Calcio: il “punto” con ricordi… di Agostino Caserta

asd_usticaVedere nelle foto l’atmosfera di rilassamento della squadra e il clima di cameratismo e amicizia sportiva con l’avversario di turno ( Isola ) fa molto piacere, ma ci permettiamo di anticipare che la gara con il Makella, ultima di campionato, potrebbe essere insidiosa per cui un pochino di lavoro in pubbliche relazioni magari da parte del Sindaco con il Sindaco di Camporeale e le loro rispettive presenze in campo per la partita potrebbe cambiare molte cose e garantirebbe la chiusura del Torneo in un clima amichevole . Sulla partita di Isola delle Femmine si può dire che e’ stata lo specchio del campionato e si può capire anche il comportamento dell’arbitro che magari avrà fatto qualche errore, ma gli errori gli arbitri li fanno anche nelle partite fra professionisti, gli errori arbitrali bisogna prenderli per quelli che sono e accettarli perché alla fine del campionato di solito si compensano e considerare gli errori arbitrali un’attenuante non e’ una prassi che paga ne’ in campo ne’ fuori.

Nell’ultima partita contro Ezio Roma calcio abbiamo segnato il gol a freddo a favore ma non ha fatto la differenza sperata, non si può vincere di sola cabala o di statistiche… In ogni modo per l’ASD Ustica questo e’ un campionato di assestamento e va un grosso plauso a tutti, specie a chi ha avuto l’idea e l’ha perseguita con sacrifici anche personali non badando ad ostacoli. Bravissimi ! Fino a 8 mesi fa, infatti, con l’esclusione di 3 o 4 veterani, nessuno dei ragazzi aveva mai giocato in campi di 60 X 100 metri ma soltanto in campetti di calcetto dove le differenze sono enormi. L’anno venturo la musica dovrebbe essere un po’ diversa, però si suggerisce a tutti, in questo fine campionato, di approfittare delle belle giornate per impegnarsi bene negli allenamenti e non allentare la presa altrimenti il processo di maturazione verrà ritardato se non addirittura interrotto o cancellato. Con la Parrocchia S. Giovanni Battista, che domenica scorsa ha pareggiato contro una ex “pretendente”, che sarà anche una squadra simpatica……non ci si può rilassare troppo e pensare che la partita e’ già vinta solo perché e’ il fanalino di coda; la partita non si gioca sulla carta ma sul campo. L’occasione della prima vittoria al “Mulino a Vento” e’ ghiotta ma…mai ” vendere la pelle dell’orso prima di averlo beccato”

Concludo con alcuni RICORDI DI ALTRI TEMPI …

Questi fatti e curiosità riportati sotto sono per i lettori di una certa età. Ricordi difficili da dimenticare, accaduti quando giocavamo nel campetto del Mulino a Vento, 100 mt. a sud di quello attuale, anni ’60-70.

– Tanino Palmisano (detto ‘U Spirdu) quando giocava suo figlio Pino ( detto Pinnazzuolo ) caricava su un furgoncino con piccolo rimorchio fatto solo per quattro persone + 1 dal paese sino al campo tutta la squadra comprese riserve, tifosi, familiari, amici, parenti, ecc., che somigliava alla torre di Babele.

– Durante la partita mentre la squadra dei “Rossi” era tutta proiettata in avanti, all’arrembaggio nell’area avversaria, alla ricerca del pareggio con il solo Enzo Basile ( detto ‘U panciu ) loro unico difensore, all’altezza del centro campo, improvvisamente, un disimpegno fa scattare il contropiede avversario. ‘U Panciu, improvvisamente , si ritrova da solo contro tre attaccanti avversari che scendevano verso la sua porta da tutti i lati. A questo punto è subentrato in lui lo spirito di “conservazione” e, inconsciamente “ricordandosi” di quando si giocava “ai compagni” al palchetto, ‘U Panciu comincia a gridare : ” Allarmi !! Allarmi !!

– Giovanni D’ Angelo ( detto ‘U zu’ Sciabica ), invece, grande attaccante purosangue, quando segnava un gol faceva alcune caratteristiche capriole ( a cazzicatummula ) mentre correva per il campo.

– Totuccio Caserta ( detto ‘U Verru ), arbitro, dopo una protesta un po’ troppo energica in campo dà uno schiaffo al figlio-giocatore Enzo davanti a mezzo paese.

– Pietro Bertucci ( fu Emanuele ) quando la sua squadra faceva azioni importanti o gol metteva in azione una vecchia campana ( ‘a campaniata ) e lo stesso faceva Franco Pecora con i ” Piattini ” del padre della vecchia banda musicale.

– Gasparino Catalano ( detto Lollo ), perenne farsesco, ed al quale piaceva moltissimo la birra “agghiacciata”, quando giocava suo figlio Nardo ( detto Corleone ) si recava al campo e all’impiedi con quella grossa voce faceva la “sua cronaca” dal vivo su cui, alla fine, lui ci rideva su’ più di tutti gli altri : “Attenzione, attenzione !! Azione in profondità… Del Vecchio passa a Del Giovane, tira di testa la testa parte e la palla resta, ‘u purtieri avanza e a musica di danza cari supra ‘a panza….”

Nuccio

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