TRE GEO-SITI DI USTICA RICONOSCIUTI D’IMPORTANZA MONDIALE E NAZIONALE.


fullsizerender1Tre luoghi dell’isola di Ustica, di grande valore paesaggistico e scientifico, sono stati riconosciuti  ‘Geositi d’importanza nazionale e mondiale’. Si tratta della Faglia dell’Arso, del Monte Guardia dei Turchi e del Giacimento fossilifero del Tirreniano in via della Mezzaluna ai piedi della Falconiera. L’importante provvedimento ha forza di legge, essendo contenuto nel Decreto Attuativo della Legge regionale “Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei geositi in Sicilia“, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 38 del  Settembre 2016. Con questo provvedimento le tre località della nostra isola entrano a far parte della prestigiosa schiera dei geositi  italiani che s’impongono all’attenzione nazionale e internazionale in quanto rappresentano un unicum non solo da tutelare, ma anche da segnalare a ricercatori, studenti e pubblico per i contenuti scientifici e culturali che essi esprimono. L’iter che ha portato a questo risultato ha preso l’avvio poco più di un anno fa – racconta Franco Foresta Martin, direttore del Laboratorio Museo di Scienze della Terra – quando abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi ai siti d’importanza geologica e vulcanologica di Ustica assieme alla dottoressa Rosanna Giordano, geologa e funzionaria dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, fornendo anche la documentazione che li descrive. Dei tanti luoghi di cui la Giordano ha apprezzato la bellezza e l’importanza, ne sono stati selezionati tre che hanno un particolare valore paesaggistico e scientifico e che sono stati inclusi nell’elenco degli geositi della regione, ma con importanza che supera i confini regionali. L’iter si è concluso il mese scorso con l’approvazione del Decreto Attuativo e la pubblicazione sulla Gazzetta UfficialeSottolinea ancora Franco Foresta Martin: a parte l’iter normativo, che pure ha la sua importanza perché si tratta del primo riconoscimento ufficiale dei geositi  di Ustica, quel che va ricordato è il valore intrinseco degli areali prescelti. La Faglia dell’Arso è come il grembo materno dell’isola, la controparte emersa di quel lineamento tettonico profondo che, circa un milione di anni fa, partorì le prime lave sottomarine. A questa faglia, che si evidenzia come un vallone nella parte sud-occidentale di Ustica, la commissione di esperti che ne ha vagliato le caratteristiche, ha assegnato la qualifica di <sito d’importanza mondiale>“. L’altro geosito istituito,  il Monte Guardia dei Turchi, è il primo vulcano di Ustica emerso poco più di mezzo milione di anni fa; spicca per le sue lave basiche che lo apparentano all’Etna e alle isole Hawaii, testimone di una genesi completamente diversa da quella delle Eolie. Infine il terzo geosito, ai piedi del versante meridionale della Falconiera, ci riporta all’epoca Tirreniana, circa 125 mila anni fa, quando il clima di Ustica era tropicale e nell’odierna Via della Mezzaluna c’era una spiaggia popolata da molluschi che oggi vivono nell’ Africa Equatoriale. Questi ultimi due siti sono stati classificati come “d’importanza nazionale”. Che cosa possiamo auspicare per i geositi di Ustica?  – chiedo, in conclusione a Franco Foresta Martin – la risposta è onnicomprensiva: “Tanti nuovi studi e ricerche, tante tesi di laurea, ma anche tante escursioni e picnic di turisti affascinati dall’incanto delle formazioni geovulcanologiche“.

La redazione di <Usticasape> porge al direttore del Lab-Must Franco Foresta Martin le più vive congratulazioni per il prestigioso riconoscimento, ennesimo premio al suo costante  impegno professionale nelle ricerche geo-vulcaniche sulla “sua” Ustica, grazie alle quali ne esce notevolmente rafforzata anche l’immagine stessa dell’Isola nel mondo.

a cura di Mario Oddo

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La dottoressa Rosanna Giordano, geologa dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, condotta in visita al Laboratorio Museo di Scienze della Terra Isola di Ustica e ad alcune formazioni geo-vulcanologiche da Franco Foresta Martin. La sua venuta a Ustica, nell’estate 2015, ha dato l’avvio all’iter che ora ha portato al riconoscimento ufficiale dell’importanza dei “geositi” usticesi.

 

 

 

 

 

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