Valutazioni/Considerazioni squisitamente politiche


Gent. Le Direttore,

Chiediamo ospitalità presso il Suo blolg per esprimere alcune considerazioni personali in merito alle due riunioni svoltesi dietro input di Frances Barraco e aventi ad oggetto la posizione debitoria del Comune di Ustica, nonché la disponibilità di singole persone, ovvero di gruppi, a condividere unitamente un progetto di recupero socio-economico dell’isola.

Personalmente, abbiamo sempre ritenuto che discutere dei problemi, aiutare e farci aiutare a comprenderli sia un esercizio che arricchisce in ogni caso.

Al contempo, non possiamo esimerci dal rappresentare le nostre perplessità in merito ad interventi che, tendono a precisare, più e più volte, come la partecipazione alla discussione non debba in alcun modo essere considerata alla stregua di un eventuale “impegno politico”.

Suscita, parimenti, perplessità la continua esigenza di rimarcare la distanza che intercorre tra storie ed esperienze politiche diverse, precludendosi, così, ogni possibilità di giungere ad una comune  condivisione di intenti.

Dobbiamo confessare che, sotto questo profilo, la delusione è grande e pensiamo che organizzare un incontro con la cittadinanza, privandola di una possibile soluzione ai problemi, si traduca in un esercizio dialettico fine a se stesso.

Continuiamo ad avere l’idea che, in un momento di particolare difficoltà per la nostra comunità, le migliori volontà debbano raccogliersi attorno ad un progetto che guardi, in via prioritaria, al bene comune, mettendo da parte egoismi e personalismi.

Precisando, altresì, che cercare il consenso è cosa assai diversa dal cercare una convergenza più ampia possibile su quello che occorre fare, convergenza che deve necessariamente assumere il volto di chi si è impegnato a raggiungerla e declinarla.

Non pensiamo di avere sbagliato nella valutazione “politica” che abbiamo inteso dare alle riunioni svoltesi, dal momento che l’assunto comune tra i presenti si identifica con la considerazione che l’amministrazione, attualmente in carica, ha fallito tanto negli obiettivi di programma, quanto nella gestione ordinaria.

Tralasciamo l’analisi dei motivi, perché quello che ci preme evidenziare è che, di fronte alla consapevolezza di dati evidenti a tutti,  non c’è alcuna volontà di affrontare con la necessaria chiarezza il problema.

Quanto fin qui affermato muove dal fatto che non abbiamo ravvisato, negli interventi, alcuna apertura in questo senso, ma soltanto il peso enorme di un passato, travestito di presente, che impedisce di intraprendere un percorso di emancipazione.

Per quanto ci riguarda, come persone impegnate politicamente nel gruppo L’Isola, abbiamo discusso più volte, non senza preoccupazione, della difficile situazione in cui versa Ustica e riteniamo essere giusto rimanere aperti a qualsiasi contributo sia in termini di proposte, che di partecipazione fattiva senza alcuna riserva mentale.

Quello che non faremo, sicuramente, è indurre chiunque a doversi turare il naso per discutere o stare con noi.

I Consiglieri Comunali del gruppo “L’Isola”

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