Ustica, Lo scandalo dell’edificio della scuola media


Ristrutturazione-scuola.Ancora una volta il Licciardi, per non smentirsi, cerca, con inusitata cattiveria e odio  di nascondere le sue gravi responsabilità per il totale fallimento della sua azione amministrativa che ha portato il territorio isolano ad uno stato di totale abbandono, scaricandole su altri, sviando cosi l’attenzione dell’opinione pubblica ingigantendo, con la complicità del suo clan che mette in scena anche una pantomima, un problema che egli definisce “scandalo”: a lavori iniziati si scopre  che  il muro dell’indiana che circonda il piano seminterrato del plesso della scuola media, realizzata per isolare dall’umidità il suddetto piano seminterrato e’ privo di fondazione ( struttura questa del tutto isolata dall’edificio e che poggia su un banco di roccia tufacea e che non ha nulla a che fare con la stabilità del plesso scolastico) notizia questa che sconvolge e fa inorridire qualche consigliere al pensiero del pericolo corso per più di trent’anni dai ragazzi (sic !!) . Di chi e’ la colpa di questo grave scandalo: evidentemente di Salvatore Compagno che, a suo tempo, non ha vigilato. Il Licciardi ed i suoi accoliti dimenticano che esisteva un direttore dei lavori, un ingegnere capo ed infine un collaudatore. L’Ufficio tecnico Comunale non aveva alcun compito. Ma a loro fa comodo dire il contrario.

Al Licciardi serve creare confusione per non fare emergere le gravi responsabilità che gravano su di lui ed i suoi uffici. Innanzi tutto dovrebbe spiegarci come mai un progetto che inizialmente prevedeva una spesa di € 700.000,00  per incanto balza alla faraonica cifra di € 4.330.000,00 (otto miliardi e seicentosessantamilioni delle vecchie lire).

Ci spieghi perche’ e’ stato dato incarico   di redigere un progetto di risanamento conservativo anzicchè un progettio di adeguamento antisismico, come sarebbe stato naturale, per una struttura realizzata circa quaranta anni addietro con la normativa allora vigente e, quindi alla luce delle   normative attuali avrebbe avuto certamente bisogno di  adeguamenti.

Perchè e’ stato accettato e appaltato un progetto definito esecutivo carente di indagini e accertamenti per come attestato dallo stesso progettista e direttore dei lavori il quale tra l’altro afferma che non e’ stato possibile effettuare le prove di laboratorio per mancanza di fondi. Queste carenze nella redazione del progetto hanno determinato l’esigenza di una revisione progettuale in corso d’opera che ha comportato un aggravio di spesa di € 655.153,30, con un aumento, quindi, del 18,534%  rispetto all’importo del progetto originario. Le perizie di variante e suppletive secondo l’art. 132 del D.L.163/2006 oggi sostituito dall’art. 106 del D.L. del 15 aprile 2016 prescrive tassativamente che le varianti e suppletive in corso d’opera sono esclusivamente ammesse quelle sopravvenute per cause impreviste e imprevedibili.

Falsamente, in consiglio comunale e’ stato affermato che il progetto prevede l’adeguamento antisismico dell’edificio e che  e’ stato possibile accertare la  mancanza di fondazione nel muro dell’indiana soltanto dopo la  messa a nudo delle strutture.  Ciò non risponde al vero in nessuno elaborato progettuale si parla di adeguamento sismico. L’indiana aveva  delle porte di accesso che fungevano, grazie a delle  scale in ferro, da uscite di emergenza. Bastava varcare una di queste porte e con l’ausilio di un semplice piccone o scalpello e mazzuolo sarebbe stato possibile accertare l’esistenza o meno delle opere di fondazione.

Dalla lettura della relazione della direzione lavori si riscontra che la maggior parte della spesa prevista dalla variante pari € 322.672,83  su 655.153,30 e’ destinata alla rimozione e alle demolizioni, anche queste erano imprevedibili? Anche questo mastodontico maggiore importo e’ da imputare a Compagno?

Ci si spieghi quali accertamenti sono stati effettuati con la trivella che si e’ impiegata per piu’ giorni nell’area del cantiere. l’indiana e’ all’esterno dell’edificio e sarebbe bastato un modesto sondaggio per accertare l’eventuale mancanza di fondazione nel muro di confine dell’indiana.

Ci si trova di fronte ad errori progettuali ed  a omissioni che, nella migliore dellì’ipotesi penalizzeranno i tempi di esecuzione dei lavori, ma si ha serio timore che per gli errori commessi non si riuscirà ad ottenere il finanziamento integrativo in quanto, come si e’ gia’ detto, non trattasi di circostanze impreviste o imprevedibili come il sopravvenire di nuove disposizioni legislative o regolamentari o di difetti del tutto occulti dei quali non si aveva possibilità alcuna di prevederli e quindi si teme che l’opera non possa essere completata.

Sono carenze conseguenti a una frettolosa redazione del progetto definito esecutivo, ma che esecutivo non è che, si sarebbero potute evitare con un maggiore approfondimento delle indagini, indispensabili nella redazione di un progetto di tale importanza.

Il licciardi anzicchè coninuare a fare emergere il suo odio nei miei confronti, pensi un po a dare soluzione a tutti i problemi che attanagliano l’isola.

Salvatore Compagno

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