La giovane e bella (con tanti capelli) Maria Bertucci con i genitori ed il fratello Pierino – la guida della sua gioventù lella casa di New Orleans







A Milano, negli anni ’90, in alcuni quartieri semicentrali della città, il lampione assolveva a un compito nobilissimo: illuminare il controllore di quartiere. Un monito contro chi volesse approfittare dell’oscurità per compiere irregolarità. In particolare, nella mia zona di Porta Venezia, il controllore era il “palo” della banda dei calabresi, che ho visto invecchiare, da giovane robusto e minaccioso, poi progressivamente arrugginito e infine consegnato alla storia urbana insieme a tutti gli altri manufatti che, a Milano, hanno avuto una funzione precisa prima di diventare semplicemente… vecchi.
Il lampione nei viali di periferia o nelle provinciali di campagna assolveva invece a un’altra importante funzione sociale: indicare il luogo dove trovare la dolce compagnia di donnine allegre, provvidenzialmente provviste di falò di copertoni durante la stagione più fredda e nebbiosa. Una risorsa attrattiva per un certo turismo, forse non ancora censito dall’ENIT, ma certamente assai fidelizzato.
Il lampione ha avuto, dunque, nel corso della storia urbana una funzione eminentemente pratica. Illuminava qualcosa: una strada, un marciapiede, un parcheggio, un monumento storico o un cittadino, talvolta persino un malintenzionato. Era, in definitiva, un oggetto che rispondeva a una necessità.
Poi venne il progresso. E con esso il piccolo Comune.
Fu allora che il lampione conobbe la (altro…)
Si comunica che mercoledì 16/09 la nave Sibilla effettuerà viaggio sia in andata che ritorno con limitazione passeggeri per trasporto benzina.

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.
(Oscar Wilde)















