Tanti amici e parenti per l’ultimo saluto a Pietro Manfrè

 

Tanti amici e parenti, tutti uniti nel dolore, nella chiesa di San Giovanni Battista a Ciampino,  per dare l’ultimo saluto a un uomo che si è distinto per la Sua bontà e disponibilità.
Sposo, padre e suocero amorevole per la moglie Graziella, il figlio Angelo e la nuora Adele sempre vicini, anche nella brutta sfida che la vita Gli ha posto davanti: la malattia.
Adele, la nuora, alla fine della cerimonia  funebre ha sentito il bisogno di salire sull’altare  per ringraziare gli intervenuti e quanti, nei momenti difficili, sono stati affettuosi e partecipi con le loro famiglie.

Queste le parole semplici di Adele scaturite dal profondo del suo cuore: –

“Su questo taccuino un tempo scrivevi tu…….., oggi scrivo poche righe per ricordare a tutti i presenti in questa chiesa quale uomo sei stato.

Dicono che “gli angeli stanno nella casa accanto alla nostra ovunque noi siamo!”

Tu sei stato un angelo per tutti, colleghi, amici, fratelli, sorelle, genitori persino sconosciuti…. tutti erano buoni, tutti indistintamente…. e meritavano aiuto. Ti ricorderanno con il sorriso sulle labbra, la battuta pronta, amante del canto, della musica e del ballo e della poesia (allegate alcune strofe dell’Amata Ustica). 

Innamorato della moglie da sempre e Amico del figlio. Compagno di giochi delle sue nipoti, Maresciallo con la nuora, che lui soprannominava “il soldato”, perché quando si prendeva cura di lui in ospedale, nulla doveva essere trascurato affinché stesse bene.

Ti siamo sempre stati vicini e tu ti preoccupavi per noi, che dovevamo andare a casa perchè troppo stanchi, ma stare vicino a te è sempre stato un piacere immenso, che nasce dall’amore per un uomo meraviglioso.

Sei stato un secondo padre per me e così ti piango…. e la sera guardando il cielo vedrò brillare due stelle lucenti come diamanti puri… tu e il mio papà.

Ciao suocero.

Adele”

Una brutta malattia ha avuto la meglio su un uomo sempre allegro e di spirito forte.
Ha sempre creduto nella guarigione, ma incontrandolo qualche settimana prima di morire, con voce sommessa per non farsi sentire dalla moglie, mi ha confidato: – “abbiamo riservato per questa estate una vacanza a Cesenatico,  ma vedo la strada sempre più ripida e non so se ce la farò…”
Era già preparato alla fine, ma non lo lasciava trasparire… Non si lamentava, anche quando la malattia aveva tolto a Lui cose molto care come l’energia e la totale indipendenza, dimostrando una forza d’animo e una dignità straordinaria, senza perdere mai il sorriso e la dolcezza.

Pietro ha riservato sempre la parte migliore di se a chi sapeva apprezzarla, aprendo il Suo Grande Cuore all’Amicizia. Sconosceva l’odio e il rancore.
Amava la sua Ustica, che lo ha visto partire ancora giovane, alla quale ha dedicato alcune poesie.

Noi non scorderemo mai la contagiosa e la beffarda risata quando raccontava le tante goliardiche “avventure” avute da giovane con gli amici nella sua Amata Ustica.

PB

 

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