Assistenza della navetta, in caso di necessità, all’arrivo al porto di Palermo


In merito alle difficoltà incontrate dai nostri concittadini Antonino Tranchina, Rosa Verdichizzi e Giampiero Giuffria giorno 14 Ottobre, all’arrivo al porto di Palermo, abbiamo contattato per le vie brevi, l’Autorità portuale di Palermo, nella persona dell’Ing. Luciano Caddemi, il quale, dopo aver letto il servizio su www.usticasape.it ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“In questo momento in porto si sta costruendo una tensostruttura (tipo grande gazebo), dove temporaneamente verranno trasferiti tutti i servizi per i passeggeri che al momento ci sono nella stazione marittima in quanto questa, a breve, verrà chiusa per essere totalmente ristrutturata.

Purtroppo in porto, per circa due anni, si dovrà convivere con questa situazione.

In merito a quanto rappresentato dal Sig. Antonino Tranchina su usticasape sarebbe interessante sapere chi è stato contattato per dare a noi la possibilità di intervenire e capire se l’interlocutore era a conoscenza di tutti i servizi che noi abbiamo in porto.

C’ è una navetta gratuita dell’autorità portuale che ha tutte le caratteristiche idonee anche per far salire disabili che, gratuitamente dai punti di sbarco, accompagna sino ai varchi portuali.

In caso di necessità la navetta può arrivare sino al catamarano perché è un mezzo controllato, sottoposto a verifiche, con personale di sicurezza e può accedere a queste aree, in caso di necessità.

Il comandante del mezzo (catamarano, aliscafo, nave), per casi urgenti, durante la navigazione, può avvisare la Capitaneria di porto, che ha i nostri recapiti, per chiedere l’assistenza sottobordo della navetta o chiamare direttamente il personale di sicurezza dell’autorità portuale.

Il Taxi non può entrare nell’area cantieristica in quanto è un’area di security e la Capitaneria di porto ha inibito l’accesso a qualsiasi mezzo non autorizzato.”

PB

COMMENTO

Da Ustica Antonino Tranchina
(in risposta all’Ing. Luciano Caddemi)

Intanto ricordo che a bordo del catamarano erano presenti mia madre (Verdichizzi Rosa) sofferente che necessitava di un trasporto urgente al pronto soccorso per un malore accusato durante il viaggio e il Signor Giuffria Giampiero (invalido non vedente). Subito dopo l’attracco, dopo aver constatato l’ imbarazzante struttura di gazebi che occupa gran parte della banchina che impediva l’accesso a qualsiasi mezzo, abbiamo chiesto aiuto al comandante del catamarano che prontamente ha contattato la capitaneria di porto chiedendo assistenza addirittura come favore personale! Non avendo avuto risposta per almeno mezzora e ripeto MEZZORA mia madre si è fatta forza e sofferente con non poche fatiche ( malore, valigie, una persona non vedente, bagagli) è riuscita a raggiungere il taxi che ci aspettava al di la di questa struttura. Non abbiamo ricevuto risposta ne dalla capitaneria di porto ne tantomeno dai dipendenti che erano efficienti ad impedire l’accesso nella zona vicino al catamarano a chiunque, meno nel trovare una soluzione ad una urgenza come questa. Dopo esser riusciti a raggiungere il taxi e a metterci in movimento per raggiungere con urgenza l’ospedale, quasi vicino all’uscita del porto siamo stati fermati da un addetto alla sicurezza portuale a bordo di un auto della capitaneria di porto che di certo non era un mezzo “che ha tutte le caratteristiche idonee anche per far salire disabili” che ci ha chiesto dov’era la signora che stava male. Parole che hanno suscitato nervosismo per il ritardo con le quali sono arrivate e indignazione per il mezzo che dopo forse anche più di mezzora stava venendo ma per fare che? Stiamo parlando di un auto (panda fiat) che non era assolutamente ripetendo le sue parole un mezzo “che ha tutte le caratteristiche idonee anche per far salire disabili”

Antonino Tranchina

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Da Ustica Giacomo Caserta

Al sig Caddemi vorrei fare una sola domanda:lei ci fa’ o cosa.

Lei adduce giustificazioni ad un mancato servizio,lei deve ”FARE”.deve solamente trovare una soluzione al problema.Essere al servizio dei cittadini, che con le loro tasse probabilmente le pagano lo stipendio,ecco solo questo deve fare.

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Da Ustica Fabio Ailara

Leggo la nota del sig Caddemi e mi viene da pensare che il suddetto non Sa Che gli Usticesi quando prendono i mezzi natanti non lo fanno per vacanza ma per necessita’, mi piacerebbe sapere dal sig. Caddemi se lui prende la navetta per accedere al porto o con quale criterio vengono dati i permessi e ancora se lui fosse disposto a lasciare i propri bagagli di valore dentro la navetta che fa avanti ed indietro perche’ costretto ad andare prima a posteggiare la macchina fuori in quanto impossibilitati ad arrivare davanti i mezzi per scaricare i bagagli, e se in uno di questi viaggi quando i bagagli incustoditi spariscono chi li ripaga??? Se l’autorita’ portuale ha interdetto l’accesso ai mezzi nella zona del mega gazebo (2 anni) come mai il catamarano attracca ancora li essendo un mezzo che quotidianamente fa servizio con Ustica e che quotidianamente può trasportare persone anziane. Domanda al sig Caddemi, mamme con neonati, anziani, invalidi, comune persone, donne incinta saranno costrette per 2 anni a fare 100 metri sotto la pioggia dirompente????? Il sig Caddemi vive in ufficio e arriva nel suo ufficio con la macchina pur avendo parcheggi all’ingresso del porto, non può sapere i disagi perche’ non li ha mai vissuti sulla propria pelle. Cerchi di fare meno il burocrate e piu il funzionario pubblico che come tale deve farsi carico dei servizi al pubblico e di far si che siano efficienti per gli utenti e non stare dietro una scrivania a dettare regole assurde ed incivili.

 

3 thoughts on “Assistenza della navetta, in caso di necessità, all’arrivo al porto di Palermo

  1. Leggo la nota del sig Caddemi e mi viene da pensare che il suddetto non Sa Che gli Usticesi quando prendono i mezzi natanti non lo fanno per vacanza ma per necessita’, mi piacerebbe sapere dal sig. Caddemi se lui prende la navetta per accedere al porto o con quale criterio vengono dati i permessi e ancora se lui fosse disposto a lasciare i propri bagagli di valore dentro la navetta che fa avanti ed indietro perche’ costretto ad andare prima a posteggiare la macchina fuori in quanto impossibilitati ad arrivare davanti i mezzi per scaricare i bagagli, e se in uno di questi viaggi quando i bagagli incustoditi spariscono chi li ripaga??? Se l’autorita’ portuale ha interdetto l’accesso ai mezzi nella zona del mega gazebo (2 anni) come mai il catamarano attracca ancora li essendo un mezzo che quotidianamente fa servizio con Ustica e che quotidianamente può trasportare persone anziane. Domanda al sig Caddemi, mamme con neonati, anziani, invalidi, comune persone, donne incinta saranno costrette per 2 anni a fare 100 metri sotto la pioggia dirompente????? Il sig Caddemi vive in ufficio e arriva nel suo ufficio con la macchina pur avendo parcheggi all’ingresso del porto, non può sapere i disagi perche’ non li ha mai vissuti sulla propria pelle. Cerchi di fare meno il burocrate e piu’ il funzionario pubblico che come tale deve farsi carico dei servizi al pubblico e di far si che siano efficienti per gli utenti e non stare dietro una scrivania a dettare regole assurde ed incivili.

  2. Al sig Caddemi vorrei fare una sola domanda:lei ci fa’ o cosa.
    Lei adduce giustificazioni ad un mancato servizio,lei deve ”FARE”.deve solamente trovare una soluzione al problema.Essere al servizio dei cittadini, che con le loro tasse probabilmente le pagano lo stipendio,ecco solo questo deve fare.

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