Bilancio Comunale

                                                                         Lettera Aperta                                                                                 

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio
Ai componenti la Giunta
Ai Consiglieri Comunali
Al Segretario

Ustica

OGGETTO: mancata approvazione Bilancio Comunale

 

CHE VERGOGNA!!!!!

Se i cittadini di Ustica avessero assistito al consiglio comunale di lunedì 6 giugno sicuramente si sarebbero vergognati dei loro rappresentanti. Si è visto uno spettacolo indecoroso  caratterizzato da un acceso dibattito  che ha spesso messo in difficoltà il Presidente del Consiglio, che tra l’altro ha dovuto incassare il voto contrario della sua stessa maggioranza, che concordava con la minoranza lo spostamento di un punto all’O.di G. che riguardava l’Ordinanza n. 47 della Capitaneria di Porto… Sono susseguiti fior di insulti (tipico comportamento dei “Polli di Renzo”); abbandono dell’aula  di un consigliere della maggioranza e poco dopo di tre consiglieri delle minoranza e conseguentemente mancanza del numero legale e chiusura, nonostante tutto,  del consiglio comunale…

Da persona attenta alla vita amministrativa della mia Isola ho provato vergogna e rabbia nel vedere una “politica” piccola-piccola fatta da “politici”piccoli-piccoli. In particolare stupisce il fatto che non era stato nemmeno  inserito all’O. di G. la trattazione  del Bilancio di previsione,  almeno per  illustrare  le motivazioni che impedivano l’approvazione dell’importante strumento finanziario. Chi ha la pretesa di amministrare (sic!) il comune deve sapere che il bilancio comunale deve essere approvato nei termini di legge (31 marzo e comunque non oltre il 31 maggio), altrimenti rappresenta il fallimento di una amministrazione che ne deve trarre le dovute “considerazioni”…

Rispetto al passato nulla è cambiato, forse peggiorato. I problemi languono e neppure la ordinarietà è espetata.

A questo punto, visto che non vi è traccia della proposta di rendiconto di gestione da approvare in Consiglio Comunale e qualsiasi iniziativa risulterà vana, in quanto i termini di legge non sono stati rispettati, si avrà un ulteriore aggravio di spesa  per l’Ente che dovrà sopportare il  pagamento delle competenze dovute al Commissario ad acta, che sicuramente verrà nominato dal Prefetto per l’approvazione del Bilancio Consuntivo (Dio ci salvi dal dissesto finanziario!).

Intanto ricordo al segretario comunale che:

qualora nei termini fissati dal Decreto Legislativo n. 267/2000 non sia stato predisposto dalla giunta lo schema di bilancio di previsione e, comunque, il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema predetto, predisposto dalla giunta, si procede al commissariamento secondo le seguenti modalità:

Il Segretario  comunale attesta con propria nota, da comunicare al Sindaco, che sono trascorsi i termini di cui sopra e che occorre procedere al commissariamento.

Il Sindaco, ricevuta la comunicazione di cui sopra, convoca entro 48 ore lavorative, la giunta comunale per nominare il commissario per la predisposizione dello schema per la relativa approvazione, nell’ipotesi di cui all’art.141, comma 2, D.Lgs.n.267/2000, scegliendolo tra soggetti di comprovata esperienza nel campo della contabilità degli enti locali. Qualora il Sindaco non provveda a convocare la Giunta nei termini di cui sopra o la Giunta non provveda a nominare il Commissario, il Segretario comunale informa dell’accaduto il Prefetto affinché provveda a nominare il Commissario. Il Commissario, nel caso in cui la Giunta non abbia formulato lo schema di bilancio di previsione nei termini, lo predispone e lo approva d’ufficio entro dieci giorni dalla comunicazione della nomina. Una volta adottato lo schema di bilancio, il commissario, nei successivi cinque giorni, assegna, con lettera notificata a mezzo messo comunale a ciascun consigliere, un termine non superiore a venti giorni per l’approvazione del bilancio.  Qualora il consiglio non approvi il bilancio entro il termine assegnato dal commissario, egli provvede direttamente entro le successive 48 ore lavorative ad approvare il bilancio medesimo, informando contestualmente dell’avvenuto il Prefetto, perché avvii la procedura di scioglimento del consiglio, ai sensi dell’art.141, comma 2, D. Lgs. n.267/2000.

Ustica 08/06/2009

Pietro BERTUCCI

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