Mimmo Drago risponde puntualmente alle domande


Caro Pietro,

la Tua sincera risposta in merito a quanto ho scritto su di Te qualche giorno fa, mi lusinga e accarezza i miei sentimenti.

Tutto ciò che ho riportato, corrisponde a quanto io sento nei Tuoi riguardi, poiché non sarei capace di raccontare falsità.

In merito all’Evento in Multivisione “Il Mare in Poesia – Omaggio a Pablo Neruda” concordato con Vito Ailara, Presidente del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, debbo confessare che organizzare in uno spazio limitato, ma sottolineo intimo, raccolto e familiare al tempo stesso, come è il Centro, una rappresentazione audio/visiva che generalmente si realizza in spazi molto più ampi, come i teatri, (da 500 a 900 posti a sedere) dove anche il suono fuoriesce dalle casse in modo armonico e soave, ha comportato un grande impegno soprattutto nell’utilizzo della strumentazione più idonea da utilizzare nella sala a disposizione.

Coadiuvato dalla gentile Valentina Poggi, mi sono dovuto occupare anche della parte tecnica, cosa che non faccio mai perché la competenza viene affidata ad un Service Audio/Video professionale che come un’ombra segue la programmazione dello spettacolo.

Malgrado ciò tutto si è svolto al meglio e credo che i 54 spettatori seduti, più circa altri venti che stavano in piedi, hanno potuto godere dell’incontro in Multivisione   “Il Mare in Poesia – Omaggio a Pablo Neruda” che, con alcune modifiche e qualche sostituzione nella programmazione, con l’inserimento di nuove multivisioni, segnava il medesimo percorso e la stessa cadenza, di quello svolto alla Protomoteca del Campidoglio a Roma nell’anno 2004, in occasione delle celebrazioni per il  Centenario della nascita del poeta cileno Pablo Neruda, avvenuta a Parral, sud del Cile, nel 1904 e di altri incontri denominati Concerti in Multivisione, realizzati a Parigi, San Sebastian, Spagna, New Galles, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Svizzera, Strasburgo, Antibes, Marsiglia, Nuova Caledonia, Germania, Svizzera, Milano, Bra, Venezia, Roma, Firenze, Trieste e ancora altri in Italia.

Soltanto un’ombra mi oscurò quella sera ad Ustica, ombra che era da attribuire all’assenza degli amici usticesi a cui voglio bene ed a cui, più degli altri, avrei voluto raccontare le mie visioni e la poesia che avvolge l’isola.

E successivamente neanche sui social, registrai un loro commento, una loro presenza che mi avrebbe donato gioia e che invece mi ferì per l’assenza!

Chissà perché, ma così è la vita! Pazienza!

Ti chiedi, caro Pietro, “se un evento di tale levatura non doveva essere programmato in tempo tra le “Attrattività dei borghi storici” – Progetto “Ustum Cultural Programme”

E cosa posso risponderti!!!

Penso che forse le mie opere in multivisione non siano state ritenute all’altezza per potere fare parte di un programma culturale così eccelso su Ustica!

Probabilmente sono state inserite in quel progetto, così importante, soltanto espressioni creative ed artistiche di elevato spessore culturale ed estetico, firmate da grandissimi autori e registi di fama internazionale, a confronto delle quali, le mie rappresentazioni mediocri sarebbero risultate banali e non all’altezza delle altre presentazioni!

Di certo è che nulla mi fu comunque chiesto personalmente ed alle Associazioni Culturali “Multivisione Mare” e “Blue International Academy of Multi Image” che presiedo, nessuna richiesta mai pervenne.

Debbo invece affermare con gioia e soddisfazione che nel mese di Giugno dell’anno 2024, ricevetti una richiesta verbale, poi divenuta scritta, da parte della Direzione della Riserva Marina Isola di Ustica, proprio nella persona del Direttore, per realizzare un incontro in multivisione dal titolo “Il Mare in Poesia” che esulava dal progetto “Ustum Cultural Programme” e mi venivano richiesti sia il programma dettagliato che l’analisi dei costi.

Fui lusingato della richiesta del Direttore, senza che mai il sottoscritto, così come nella precedente occasione di richiesta di immagini da parte del Comune di Ustica,  avesse fatto pressione per ottenere qualcosa, (lo preciso perché corre ancora la voce: “Sapiddu quantu picciuli ci appiru a dari pi di fotografie ri fimmini a nura” – Chissà quanti soldi gli avranno dato per quelle fotografie di donne nude) e così dopo due giorni inviai le risposte richieste al Direttore della Riserva Marina.

Ma non ebbi alcuna risposta, un silenzio incomprensibile dilagò, nessuna parola pervenne dalla Direzione e restai in un limbo muto e silenzioso! Il perché non si seppe mai! Rimase uno di quei misteri che affascinano ancora il mondo intero!

Malgrado avessi fatto dopo 15 giorni un primo sollecito verbale al Direttore, incontrato per caso in piazza ad Ustica, che mi invitava a stare fiducioso (ma io attendevo soltanto una risposta scritta, poiché pensavo fosse ancora di moda) e un secondo richiamo dopo 25 giorni dalla richiesta, non ebbi mai alcun cenno rispetto a quanto già concordato.

Pensai, in buona fede, che il Direttore era molto impegnato e non poteva occuparsi di darmi una risposta che era stata sollecitata già due volte e così, dopo un anno di vana attesa, scrissi “I Volti del Silenzio” sul blog Ustica sape!

Null’altro seppi! Null’altro so! Null’altro mi fu detto! Null’altro desidero sapere!

Maturai così il pensiero che la presenza umana a volte, può anche deludere, esasperare e certe reazioni possono nauseare al punto di non essere più interessati al falso fragore del mondo esterno che può procurare dolorose cascate interiori di insoddisfazioni che spengono le speranze e annebbiano la fiducia.

Tutto ciò che viene dall’esterno rimane pertanto oggi per me, un triste mormorio monocorde e lontano, incapace di accendere le sfumature delle emozioni, di suscitare interesse o curiosità.

Finisco così con l’ascoltare nel silenzio della solitudine di un prato verde di alghe, quel dolce fruscio di fronde che è l’unica forma d’espressione accettabile, con cui riesco a dialogare!

Ma adesso cerco finalmente quiete!

Tutto ciò che è stato memoria e dispersione sparisce così dall’anima come se non fosse mai esistito.

Resto allora solo, calmo e deluso. Il momento che sto vivendo è come quello in cui ci si converte ad una religione.

Nulla mi attrae verso l’alto, sebbene ormai anche nulla mi trattenga in basso.

Mi sento però finalmente libero, come se cercassi di esistere conservando la sola coscienza.

Trovo la desiderata quiete, si, la quiete. Una grande calma, una soavità luminosa come un qualcosa che scende nel fondo del mio essere e lo invade.

Le pagine lette e recitate, i “doveri” compiuti, le richieste esaudite, le tappe e gli eventi rispettati, tutto questo adesso è divenuto una vaga penombra, un alone appena visibile, che circonda qualcosa di tranquillo che ancora non riesco a delineare, ma che desidero avvenga al più presto.

La fatica, l’ansia, l’incredulità, l’impegno che ho attraversato fino a dimenticarmi dell’anima; il pensiero, che talvolta ho elaborato per annullare l’agire, entrambi si tramutano in una specie di tenerezza priva di un sentimento, una compassione vuota che mi ha logorato e che adesso cerca consolazione!

Non provo nulla, è come se mi fossi finalmente svuotato, liberato, guardo involontariamente l’azzurro del cielo, ma non provo né stimoli né speranze.

Assisto attento ad uno spettacolo che non c’è .

Non sento l’anima, ma solo l’abbandono.

Le cose eterne, nitide e immobili, ma anche quelle che si muovono, sono per me ormai un passato di un mondo che non esiste più e che con malinconia, ricordo.

Un vago soffio di ciò che non oso più vivere, un languido sospiro che non ho potuto più sentire, un sussurro inutile di ciò che non ho voluto e potuto più pensare, sono i pensieri che si intersecano nella mia anima.

Vado lento, vado pigro, vado verso l’ombra. Mi assento! Sparisco!

Mi ricorderò però sempre di quell’angolo di acqua verde e limpida, trasparente come un cristallo puro, prezioso, dove bagnai la prima volta i miei occhi ormai stanchi!

“ …lasciatemi solo col mare, sono nato per pochi pesci …”!

Domenico, Mimmo Drago

2 risposte

  1. Caro immenso amico e fratello di mare Mimmo, nei nostri frequenti ed intensi scambi ci ritroviamo talvolta a provare a comprendere dinamiche lontane dal nostro sentire e dalla nostra sensibilità, senza successo.
    Lasciami dire con estrema sintesi una sola cosa che descrive ciò che penso:
    noi tutti, non ti meritiamo !
    Un caro e fraterno abbraccio.

  2. Grazie caro Vincenzo, so che la tua vicinanza è trasparente come acqua di fonte. Ti abbraccio forte!

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