Ustica, “Il Re è nudo” e gli usticesi sono in mutande.


Ho letto con molta attenzione l’appello del sindaco di Ustica, Attilio Licciardi, in merito all’invito, nelle prossime elezioni locali, a “provare a costruire un percorso unitario e condiviso che selezioni le forze migliori e le migliore persone che vogliono impegnarsi per il futuro amministrativo della nostra Isola”.
Non possiamo non essere d’accordo con la sua proposta in quanto siamo stati, da sempre, convinti assertori che un piccolo comune come il nostro, assimilabile ad un medio/grande condominio, necessiti assolutamente di “UNIONE”, perché non si possono dividere le poche “energie” a disposizione. Ma proprio Licciardi, e quanti a lui vicino, hanno sempre rigettato con sdegno il nostro invito – “l’unione, la pacificazione si fa in chiesa” dicevano. Ora che “Il Re è nudo” e gli usticesi sono in mutande, ricandidarsi a sindaco, con un malcontento generale e diffuso, e chiunque avrebbe vita facile nei suoi confronti, il sindaco cerca vie alternative per poter controllare tutto il “mal fatto” a spese dei cittadini (es. i numerosi debiti fuori bilancio causati per banali errori, scuole, depuratore, discarica…).

Per instaurare un clima di credibilità e di fiducia, relativamente alla proposta avanzata, il sindaco Licciardi avrebbe dovuto fare, prima o contestualmente alla pubblicazione della proposta, una presa d’atto della sua vertiginosa perdita di consensi, legata ad una insufficiente azione di governo, e, pertanto, rassegare le sue irrevocabili dimissioni.

Il sospetto è che il sindaco consideri gli usticesi affetti dalla “sindrome di Stoccolma”, quella patologia che alla lunga porta la vittima ad allearsi e ad amare il proprio carnefice, proprio dopo averne subito le malversazioni.

La perdita di consensi è evidente dall’analisi dei voti ottenuti da Licciardi ad Ustica, in occasione delle elezioni Regionali dove era candidato all’ARS.  In quella occasione ha ottenuto 120 voti (circa il 10% degli aventi diritto) a fronte del suo candidato presidente Micari, sconosciuto ai più, il quale ha ottenuto 194 voti. È evidente che il suo partito, i “suoi” compaesani, con il voto disgiunto, gli hanno voltato le spalle perché insoddisfatti del suo modo di amministrare, ritenendolo politicamente non credibile. È stata una bruciante e umiliante sconfitta, subita proprio ad Ustica dove è nato ed è sindaco.

Un chiaro segnale che dice molto di più di quanto sembrerebbe… sarebbe bastato un briciolo di dignità per uscire di scena, unitamente alla sua compagine.

13 febbraio 2018
Pietro Bertucci

Di seguito uno dei tanti inviti all”UNIONE” scritti in passato

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COMMENTO

Da Palermo Francesco Menallo

Concordo sulla necessità di un confronto e sulla tardività dello stesso. Dissento sul fatto che si debbano porre condizioni, quali abiure, pentimenti, scuse, ecc.
Ciò instaurerebbe IMMEDIATAMENTE un clima conflittuale che impedirebbe il dialogo e pregiudicherebbe il fine ( nobile) dell’iniziativa che ritengo debba essere quello di individuare problemi, studiarli, proporre soluzioni ed uomini in grado di fare tutto ciò
Ci vuole coraggio, pazienza e disponibilità all’ascolto dell’altro per farlo ma non credo che ci siano o ci possano essere soluzioni diverse ai gravi problemi che attanagliano l’isola.

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