Primo invito per votare in Italia


[ id=14836 w=320 h=240 float=left] First invitation to come and vote in Sicily, sent to new citizens of Italy from Palermo Mayor:Marlene Marchese Robershaw, Tom Robershaw , Laurie Marchese Stevenson, and daughters.
We will get to vote in the National election without going to Italy.

———— traduzione

Primo invito a venire a votare in Sicilia, è stato inviato ai nuovi cittadini d’Italia dal Sindaco di Palermo: Marlene Marchese Robershaw, Tom Robershaw, Laurie Marchese Stevenson, e le figlie.
Voteremo per le elezioni Nazionali senza andare in Italia.

 

Tanto innamorata di Ustica da farsi tatuare il simbolo sul braccio


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COMMENTO

Da Palermo Eli

🙂 Eh già lo sono davvero….già ho biglietti pronti e pensione prenotata per tornare a fine ottobre a respirare Ustica…la mia pace ed a trovare dei cari Amici……Non vedo l’ora…..il tatoo è un capolavoro è durato 3 ore l’intervento……….

 

Calcetto: allenamento e partitella


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COMMENTO

Da Ustica Giovanni Martucci

Non c’é cosa più bella e salutare di praticare una qualunque disciplina sportiva,specialmente se questa viene fatta all’aria aperta.Ogni ragazzo o giovane dovrebbe avvicinarsi allo sport e scegliere la pratica della disciplina sportiva verso la quale si sente maggiormente predisposto. Lo sport aiuta a crescere in tutti i sensi: dal punto di vista fisico, agendo positivamente sull’accrescimento del corpo, quindi sulle ossa e sui muscoli; dal punto di vista psichico, sviluppando e migliorando l’intelligenza, la prontezza di riflessi, il carattere e, soprattutto, cosa molto importante, un più forte autocontrollo ; dal punto di vista fisiologigo, potenziando e tonificando gli organi più importanti del nostro corpo quali il cuore e la rispettiva circolazione del sangue, i polmoni e la respirazione ecc. e non ultimo, anzi la qualità più importante, dal punto di vista etico, migliorando il comportamento morale nel rapporto con i propri simili. Forte della lunga esperienza acquisita in tanti anni, praticando sport tra i giovani di diversa età , da insegnante e soprattutto da educatore mi sento il dovere di trasmettere il suddetto messaggio ai nostri giovani affinché possano formare una società migliore. G. nni Martucci

Kristian Taranto il primo giorno di scuola.


[ id=10188 w=320 h=240 float=left] Volevo fare un regalo a mio figlio Kristian pubblicando la sua foto in occasione del primo giorno di scuola.

Io mi chiamo Katarzyna Wiatrowska e sono fiera di avere un figlio stupendo e forte che dal 2007 sta lottando per la vita, contro una brutta malattia.

La ringrazio se vorrà dare a me, e ai parenti il piacere di veder pubblicata su usticasape la foto di Kristian, mentre si prepara per andare a scuola

Katarzyna Wiatrowska

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COMMENTO:

Da Ustica Gabriella Bertacci

Ciao Cristian , il tuo sguardo è di una dolcezza disarmante .
Non ho parole , ti mando un abbraccio Coccoloso !!!!!!

Gabriella Bertacci

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Dalla Germania Giovanni Picone

Ciao Kristian,nella tua faccia si vede la forza di combattere …
Un grande abbraccio dalla Germania Giovanni e Fam.

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Da Palermo Giovanni Martucci

Anch’io non posso non condividere gli atti di solidarietà e di sostegno morale che, tanto graziosamente, sono stati inviati da alcuni amici alla mamma Katarzyna ed al piccolo Kristian Taranto al quale desidero inviare un grande ” in bocca al lupo ” e che il buon Dio misericordioso possa vegliare sulla sua salute e accompagnarlo e sostenerlo per un lungo e felice percorso, sia negli studi che nella vita.

G. nni Martucci

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Da Milano Giacomo Caserta

ciao kristian ti ho conosciuto alla partenza dell’aliscafo palermo ustica e ti ho fatto una foto,eri bello ,paffutello e con un sorriso meraviglioso,oggi ti vedo bello,paffutello ,sorriso meraviglioso e con una faccia felice,si felice di esserci e di stare con i tuoi amici di scuola….ciao e in bocca al lupo piccolo grande uomo

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Da Cosenza Salvio Foglia

ciao, Kristian, una vita nuova si apre per te. è quella che di darà una grande vittoria…

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Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

Mother Katarzyna; I know how happy you must be to see your son strong now for school. I know you must thank God for Kristian’s healing !! I know what you both suffer when child is sick.

Jesus loves our children even more than we do. I have 6 children and 11 grandchildren. Recently one was in the hospital, my life stopped until she got well. Praise God who hears our prayers !!

May Kristian continue to grow strong.

God bless you both, love in Christ, Marlene Marchese Robershaw (Manfre)

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Da Ustica Luigi Palmicano

Forza Kristian!
L’università ti aspetta!

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Da Palermo Mario Oddo

Signora, pregherò anch’io “insieme” a Lidia e presumo a tantissime altre persone affinchè Kristian prima possibile possa vivere serenamente la sua vita senza per questo dover lottare.

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Da Montecosaro (MC) Mariangela Militello

Buongiorno, Sigra Katarzyna, anche se non ci conosciamo personalmente ci tenevo dirLe quanto è significativo ciò che rappresenta questa fotografia per tutti quelli che occupano il loro tempo in cose futili, a puntare tutte le energie sulla propria gloria o sul proprio successo, calpestando i sentimenti e la vita altrui ( a volte ci casco pure io).

A Dio chiedo per noi di perdonare le nostre debolezze e il nostro egoismo; per Lei, la sua famiglia e questo bellissimo bambino chiedo (sicuramente mi ascolterà) di mantenere questa forza e questo meraviglioso sorriso che un giorno vedremo disegnato sul volto dell’uomo che diverrà.

Un affettuoso saluto.

Mariangela Militello

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Da Ustica Angela D’Angelo

Bravo “piccolo”. Bellissima notizia , grazie alla mamma.

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Da Napoli Lidia Ferrario

Buongiorno Sig. Katarzyna, noi non ci conosciamo ma ugualmente volevo farle i complimenti perchè ha un figlio bellissimo con un sorriso straordinario. Sono anch’io una mamma e capisco il suo stato d’animo ma si ricordi che Dio ama i bambini incondizionatamente e sono sicura che l’aiuterà affinchè lei un giorno possa pubblicare su Ustica Sape la foto dell’uomo che diventerà ed io pregherò per questo.

Un grande abbraccio

Lidia Ferrario

 

 

“Prigioniero” tra Cina e Senegal – sfondo AMP Ustica


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Storiella da Salina: – Una Micia e sei micini…


Durante un breve ma intenso soggiorno a Santa Marina Salina, l’Isola VERDE delle EOLIE, ho vissuto in diretta quella che potraà sembrare un favola mentre si tratta di fatti realmente accaduti. Ai lettori di Ustica-sape e a tutti coloro che amano gli animali appuntamento a…pressto!

Angelo Longo

 

Un Incontro Speciale


Oggi USTICASAPE mi ha regalato un “INCONTRO” che non può non definirsi SPECIALE. Accompagnati dalla simpatica ed efficientissima Graziella Alessandri, titolare del B.&.B la CERNIA BRUNA, ho avuto un simpaticissimo gruppo di ospiti, ad Ustica per una breve vacanza.

Un tempo impropriamente sarebbero stati chiamati sordomuti, mentre di fatto parlano “senza freni” e con gli occhi raccontano più di quanto non dicano con le parole, esprimendo simpatia da tutti i pori. Ho chiesto Loro di prendere contatto con mio nipote Massimo, per aiutarlo a inserirsi nella realtà di Palermo, perché possa dimenticare la sua città di Milano, alla quale Egli e’ strettamente legato. Ho trovato in loro simpatia e grande disponibilità, naturale in chi ha meno eppur riesce a dare sempre di più. L’occasione e’ stata propizia per offrire loro una granita super ecologica fatta con i limoni assolutamente biologici del mio giardino, “IL GIARDINO DEI LIMONI” appunto.

Preso dall’entusiasmo non ho saputo trattenermi dall’annunciare il mio intendimento di poter realizzare un sogno che coltivo da tanti anni:

realizzare una casa vacanze per quanti tra di loro, non hanno la possibilità di consentirsi una vacanza ad Ustica.

Il loro applauso spontaneo e “SCROSCIANTE” di sfarfallio delle dita a braccia alzate ha apprezzato e incoraggiato l’iniziativa. Uno spettacolo affascinante che anni fa’ avevo visto a Palermo ad un convegno per audio-lesi diretto dall’audiologo dottor Aldo Messina, presenti circa 500 partecipanti.

Essendomi stato concesso, almeno in partenza, “qualcosa” in più di Loro dalla vita, credo mio dovere, essendone nella possibilità di fare qualcosa per loro…

Anche se so che quando ascolto MUSICA MERAVIGLIOSA presente qualcuno che non può goderne,vengo assalito da una malinconia strugge

PURTROPPO, MI E’ CAPITATO TANTE VOLTE!

Angelo Longo

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Da Ustica Grazia Alessandri

E’ stato un piacere poter organizzare questo incontro che mi ha arricchito culturalmente e moralmente.L’idea del Prof.Longo mi ha entusiasmato e sarei orgogliosa di poter contribuire alla realizzazione di un simile progetto,ritengo sia importante poter dare a tutti la possibilità di conoscere e visitare la nostra meravigliosa Isola.

AMP: Cartelli simbolo di degrado…


[ id=8316 w=320 h=240 float=left] Questo cartello dovrebbe indicare:

Siete in un’Area Marina Protetta” …

Vedendo questo tipo di degrado che messaggio abbiamo dato alle scolaresche in visita di istruzione ad Ustica e continueremo a dare ai turisti in genere? Come potranno informarsi dei “vincoli” che sono tenuti a rispettare?

Vox Populi è manifesta: Ustica non merita simili “distratti” gestori.

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COMMENTI:

Dalla California Agostino Caserta

Sono d’accordo con il Sig. Daricelli : ” lamentati pi stari beni “. Negli Usa i servizi funzionano abbastanza bene perché i cittadini ” si lamentano”, nessuno ha paura, si fanno sentire, eccome !! lo facevano già 100 anni fa quando erano poveri ed era una nazione in formazione, e’ questione di mentalità. Lamentarsi nel blog va molto bene, e’ il primo passo, bisogna fare anche un passo più avanti: protestare per iscritto agli Enti responsabili di questa insegna in arrugginita e illeggibile, dei reperti archeologici,Torri, Fortini in cattivo stato ecc…ecc…

Ricordiamoci che questi Enti sono finanziati dai “nostri” soldi pubblici dei cittadini come me e te che pagano le tasse e, da buoni siciliani, non dovremmo farci prendere per i fondelli da nessuno….

 

 

 

Da Palermo Mario Oddo

Marco, la mia carta d’identità mi autorizza a darti del “tu” ed a proposito della parte conclusiva del tuo commento, non senza prima farti pervenire il mio plauso per i tuoi interventi che apprezzo nella forma e nei contenuti, mi hai involontariamente fornito il seguente spunto: da oriundo usticese ho salutato con entusiasmo la nascita e seguo con piacere la crescita del “nostro” Sito; ma sono sincero, ne ho parlato tempo fa con Pietro e pochissimi altri, mi sarei aspettato da buona parte degli usticesi che sfruttassero questo spazio mediatico per fare sentire la loro voce, viva non “grossa” in relazione alle varie problematiche che riguardano l’Isola; se si eccettuano i pochi “soliti noti” da altri non un cenno di dialogo, di confronto, di partecipazione su temi che riguardano la collettività usticese; in alcuni casi, vedi gestore dell’AMP da te più volte chiamato in causa ma potrei citartene anche da parte mia, silenzi quando la risposta se non un dovere quantomeno sarebbe forma di cortesia.

Resto sempre dell’idea che specie se adoperata costruttivamente, contrariamente a quanto recita un antico detto popolare, la meglio “palora” è quella che si dice. Concludo alla tua stessa maniera: coraggio !!!

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Da Palermo Marco Daricello

Ecco, caro Pietro! Ciò che ho detto in altri commenti va ripetuto ancora una volta: come è stata gestita l’AMP? Che fine hanno fatto i soldi delle continue tasse che sono state imposte? Non hanno cambiato neppure i cartelli!!! INCREDIBILE!

Credo proprio che il gestore dovrebbe rendere pubblici i conti (cosa che tra l’altro sarebbe obbligatoria) e spiegare perchè sono state privilegiate scelte a dir poco inutili a fronte di esigenze prioritarie…

Mi piacerebbe che anche gli amici usticesi commentassero questi post, non succede nulla, fatevi coraggio!

 

Ricerca foto originale


Allegata è una fotocopia della foto originale.

Giovanni Palmisano, detto il Talebano, è in cerca della foto originale (o negativo) per inserirla al “centro” delle foto che arredano le pareti del locale dove è posizionato il frantoio.

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I tre “Moschettieri” in giro per Ustica


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Ustica, il quinto racconto di “ANTI” – di Hann


[ id=2565 w=320 h=240 float=left] Erano anni ed anni che i nostri cugini siciliani ci invitavano ad andare a visitare la loro terra.
Tante volte avevamo promesso che le nostre vacanze isolane sarebbero state prossime e per altrettante volte non era stato vero.
Stavolta però rischiavamo di combinare guai pesanti.
Avete provato voi a fare una promessa ad un siciliano e poi non mantenerla?
Oltre ad essere un grande sgarbo si corrono dei rischi indifferenti.
Mio cugino Alberto, con le nostre mogli, non potevamo o meglio non volevamo più rifiutare.
Peraltro una bella vacanza in Sicilia, ospitati e riveriti dai nostri cugini, Costantino e Giovanna, era il meglio che si potesse desiderare.
Avevano rincarato la dose di gradevolezza alla vostra vacanza proponendoci anche qualche giorno a Ustica,(da ustum = bruciato n.d.r.) dove Roberto e tutta la sua numerosa famiglia avrebbe fatto meraviglie per averci loro ospiti. L’ospitalità dei siciliani è proverbiale, ed è talmente sincera e sentita che è perfino commovente.
Prima della partenza ne parlavamo con tanto entusiasmo che l’amico Daniele e Nadine, sua moglie, chiesero di poter partire assieme a noi. Naturalmente dicemmo di si con sincerità e con piacere.
Partimmo dall’aeroporto di Bologna contenti come bambini in fuga dalla scuola per una bella gita scolastica.
A Palermo, dotati di un pulmino (alla fine eravamo in otto), ci aspettavano Costantino e Giovanna, anche loro con gli occhi che brillavano di contentezza.
Trascorremmo i primi due giorni a Palermo e dintorni. Visitammo i posti più significativi. Daniele era contento perché sapeva che l’isola davanti alla città si chiama l’Isola delle Femmine. Per questo si dava anche un po’ di arie e per via delle femmine si sentiva un po’ più birichino.
Trascorremmo i due giorni successivi a San Vito lo Capo, una gran bella località turistica fra Palermo e Trapani.
Costantino e Giovanna sempre perfetti. Ci avevamo messo a disposizione la loro bella villa sul mare, tanto grande e bella quanto confortevole.
Non mancammo di visitare Erice, che assomiglia a San Marino, e conosciuta per il Centro di Ricerche Nucleari diretto dal famoso professor Zichichi. Visitammo anche le altrettanto famose saline di Trapani.
Il quinto giorno Il traghetto ci porto tutti e otto a Ustica.
Ustica è bellissima, non l’ho scoperta io. L’isola si trova nel Mar Tirreno a circa 70 km a nord-ovest di Palermo e purtroppo è conosciuta per un tragico evento, ovvero l’abbattimento di un aereo di linea stracolmo di civili innocenti, in tempo di pace, da parte diciamo di “non sappiamo chi”.
In effetti l’abbattimento dell’aereo avvenne in un tratto di mare ben più vicino a Ponza , ma i soccorsi , partiti da Ustica, hanno dato questa connotazione sbagliata.
Gli usticesi vivono ancora con animo contrastato l’evento tragico. L’isola è diventata famosa, si è vero, ma pur sempre per un evento negativo.
A conti fatti però, vorrebbero scrollarsi di dosso il tragico ricordo e rimanere solamente un’isola meno nota ma felice.
L’ospitalità di Roberto e di tutta la sua bella e numerosa famiglia fu straordinaria, senza pari. Ci davano di tutto e di più. Anticipavano ogni nostro desiderio. Quasi ci soffocavano come fa una madre apprensiva col proprio bambino al primo giorno di scuola.
Per noi avevano affittato due villette stupende dalle quali si dominava il paesino che scendeva al mare, il porticciolo pieno di barchette, ed il mare color cobalto.
E’ ovvio pensare ad Ustica come ad una località marinara con un’attività lavorativa che si dedica completamente alla pesca, ma così non è.
Non appena si sale e si abbandona il porticciolo si incontra una distesa di campi tanto ben coltivati da fare invidia a quelli della bassa pianura padana.
Infatti i battelli da pesca di una certa consistenza erano solamente tre, due dei quali del nostro amico Roberto che, assieme ai tre figli maschi e a marinai dipendenti, aveva avviato una prospera attività.
Le due imbarcazioni erano le famose “spadare”, barche dedicate alla pasca dei pesci spada di cui il mare era ricco.
Una sera Roberto ci propose di imbarcarci e di far parte dell’equipaggio per la battuta di pesca. Che gran regalo ci fece. Io, Alberto e Daniele accettammo senza indugi, Costantino preferì rimanere a terra. Capimmo dopo che si sacrificò per non lasciare sole le nostre mogli. La mattina successiva le avrebbe accompagnate in qualche località gradevole.
Salpammo a mezzanotte. Noi ospiti salimmo a bordo in tutta fretta evitando di farci vedere. Le barche da pesca sono strumenti di lavoro e per legge devono imbarcare solo gli addetti, ma Roberto era disposto a correre qualche rischio.
Dopo circa un’ora di navigazione arrivammo nella zona di pesca. Calammo in mare qualche chilometro di rete dalle maglie larghissime. Le reti ogni tanto erano segnalate da segnali luminosi funzionanti a batteria, onde evitare che qualche nave o imbarcazione vi ci si infilasse dentro e, circa alle due tutti a letto. Ora avrebbero lavorato le reti.
Albeggiava quando Roberto ci svegliò con un buon profumo di caffè, profumo che in mare è ancora più gradevole che in qualsiasi altro posto al mondo. Quindi tutti al lavoro per salpare le reti.
I verricelli facevano perfettamente il loro lavoro e venivano manovrati alla perfezione. Non appena Daniele vedeva, affacciato a poppavia, un pesce nella rete, dava l’ordine di fermare il verricello e noi, a braccia, salpavamo la rete con impigliato il pesce. Il tutto fatto con maestria, sia per non perdere la preda che per non rovinarla.
Daniele ordinò di fermare il verricello tante e tante volte. Il lavoro diventò faticoso per tutti ma con dei risultati eclatanti. La stazza media dei pesci spada si aggirava sui 50/60 chili, mentre quella dei tonnetti della specie “alalunga” era di 7/8 chili. Molti di questi erano andati persi per via delle maglie della rete tanto larghe, ma pazienza, la giornata di pesca era stata davvero fruttuosa.
Roberto ci gratificò non poco e forse con una bugia, dicendoci che una pescata così consistente non la facevano più da mesi e mesi.
Alle 8 del mattino avevamo riempito la stiva frigorifera.
In porto già il camion frigo ci aspettava. Con l’aiuto della gruetta di bordo traslocammo tutto il pescato sul camion frigo che poco dopo sali sul traghetto per Palermo.
Capimmo che il nostro segreto non era più tale. Tutti, in paese, erano compiaciuti della nostra bella esperienza in mare. Sapevano e dicevano che a bordo ci eravamo comportati bene e con competenza. Insomma era più l’aiuto apportato che i danni arrecati. Tutti ci erano amici e le vigorose pacche sulle spalle non ce le risparmiavano di certo. L’intero paese ci dimostrava simpatia ed i “romagnoli” erano stati accolti ed accettati con grande amicizia.
Ci chiedevano del nostro mondo, della nostra riviera, del nostro mare, delle nostre barche, della nostra pesca, della nostra vita . E se qualcuno era stato in Romagna lo rivendicava con tutto l’orgoglio possibile e ci raccontava fatti vissuti nella nostra terra.
L’indomani mattina, domenica, l’appuntamento era in chiesa, alla messa delle nove. Dopo la messa la processione dedicata alla Santa Vergine.
La statua della Madonnina, portata a braccia, precedeva tutto il corteo dei fedeli e la processione si snodava in discesa, lungo la strada serpeggiante che dalla chiesa, posta nella parte alta del paese, arrivava al porticciolo..
La banda suonava brani mariani e quando terminava, il parroco, a voce altissima gridava “Viva Maria” e tutti fedeli rispondevano “Viva Maria”. Quindi si recitava: Ave Maria piena di grazia….e alla fine della preghiera ricominciava la banda.
Gli usticesi ci salutavano con lo sguardo e con l’accenno di un sorriso. Erano palesemente contenti di averci fra di loro.
La Romagna rossa e anticlericale veniva smentita dalla nostra partecipazione e loro ci erano grati per questo.
Il corteo arrivò sul piccolo molo e la statua della madonnina fu portata a bordo di uno dei tre grandi battelli, ben addobbati con fiori per l’occasione.
La processione sarebbe continuata in mare, avrebbe fatto il giro dell’isola portando beneficio ovunque, in terra ed in mare. A noi era riservato un posto sul battello che seguiva. Saltammo a bordo e lo fece anche Alberto che, sbagliando la misura andò a sbattere violentemente con la fronte nella struttura d’acciaio che portava le reti.
Il momento fu fatale. Successe tutto in quell’attimo di silenzio assoluto fra la musica della banda ed il “Viva Maria”.
Il gong che produsse la testata di Alberto sull’acciaio fu un suono orribile, ma ancora di più fu l’imprecazione oscena che spontanea, non voluta ma violenta, usci dalla sua bocca.
Non lo avevo mai sentito imprecare ne tanto meno bestemmiare ma, sopraffatto dalla sorpresa e dal dolore lo fece, e bestemmio volgarmente e drammaticamente la Santa Vergine.
Sul molo scese un silenzio drammatico. Tutti, tutti avevano sentito, prima il gong poi la bestemmia.
Angelo cominciò a piangere, per il dolore fisico ma soprattutto per il suo comportamento, Costantino, come tutti, era a occhi sgranati e con la bocca aperta, poi finalmente un grido, liberatorio, imperioso, confortante, vero e sentito come non mai: “Viva Maria!” e tutti a gran voce “Viva Maria”.
La processione in mare sarebbe stata suggestiva, ma l’angoscia ci attanagliava il cuore e ci stordiva la mente.
Quel pomeriggio rimanemmo rintanati in casa. La cena, in casa di Roberto, ottima come al solito, non riuscì a rincuorare nessuno. Poi arrivò il prete che, con poche e sagge parole ci consigliò di lasciare l’isola quanto prima.
La mattina dopo, col primo traghetto partimmo per Palermo.
Il paese era svuotato. Nessuno da nessuna parte. Solo gli addetti al traghetto, ma a testa bassa.
Ciao Ustica, purtroppo non ci rivedremo mai più.

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