





Questa mattina è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.
A nonna G. P. i nostri migliori auguri di pronta guarigione
Questa notte a Torino è passata ad altra vita, all’età di 66 anni, la signora Ornella Bardon moglie del caro Amico Salvatore Palmisano.
A Salvatore e ai figli e a quanti Le volevano bene la nostra vicinanza nel dolere e le nostre più sentite condoglianza

E’ ormai divenuto un “tormentone” l’affermazione, peraltro confermata dal progressivo crescere dell’astensione dal voto, che la gente si allontana sempre di più dalla politica. Il fenomeno è preoccupante e dovrebbe indurre i governanti di ogni livello a comportamenti tali da tentare il recupero di una partecipazione che è alla base della vita di un paese. “Politica” non è un sostantivo vuoto e abusato. Come ormai entrato nella comune accezione, proviene dal termine greco “polis”, città, comunità, ed è netto ed evidente, quindi, il legame tra i due termini in base al quale “politica” significa amministrazione della “polis” per un comune interesse.
La politica deve essere, quindi, partecipazione, è contatto con la realtà, è visione partecipata della quotidianità e del comune sentire dei cittadini. Chi “fa” politica attiva deve vivere quella realtà accettandone gli onori e sopportandone gli oneri perché esposto al giudizio del popolo con cui la resa dei conti e, prima o poi, inevitabile.
Il covid, con il dramma epocale rappresentato, ha avuto “anche” il merito di aver introdotto lo “smart working” il lavoro a distanza che consentì alla gente di continuare il lavoro da casa ed alle aziende di proseguire in qualche modo la produzione. Un sistema di emergenza ma intelligente ed utile in quella circostanza.
Quanto è utile, di contro l’applicazione della stessa metodologia di lavoro nel contesto di un Consiglio comunale o di una Giunta cui si interviene quasi abitualmente “da remoto” trascurando, quindi, quel contatto quotidiano con la realtà presupposto di una corretta lettura ed interpretazione dei fatti?
Rispondere positivamente alla chiamata per una candidatura non deve essere letto quale mera esaltazione del proprio “ego”; deve, invece, coinvolgere la propria persona e la propria attività fino al sacrificio perché soltanto così si tiene fede al patto con chi ti ha prescelto, poi votato ed in te ha riposto la speranza nella gestione auspicata della propria vita sociale.
Per tornare al motivo di questo commento alla foto di un Consiglio comunale pienamente e fisicamente presenziato, pubblicata su UsticaSAPE, surrogare la partecipazione senza percepire sensorialmente l’atmosfera di quella seduta, non sentire il fiato del pubblico sul collo, non vivere fisicamente la contestazione ad un voto rende quel tipo di politica un’attività spersonalizzata e priva di quell’ansia di “fare” alla base di ogni responsabilità amministrativa ricercata ed ottenuta con il favore dei cittadini .
Un Consiglio comunale o una Giunta la presenza dei cui componenti sia verbalizzata con un algido “da remoto” – formulazione legalizzata del termine meno elegante e tutelativo di “assente” – non esauriscono certo le ragioni della , “crisi della politica”. Queste vanno ricercate, purtroppo, in ambiti ben più gravi, ma in un piccolo centro come Ustica potrebbero essere lette come indifferenza ai suoi problemi e far scadere, quindi, il rapporto fiduciario tra la popolazione ed i propri rappresentanti eletti e, seppur minimamente, retribuiti.
Sergio Fisco
La nave Sibilla il giorno 30 Settembre trasporterà Benzina e di conseguenza si effettuerà viaggio con limitazione passeggeri.
P.S. ore 11,45 – Domani 01/10, in previsione di omissione scalo cimitero per avverse condimeteo di giovedì, il M/T Sibilla effettuerà il doppio ormeggio e giovedì 02/10 (meteo permettendo) effettuerà ormeggi SOLO in Cala Santa Maria secondo gli itinerari orari previsti del giovedì.


Tutti abbiamo forza sufficiente per sopportare i mali altrui.
(François de La Rochefoucauld)
A Salvatore Russo
a Barbara Brucculeri i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Oggi si festeggia S. Gerolamo
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome.

E la tanto conclamata “proroga”? E l’accorato appello/protesta dei medici del poliambulatorio? E la “vibrata” protesta del sindacato di categoria?
Tutto superato. La precarietà ha vinto e le proteste ufficiali si placano. Ma ad accrescere la preoccupazione per ciò che accadrà a breve viene in soccorso il concetto di “durata” di questa baraccopoli che, come tutte le baraccopoli provvisorie e temporanee sorte in Italia hanno certa la data di inizio del loro insediamento ma non altrettanto certa la data dello smantellamento affidata, come spesso accade, a variabili che in Italia sono imponderabili e spesso insuperabili. E’ d’obbligo, quindi, sperare che l’Autorità sanitaria abbia certezza della brevità del disagio che viene arrecato alla comunità usticese ma non è possibile, purtroppo non ipotizzare o ritenere improbabile che la baraccopoli sanitaria possa durare a lungo nel tempo, la qualità dei “moduli” permettendo.
In tutto ciò continua a sorprendere una popolazione ancora una volta silente e passivamente pronta a subire un ulteriore effetto della propria perniciosa insularità. Nessun corteo di protesta, nessuna voce da quanti saranno costretti a “fruire” di tale precario presidio sanitario, carente dal punto di vista della logistica operativa, privo di una decente sala d’aspetto idonea a proteggere i pazienti dalle più diverse condizioni climatiche esterne. Potrebbe sembrare incomprensibile che a Ustica si possa accettare tutto ciò, probabilmente lo è ma, come è già stato detto prima di me: alla fin fine, se sono contenti loro….
Sergio Fisco



questo primo pomeriggio è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.
Al Signor N.P. i nostri migliori auguri di pronta guarigione
Da FocusSicilia
Barbara Guarini28 Settembre 2025
Dalle lenticchie di Ustica alla Malvasia di Salina, fino al Passito di Pantelleria: viaggio tra tradizioni e sapori della Sicilia.
Le isole minori della Sicilia sono molto più che paradisi naturali: custodiscono storie di resilienza e identità che si intrecciano con la cucina e l’agricoltura.
Ustica, Pantelleria e Salina rappresentano tre mondi diversi ma accomunati da un filo invisibile fatto di fatica, tradizioni e sapori unici.
Qui, tra terreni scoscesi, pietra vulcanica e un mare che sembra isolare ma in realtà unisce, nascono prodotti straordinari.
Specialità enogastronomiche capaci di raccontare l’anima più autentica del Mediterraneo, trasformando ogni assaggio in un viaggio culturale.
Isole della Sicilia che regalano storia, cultura, tradizioni e gusto
Le isole minori siciliane sono molto più che oasi di natura incontaminata: raccontano una storia di resilienza, sudore e sapienza antica. Qui, dove i terreni scoscesi incontrano il blu del Mediterraneo, l’agricoltura non è mai stata semplice. Eppure proprio nelle difficoltà si sono custodite tradizioni uniche, capaci di diventare simbolo di identità e di cultura. Ustica, Pantelleria e Salina rappresentano tre tasselli preziosi di questo mosaico.
Tre terre che, nonostante l’isolamento geografico e le condizioni avverse, hanno saputo trasformare prodotti umili in eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Lenticchie piccole e nutrienti, capperi profumati, vini intensi e dolci: ogni sapore porta con sé la memoria di mani callose e di generazioni che hanno imparato a dialogare con una natura aspra ma generosa. Un viaggio tra queste isole non è soltanto un’esperienza turistica: è un’immersione in una cultura gastronomica che unisce mare e terra, fatica e bellezza, antiche ricette e innovazione.
Fonte: FocusSicilia













