Un frammento di Ustica a Trieste


Un frammento di Ustica a TriesteQuesta bella e misteriosa foto necessita di qualche spiegazione per i non addetti ai lavori. In primo piano, in cima a un pilastrino di cemento, si vede un blocchetto di tufo vulcanico, prelevato da Cala Sidoti, nell’Isola di Ustica, che proprio in questi giorni è stato collocato in una stazione di monitoraggio dell’erosione di campioni rocciosi, a Muggia (Trieste). La ricerca è ideata e coordinata dal dottor Stefano Furlani -geologo e ricercatore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università di Trieste- con il quale il Centro Studi e il Laboratorio-Museo di Scienze della Terra Isola di Ustica hanno intrapreso una collaborazione scientifica. Sul campione di tufo si vede un MEM (Micro Erosion Meter) che, attraverso una serie di misure ripetute nel tempo, serve a misurare il tasso di erosione annua della roccia (solitamente dell’ordine dei centesimi o dei millesimi di mm/a), per effetto degli agenti atmosferici. Sui pilastrini accanto al tufo di Ustica, ci sono, da alcuni anni, altri campioni di roccia provenienti da varie parti d’Italia e del mondo: arenaria d’Istria, porfido di Trento, calcari di Brioni, Di Malta, di El Alamein … Lo studio è finalizzato a comprendere il comportamento di vari tipi di rocce per effetto degli agenti erosivi, anche in funzione dei cambiamenti climatici. Una successiva fase della ricerca prevede l’installazione di uno strumento di monitoraggio dell’erosione direttamente nell’isola di Ustica. A nome del Centro Studi Ustica e mio personale, un ringraziamento al dottor Furlani, con l’auspicio di proseguire presto nella nostra isola ulteriori e proficue ricerche.
Franco Foresta Martin

 

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