Ustica, movimento di passeggeri in entrata


Riceviamo dall’Agenzia Naviservice  comunicazione che questa mattina con la nave sono arrivati ad Ustica due mezzi commerciali e un autista che si è fermata nell’area marittima  e nel pomeriggio arriveranno con l’aliscafo quattro residenti.

Ricordiamo che  chi arriva ad Ustica dovrà mantenere, insieme al proprio nucleo familiare, lo stato di isolamento obbligatorio per 14 giorni dall’arrivo, con divieto di contatti sociali.

Il COVID-19 non guarda alle differenze sociali né a chi ha problemi psichici e quindi nessuno è immune. Si chiede ad ognuno il rispetto delle disposizioni vigenti e il “pugno duro” a chi le deve far rispettare.

 

Riceviamo e pubblichiamo – Palermo, finalmente tampone per tutti i rientrati”


“Finalmente arriva il tampone obbligatorio per chiunque sia entrato in Sicilia negli ultimi giorni. E finalmente si attiva una proficua collaborazione con la sanità privata per supportare quella pubblica. Oggi il Governo regionale ha emesso una nuova importante ordinanza che fa propria la mia proposta di coinvolgere i laboratori privati negli esami dei tamponi. Sarà un modo per accelerare i tempi di verifica e per alleggerire il carico di lavoro delle strutture pubbliche che stanno in questi sopportando un lavoro enorme, che non è esagerato definire eroico.”

Lo ha dichiarato Marianna Caronia, deputata regionale della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana

Pietro Galluccio
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Coldiretti: “Non piove, a rischio la produzione delle lenticchie di Ustica


La maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana sottolinea: “La mancanza di pioggia allarma tutti gli agricoltori e la situazione è aggravata nelle isole dove si coltivano specialità uniche”

La Redazione di PalermoToday mette in evidenza che: “dalla semina fatta a gennaio, a Ustica, isola famosa anche per la lenticchia, non ha quasi mai piovuto. Gli agricoltori che producono lì, a poche miglia da Palermo, stanno cercando di salvare il prezioso seme con irrigazioni di soccorso”. E’ l’allarme di Coldiretti Sicilia che sottolinea come se non dovesse piovere il raccolto a fine maggio sarebbe almeno del 50 per cento in meno. “La mancanza di pioggia – sottolinea Coldiretti Sicilia – allarma tutti gli agricoltori e la situazione è aggravata nelle isole dove si coltivano specialità uniche. I cambiamenti climatici stanno mostrando ogni giorno di più la carenza di infrastrutture”. “Occorrono interventi mirati, costruzione di reti capaci di portare acqua senza dispersioni – conclude l’organizzazione agricola -. Bisogna attuare un’inversione di rotta che permetta di investire ancora di più nella produzione di cibo, attività che, come dimostra l’emergenza Coronavirus, è l’unica che non può fermarsi”.

Fonte: PalermoToday