Da Carini Azzurra Conigliaro e Famiglia


[ id=2153 w=180 h=1900 float=left]Approfittiamo del “nostro” sito per fare i più sentiti Auguri a Tania Licciardi e a Salvatore che da poco sono diventati mamma e papà della dolce e piccola Matilde. Un Augurio particolare vogliamo rivolgerlo anche ai nonni Domenico e Teresa e ai bisnonni Bartolo e Gaetana.

Pino, Marianna, Azzurra e Salvo Conigliaro. A presto!

“La Pedagogia della Lumaca”, di Gianfranco Zavalloni


Nell’ultimo capitolo dell’interessante libro “La Pedagogia della Lumaca”, di Gianfranco Zavalloni , che come provocazione si elogia la lentezza, il ritardo, il tempo dell’attesa, è menzionata la scritta all’ingresso del nostro cimitero…

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I BAMBINI I CIMITERI E IL BOSCOSANTO

Le civiltà e il culto dei morti

Vorrei infine concludere con uno dei temi più difficili che un insegnante prima o poi si trova ad affrontare con i propri allievi: la morte. Personalmente nella mia esperienza con i bimbi e le bimbe della scuola materna, l’ho affrontato in maniera molto semplice. Andavo spesso con loro al cimitero. Nel prato del piccolo cimitero di campagna, punteggiato dalle lapidi e dai residui di corone di fiori di recenti sepolture, si passeggiava, si correva (a volte qualcuno giocava) nel pieno rispetto di quel luogo e di quello che esso rappresenta per la comunità locale.

Nel passare in mezzo alle tombe, i bambini spesso riconoscevano anziani deceduti da poco o foto del nonno o del parente di famiglia. Il cimitero non è vissuto, in questo modo, come un luogo estraneo, un luogo tetro, un ambiente da temere o da rifuggire.

Questo approccio mi offre l’occasione per riflettere sull’idea che noi tutti abbiamo dei luoghi preposti ad accogliere “coloro che furono” e dell’idea che di questo luogo spesso noi adulti veicoliamo ai bambini.

Vorrei premettere che quando vado in un paese straniero mi attirano in particolare tre luoghi: le stazioni, le ferramenta e i cimiteri. Condivido per questo il senso della scritta che ho recentemente letto e che è posta all’entrata dell’elegante cimitero dell’isola di Ustica, dove si afferma in maniera lapidare: “La civiltà dei popoli si riconosce dal culto dei morti”. Apprezzo così moltissimo i cimiteri-collina anglosassoni, i cimiteri di guerra dolomitici o dei piccoli paesi delle valli alpine, i cimiteri davanti al mare di molte località nordafricane. Uno dei più bei cimiteri l’ho trovato in Ungheria, esposto verso il Lago Balaton. Non dispone né di recinto né di cancello. Una semplice collinetta su cui sono posizionate in ordine sparso lapidi di pietra locale di varia forma. Le più sono fatte a forma di cuore. Sembra una distesa di cuori adolescenziali. Ecco: è qui che viene fuori l’idea del “camposanto”, di un luogo speciale e per questo “santo”, in cui i vivi pensano ai loro antenati, consapevoli di ciò i visitatori trovano scritto su un’altra lapide posta nel più grande fra i cimiteri romani: “quello che siete fummo, quello che siamo sarete”.

Aforismi, Citazioni, Proverbi… del giorno


A volte  ci  troviamo  in una  stagione dubbia della vita,
durante la quale non sappiamo se aprire le finestre per
far entrare il sole del mattino, oppure chiuderle perché
non entri il vento della sera.

(Romano Battaglia)

Auguri di Compleanno


TortaA  Sandro  Bertucci e
a   Maria Di Bartolo i Migliori
Auguri di Buon Compleanno

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