Il Faro incatenato (12^ puntata)

faro di Punta Cavazzi

Andrea, sentiva montare dentro di sé una inquietudine mai provata prima.

Il mare sarà il tuo destino, la tua vita… il tuo destino, la tua vita… il tuo destino… destino… destino…” Quelle parole risuonavano dentro di lui come le note di una chitarra all’interno della cassa armonica.

Il suo volto, tuttavia, era rimasto impassibile, proteso verso zù Carmelo; ascoltava quelle parole asciutte risuonare senza fronzoli, precise e chiare.

“… Se come dici tu, la mia vita sarà il mare, comunque non sarà una nave ad aspettarmi. Tu parli chiaro e bene. Il fanalista è un guardiano, vero? Il guardiano di un faro. L’avevo sentito dire da uno che aveva un parente che faceva questo mestiere. Che parola strana mi sembrava. L’aveva detta una sola volta,dopo averci pensato un po’. Io non avevo capito, ma poi disse che era guardiano a Stilo, aru faru.

Mastro Tonino Patti era sul punto di perdere la sua proverbiale pazienza. A casa sua andava molto più per le spicce e si seccava molto quando non se lo filava nessuno, specie quando erano a tavola a discutere.

Zù Carmelo non lo stava calcolato per niente, né aveva risposto alla sua domanda, che risuonava forte nella mente come un martello su un incudine: “Minchia, ma stu fanalista cu è, chi fa?”; era lì lì per rivolgere nuovamente l’interrogativo, con gli occhi di fuori, questa volta, quando le parole del figlio lo avevano provvidenzialmente preceduto, lasciandogli impressa sul volto una maschera rubiconda, intrisa di collera, che non aveva più motivo di essere.

Si trovò a deglutire e a parlare con un filo di voce, per non strozzarsi e recuperare la calma: “Guardiano! Aaaah! Ora ho capito! Guardiano! Tutto qua? O Carmelo, assai ci voleva? Ti possino fare cu l’acitu, a tia! Minchia, guardiano! Non ci posso credere!”

Una fragorosa risata riempì la bocca e il cuore di mastro Tonino, tutto intento, ora, a sbellicarsi e a recuperare in un battibaleno il buon umore e la serenità.

Lo scoppio di ilarità fu tanto spontaneo quanto contagioso.

Tutti presero a ridere, non con la Continue reading “Il Faro incatenato (12^ puntata)”

Il Faro incatenato (11^ puntata)

faro di Punta Cavazzi

L’amministrazione centrale aveva bandito il concorso per fanalisti, dal quale sarebbe uscito anche il guardiano dei nuovi fari dell’isola.

Vi avrebbe partecipato anche Andrea, che aveva studiato quel giusto per acquisire il titolo richiesto dal bando.

La notizia fu portata a conoscenza del giovane da un lontano parente che lavorava in Marina un giorno che andò a far visita al padre per chiudere una vecchia faccenda di eredità, ormai definita; bisognava prendere gli ultimi accordi prima di andare a firmare l’atto.

Zù Carmelo Lembi non era proprio della famiglia, aveva sposato una cugina in seconda del padre, ma, per uno strano scherzo della genealogia risultava più anziano.

Frequentava spesso casa  Patti e aveva preso a ben volere il ragazzo da quando era piccolo.

Per vostro figlio potrebbe essere l’occasione di avere un lavoro e sistemarsi”, aveva detto mentre pranzavano sul grande tavolo di noce, dove prima era stata stesa la pasta preparata per l’occasione.

Fanalista? E chi mi sta a dire? Cu sunnu ‘sti fanalisti, accendono le luci delle strade? Di che fanali parliamo, o Carmelo?”

Mastro Tonino Patti era rimasto interdetto. L’espressione del suo volto rifletteva mille interrogativi e le sopracciglia erano diventate due archi tanto tesi che potevano spezzarsi da un momento all’altro.

Era una persona a modo, riflessiva, sapeva ascoltare tutti, a casa e fuori, ma con la stessa imperturbabilità con cui si porgeva agli altri, prendeva decisioni irrevocabili, senza alterarsi e non c’erano santi. Raramente tornava sui suoi passi, ma sapeva ammettere, in coscienza, quando era il momento di cambiare idea.

Non si era fato intimorire, zù Carmelo, da quella domanda perentoria. Conosceva bene il carattere del suo interlocutore. Senza rispondere, riprese con distacco e ribatté, col suo piglio quasi autoritario, tanto caro agli uomini del suo rango, abituati a ricevere e dare ordini, anche se per lui la carriera militare non era stata una ambizione da inseguire.

Forse non è il migliore lavoro del mondo, ma è pur sempre un lavoro. Conosco qualcuno che ci può aiutare, ma, naturalmente, tutto dipende da te, Andrea. La commissione non fa sconti a nessuno, ma ci sta gente che sa apprezzare bravi giovani educati. Tu ce la puoi fare. Devi impegnarti, però.

Andrea pure era rimasto perplesso, più di suo padre, e non solo per quella notizia che poteva cambiare il suo futuro, ma, forse, avvertiva il peso di sentirsi, suo malgrado, al centro di una discussione, che avrebbe evitato volentieri, anche se la posta in gioco sembrava interessante.

Anche lui, evidentemente, non faceva fatica a comunicare la propria perplessità: aveva accolto a bocca aperta quella novità, rimanendo irrigidito come uno stoccafisso lasciato a seccare al freddo del nord.

Carmelo, io non ho capito. Chi fa? ‘U fa-na-li-sta che cosa fa?” Mastro Tonino era tornato calmo, come al suo solito. Passato il momento di incertezza ora incalzava l’amico rimarcando ogni sillaba.

La madre invece taceva e rimase ad ascoltare. La prospettiva non le piaceva proprio. Aveva messo in conto che Andrea sarebbe rimasto nel paese, ma, forse, neanche lei ci credeva più di tanto.

Quel figlio, a cui era molto affezionata, rappresentava qualcosa di particolare, specialmente dopo la morte improvvisa di Ninni, l’ultimo nato, a cui tutta la famiglia voleva un bene pazzo, che era il fratello prediletto di Andrea

Non aveva torto. Lavorare stabilmente, senza dipendere dal caporale – che la mattina, se andava bene, ti pendeva con sé per farti lavorare come un forzato nelle terre dei signori, lucrando su una paga già misera -, era sempre più difficile. Quegli anni erano difficili.

Le tasse aumentavano in continuazione e non risparmiavano neanche il pane.

Mentre Zù Carmelo parlava, degli altri familiari non fiatava nessuno. Mangiavano tutti in un silenzio rotto solo dal rumore delle stoviglie, tenuto assieme dalla ferma concentrazione dei commensali.

“Purtroppo per te, e non solo per te, se le cose andranno per il giusto verso, dovrai partire, andare via, da qui, questo ve lo devo dire, ma, del resto, quanta gente sta andando via con il piroscafo per cercare fortuna in America? Lasciano quasi tutti una famiglia: mogli, figli, si spopolano interi paesi… Tu, Andrea, non andrai così lontano, ma, se vorrai, il mare sarà il tuo destino, la tua vita.”

Salvio Foglia

Continua…

Il Faro incatenato (10^ puntata)

faro di Punta Cavazzi

L’orizzonte appariva fasciato da una lieve coltre leggera, tenue quanto basta per lasciare intravedere emozioni di ogni tipo, impalpabile al tocco di ogni più remota sensazione.

L’imbarcazione andava incontro a una barriera di luci fragili e opache, inseguendo un confine che non era ancora netto e preciso. La sua scia, come flebile impronta timida e vana, accentuata qualche volta dagli affondi della prua, movimentava lo stato di quiete delle acque, quel giorno particolarmente percettibile.

Il mare sembrava ancora addormentato; solo qualche carezza, appena accennata da un filo d’aria in movimento, faceva rabbrividire l’immenso corpo inciso dal battello. La sua corsa apriva una ferita spumeggiante, subito rimarginata dalla calmeria onnipresente.

Tutte quelle anime vive, avvolte dalla fisicità dei corpi, erano ancora immerse non già in un’acqua che le circondava da ogni lato, piuttosto entro i limiti della propria esistenza, consegnate al nuovo giorno come un’offerta sacrificale per placare un tumulto interiore, ovvero per reclamare una dose di inseguita felicità…

Andrea non inseguiva un sogno, si Continue reading “Il Faro incatenato (10^ puntata)”

Il Faro incatenato (9^ puntata)

faro di Punta Cavazzi

Il nuovo giorno aveva guadagnato l’entrata. Andrea si ritrovava ora sull’imbarcazione, dopo essersi cullato nei suoi ricordi, aiutato in questo dalle timide onde che accarezzavano la chiglia.

Non era solo. Guardava fisso l’orizzonte e sentì gli occhi di qualcuno che lo stavano osservando.

Bastò un piccolo movimento del capo per incrociare subito lo sguardo di un ragazzo che stava poco lontano. Istintivamente abbassò gli occhi a terra, indugiando su alcune cime arrotolate, riposte ordinatamente per terra all’interno di un piccolo vano.

Li rialzò quasi subito, incontrando nuovamente due pupille dritte dritte che non mostravano alcun cedimento o imbarazzo, immobili su di lui, imperturbabili.

L’aria fresca della mattina regalava ancora qualche brivido, ma sentiva ancora più fastidioso quello sguardo indagatore.

Che hai da guardare?” L’altro non rispose, non fece alcun cenno; rimase praticamente indifferente, come se non esistesse.

Nel mentre, Andrea si rese conto di essere stato brusco, in fondo quel tale non sembrava minaccioso, semmai aveva qualcosa di strano, ma gli occhi, però, sempre fissi su di lui.

“Scusami, hai bisogno di qualcosa? Non volevo essere…” Stava per dire, scortese, ma non riuscì a finire la frase, perché era già arrivata la replica: “Niente. Io non ho niente da guardare, mi piacerebbe vedere e non so chi sei”.

“Ma se sono davanti a te! Che fai mi prendi…” Questa volta non finì la frase per la pronta risposta dell’altro. Stava infatti per dire in giro, ma la voce si soffocò in un rantolo. Tossì con forza, per espellere dalla gola, che sentiva ostruita da qualcosa che lo soffocava, anche la sensazione di imbarazzo che aveva inghiottito in un attimo, come quando si beve l’acqua d’un fiato e la bibita non prende esattamente la sua strada, fiaccando il respiro… Continue reading “Il Faro incatenato (9^ puntata)”

Il Faro incatenato (8^ puntata)

faro di Punta Cavazzi

Andrea era sul punto di crollare, la testa vacillava in presa ad un incessante torpore e gli occhi erano già semichiusi, ma come un miracolo inaspettato arrivò qualcosa di nuovo, che poi tanto nuovo non era per le vicende del mondo.

Il tempo non sarebbe tale senza un riferimento preciso, senza uno zero da cui partire per proiettarsi verso il ticchettio degli accadimenti sempre nuovi, spesso, paradossalmente, senza tempo. Ogni istante ha uno spazio da percorrere, altrimenti sarebbe ingabbiato in sé stesso, non esisterebbe.

Niente avrebbe senso, nulla potrebbe procedere verso un senso. Nessuna cosa, viva o inanimata che sia, potrebbe mutarsi, anche senza serbare l’apparenza che questo avvenga davvero. Potrebbe un fiore aprirsi e sbocciare? Riuscirebbe una montagna a perdere il suo contorno se non dovesse abbandonarsi al tempo? Senza tempo non c’è vita e ogni universo, umano e astrale, è rinchiuso nell’abisso del non è.

Lo zero stava ripartendo da un altro zero, che a sua volta era ripartito da un altro zero ancora, che a sua volta…

Il ragazzino spalancò gli occhioni, non senza un pesante sforzo intimo, guardò davanti a sè intontito e stanco.

Intorno a sé tanti paesi stavano dormendo ancora per terra, sul giaciglio dei loro remoti antenati e la notte aveva qualcosa di strano. Il buio non appariva più tale. L’intrigante velo nero della notte stava ora mutando aspetto: qualcuno stava aprendo lo spiraglio tanto cercato…

I suoi occhi, ora, non congiungevano con il Continue reading “Il Faro incatenato (8^ puntata)”

Nel Ricordo di Giovanni Favaloro

giovanni-favaloroRicordo con simpatia Giovanni Favaloro, quando nel 1968, la mia famiglia Di Cara e tutta la famiglia Salvo, cioè la famiglia di mia madre composta dai suoi fratelli Franco e Gaspare con le rispettive famiglie, abbiamo trascorso un’estate fantastica ad Ustica. Noi cugine tutte ragazze dai 16 anni ai 21, passammo la nostra estate tra mare, sole, feste, balli ai Faraglioni o alle Terrazze e serate sedute sul muretto della piazza ed abbiamo conosciuto tra i tanti ragazzi usticesi Giovanni Favaloro giovanni-favaloroche ci allietava le serate con la sua chitarra…Un ragazzo meraviglioso, educatissimo e gentile. Lavorava di giorno nel negozio di barbiere di suo padre….Pace all’anima sua e che il Signore l’abbia in gloria..

Rosa Maria Di Cara Salvo

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COMMENTO

Da Mariella Di Bartolo

Una persona perbene, gentile e affettuosa che fa parte della nostra gioventù e delle estati usticesi di tanti anni fa. Bellissimo ricordo.

New Orleans 15 May – 50° Wedding Anniversary LIZ & CHRIS BERTUCCI


50° Anniversario di Matrimonio

Riccardo Cannella e Nancy Stone a Venice – Los Angeles (CA)


Riccardo e Nancy1

Ricordi della recita pasquale di Giovanni Caminita da N.Y.


 

Auguri di una Santa Pasqua. Un caro saluto a tutti i componenti che si riconoscono in questa foto  dove io ho recitato la parte di Gesu’ in una rappresentazione Pasquale molto commovente anni 70/80. Ringrazio tutti i componenti della compagnia,Vito Ailara, il grande piccolo professore e Padre Carmelo nei cieli

 Ricordi di Giovanni Caminita

Memorial Gaetano Lo Nero – Il papà Giovanni: “Oggi Gaetano è con noi”


 

Memorial LocandinaSi è svolta ieri pomeriggio, Domenica 31 Agosto, in un clima di iniziale commozione,  nella splendida cornice con vista mare del piazzale dell’Hotel Diana, la premiazione  dei vincitori della  2^ edizione del trofeo “USTICA NEL BLU” –  Gara di Qualificazione Nazionale di immersione in Apnea in assetto costante aperta a tute le categorie di merito compresi gli esordienti  e, a seguire,  il Memorial “Gaetano Lo Nero”.

Il 2° Trofeo Ustica nel blu ha visto ai primi tre posti nella classifica assoluta  maschile Ceppi Luigino, del  Monsub Jesi, con – 64 m, – Galante Marco, dell’Acquatica PA,  con – 62 m e – Bavusotto Salvatore,del Dugongo Team,  con – 61 m

La  classifica femminile assoluta ha visto ai primi tre post Molinari Ilaria, della Tressi Divin Club, con – 77 m., – Duca Diana, del Monbub Jesi, con – 40 m. e-  Esposito Elena, del Ciuca Sub, con – 32 m.

Giudice Capo di Gara –  Manuela Mazza
Direttore di gara e direttore tecnico Nazionale di Apnea – Stefano Tovaglieri

L’evento, che ha caratterizzato la giornata, è stato il Memorial “Gaetano Lo Nero” organizzato proprio per ricordare la prematura scomparsa di Gaetano, giovane esemplare di grandi prospettive, sempre sereno e sorridente, con tanta voglia di vivere nonostante tutto…  che ha dedicato la Sua breve esistenza alla famiglia, alla cura del Suo Hotel e allo sport,  conducendo una vita sana e regolare.Hotel Diana

Il regolamento prevedeva l’assegnazione  del trofeo all’Associazione che avrebbe totalizzato il maggior punteggio  attraverso la partecipazione dei propri atleti. Il criterio era quello di premiare la società che avrebbe portato in  gara  il maggior numero di partecipanti, con il miglior risultato.

Si è aggiudicato la coppa, Trofeo Memorial “Gaetano Lo Nero“ Acquatica Palermo (la squadra di Gaetano) con 175 punti, doppiando quasi Monsub Jesi e Free Divind Team Bari ex  aequo con 90 punti e Tresse Diding Club con 61 punti.

Il Capitano della squadra vincitrice “Acquatica”,  dopo aver ringraziato per l’accoglienza e l’organizzazione, anche come compagno di corsia di Gaetano, ha detto: “l’apnea è uno sport individuale ma, in realtà, è la squadra che fa lo sport. Tutto ciò che succede in un anno, bello o brutto, coinvolge tutti. Si gioisce delle vittorie e si piange anche e, vi assicuro, noi abbiamo tanto pianto. Quest’anno siamo venuti ad Ustica e abbiamo partecipato numerosi, ad una disciplina che Lui amava tanto, per vincere questo trofeo e per ricordare sempre, nel miglior modo,  Gaetano. La coppa, per un periodo da definire, rimarrà all’Hotel Diana”.

È stata una scena molto emozionante e toccante quando Giovanni, papà di Gaetano, ha ricevuto la Coppa con la scritta “Trofeo HOTEL DIANA – Memorial Gaetano Lo Nero  Ustica 2014” e l’ha stratta al cuore e in lacrime,  con un filo di voce, ha detto: “Io non so nuotare … A Gaetano l’anno scorso, quando è sceso a 30 metri, ho detto: “Gaetano cosa provi? … Papà è bellissimo!… è bellissimo!… Oggi io sono qui perché Gaetano è con noi”

Giovanni ricordo di aver riportato quanto con la voce strozzata dal pianto, al termine della cerimonia funebre, rivolgendoti agli amici di Gaetano, hai detto:  “Ragazzi non lo dimenticate!”

L’emozionante e sentito abbraccio che ieri hai ricevuto da parte di tutti gli atleti e Amici è l’ulteriore dimostrazione,  se ancora ce ne fosse bisogno, che nessuno di loro, di noi ha dimenticato Gaetano e che Lui è vivo e ci sorride come era solito fare…

In conclusione possiamo dire che ieri, attraverso questo primo Memorial, la fiamma della memoria di Gaetano è stata accesa  e continuerà ad ardere a lungo.

Pietro Bertucci

(seguono prime 14 foto)

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Al Museo archeologico di Ustica per ricordare i 40 anni dell’inizio delle ricerche archeologiche nell’Isola


 

Museo Archeologico di Ustica museo archeologico di Ustica

 

Papà, oggi 24 Luglio, avresti compiuto 74 anni – Riposa in pace!

 

Salvatore PalmisanoPapà, oggi 24 Luglio, avresti  compiuto 74 anni

Da anni era Tua consuetudine festeggiare il Tuo compleanno in famiglia con figli, nipoti, generi, nuora, cognati, cognate,  suocera, fratelli e sorella.

Oggi ricorderemo questo giorno e piangeremo la Tua tragica dipartita.
Sarà una data piena di ricordi!
Hai lasciato un vuoto profondo, incolmabile non solo  in tutti noi ma anche in chi ti ha conosciuto ed ha apprezzato Tua generosità ed il Tuo profilo umano.
A nome di tutti i familiari voglio ringraziare quanti, in mille modi e forme,  si sono uniti al nostro dolore.
Le vostre sussurrate parole, i vostri cordogli, i vostri affettuosi abbracci, i vostri saluti, le vostre mille attenzioni  hanno gratificato il nostro animo.

Grazie cari usticesi, grazie cari amici, grazie a tutti quanti per esserci stati vicini in un momento così difficile e doloroso.

Ora così come diceva e piaceva a Lui “vogliamoci sempre bene e rispettiamoci…

Tuo figlio Giovanni

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COMMENTO

Da Ustica Costantino Tranchina 

Ciao Totò, Amico fraterno dal cuore grande e fecondo, disinteressato, dando a chi aveva bisogno tutto l’aiuto possibile. Sono certo che il buon Dio ti ha accolto tra i probi e i buoni, dandoti l’accoglienza riservata ai giusti. Continua a darci i tuoi consigli da dove ti trovi. Non potrò mai dimenticarti, grazie di tutto ciò che mi hai dato e insegnato. Un ricordo perenne Costantino

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da Massimo Pizzo e alba Giuffria

tanti auguri zio Toto riposa in pace un abbraccio grande alla famiglia

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Da Giovanna Ferrigno

Da Carpi Lorena Viperli

Ciao Totò ci manchi tantissimo riposa in pace sarai sempre nei nostri cuori

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hai lasciato un ricordo bellissimo in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti…….è con tanto affetto che ti portiamo nel cuore…..Lorena, mamma Lucia, Annalisa, Giulia, Laura, Marco

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Da Ustica Giovanni Tranchina (Spagnolu)

Buon compleanno Totò …”

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Da Juan Carlos Da Mendoza

Mi associo al dolore della famiglia intera. Noi lo abbiamo conosciuto come Totò e lo vogliamo ricordare per le sue semplici opere ma intrise di lavoro, sudore, passione e anche amore per tutta la sua famiglia. Un grande abbraccio per tutti

 

 

 

Ustica: Festa della Madonna dei Pescatori all’insegna dell’austerità…


festa Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatorifesta Madonna dei Pescatori^^^^^^^^^^^^

Da Sacramento in California Fred Lauricella

Un evento bellissimo!

 

Il significato di un “Arrivederci”


Davide Bombarda

Per me Ustica è uno dei due rifugi in cui andare per ricaricare le mie radici, l’altro è il mio paese natale.

Non avevo mai amato il mare così tanto dalla prima estate passata lì a pochi mesi dal mio incidente e per cui io ancora “zoppo” ho compreso il significato di via Calvario.

Ormai la stagione di tornare è vicina e anche se lontano “la notizia di questi giorni” mi ha scosso.

Parlo poco, io che questo spazio l’ho creato per dar voce a Pietro e all’isola di cui io sono figlio adottivo.

Ma eventi così risuonano forte nelle mie corde e non posso star zitto.

Perché se ad ogni evento di DOLORE ci sono i “picchi” di partecipazione sul sito allora è lì che serve un messaggio, perciò mi scuserà chi vede invaso questo spazio.

C’è un perché e, per fortuna o purtroppo, non ci è dato subito conoscerlo.

Le motivazioni del “perché” di un avvenimento spesso sono nascoste.

E’ il significato che vogliamo e scegliamo di dare a  questo evento che lo renderà “utile” o no.

La domanda che ognuno deve Continue reading “Il significato di un “Arrivederci””

Caro Giovanni, porteremo sempre nel cuore il Suo nome…


mario OddoCaro Giovanni,

avrei voluto telefonarti ma l’inevitabile impatto emotivo che ne sarebbe sicuramente derivato avrebbe molto probabilmente interrotto la nostra conversazione e allora in nome della nostra antica e cordiale amicizia affido a queste poche, semplici e sentite parole         il compito di esternarti quanto profondo sia stato il mio dispiacere nell’apprendere la terribile notizia. Nel dolore Tuo, di Franca, di Alessia e Familiari vi sia di grandissimo conforto che la Comunità usticese, e lo avete toccato con mano, ma anche quanti come me sono legati ad Ustica ma ne vivono lontano, indistintamente, giovani e meno giovani, vicini e lontani anagraficamente, tutti abbiamo sentito e continueremo a sentire Gaetano come “NOSTRO”; tutti porteremo per sempre nel cuore il Suo nome, nella mente il Suo ricordo. Vi abbraccio.

Mario Oddo
(lettera all’Amico Giovanni Lo Nero)

 

Ustica: Santa Messa di Pasqua 2014


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COMMENTO

Da New Orleans Patricia Schonberg

Dear Pietro,

Thank you for sharing these pictures with us. I enjoyed them very much.
We were with Gloria Woods yesterday. We barbecued for 28 people.
Gloria is our son’s mother-in-law.
All are doing well here.
Thank you again.

Patricia

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Da Palermo Padre Alessandro Manzone

Caro Pietro,

grazie del tuo servizio che ci permette di seguire e condividere in comunione gli eventi alti della nostra fede cristiana. Auguri per Te, la tua Famiglia e tutti gli abitanti della bellissima ISOLA.

 

P.Alessandro Manzone -palermo

 

Processione di Pasqua per le vie di Ustica


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COMMENTO

Da Torino Michele Manzitti

Augurissimi per una serena Pasqua 2014.

Complimenti Pietro.
Tutto il report fotografico è una eccellenza e ci fa vivere per noi che siamo lontani come se fossimo in loco.
Un salutissimo a tutta la comunità Usticese, ai Componenti del consiglio Comunale, alle autorità tutte, anche ai componenti degli equipaggi marittimi.

Michele Corrado Manzitti;
Maria Felicia Furino

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Da San Diego in California Marlene Robershaw Manfrè

Christ is Risen !!!! good to see all of Ustica celebrating the Risen Savior !!! I see Pina, all of Ustica and the Mayor !!
Thank you for all the pictures.

Cristo è risorto!!! bello vedere tutti ad Ustica festeggiare il Salvatore Risorto!!! Vedo Pina, tutti di Ustica e il sindaco!!
Grazie per tutte le immagini.

 

 

Ustica: L’incontro di Pasqua – 3


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Dalla California Rosanne Giorgio

Buona Pasqua ad Ustica! Che celebrazione bellissima! Pietro, grazie di aver messo le foto per il nostro piacere. Buona Pasqua anche’ a te ed i tuoi!”

Ustica: L’incontro di Pasqua – 2


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Ustica: Celebrazione Veglia Pasquale 2014 – 1


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