Aspetti negativi di un viaggio di ritorno alle proprie radici


Non avendo potuto usufruire dell’aliscafo dell ‘USTICA LINES per le Eolie, fermo con oggi da due giorni,forse per condizione meteo marine avverse, me ne sono capitate di tutti i colori.

Arrivato a Milazzo intorno alle 13,00   per fare con comodo i biglietti, ho trovato l’Agenzia chiusa con l’avviso che sarebbe stata aperta alle 13,45 – in giro c’era poco movimento. Non potendo lasciare mia moglie ad arrostire al sole, ho cercato un po’ d’ombra per tornare in tempo alle 13.45. Non l’avessi mai fatto. Una folla vociante e quasi isterica era ammassata davanti alla saracinesca nella classica fila all’italiana “ammutta tu ca ammuttu puru io e cosi via”. Preoccupato dal timore di non riuscire ad assolvere in tempo la procedura d’imbarco, mi sono rivolto al Comandante della nave Palladio che, con molta cortesia e disponibilità, ha ascoltato quanto avevo da rappresentare. Quando è venuto a conoscenza delle condizioni di salute di mia moglie che, suo malgrado, dispone di un pass conseguente ad invalidità si è adoperato nella ricerca della migliore soluzione che non poteva essere quella di presentare il pass per il riconosciuto diritto di precedenza. Ho seguito il Suo consiglio ed e’ andata bene perché in quel momento in testa alla”fila all’italiana” c’erano degli stranieri che immediatamente hanno ceduto il passo (chissà, forse sono stupidi!). Tralascio quanto avvenuto con l’addetto alla “bigliettazione” che, comunque, mi ha procurato una certa dose di imbarazzo ed anche fastidio perché spesso la cortesia, per chi fa quel tipo di lavoro, è optional. Comunque, alla fine, con poco meno di 100 euro, 93 per l’esattezza, riuscii ad avere due biglietti per me e mia moglie e per la mia piccola macchina, buon ultima nella scala della lunghezza.

Quale “premio”, per motivi che nessuno ha voluto spiegarci, da Lipari a S. Marina abbiamo impiegato un tempo quasi triplo rispetto alla norma.

Nel cercare spiegazioni, con gentilezza, mi sono presentato al personale di bordo per chiedere se dovevo un extra per il “prolungato soggiorno” sulla nave, ma graziosamente il mio interlocutore, in vero un po’ imbarazzato, mi rispose di no, nulla dovevo. Intanto eravamo arrivati a S.Marina ed io felice ho ripreso possesso della terra che considero mia! Per la gioia di essere arrivato a casa non ho valutato bene lo spazio utile per superare una transenna e la ho appena sfiorata con l’auto. Me ne scuso con il Sindaco e ove abbia procurato danno, anche minimo sono a disposizione per riparare.

Quanto ho voluto raccontare, casualmente, e’ successo a Salina. Ma poteva capitare a Ustica, Favignana, Lampedusa ecc., in ciascuna delle nostre perle meravigliose. Ho voluto raccontarlo perché esprime un disagio, una premessa della distruzione dell’economia faticosamente costruita da decenni nelle nostre isole. A fronte delle enormi somme che lo Stato e la Regione erogano per questi servizi, che prima di tutto sono sociali e in subordine commerciali, a fronte della minima incidenza che i ricavi rappresentano, alcuni incapaci che ci amministrano non si rendono conto che l’eccessivo costo dei biglietti di trasporto scoraggia, a priori, chi vorrebbe passare una vacanza nelle nostre belle Isole e, conseguentemente, va distruggendo il turismo, fonte vitale della nostra economia. La domanda che mi piacerebbe fare al Ministro Tremonti o a chi per Lui è questa: Se un folle e’ disposto da Milazzo ad andare a finire ad Alicudi perché deve spendere tre volte più che se andasse a Vulcano? Le pur malandate ferrovie hanno capito, da oltre un secolo, che più e’ la distanza meno deve essere il COSTO CHILOMETRO.

Angelo Longo

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Dalla California Agostino Caserta

io andrei in piu’ dettagli : per i trasporti di terra come dice Angelo il “costo kilometro” e’ inversamente proporzionale alla distanza, perche? perche’ c’e’ molta concorrenza ( ferrovie, taxi, corriere,bus,cicli,motocicli,tricicli e qualche asinello) I trasporti via aria hanno anche fra di loro tanta tanta concorrenza ( per andare da Palermo a New york sono inpegnate di solito almento 2-3 compagnie e per il tragitto esistono almeno 10 opzioni di diverse compagnie da scegliere – lo stesso si verifica nei tragitti brevi ).

Nei trasporti marittimi invece manca la concorrenza quasi totalmente e quindi la necessita’ di aggiornare e modernizzare le regole ( ancora ancorate ai tempi dei Borboni con piccole nuove regole ad hoc “varate” solo per loro convenienza) – o ti mangi sta minestra o ti butti falla finestra……ma non solo : l’ 80% delle compagnie non sono private ma viaggiano sotto la bandiera della cuccagna ( assegni governativi dei soldi miei e tuoi ). Se per i consumatori ( ma non c’erano i sindacati una volta ? ) andare avanti a stile Borbonico va bene e buttano sul tavolo solo parole e chiacchiere per le Compagnie Marittime la Cuccagna e’ una Manna.

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Da Ustica Vincenzo Caserta

Al professore Angelo và tutta la mia solidarietà,perchè oramai ho capito che gli abbitanti o turisti che si trovano a viaggiare per isole sono qualcosa,che sostanzialmente contano come il due di coppe alla briscola.

 

 

 

2 thoughts on “Aspetti negativi di un viaggio di ritorno alle proprie radici

  1. Al professore Angelo và tutta la mia solidarietà,perchè oramai ho capito che gli abbitanti o turisti che si trovano a viaggiare per isole sono qualcosa,che sostanzialmente contano come il due di coppe alla briscola.

  2. io andrei in piu’ dettagli : per i trasporti di terra come dice Angelo il “costo kilometro” e’ inversamente proporzionale alla distanza, perche? perche’ c’e’ molta concorrenza ( ferrovie, taxi, corriere,bus,cicli,motocicli,tricicli e qualche asinello)
    I trasporti via aria hanno anche fra di loro tanta tanta concorrenza ( per andare da Palermo a New york sono inpegnate di solito almento 2-3 compagnie e per il tragitto esistono almeno 10 opzioni di diverse compagnie da scegliere – lo stesso si verifica nei tragitti brevi ).
    Nei trasporti marittimi invece manca la concorrenza quasi totalmente e quindi la necessita’ di aggiornare e modernizzare le regole ( ancora ancorate ai tempi dei Borboni con piccole nuove regole ad hoc “varate” solo per loro convenienza) – o ti mangi sta minestra o ti butti falla finestra……ma non solo : l’ 80% delle compagnie non sono private ma viaggiano sotto la bandiera della cuccagna ( assegni governativi dei soldi miei e tuoi ). Se per i consumatori ( ma non c’erano i sindacati una volta ? ) andare avanti a stile Borbonico va bene e buttano sul tavolo solo parole e chiacchiere per le Compagnie Marittime la Cuccagna e’ una Manna.

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