6° giro podistico Isola di Ustica – impressioni di una partecipante proveniente da San Francisco (California)


Running in Ustica

My spouse, Olivia, has been talking about Ustica for many years. An island situated in the Tyrrhenian Sea–so tiny, so starkly beautiful, so still, it’s a wonder it can hold all of its tragic history. “You’ve got to come to Ustica, Bridget,” Olivia would say. “Then, you’ll see. Then, you’ll understand.”

From these droplets of conversation, Ustica became a magnet for me, a silent siren, born from my desire to see and understand much, but mainly this Genovese I had married. The Genovese who then became a Napoletana, visiting the mythical Ustica many times, a lifetime before moving to America and marrying me.

“We can go in July,” Olivia said. “They have running races then. You will love it.” In fact, we had enjoyed running together many times, even braving a very technically challenging ultra-marathon a couple of years back. Sometimes Olivia would read to me about races from years prior but those words were all only figments.

Until yesterday.

Yesterday, we ran the first offour races. A 6K, beginning and ending at the Hotel Ustica Punta Spalmatore. 12 of us loosely waited at the starting line until Anna Russolillo, the hotel owner and dear friend, counted us down. Tre, due, uno…And we were off, running the first stretch, where six puppies who, despite their adorableness, aggressively leapt at my feet.

We turned and ran toward the drastic blue, where one could stare forever, out to that farthest farthest point. With each pounding footfall, I could feel the distance between me and the Earth melt as though by the pelting Sole Usticese. Perhaps I could see a little clearer. Maybe I would understand a little deeper.

Bridget Johnson

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Correre in Ustica

Mia moglie, Olivia, mi ha parlato di Ustica per molti anni. Un’isola situata nel Mar Tirreno – così minuscola, così piccola, così statica, e’ una meraviglia  che possa contenere tutta la sua tragica storia. “Dobbiamo andare ad Ustica  Bridget”, diceva Olivia. “Allora, vedrai, allora capirai”.

Da questa piccola conversazioni Ustica per me è diventato un magnete, una sirena silenziosa, nata dal mio desiderio di vedere e capirci, ma soprattutto questa Genovese che mi ero sposato. Genovese, divenuta poi una Napoletana, che ha visitato molte volte la mitica Ustica, molto tempo prima di trasferirsi in America e di sposarmi.

«Possiamo andare a luglio», disse Olivia. “Hanno gare podostiche, allora ti piacerà”. In realtà, ci siamo divertiti a correre insieme molte volte, anche sfidando una ultra-maratona tecnicamente impegnativa un paio di anni fa. A volte Olivia mi raccontava delle gare di anni precedenti, ma quelle parole erano solo la mia immaginazione.
Fino a ieri.
Ieri abbiamo corso la prima delle quattro gare. Una 6K, inizio e fine all’Hotel Ustica Punta Spalmatore. 12 di noi aspettavamo attentamente alla linea di partenza fino a che Anna Russolillo, la proprietaria dell’hotel e cara amica, comincia il conto alla rovescia tre, due, uno … E siamo partiti, correndo il primo tratto, dove sei cuccioli, malgrado la loro adorabilita’, saltavano aggressivamente sui miei piedi.

Abbiamo girato correndo  verso il drastico blu, dove si poteva fissare per sempre l’infinito, fino a quel punto più lontano. Ad ogni passo ho potuto sentire squagliare la distanza tra me e la Terra  con il cocente Sole Usticese. Forse posso vedere un po ‘più chiaro. Forse ora posso capire un po ‘più in profondità.

Bridget Johnson

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