Ustica, “I FIGLIOCCI” – la nostra Band dei tempi d’oro – foto ricordo


Domenico, Mimmo Drago, Tridente d’Oro 2021 e Cittadino Onorario di Ustica è stato premiato in Australia all’OG PICOTY – Ocean Geographic Pictures of Year 2026 con la Special Mention – Michael AW Award of Excellence – Music & Pictures per la Multivisione “The Silence of the Sirens” (Il Silenzio delle Sirene).
La Redazione di Ustica Sape che lo segue da tanti anni ed è attenta alle sue produzioni, premiate in tutto il mondo, dove la poesia incontra e sposa le visioni lasciando lo spettatore in una serena ed interiore contemplazione, ne è lieta, gioisce per lui e così gli ha chiesto di raccontare ai lettori come è nata questa sua ultima opera audiovisiva premiata!
Ci ha risposto, ringraziandoci.
Correva l’anno 1917 e Franz Kafka nato a Praga, ritenuto uno dei massimi scrittori del XX secolo, componeva l’opera, pubblicata postuma nel 1931, “Il Silenzio delle Sirene”; questo scriveva nell’introduzione del libro per sintetizzare la sua creazione letteraria: “Le Sirene sono le anime taciturne del Mare e rappresentano il fascino misterioso nascosto negli abissi! Sono perle che brillano nella notte dorata e il loro silenzio è ancora più grande del segreto canto”!
Nel 1924, a soli venti anni, dall’altra parte del mondo, il futuro Nobel per la Letteratura, il poeta Pablo Neruda, nato a Parral nel Sud del Cile, pubblicava il libro di poesie “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”.
Successivamente, nel 1952 un altro libro di poesie d’amore “I versi del Capitano” appariva anonimo
a Napoli ma fu soltanto nella seconda edizione delle “Obras Completas” del 1962, che Neruda decise di includervi anche l’opera “Los Versos del Capitán”.
Riporto queste realtà letterarie non per sciorinare conoscenze, che non mi interessa mostrare, ma perché hanno attraversato e attraversano la mia memoria ed i miei sentimenti turbandoli intensamente, tanto che leggendo e rileggendo queste opere intense e sofferte, stracariche di emotività e pathos, mi condussero ad innamorarmi segretamente, in un sogno, di una fugace Sirena!
Questo è il sogno che intendo raccontare!
Inizio col riportare allora alcuni frammenti di poesie, estratti dai volumi di Pablo Neruda, sopra citati, che costituiranno una parte del testo:
“Eri così chiara e trasparente perché nascesti dalla bianca spuma del mare …”
“Su per le acque il tuo corpo si stringe al mio petto come un pesce incollato alla mia anima …”
“Volli apprendere dalla tua bocca di corallo il crescere delle maree, raccontami come si arrotolano, si distendono, si raccolgono portando dentro di sé pesci vivi …”
“Eri l’abbandono, la seduzione, la passione, il mistero e lo sapevi … eri il desiderio di nascondermi nel tuo sogno illusorio …”
“Ebbi fame delle tue labbra infuocate … ebbi sete del tuo corpo di creta bianca …”
“Eri l’unica presenza da quando persi la mia tristezza …”
“Il ricordo di te fu il più terribile e travolgente, il più sconvolto ed ebbro, il più avido …”
“Restai afflitto, silenzioso, delirante, rinchiuso tra il mare e la tristezza …”
“… E il tuo silenzio divenne una stella …”
Immerso nelle parole scoprii che stavo vivendo un Sogno ad occhi aperti in una notte di luna, sperimentai una favola che raccontava un amore turbolento, sofferto, fatto di sguardi, di carezze, di immaginazioni, di silenzi … di lunghi silenzi!
Fu una fiaba d’ amore straripante di desideri, ma rimase pura e limpida come un cristallo. Era un amore affamato, assetato, struggente e tale restò durante tutto il sogno. Fu un amore ragionevolmente impossibile, nato tra onde di sale!
Ma per Ferzan Özpetek regista, sceneggiatore e scrittore turco – italiano “Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre.”
Questo perché gli amori impossibili catturano il fascino eterno dei sentimenti irrealizzati o irraggiungibili. Questi amori non consumati dalla routine quotidiana rimangono pertanto cristallizzati nel tempo, alimentati da ciò che avrebbero potuto essere.
Gli amori impossibili, quelli idealizzati, non subiscono l’usura del tempo, poiché non si scontrano con la realtà e con le piccole imperfezioni della vita di tutti i giorni, la mente allora tende a preservarli come perfetti e immutabili nel tempo.
Diventano così una sorta di “porto sicuro” emotivo, capace di durare per sempre proprio perché non hanno avuto la possibilità di finire o di essersi sbiaditi dalla polvere quotidiana.
Nonostante la loro bellezza e la loro purezza, questi amori sono però spesso dolorosi e la psicologia li definisce intensi proprio perché restano sospesi in una dimensione platonica e irrealizzata.
Alla luce di queste considerazioni e riflessioni, mi venne in mente allora di congelare per sempre il prezioso turbamento vissuto nel sogno. 
“Chi meglio di una multivisione avrebbe potuto raccontare tutto ciò?” Mi chiesi!
Preparai così lo storyboard, scelsi le immagini e le relative sequenze, aggiungendo frammenti video da abbinare al testo rappresentato dalle poesie di Pablo Neruda, con qualche mia aggiunta, che non alterava l’anima delle liriche, ma soltanto lo rendeva più aderente alle visioni.. Le foto selezionate furono sia quelle considerate “datate”,
scattate con pellicola circa quarant’anni prima e scansionate successivamente, che altre realizzate in un secondo tempo. L’introduzione e l’apertura della multivisione furono affidate invece al prezioso pensiero di Franz Kafka, riportato in precedenza, che caratterizza l’intero audiovisivo.
Ma cosa è questo silenzio delle Sirene? Mi chiesi! È forse il silenzio del mondo davanti alle lordure che l’uomo ogni giorno si regala? È forse il silenzio di Dio?
È forse, questo silenzio, lo smarrimento dell’uomo di fronte a un mondo che non riesce più a spiegare, è forse lo sconcerto e il turbamento di un mondo in cui si sente estraneo?
Viviamo in un universo dove il male, la sofferenza e l’indifferenza sono presenti in maniera ossessiva. La nostra vita non può sottrarsi alla commedia né alla tragedia e pertanto la condizione umana è vulnerabile e allo stesso tempo, tragica, perché le ferite non solo suppurano nelle notti d’insonnia, ma anche nei giorni di sole e con sprazzi di azzurro e la vita a volte risulta essere una storia senza significato! 
Allora pensai di dare spazio al sogno che rappresenta la naturale tendenza della mente a rifugiarsi in mondi paralleli per minimizzare la sofferenza o la fatica della quotidianità. Perché esplorare questa dimensione permette di bilanciare la realtà con i desideri repressi, fenomeno che si articola in modi differenti che sconfinano nella psicologia, nella filosofia e nell’immaginazione. Ma questa è un’altra storia!
Se non comprendiamo il mondo, se ci sentiamo estranei sulla terra, se non troviamo risposte alle domande inevitabili che la vita ci pone, non ci resta allora che fingere di aver compreso il senso del mistero e provare a scrivere novelle, fingendo che esse siano la soluzione ai nostri dubbi.
In ultima analisi, la letteratura può essere anche una grande finzione e un grande silenzio, è il silenzio dello scrittore che traccia segni sulle pagine bianche ed è il silenzio del lettore che interroga quei segni.
E Kafka, che scriveva solo di notte, ascoltava il silenzio, non quello di Praga, ma il silenzio del Mondo!
Il silenzio è uno spazio complesso: può essere rifugio, strumento di saggezza o arma tagliente. Alda Merini sosteneva che “Alle volte il silenzio dice quello che il cuore non avrebbe mai il coraggio di dire”, mentre Arthur Schopenhauer affermava che “Il silenzio è un pregio di chi non è stolto”.
Le contaminazioni che mi accingevo ad affrontare non finivano però così. Avevo miscelato il pensiero di Kafka con le poesie di Neruda, avevo
supportato le parole con il silenzio delle mie “datate” immagini, ma a questo punto era necessaria la scelta musicale da abbinare al testo, la scelta più importante per rendere ancora più seducente questo racconto di mare, per renderlo addirittura ancora più silenzioso, così che, quando ne siamo lontani possiamo aprire sempre un libro e ascoltare la sua quiete profonda venir fuori dalle pagine come un aroma malinconico, sospeso tra l’infinito e l’anima.
E si perché in questo racconto si assapora tutto lo “Spleen”, quello stato d’animo caratterizzato da una profonda malinconia, tristezza, nostalgia. Termine reso popolare dal poeta francese Charles Baudelaire, che ritroviamo in numerose poesie tratte da “Les Fleurs du Mal” (I fiori del male).
La malinconia di Charles Baudelaire si esprime principalmente attraverso il concetto di Spleen. Questo termine, mutuato dalla fisiologia antica (la milza), indica uno stato di profonda depressione, tedio e angoscia esistenziale. Rappresenta il profondo senso di vuoto e d’insofferenza provati dall’uomo nei confronti della realtà circostante o davanti alla nostalgia di un amore naufragato, in cui il dolore si manifesta come una prigionia psicologica, in cui il tempo diventa opprimente e lo spirito si sente schiacciato da un cielo plumbeo, angosciante.
Non ebbi alcun dubbio sul genere musicale da abbinare sia al testo che alle immagini, dovevo soltanto attingere ad uno stile sonoro definito Soul Blues Lovers e infatti ricadde su due brani di Blues cantati da donne di colore, che hanno una sonorità in più, quasi magica, rispetto ad altre interpreti, proprio come desideravo. Confesso che fu una scelta musicale sperimentale, forse anche ardua, per questo genere di visioni ma decisi di attuarla ugualmente proprio per l’intonazione melanconica, sofferta e pungente!
Il Blues è la voce profonda dell’anima, nato dal dolore e dalla resilienza degli afroamericani nel Sud degli Stati Uniti. Più che un genere musicale, è un vero e proprio stato d’animo, un canto doloroso di liberazione nato per esorcizzare la schiavitù, la segregazione, l’isolamento, la malinconia, la tristezza, l’abbandono.
Nelle sue fasi iniziali, a causa dei testi crudi e delle atmosfere notturne, il blues venne etichettato come la “musica del diavolo” dai benpensanti dell’epoca.
Dai lamenti acustici del Delta del Mississippi, il blues si spostò nelle città industriali come Chicago elettrificandosi e gettando le basi per quasi tutta la musica moderna, inclusi il rock e il jazz.
Non ha mai perso però la sua essenza purificatoria, liberatoria, consolatrice restando un linguaggio universale per esprimere il tormento e la speranza del genere umano.
Oggi il blues è slegato dall’esperienza nera, è una musica universale, e tutti hanno il desiderio
di suonare il blues se si sentono pervasi da tristezza o anche dall’angoscia di un amore impossibile perduto, ma rimasto eterno, come in questa storia d’amore fatta di suoni, di versi, di visioni, di silenzi … e di sussulti segreti.
La straordinaria voce della cantante di blues Josephine Carter (1887-1965), attiva negli anni venti, con le sue “canzoni disperate” dal titolo Heavy Heart (Cuore pesante) e Shadows on my pillow (Ombre sul mio cuscino) è l’anima sonora portante e vincente della Multivisione “The Silence of the Sirens” (Il Silenzio delle Sirene).
Che dire di più? Se avete già letto, provate a rileggere ma accompagnati dalla voce di Josephine Carter, la sentirete gridare e piangere per amore!
Confesso oggi che la contaminazione poi continuò, sempre silenziosa, ma questa volta, anche odorosa, e si espanse leggera mentre Maurilio sincronizzava alla perfezione al computer la colonna sonora e come per magia, un profumo intenso di patate al forno con rosmarino, cucinate ad arte da Eleonora, si diffondeva negli ambienti della casa e si integrava con il blues, con le parole di Neruda, con quelle di Kafka e con le mie visioni “datate” che scandivano il tempo.







DEDICA
Dedico a Gabriella Rita Bertacci questa opera audiovisiva contenente alcune immagini che Le ho scattato due anni fa e che ho inserito in questa Multivisione!
Avrei voluto donarglieLa personalmente non appena l’avrei rivista questa estate! So che mi avrebbe ringraziato con i Suoi occhi privi di ombre, Lei che era una paladina della verità, so che avrebbe gioito con quel Suo silenzio che valeva infinite parole inutili!
Ma non feci in tempo!
Lei se ne andò via per sempre… prima del mio arrivo!
Quanta tristezza in questo doloroso e silenzioso addio!
Ciao Gabri!








Questa notte alle 02,00 è arrivato l’elisoccorso per la figlia Giada Licciardi a causa di contrazioni premature.
A Giada i migliori auguri per un lieto evento.
P.S. – Riceviamo piacevole comunicazione che Giada è stata dimessa dall’ospedale perché tutto è rientrato nella normalità

Algelo,
I migliori Auguri di un Buon e felice Compleanno …
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Oggi si festeggia S. Aliseo.
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome.

Con la legna promessa non si scalda la casa.
(Proverbio russo)












