Approdo alternativo di Punta Spalmatore


Ero certo che per il completamento dell’approdo di Punta Spalmatore si dovessero superare non indifferenti ostacoli burocratici ma, giammai avrei pensato che tale realizzazione potesse incontrare il veto della locale amministrazione.

Un’opera sulla quale dovremmo essere tutti d’accordo sta, invece, suscitando delle sterili discussioni, ritengo soprattutto, per difetto d’informazione.

Viene affermato dal Vice Sindaco che, l’approdo di Punta Spalmatore, non è nell’agenda dell’amministrazione comunale attualmente in carica. Tale affermazione non credo possa essere condivisa dal Sindaco in quanto il 29 gennaio 2004 nella relazione per la messa in sicurezza degli approdi esistenti nell’isola, ai sensi della circolare dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente del 07/08/2003 n.46345, figura, fra le atre opere: il completamento dell’approdo di Punta Spalmatore. Tale relazione redatta dallo scrivente, nella qualità , allora, di assessore ai trasporti, è stata fatta propria dal Sindaco Aldo Messina e trasmessa al Sindaco di Lipari Mariano Bruno, nella qualità di Presidente dell’ANCI Sicilia, per il successivo inoltro all’Assessorato competente.

Successivamente il Comune di Ustica , in persona del Sindaco Dott. Aldo Messina, a seguito della predetta relazione, con nota n.8310 del 12.12.2003 diretta all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente – Servizio 5 – Demanio Marittimo ebbe a chiedere l’attivazione delle procedure per la messa in sicurezza delle opere marittime esistenti ai sensi dell’art. 5 della L.R. 21/98. La richiesta, allora, venne parzialmente accolta e Ustica venne inserita nel programma di finanziamento per un importo di sette miliardi di lire e nel contempo con nota 18519 del 26 marzo 2004 l’Assessorato Reg.le Territorio e Ambiente ebbe ad autorizzare la redazione del progetto definitivo che riguardava l’inizio del molo di sopraflutto la cui radice era prevista in corrispondenza di Capo Falconiera. Non si ha notizia che fine abbia fatto tale finanziamento.

Non è dato da capire come l’amministrazione comunale pensa di risolvere l’approdo in Cala Santa Maria o al Cimitero con i venti provenienti da Est e Sud-Est in presenza dei quali, anche se di lieve entità, l’ormeggio diviene difficoltoso ed insicuro.

L’ambito spaziale, particolarmente ristretto, della Cala Santa Maria non consente la realizzazione di uno specchio acqueo definito e protetto per la nave traghetto.

I meno giovani ricorderanno certamente che negli anni ottanta l’isola si era dotata del Piano Regolatore del Porto che oltre al molo di sopraflutto prevedeva anche la realizzazione di un molo, all’esterno di quello attualmente esistente, per l’ormeggio del M/T di linea che, voglio ricordare con la fotografia che segue:

 

Tale previsione venne inesorabilmente bocciata dal Consiglio Regionale dell’Urbanistica in quanto oltre a mancare le condizioni ottimali di ormeggio , l’imboccatura di accesso non era sufficiente ad assicurare l’entrata e l’uscita dei natanti in condizioni meteo-marine avverse dato che lo specchio acqueo rimaneva sempre aperto ai venti di SE.

Nessuna possibilità esiste per l molo di Tramontana, esposto a NE di poterlo proteggere dai venti provenienti dal primo e parzialmente dal secondo quadrante. Trattasi di una rada aperta senza ripari naturali. Non esiste altra soluzione se non l’ approdo alternativo. Punta Spalmatore è appunto l’anello mancante per garantire la continuità del servizio pubblico di linea, almeno per quanto attiene la possibilità di ormeggio.

Paradossalmente viene sostenuto che il completamento dell’approdo a Punta Spalmatore significherebbe aggiungere cemento su cemento. Guardiamo la fotografia a lato e capiremo quanto cemento necessita per rendere l’opera funzionale: Grazie alle caratteristiche orografiche della scogliera sarebbero sufficienti poche diecine di metri di banchinamento per rendere funzionale l’ormeggio senza arrecare alcuna violenza all’ambiente circostante ed ancor meno alla zona “A” dell’area marina protetta “Isola di Ustica” della cui presenza tutti noi siamo orgogliosi per averla voluta in quanto , come è ben noto, siamo gli unici ed i primi ad averne chiesta la istituzione, mentre le altre aree protette sono state imposte contro la volontà dei cittadini.

La salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio , per quanto mi riguarda, sono state sempre tenute in grande considerazione al fine di confermare l’immagine di naturalità e tipicità dell’isola. Occorre però saper individuare quegli interventi che, senza uno sconvolgimento delle peculiarità ambientali e paesaggistico, riescono a colmare quelle inadeguatezze delle risorse offerte dalla natura.

Sono certo che l’amministrazione comunale prima o poi si renderà conto della insostituibilità dell’opera di che trattasi e si renderà parte attiva per dare soluzione al problema.

Salvatore Compagno

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COMMENTI:

Dalla Germania Josè Zagame

Salve Sig. Salvatore,
Sara’ forse che gli impianti sportivi, siano piu’ urgenti dell’approdo???
Grazie al suo intervento e quello di Salvatore Militello, il “problema” approdo alternativo e’ stato evidenziato, illustrato e spiegato in modo da essere compreso da un incompetente in materia quale io sono.
Mi viene proprio da dire : “quannu u ‘sceccu un voli viviri e’ inutili fischiarici”……
Al tema : approdo alternativo, vorrei aggiungere che non va assolutamente dimenticato di trovare soluzione a come evitare il transito di veicoli dalla piazza!!!
Le basi su cui costruire il futuro della nostra isola, vanno gettate proprio partendo dal molo (alternativo o potenziato che sia) o in attesa di esso, che si inizi almeno a migliorare la ricettivita’, le zone balneabili, l’acquario (che fine a fatto???), i siti archeologici, il museo, la Rocca della Falconiera, le due Torri, i sentieri, i Diving, il centro informazione, i bagni pubblici (non sono meno importanti), specie nelle zone degli approdi; piccole cose che nell’insieme se rese fruibili e migliorate, renderanno piu’ piacevole la permanenza dei turisti ad Ustica.
A noi cittadini il compito di proporre, agli amministratori (attuali e futuri) quello di valutare priorita’ e fattibilita’ delle nostre proposte!!!

Tanti Saluti dalla Germania,

Jose’

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Da Milano Mino De Girolamo

Dopo gli ultimi interventi dei Sig.ri Salvatore Compagno e Salvatore Militello in cui hanno descritto molto chiaramente i vari problemi di varia natura , si capisce del perche’ l’isola non decolla a livello turistico . Penso che a questo punto , sia un dovere di tutta la polazione (persone comuni – commercianti -operatori turistici- albergatori- operatori agricoli- pescatori -ass.ni culturali ecc.ecc. )scendere in campo e far sentire la propria voce ,”tutti insieme” per non continuare a pagare sulla propria pelle tutte le inefficienze della politica sull’isola . Mino De Girolamo

 

2 thoughts on “Approdo alternativo di Punta Spalmatore

  1. Dopo gli ultimi interventi dei Sig.ri Salvatore Compagno e Salvatore Militello in cui hanno descritto molto chiaramente i vari problemi di varia natura , si capisce del perche’ l’isola non decolla a livello turistico . Penso che a questo punto , sia un dovere di tutta la polazione (persone comuni – commercianti -operatori turistici- albergatori- operatori agricoli- pescatori -ass.ni culturali ecc.ecc. )scendere in campo e far sentire la propria voce ,”tutti insieme” per non continuare a pagare sulla propria pelle tutte le inefficienze della politica sull’isola . Mino De Girolamo

  2. Salve Sig. Salvatore,
    Sara’ forse che gli impianti sportivi, siano piu’ urgenti dell’approdo???
    Grazie al suo intervento e quello di Salvatore Militello, il “problema” approdo alternativo e’ stato evidenziato, illustrato e spiegato in modo da essere compreso da un incompetente in materia quale io sono.
    Mi viene proprio da dire : “quannu u ‘sceccu un voli viviri e’ inutili fischiarici”……
    Al tema : approdo alternativo, vorrei aggiungere che non va assolutamente dimenticato di trovare soluzione a come evitare il transito di veicoli dalla piazza!!!
    Le basi su cui costruire il futuro della nostra isola, vanno gettate proprio partendo dal molo (alternativo o potenziato che sia) o in attesa di esso, che si inizi almeno a migliorare la ricettivita’, le zone balneabili, l’acquario (che fine a fatto???), i siti archeologici, il museo, la Rocca della Falconiera, le due Torri, i sentieri, i Diving, il centro informazione, i bagni pubblici (non sono meno importanti), specie nelle zone degli approdi; piccole cose che nell’insieme se rese fruibili e migliorate, renderanno piu’ piacevole la permanenza dei turisti ad Ustica.
    A noi cittadini il compito di proporre, agli amministratori (attuali e futuri) quello di valutare priorita’ e fattibilita’ delle nostre proposte!!!
    Tanti Saluti dalla Germania,
    Jose’

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