del vento non forte ma continuo


Antico sistema di pulitura delle lenticchie dalla pula con un soffio del vento non forte ma continuo
Antico sistema di pulitura delle lenticchie dalla pula con un soffio del vento non forte ma continuo
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Ustica, il contadino approfitta del venticello per pulire i fagioli


USTICA, il Contadino approfitta del venticello per pulire i fagioli
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Ustica, ex mulino a vento


Ustica, ex mulino a vento
Ustica, ex mulino a vento
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Ustica Falconiera, alberi modellati dalla furia del vento di tramontana

Ustica Falconiera, alberi modellati dalla furia del vento di tramontana
Ustica Falconiera, alberi modellati dalla furia del vento di tramontana

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Ustica, Torre Santa Maria e Mulino a vento


Ustica, Torre Santa Maria e Mulino a vento
Ustica, Torre Santa Maria e Mulino a vento
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Contadino pulisce le fave con un lieve soffio di vento

Contadino pulisce le fave con un lieve soffio di vento
Contadino pulisce le fave con un lieve soffio di vento
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Ustica, località mulino a vento


Ustica, mulino a vento
Ustica, mulino a vento
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Zona mulino a vento


Zona Mulino a vento
Ustica, Zona Mulino a vento
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Ustica anche oggi rimarrà isolata


mare mossoAnche oggi Ustica, a causa di condizioni meteo marine avverse, con vento forte proveniente da WSW, rimarrà isolata

 

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Ustica, Zona “Piano Cardoni” e Mulino a Vento


Zona piano Cargono e Mulino a Vento
Zona Piano Cardoni e Mulino a Vento
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Vento di Sicilia al Villaggio “Punta Spalmatore” di Ustica

Lucia Vincenti "vento di Sicilia"
Lucia Vincenti

Lo scorso lunedì 17 Agosto al Villaggio “Punta Spalmatore” di Ustica  si è tenuta la rappresentazione scenica del romanzo storico “Vento di Sicilia” di Lucia Vincenti.

I tre soprani Federica Maggi, Francesca Ferri e Marta Favarò, il tenore Fabrizio Corona, accompagnati al pianoforte da Samuele Librizzi, insieme all’attrice Stefania Blandeburgo, all’autrice e agli attori Enzo Rinella  e Salvatore Topo, hanno dato vita ad una bella pagina di una Palermo d’altri tempi, ripercorrendo eventi che hanno fatto la storia, come la lotta del proletariato all’indomani della Grande Guerra, la nascita progressiva del fascismo, la tragedia della Shoah.

Lucia Vincenti ed Enzo Rinella , rispettivamente nel ruolo dei due maggiori protagonisti del romanzo, Dora e Fernando, hanno ripercorso la storia d’amore della coppia, attraversata dalle turbolenze della società siciliana di quell’epoca, riflesso  ed al contempo artefice degli eventi storici e dei mutamenti politici in cui è coinvolta.

Ciò che permane per tutta l’opera, e che la pervade accoratamente fin dal nascere, è l’amore di Lucia Vincenti, esperta di storia contemporanea siciliana, per la sua città, della quale descrive sapientemente colori, luoghi, voci, sapori, profumi e costumi d’un tempo, sia degli ambienti popolari, sia di quelli aristocratici. Tratto distintivo della narrazione, come anche sulla scena,  è il linguaggio dei suoi personaggi, poiché Lucia vincenti spesso ricorre ad espressioni dialettali e a modi di dire e proverbi siciliani, che suscitano forti emozioni in quei lettori  e in quegli spettatori innamorati, come lei,  della Sicilia.

Anche nello spazio scenico, così come tra il realismo delle pagine del romanzo, si coglie la metafora del vento di scirocco, il cui passaggio  sembra soffocare e inibire ogni volontà, lasciando apprezzare la frescura che lo segue. Egualmente  le tragedie che attraversano un’epoca e ne delineano i tratti distintivi, lasciano dietro di sé la percezione di aver intensificato il coraggio e l’orgoglio per proseguire con la speranza di una vita e di un futuro migliori. In tale contesto emozionale le “stanze dello scirocco” appaiono come un rifugio per l’anima tormentata, nel quale essa trova dapprima conforto e poi armonia e rimedio.

All’autrice e agli interpreti vanno i nostri più sentiti complimenti.                                                                                                                                                                                                                                                  Antonella Carrubba

Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"Lucia Vincenti "vento di Sicilia"

 

 

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Lunedì 17 agosto all’Hotel Punta Spalmatore, ore 22.30, Lucia Vincenti presenta “Vento di Sicilia”


Vento di Sicilia
VENTO DI SICILIA di Lucia Vincenti
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Ustica, “spagliare” le lenticchie nell’aia con il vento


spagliare le lenticchie

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Difficoltà d’attracco

La nave ha avuto  difficoltà ad attraccare per il vento forte proveniente da Sud.

P.S. 12,37 – La nave è partita in anticipo a causa del vento e del mare che non rendevano tranquilla la permanenza  all’interno del porticciolo.

Attracco difficileAttracco difficile per ventoattracco difficile

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Oggi Ustica rimarrà completamente isolata

mateo , marine,avverseL’Agenzia fratelli Prestifilippo comunica che oggi Ustica, a causa di condizioni meteo marine avverse, con venti provenienti da Est e pioggia, rimarrà completamente isolata

 

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Zona mulino a vento con vista montagne Sicilia


zona mulino a vento

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Ustica, il vento e le lenticchie nell’isola dei ribelli


 

La riserUstica, il vento e le lenticchie nell’isola dei ribelliva marina ne fa d’estate il paradiso dei sub ma d’autunno rivela il suo fascino più nascosto

«Dalla sua cella lui vedeva solo il mare ed una casa bianca in mezzo al blu»: non può non venirti in mente la canzone di Lucio Dalla quando ti trovi nel museo di Ustica a guardare dietro le sbarre di quello che era un carcere: hai davanti l’azzurro del cielo ancora più terso in certi giorni di autunno lucidati dal vento, sotto il blu del mare e a destra una collina con qualche casa. Ustica era chiamata l’Isola dei ribelli, perché prima i borboni, poi i Savoia sovrani d’Italia, quindi Mussolini e anche la neonata repubblica pensarono bene di mandarvi quelli che davano fastidio. Così di qui è passato negli Anni 20 e 30 il fior fiore dell’intelligenza anarchica, socialista e comunista, da Gramsci a Rosselli, da Bordiga a Parri (ma anche intellettuali libici o etiopi). Gramsci appena arrivato propose di creare una scuola di formazione e una sorta di autogestione del confino fu tollerata fino al nuovo giro di vite.

Un viaggio fuori stagione in quest’isola perduta nel Tirreno al largo della Sicilia, il cui nome è tristemente legato a una delle tante stragi ancora impunite del nostro Paese, può iniziare da questo ex carcere diventato museo. Se da non perdere è la discesa nella grotta cella di rigore, il museo è interessante per i reperti e le tracce delle varie civiltà passate per l’isola. Si va dal paleolitico ai fenici, dai Greci ai Romani. I greci la chiamavano Osteodos, «ossario» per via dei mercenari che vi sarebbero morti, i romani le diedero il nome di Ustica che significa bruciato. C’è chi sostiene che questa fosse nell’Odissea l’isola di Circe, dove la maga incantava i naviganti. Per secoli è stata un luogo di «passaggio», la usavano come base i mercanti cartaginesi o i pirati, i benedettini provarono a farci un convento nel VI secolo, ma presto dovettero andarsene. A decidere di popolarla fu a metà del ’700 Ferdinando IV di Borbone e ancora sull’isola svettano le due torri che lui fece costruire: la Torre Santa Maria e la Torre Spalmatore.

La prime cose che colpiscono chi non c’è mai stato e si aspetta quasi un pezzo d’Africa (tipo Pantelleria) sono la ricchezza della vegetazione e le coltivazioni. In primis la lenticchia e poi la melanzana: queste due produzioni sono protagoniste di manifestazioni come, «Anticchia la lenticchia» a giugno e «Sua «Maestà la melanzana» a luglio (le organizza la condotta Slow Food). Ma ci sono anche uliveti e vigneti: all’Agriturismo Hibiscus si dorme tra le viti e ci si sveglia magari con i racconti sulla Torino operaia Anni 70 del fondatore dell’azienda. I prodotti della terra con quelli della pesca (Ustica è famosa tra l’altro per i suoi gamberetti) si gustano nelle trattorie e nei ristoranti dell’isola, da Il Faraglione con vista sul porto,  a Schiticchio nel centro storico. Ma gli incanti dell’isola non sono solo «terragni», vale la pena di fare un giro in barca per apprezzarne le grotte che la costellano e soprattutto, scrutare i fondali di quella che è, dal 1986, la prima riserva marina protetta d’Italia. E non a caso oggi Ustica è considerata una vero e proprio paradiso per chi ama le immersioni subacquee.

Fonte: La Stampa
di   ROCCO MOLITERNI

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Contadino pulisce fave con il vento


Contadino pulisce fave

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Ustica: Zona Mulino a vento


 Zona Mulino a vento

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