


Intorno alle 20,00 è arrivato l’elisoccorso.
Alla signora A.G. nostri migliori auguri di pronta guarigione
La devozione a San Bartolomeo
Nella seconda metà dell’Ottocento Ustica accreditò alla protezione del Patrono l’essere indenne del colera che colpì la Sicilia. Ustica, grata al Santo, in quelle occasioni non rifiutò l’ospitalità a tanti palermitani e uno d’essi, tale Laganà, per gratitudine nel 1867 fece restaurare i dipinti degli apostoli Pietro e Paolo (lo si legge sui dipinti).
I fedeli usticesi aggiunsero all’Inno questa strofa:
Cresce, serpeggia, infuria
L’indomito cholera
Qual mal dei lidi siculi
Provato allor non era?
Solo per te quest’isola
Fu d’altra tabe esente
Che fugge appena sente
Il nome tuo chiamar
Vito Ailara
Caro Direttore Pietro Bertucci,
ti ringrazio per il titolo ridondante, che hai attribuito al mio evento presentato giorno 20 agosto: “Grande successo al Centro Studi e Documentazione di Ustica per la proiezione di “IL MARE IN POESIA di Domenico Mimmo Drago”, ma non mi è pervenuto il riscontro da parte di chi ne abbia preso visione (constatando anzi prevedibili non risposte, per diversi motivi, che non mi sembra il caso di menzionare) all’aggettivo ampolloso ed enfatico di un articolo emotivamente scritto dal poeta Pietro Fiorito.
Con tutto l’impegno profuso dal Presidente del Centro che ha voluto l’incontro, e dai suoi collaboratori, che ringrazio ancora, per svolgere al meglio l’evento, constato che è stato per me un vero e proprio “flop”, in altre parole un insuccesso, un fallimento partecipativo, come avevo del resto previsto e di cui mi onoro esserne stato protagonista.
In altre parole sono io e soltanto io il responsabile del mio insuccesso ma soltanto qui nell’isola, malgrado avessi presentato con il medesimo impegno, lo stesso spettacolo realizzato e presentato nei più importanti incontri di comunicazione audiovisiva del mondo e negli eventi culturali più prestigiosi.
A volte, bisogna offrire la propria disponibilità, malgrado si possano prevedere amare conclusioni, e lo si fa per rispetto a chi inoltra certe richieste e per l’armonia del vivere in serenità.
Era già accaduto e si è ripetuto ma in altro modo!
La poesia, ancor più se è visiva, come affermava Leonardo da Vinci, alimenta la sensibilità, perché permette di esprimere e comprendere le emozioni e il mondo interiore di un autore in modo profondo ed intenso.
L’esposizione della poesia può affinare questa sensibilità nello spettatore, offrendo una nuova prospettiva sulla vita e promuovendo la riflessione e l’empatia, così da connettersi a un livello superiore perché più profondo.
La lirica poetica, ancor più se è supportata da sonorità e trasparenze, pertanto più facilmente apprezzabile, comprensibile e digeribile, è uno strumento per l’autore che la presenta, che esprime sentimenti, pensieri ed esperienze intime, che valgono per la moltitudine, offrendo un mezzo per dare forma al proprio mondo interiore, che in questo caso era rappresentato anche dal mare di Ustica.
Finisce pertanto così questo mio viaggio, forse per la gioia di molti, ma soprattutto della mia serenità, e adesso non mi resta che salutarvi e condividere, il pensiero di Pablo Neruda che faccio mio: “ … lasciatemi solo col mare, sono nato per pochi pesci”. Domenico Mimmo Drago



Alcune volte i proverbi non sono appropriati, mai come in questo caso il detto: “La classe non è Acqua” è il più indovinato di tutti.
E più precisamente il 20 Agosto scorso alle ore 21,30 presso il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, si è tenuto un VERO SPETTACOLO per anime sensibili, fra l’altro supervisionato dal Presidente della Fondazione il Sig. Vito Ailara.
Intrecci di immagini, poesie, musica e luci hanno dato vita alle Multivisioni del Maestro e Poeta Domenico Mimmo Drago.
In maniera soffusa si sono intrecciate lentamente fra di loro, fino a fondersi in una rappresentazione non tanto per la nostra mente, ma più semplicemente per i nostri cuori.
Si è tenuta una vera rappresentazione per meravigliose anime nobili e delicate, rasentando per un attimo l’incredulità, e che per magia l’impalpabile è diventato quasi tangibile, dove “L’Opera” non si è presentata solo agli occhi e alle orecchie degli attenti osservatori, ma si è infiltrata lentamente e senza fare danni nei cuori di ognuno di essi.
Il fine del poeta in sostanza è stato proprio questo, e cioè quello di stimolare lo spirito del pubblico, trasformandolo in spettatori attori.
Al termine della Multivisione in parecchi hanno lasciato per iscritto il proprio pensiero, riflessioni che rimarranno custodite nella scatola del tempo del Centro Studi, e saranno per sempre a disposizione di tutti gli amanti dell’isola di Ustica.
Pietro Fiorito


La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
(Isaac Asimov)
a Maurizio Arnò
a Giovanni Verdichizzi
a Pamela Nicotra
a Michele Bertacci i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Oggi si festeggia S. Fabrizio.
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome












