Commento di Angelo D’Angelo (Sciabica)

Angelo D'AngeloBuona sera signor Pietro, ormai è da tanti anni che manco dalla mia amata isola per lavoro. Onestamente non l’ho mai vista tanto disastrata come quest’anno. Sono rimasto letteralmente esterefatto dal totale abbandono in cui versa. Col suo consenso stasera vorrei appellarmi a tutti gli usticesi, sia quelli che vivono in loco, sia quelli che non ci vivono, assumendomi tutte le responsabilità del caso.ALLA COMUNITA’ USTICESE;
Certo, siamo bravi a dare la colpa a questa o quella ammistrazione comunale quando le cose vanno male: nessuno si è mai chiesto il perché di questa autodistruzione? Io si e vi invito con il cuore in mano a riprendere le redini dell’Isola che a quanto pare vi sono sfuggite di mano (in senso metaforico, s’intende). Usticesi, svegliatevi, guardatevi intorno, state mandando a pezzi la nostra terra, la nostra storia le nostre usanze, la nostra dignità solo per ignoranza e ingordigia dando in pasto al menefreghismo e a l’assoluta incopetenza tutto ciò che i nostri predecessori hanno costruito con tanto amore e tanto lavoro più di mezzo secolo fa. Sapete, dall’esterno le cose appaiano più nitide e comprensibili quindi, ecco alcuni punti che io propongo per far ritornare Ustica ai livelli in cui si trovava 25-30 anni addietro:
1. Ustica dovrebbe essere governata e gestita solo da usticesi con un grado di cultura appropriato alle manzioni per i quali vengono preposti;
2. Tutti sappiamo che l’economia usticese è basata principalmente sul turismo e quindi per incentivare quest’ultimo serve gente con idee innovative e al passo con i tempi, capace di organizzare servizi strutture e intrattenimenti che vanno almeno dal periodo primaverile a quello autunnale (e non c’è solo la caccia, fidatevi) che sappiano lottare per il benessere della nostra Isola;
3. Commercianti e albergatori: abbassate questi maledetti prezzi, sono troppo esorbitanti per le tasche del turista medio, tanto, il riccone non viene certo ad Ustica a spendere i suoi soldi preferisce mete appropriate alle sue esigenze e poi se lavora l’albergatore, lavora il ristoratore, il bottegaio, il fornaio, il pescatore ecc….è una catena. Basta che un solo anello si spezzi la catena va in frantumi.Chi legge questo messaggio non me ne voglia se ho usato parole forti. Ho espresso semplicemento quello che penso senza un filo di ipocrisia, lo giuro e poi…… sono un Usticese amereggiato, deluso e…..lasciatemelo dire, incazzato nero per come vanno le cose a casa. Si, perché casa mia è Ustica.

Alcune considerazioni

Mario OddoCaro Pietro,
colgo l’occasione per alcune considerazioni che affido alle pagine del tuo, anzi, del nostro “giornale”. Da attento osservatore esterno seguo gli sviluppi delle travagliate vicende all’interno dell’Amministrazione comunale che non riesce a funzionare nelle forme in cui sarebbe naturale che fosse, specie in una piccola comunità. Il primo sentimento che ne ricavo è di incredulità e mi chiedo: per colpa di chi ? Vogliamo serenamente dire di tutti e di nessuno? e allora mi rivolgo agli Attori di questa, non so come definirla, commedia o farsa o tragedia. Signori, altro che Leggi Regionali ! abbiate la forza ed il coraggio di abbandonare una volta per sempre posizioni personali e politico-amministrative che, eufemisticamente parlando, definirò “preconcette” e di fare maggiore e più responsabile riferimento a quelle “Leggi Interiori” mai scritte, mai codificate che vorrebbero che le vostre azioni fossero sempre improntate al superiore interesse della popolazione usticese.

Mi rivolgo a questo punto al Sindaco di Ustica Dott.Messina.
Aldo, ovviamente nulla di personale nei tuoi confronti, ma è giunto il momento che tu faccia ricorso, sempre per il bene di Ustica che tu dici di amare,  a tutte le tue riconosciute doti di sensibilità istituzionale: la situazione è quella che conosciamo… allora è chiaro segno che qualcosa al Comune non ha funzionato; in qualità di Primo responsabile hai una sola strada, quella di trarre al più presto le conseguenze, sopratutto perchè non puoi consentire che una gestione commissariale, legittima ma chiaramente “anomala” senza la presenza del Consiglio Comunale, scandisca ancora per molto tempo la vita amministrativa comunale. Viceversa se ritieni che le responsabilità siano di altri dimettiti lo stesso, affida di nuovo il tuo mandato al giudizio degli elettori ma questa volta con una lista, possibilmente l’unica, in cui convergano Candidati disposti ad impegnarsi per il progresso dell’Isola, costi quel che costi.

La perdurante logica della contrapposizione, della rivalsa, dell'”allora tu mi hai fatto ed ora io ti faccio” molto diffusa  ad Ustica, non porterà mai da nessuna parte.

Chi si ostina a mantenere ancora oggi questa cultura e sopratutto chi fa poco o nulla per estirparla (credendo erroneamente che un positivo cambiamento potrebbe mutare il loro stato di benessere), contrariamente alle apparenze, dimostra nei fatti di non voler bene alla propria Isola.

A molti con queste mie parole apparirò come un illuso idealista, altri (forse) le condivideranno. Accetterò serenamente le critiche e saranno ben gradite le condivisioni; mi auguro ovviamente che prevarranno queste ultime non certo nel mio personale interesse ma di quello “scoglio” al quale ho più di un motivo per essere legato.
Grazie per l’attenzione

Mario Oddo

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