Ustica, Camillo all’arrivo del primo aliscafo


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  1. Camillone un pilastro di Ustica. Ebbe anche un forte impatto, come ambasciatore, nella crescita del Turismo usticese. Nelle gare di pesca subacquea dell’A.PE.DI.S. ( Ass.ne Pescatori Dilettanti Siciliani ), di cui era membro, disputate ad Ustica per alcuni anni ( anni 50 ), che furono il preludio alla Rassegna, ci fu lo zampino organizzatore di Camillo che fu il padre delle Subacquea di Ustica. La grotta Azzurra negli anni 50-70 era sempre piena e tanti turisti ritornavano anche per la figura carismatica di Camillone. Abbiamo letto begli articoli della Stampa e sui suoi clamori, ma diamo anche un’occhiata a Camillone al naturale, quasi inedito ( per i giovani e turisti ). Era sempre una persona attiva ed impegnata, presente in tutte le attivita’ e manifestazioni locali. In tutte. Da partecipante e da curioso come era nella sua natura. Appassionato di tutti gli sport, specie di calcio come giocatore e da tifoso… del Milan. Quando non esistevano i vigili, ma c’erano gia’ turisti, Camillo si metteva in piazza con gambe leggermente divaricate e mani ai fianchi senza dire una parola, all’altezza del Bar Centrale, e tutti sapenavo che dovevano girare a destra in via della Vittoria….. Sempre presente nei momenti di emergenza ad aiutare. Un pescatore dell’apedis annego’ durante una gara, lo ando’ a prendere Camillo a 30 metri, Lo stesso fece con il nipote di Gargano sotto l’Homo Morto. Ai tempi dei confinati comuni Camillo spettatore casuale in Piazza, assistente ad una lite violenta, allora istintivamente, piombo’ su un confinato che colpiva con fendenti un altro a terra e lo scaravento’ in aria salvando una vita. Entro’ indirettamente anche in Politica locale. Il panificio del fratello si doto’ di un forno in metallo, ancora esistente, del peso di circa due quintali che nessuna poteva installare allora Camillone se lo mise sulle spalle e voila’ ….il Gigante Buono anche da ragazzo poteva approfittare della sua stazza, ed in discussioni o liti, invece di agire si dava due schiaffi in faccia con una risata ironica liberatoria e se ne andava. Questo era il suo stile. Negli ultimi anni nella sua poltrona davanti il Bar o nella sua sedia personale era diventato una specie di Oracolo, da visitare e pieno di consigli e ricordi per tutti. Una mattina lo vidi, in una piazza ancora deserta, sotto il Palchetto, sempre in quella posa da combattimento ed in atteggiamento da osservatore, allora gli dissi scherzando : ” quando non ci sei piu’ ti facciamo una bella statua proprio qui in Piazza “. La risposta scontata : ” bisogna vedere chi se ne va prima “. Ecco si dovrebbe trovare una soluzione per ricordarlo per come merita.
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