Ustica, pregiatissima tenda ricamata a mano che adorna il balcone






C’è chi usa il pennello e chi la parola. Due modi diversi ma ambedue in grado di rappresentare realtà oniriche o reali tali da riportare alla mente sprazzi di vita vissuta anche se ormai ricoperti dalla coltre del tempo.
Così Pietro Fiorito, pittore e poeta, descrivendo le memorie delle sue lontane presenze giovanili a Ustica, con delicatezza ha fatto rivivere nella mia mente e, credo e spero non soltanto nella mia, momenti di un’infanzia lontana, astratta dai luoghi, i cui veri protagonisti erano gli indimenticati giochi cui affidavo la mia felicità, oggi non soltanto desueti ma addirittura impensabili per i ragazzini di questa epoca. Il cerchio che, correndo, si faceva rotolare tenendolo in equilibrio con un bastoncino, i quattro cantoni, il monopattino di legno con le ruote a pallini, l’ammucciaredda. Ma anche ‘u strummulu’ (la trottola chiodata), ‘abbiri ca ti vegnu’, ‘a guerra’, ‘a balata’. Giochi di gruppo che non richiedevano alcun impegno finanziario – né avrebbero potuto farlo – che aprivano ai rapporti umani e cementavano le amicizie, socializzanti, lontani dalla attuale tecnologica e solitaria dipendenza da un cellulare. Un’epoca lontana, perduta nella memoria degli ormai pochi superstiti, come me, ma resa viva e vitale da Pietro, pittore e poeta, con tale forza da riportarmi indietro nel tempo in un flashback di
malinconico rimpianto dei tempi vissuti una vita fa. Tempi diversi che è stucchevole o inutile o ingiusto definire migliori soltanto perché nostri: ogni epoca vive le proprie peculiarità e si affida al giudizio disimpegnato dei posteri. Ma importanti, preziosi per la mia generazione, questo si; indimenticabili per l’ingenuità che informava la nostra vita, questo si; per lo sforzo diuturno dei nostri genitori nel ricostruire una società violata dalla guerra, questo si; per le quasi ovvie speranze in un futuro migliore di quel presente o del passato appena vissuto, questo si. Sensazioni allora involontariamente presenti nel nostro inconscio e vive nella quotidianità di allora che oggi, purtroppo, i giovani di questa epoca disincantata e veloce non riescono più a provare per l’eccesso di ogni cosa intorno a loro, la tecnologia disumanizzante, l’individualismo esasperato, la violenza diffusa e abusata. Giovani che meriterebbero di poter sperare in un futuro migliore di quello che la nostra generazione, malgrado i sogni e l’ingenuità tipici della propria fanciullezza, non ha poi saputo, con la maturità, colpevolmente garantire loro.
Una enorme responsabilità sulla coscienza della mia epoca!
Ha ragione Pietro, pittore e poeta, a rifugiarsi nello scrigno della propria intimità per custodire le immagini della propria vita. Perché soltanto lì le pennellate e le parole che ognuno di noi avrà saputo usare per definire la propria esistenza possono trovare un supporto tollerante in cui far rivivere i momenti della letizia o con il quale lenire la sofferenza dei rimpianti e del tempo perduto. Perché soltanto nell’intimo della propria coscienza, nel segreto di una confessione con se stessi ogni vissuto può trovare una risposta ai dubbi dell’anima nell’attesa che la coltre del tempo attenui o accresca la malinconia dei ricordi.
Sergio Fisco
La nave Sibilla il giorno 30 Settembre trasporterà Benzina e di conseguenza si effettuerà viaggio con limitazione passeggeri.

Ci sono uomini che non contano nulla, e altri che contano al posto loro. L’importante è essere una persona e non un “Numero”.
Pietro Fiorito.
A Nunzia Picone
a Maria Caminita
a Marco Scully Scalisi
a Calogero Giuffria
a Marcella Croce
a Donato Fuccillo i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Domani si festeggiano Cosma e Damiano
auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro onomastico sotto questi nomi












