Ricetta: Come si cucina la cernia bianca ad Ustica


 

Cernia biancaQuesta ricetta proviene dall’Isola di Ustica sicuramente una tra le isole più belle del sud Italia.

 

 

 

Ingredienti

-1 cernia bianca da 1 kg
-100 gr di olive verdi
-2 limoni
-1 cipolla
-1 carota
-1 gambo di sedano
-1 foglia di alloro
-un po’ di prezzemolo
-1 rametto di rosmarino
-un po’ di origano
-1 bicchiere di olio extravergine d’oliva
-pepe nero in grani

Iniziate lessando la cernia in acqua calda con la carota, cipolla, sedano, rosmarino, alloro, e alcuni rametti di prezzemolo, qualche grano di pepe e un po’ di sale. Appena cotta, scolatela e lasciatela raffreddare.

Pulite la cernia adesso. Togliete la testa, le lische e la pelle e tagliatela a filetti da mettere in un piatto da portata. A parte in una ciotola lavorate con la frusta l’olio, il succo di 1 limone, l’origano, aggiustando di sale e pepe. Cospargete la cernia con il rimanente prezzemolo tritato e conditela con il succo preparato. Decorate il piatto con le olive e fettine di limone e servite.

Fonte: Stretto Web

Pizza patate e cipolle e pane casareccio di Nonna Bartola

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PASTA CON LE SARDE & FINOCCHIETTO


[ id=13253 w=320 h=240 float=center] Pietro, I thought this would be interesting for all your American readers:

Our Italian Supreme Court Judge, Antonin Scalia, was just asked what his favorite Italian Pasta dish is?? His answer: A Sicilian Pasta dish, Pasta con Sarda with Fennel !! I think that is what I saw a picture of recently on Usticasape. Maybe it was from the kitchen of Julia’s Hotel ??

Marlene Marchese Manfre

 

PASTA CON LE SARDE & FINOCCHIETTO


[ id=13253 w=320 h=240 float=center]  La pasta con le sarde è un piatto antico, della tradizione siciliana e usticese.
La foto mostra la versione e la fantasia di nonna Giulia – ristorante Giulia – che unisce le uvette della sua dispensa a pomodori, pinoli, il profumato finocchietto delle campagne usticesi, pesce e bucatini… è un piatto da gustare

Aldos Rabbit and the Angel From America (the two “A”)


During my trip to Ustica last summer, I was told a story about the island’s rabbit problem. The problem was blamed on the “Chief” rabbit who, through “reunions” and “rabbit University”, taught all the rabbits to avoid traps.
I decided to write a story titled: Aldos Rabbit and the Angel from America”

Once upon a time, there was a very bad rabbit named Aldos who did not listen to his mother and ate the farmer’s crops. Aldos is the Chief of all the rabbits. He sends out scouts to look for danger. If one of the scouts is caught in a trap, Aldos immediately calls for a “reunion” of all rabbits. He tells the rabbits about the trap and they will never go near the trap again. One time, a farmer put a fence up around his garden. The rabbits could not get through the fence to eat the crops. Aldos called a “reunion”. He told the rabbits to jump over the fence. Soon all of the rabbits jumped over the fence and ate all of the crops. Aldos then started a Rabbit University to teach the rabbits how to eat crops without getting caught. The farmer prayed for help.
One day an angel was sent from New Orleans in America to help. He was a relative of the farmer.
The angel showed his relative how to outsmart and catch Aldos. He then taught the farmer how to cook rabbit sauce piquante. People in New Orleans cook the best rabbit sauce piquante in the world. Once the people of Ustica tasted the rabbit sauce piquante, they all wanted rabbits to eat. Everyone on Ustica began catching rabbits during the time it is legal. Soon all the rabbits were gone from Ustica. The people then had to import frozen rabbits from China to cook sauce piquante. The crops flourished and the people of Ustica erected a statue of the Angel from America, in the town square.

Everyone, except Aldos, lived happily ever after.
Angelo Palmisano (Washington USA)

———— Traduzione di Mariangela Militello

Durante il mio viaggio a Ustica l’estate scorsa, mi è stato presentato il problema dei conigli sull’isola.

Il problema è stato attribuito al “Capo” dei conigli che, attraverso “riunioni” e “Università del coniglio”, insegnava a tutti i conigli come evitare le trappole.
Ho deciso così di scrivere una storia intitolata: ” Coniglio Aldos e l’Angelo proveniente dall’America”.
C’era una volta un coniglio molto disubbidiente che non ascoltava le raccomandazioni della propria madre e mangiava le colture del contadino.

Aldo era il Capo di tutti i conigli. Egli decide di inviare conigli esploratori per ravvisare eventuali pericoli.

Se uno dei conigli veniva preso in trappola immediatamente Aldos convocava una riunione di tutti i conigli, allertandoli circa le trappole in modo che essi non vi si aggirino vicino nuovamente.
Un giorno un contadino mise una recinzione intorno al suo giardino ed i conigli non poterono andare oltre la recinzione e mangiare le colture.
Allora Aldos convocò subito una riunione dei conigli e disse loro di saltare la recinzione e presto tutti i conigli scavalcarono la recinzione e mangiarono tutto il raccolto.
Piu’ tardi Coniglio Aldos cominciò a presiedere l’Università dei Conigli, insegnando ai conigli come mangiare il raccolto senza essere presi. Il contadino chiese aiuto sulla Banda di Aldos Coniglio che mangiava le colture del contadino….
Un giorno un Angelo fu inviato in aiuto da New Orleans in America: egli era un parente del contadino.
Egli mostrò al suo parente come sconfiggere e catturare Aldo Coniglio, infine Egli insegnò al contadino come cucinare il coniglio in salsa piccante: la gente di New Orleans cucina il miglior coniglio in salsa piccante al mondo….Un giorno gli usticesi assaggiarono il coniglio in salsa piccante e tutti richiedevano conigli per poterli mangiare, così essi cominciarono a cacciarli nel periodo di caccia.
Presto di conigli non se ne trovarono piu’ a Ustica. A questo punto la popolazione dovette importare coniglio congelato dalla Cina per poter cucinare Coniglio in salsa piccante; le colture pomiciarono a ricrescere rigogliose e gli usticesi eressero nel centro della Piazza una statua che rappresentava l’Angelo dall’America.

“Coniglio Aldos in salsa piccante a base di riso.”

Tutti, eccetto Aldos Coniglio vissero felici e contenti per sempre…..

Angelo Palmisano (Washington USA)

Pasquetta: degustazione di alcune specialità tradizionali


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Da Palermo Simona

MM..IMMAGINO COME SONO BUONI…SEI GRANDE ZIA GIULIA…

13 Dicembre – Santa Lucia


Perché la “tradizione” della “cuccìa”

Si racconta che molti secoli fa in Sicilia, durante la dominazione spagnola, vi fu una lunga carestia e la gente moriva di fame. I fedeli allora si raccolsero in preghiera per chiedere grazia a Santa Lucia e proprio il 13 dicembre, giorno della Santa a Palermo (o Siracusa) giunse una nave carica di grano, che fu distribuito alla gente affamata. La fame era tanta che la gente, per non perdere ulteriore tempo da dedicare alla macina, per fare successivamente pane o pasta, bollì subito il grano e lo mangiò così com’era. Da allora, in Sicilia e ad Ustica tradizionalmente, attribuendo a Santa Lucia il miracolo, in segno di riconoscenza, il 13 dicembre non si mangia pane e pasta ma “cuccìa” prodotta con il grano bollito.

Che la Sicilia (Siracusa in particolare) durante la dominazione spagnola sia stata colpita da una grave carestia, è storia. Che in quei giorni sia giunta una nave carica di frumento e che la circostanza venga attribuita ad un miracolo, è possibile. Certo è che da quel momento a Santa Lucia, in Sicilia, è stata associata la devozione di mangiare “cuccìa” (chicco).

Considerato che ad Ustica  per Santa Lucia non si mangia né pane né pasta a loro posto subentrano, piacevolmente, oltre alla classica “cuccia” al vino cotto o con crema di cioccolato, anche le panelle, i cazzilli (supplì di patate) e le immancabili arancine di riso.

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Spaghetti al pomodoro cotti senz’acqua


Consigliata da Armando Lombardo, proprietario della Taverna del Coccodrillo, ristorante dove si mangia molto e bene ma dopo si piange per aver assunto troppe calorie.

Per preparare questa ricetta per quattro persone occorrono:

  • Pomodorini di Pachino (ciliegino): 350 grammi
  • Aglio: 3 – 4 spicchi
  • Spaghetti: 400 grammi
  • Basilico
  • Olio extra vergine di oliva: mezza tazzina di caffè

Si pulisce l’aglio e si spacca a metà; si tagliano a metà anche i pomodorini.
In una  padella con bordi alti si lascia aromatizzare l’olio con l’aglio, avendo cura di non far dorare l’aglio. Si toglie dal fuoco la padella e si  aggiungono i pomodorini con il taglio rivolto verso il basso. Si  rimette la padella sul fuoco e si  lascia cuocere a fuoco lento  sino a quando il pomodoro non comincia ad appassirsi. Si schiaccia completamente il pomodoro con la punta di un cucchiaio di legno e a quando è visibilmente cotto si  aggiungono un po’ di sale e mezzo bicchiere di acqua.
Si comincia ora a  “sfogliare” gli spaghetti nella padella avendo cura di dividerli con la punta del cucchiaio e muovendoli in continuazione in modo che il sugo insaporisca gli spaghetti,  per circa 12 minuti. Di tanto in tanto si può aggiungere un po’ di acqua, preferibilmente calda, per bilanciare quella evaporata.

Dopo aver amalgamato gli spaghetti con il sugo il piatto è pronto.

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13 Dicembre – Santa Lucia

If you clik American Flag you can have fully English translation

Domenica prossima, 13 Dicembre, è Santa Lucia
… in tempo per preparare la cuccìa

Un pizzico di storia

Attorno l’anno 283 d.c., in coincidenza con il regno dell’imperatore romano Diocleziano, (culmine della persecuzione cristiana), Lucio, un benestante padre Siracusano (l’allora capitale della Sicilia) aveva una figlia adolescente. Disdegnando il matrimonio, il sesso e i beni materiali, Lucia portava cibo ai ribelli che si nascondevano nelle catacombe. Un corteggiatore indispettito la denunciò e la giovane vergine fu condannata a morte. Dopo il suo martirio (avvenuto il 13 dicembre 304 d.C.) anche a cause delle tradizioni che associavano il suo nome alla luce, Lucia divenne la patrona di Siracusa , e la protettrice della vista e raccolti.

Perché la “tradizione” della “cuccìa”

Santa Lucia

Si racconta che molti secoli fa in Sicilia, durante la dominazione spagnola, vi fu una lunga carestia e la gente  moriva di fame. I fedeli  allora si raccolsero in preghiera per chiedere grazia a Santa Lucia e proprio il 13 dicembre, giorno della Santa a Palermo (o Siracusa) giunse una nave carica di grano, che fu distribuito alla gente affamata. La fame era tanta che la gente, per non perdere ulteriore tempo da dedicare alla macina, per fare successivamente  pane o pasta, bollì subito il grano e lo mangiò così com’era.  Da allora, in Sicilia e ad Ustica tradizionalmente, attribuendo a Santa Lucia il miracolo, in segno di riconoscenza, il 13 dicembre non si mangia pane e pasta ma “cuccìa” prodotta con il grano bollito.
Che la Sicilia (Siracusa in particolare) durante la dominazione spagnola sia stata colpita da una grave carestia, è storia. Che in quei giorni sia giunta una nave carica di frumento e che la circostanza venga attribuita ad un miracolo, è possibile. Certo è che da quel momento a Santa Lucia, in Sicilia,  è stata associata la devozione di mangiare “cuccìa” (chicco)

Pina NavaLa cuccìa di nonna Pina
Ingredienti:
500 gr di grano (preferibilmente tenero),
800 gr. di ricotta di pecora,
400 gr. di zucchero,
100 gr. di cioccolato fondente,
100 gr. di zucca candita,
cannella q.b.,
un pizzico di sale
ciliegie candite o altro, a piacere.

Preparazione

cuccia-con-cacaoMettete 3 giorni prima il grano a bagno in acqua, cambiando l’acqua  ogni giorno. Fate cuocere il grano a fuoco lento, con nuova acqua (sovrastandolo due dita) e poco sale per circa tre ore e aggiungete la scorza di mezza arancia. mescolando di tanto in tanto. cuccia-di-ricotta La sera prima aggiungete lo zucchero alla ricotta e ponetela in frigorifero. Prendete la ricotta zuccherata e passatela, poco per volta, attraverso un setaccio possibilmente a maglia fine. Condite il tutto  con il cioccolato fondente, cuccia-ricotta-conditala cannella, la zucca candita. Appena il grano è cotto, scolatelo e mettetelo da parte aspettando che raffreddi. Aggiungete il grano alla crema di ricotta e dopo aver amalgamato bene il tutto, versate in una pirofila. Decorate la superficie a vostro piacimento e mettete in frigo per qualche ora.

E ora… Buon appetito!

VARIANTI!

  • “Cuccìa” con budino al cacao
  • “Cuccìa” con crema di cioccolato
  • “Cuccìa” (all’antica) con solo vino cotto

Oggi, a gentile richiesta, i “GIGI” di Nonna Pina di Ustica

Pina Nava1/2 Kg farina

6 uova

1 guscio di olio di oliva

Mescolare a lungo (la nonna dice sino a quando l’impasto non fa le “papole”) la farina, le uova e il guscio di olio di oliva.

Quando l’impasto è bene amalgamato lasciarlo riposare per almeno un’ora.

Prendere dei pezzetti d’impasto e formare dei listelli dello spessore, più o meno, di una sigaretta. Tagliare questi listelli ad una lunghezza compresa tra un centimetro e un centimetro e mezzo e tenerli separati. Appena pronti friggerli a fuoco lento, poco alla volta, in abbondante olio di semi in una padella o tegame dalla bordura alta, sino a quando non prenderanno il colore – castano chiaro.

Prendere ora un po’ meno di un quarto di litro di vinocotto, metterlo in un tegame , aggiungere 4 cucchiai di zucchero e, a fuoco lento, mescolare per 15/20 minuti sino a quando il vino cotto non diventa caramellato. Ora puoi aggiungere la buccia di un limone (non trattato) grattugiato e i “gigi” fritti. Amalgamare bene il tutto. Prima di toglierli dal fuoco, aggiungere una bustina di vaniglia e una spolverata di cannella e dare l’ultima amalgamata. Mettere il tutto in un piatto piano (o vassoio) umido e modellare i “gigi” a piacimento con due mezzi limoni.

P.S. In mancanza di vino cotto si può usare il miele, senza l’aggiunta di zucchero, nella stessa quantità. Una variante potrebbe essere l’aggiunta di mandorle tostate, come da foto.

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Pizza patate e cipolle e pane casareccio di Nonna Bartola

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Timballo di Melanzane (di nonna Bartola)

Per 4 persone

4 melanzane grosse

150 g. prosciutto cotto

250 g,. di mozzarella

100 g. di parmigiano

basilico

2 uova

Per il sugo

1 cipolla tritata

2 spicchi di aglio

basilico

1 bottiglia di passata di pomodoro

Mettere a soffriggere aglio e cipolla. Appena indorati aggiungere la passata di pomodoro e lasciare cuocere per circa mezzora.

Affettare le melanzane (non sottili) senza togliere la buccia. Mettere a scolare con un po di sale grosso per circa 20 minuti e dopo averle asciugate friggere con abbondante olio caldo.

COME PREPARARE IL TIMBALLO

Prendere una pirofila (teglia) e intervallare uno strato di sugo, mozzarella,

prosciutto e parmigiano con le melanzane ( da 3 a 5 strati).

Coprire tutto con sugo e parmigiano.

Lasciare cuocere al forno per circa ¼ d’ora a 180°.

Nel frattempo battere due uova, uscire la pirofila (teglia) dal forno cospargere sopra le uova battute.

Rimettere al forno ancora per 15 minuti.

Buon appetito

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Baked egg-plant in tomato sauce and two cheeses

For 4 Persons

4 Large Eggplants (Solid, and with no bruised skin)

8 Ounces cooked prosciutto

6 Ounces mozzarella cheese

1/4 cup grated parmigiano cheese

Fresh basil

2 Eggs

For the sauce:

l medium diced onion

2 cloves chopped garlic

Fresh basil

l large jar or can of crushed tomatoes

2 teaspoons olive oil, extra virgin

Heat the olive oil in a pan then add the onion and garlic.

When they have begun to turn slightly golden,

add the tomatoes and and let simmer for about half hour on low fire.

Slice the eggplants (not too thin) leaving the peel on.

Let soak in enough salted water to cover for about 20 minutes.

Remove from water and dry well, and fry in hot olive oil until golden brown.

To prepare the baking dish

Take an ovenproof baking dish and spread a layer of tomato sauce, then the mozzarello, prosciutto and parmigiano, and a layer of the eggplant. Do this for about three to five layers, finishing with the tomato sauce and cheese on top.  Place in 350 degree preheated oven for about fifteen to twenty minutes untal all ingredients are well blended and almost cooked. In the meantime, beat the two eggs, and when eggplant is is slightly undercooked, remove from oven and top with the beaten eggs.  Return the baking dish to the oven for about another 15 minutes.  Remove and let cool slightly before serving.

Mama mia!!!  Buon appetito.