Breve rievocazione di Zia Amelia, di Franco Foresta Martin


[ id=12765 w=320 h=240 float=left] Desidero rievocare brevemente la figura di Amelia Martin -zia Amelia o nonna Amelia per gli Usticesi-, che è mancata il 2 giugno 2012 a Palermo, all’età di 101 anni, dopo avere attraversato tutto il Novecento e l’inizio del nuovo secolo; nello stesso tempo partecipando con affetto al lutto della figlia Anna Maria, della sorella Venere e dei numerosi nipoti e pronipoti.

Figlia primogenita del Maresciallo Maggiore Luigi Martin, cui è stata intitolata nel marzo 2012 la Stazione dei Carabinieri di Ustica, e della usticese Maria Bertucci, Amelia era nata in Veneto, a Crocetta Trevigiana (oggi Crocetta del Montello) il 14 novembre 1910, dove il suo papà prestava servizio in quel periodo. Seguendo poi gli spostamenti del padre da una sede all’altra, Amelia, con la sua numerosa famiglia, era stata in diversi paesi della Sicilia, tornando infine a Ustica, la patria dei suoi antenati materni, alla fine degli anni ’20.

Alcuni anni dopo, come molte ragazze usticesi in età da marito, Amelia era stata chiesta in sposa da un milite venuto per un breve periodo di servizio a Ustica, Leopoldo Crisafi, e con lui aveva contratto matrimonio nella Chiesa di San Ferdinando Re il 29 giugno 1930. Le foto delle nozze di Amelia e Leopoldo, valorizzate in chiave storica più di mezzo secolo dopo, hanno documentato per immagini un matrimonio tradizionale usticese nella bella mostra: “Ustica: come eravamo“, allestita al Vecchio Municipio di Ustica nel 1989 a cura di Vito Ailara.

A seguito del marito, Amelia si era di nuovo distaccata dall’amata isola, ma ci faceva ritorno spesso e volentieri con le figlie Eugenia (prematuramente scomparsa) e Anna Maria, per riabbracciare i genitori ormai anziani.

Io conservo un ricordo particolarmente vivo della zia Amelia nel tempo in cui risiedeva a Palermo, tra gli anni ’50 e ’60. La sua casa di via Costantino Nigra era diventata il punto di riferimento delle numerose sorelle e delle relative famiglie, sia nelle ore liete, in occasione di festeggiamenti e ricorrenze, sia in quelle tristi, quando si è colpiti da improvvisi lutti che solo la solidarietà e l’affetto familiari possono lenire.

Negli anni ’80, rimasta vedova del marito, e ormai anziana, Amelia tornò definitivamente a Ustica, dove rimase fino a che le condizioni di salute le hanno permesso di vivere in autonomia.

Gioviale, serena, sempre positiva, riusciva a infondere ottimismo e fiducia anche nei momenti più difficili. Dotata di una memoria formidabile, ha conservato lucidità fino all’ultimo. Dalla sua viva voce ho personalmente attinto molte memorie familiari che sarebbero andate perdute, trovandone poi conferma in documenti di archivio; in particolare quelle che hanno concorso a ricostruire la carriera e l’opera del papà Maresciallo Maggiore Luigi Martin; accanto al quale, come era suo desiderio, riposerà nella cappella di famiglia a Ustica.

Il nipote Franco Foresta Martin, 2 giugno 2012

 

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