Centro Velico: Un’altra occasione persa


[ id=10547 w=320 h=240 float=left]Caro Pietro,

ho letto con molta attenzione gli interrogativi posti da Josè che affettuosamente saluto e gli invio anche i miei auguri per il suo compleanno ed ho anche letto la tua risposta. Non sono in condizioni di soddisfare la tua curiosità di conoscere che fine abbia fatto il “Centro Velico”, in quanto vorrei saperlo anch’io, sono, però, in condizione di farti conoscere la storia dell’edificio che, forse tu non sai, si trascina da oltre un trentennio..

In sintesi la struttura portante in cemento armato nasce a metà degli anni settanta, su progetto redatto dall’ing. Salvatore Almanza, oggi deceduto, con lo scopo di realizzare una ampia terrazza sulla Cala Santa Maria denominandola “Lungomare Cristoforo Colombo”.

Al di sotto del lungomare, venne a formarsi un ampia area coperta, rimasta per molti anni inutilizzata. All’inizio degli anni ottanta , consapevoli che il settore trainante per lo sviluppo socio-economico dell’isola era il turismo, si pensò di dare una destinazione a tale area con la realizzazione di un centro polivalente connesso alle attività sportive nautiche.

Bisognava attirare gente sull’isola, si intuì che, soprattutto in bassa stagione, un ottimo bacino di utenza era rappresentato dagli amanti del mare in tutte le sue sfaccettature.

Si diede incarico all’Arch: Franco Lima, anch’esso deceduto, allora presidente del CONI, di predisporre un progetto che prevedesse il recupero e l’utilizzazione dell’area di che trattasi insediandovi una scuola di vela e attività connesse. Il progetto venne prontamente redatto ma, soltanto nel 1986, si riuscì ad appaltare l’opera in quanto precedentemente si era verificata una ripetuta diserzione delle gare. Nel corso dei lavori si ebbe a constatare l’insufficienza dei fondi per il completamento dei lavori, riuscendosi a realizzare soltanto le strutture in acciaio (all’interno della struttura in c.a.) per la realizzazione di un piano soppalco

Nel 1989 venne conferito l’incarico all’arch. Laura Galati per la redazione del progetto di completamento del centro sportivo e scuola di vela e canottaggio. Trascorrono dieci anni senza che il progetto riuscisse a trovare adeguato finanziamento .Finalmente grazie al “Patto Territoriale Pantelleria ed Isole del Mediterraneo” il progetto viene finanziato il cui costo era lievitato a lire due miliardi di cui lire 1.441.400.000 per lavori a base d’asta e lire 558.600.000 per somme a disposizione.

Tale progetto prevedeva la conservazione globale e il completamento dell’esistente struttura e l’inserimento di uno scalo di alaggio, inizialmente non previsto.
L’edificio, che ha un fronte di circa 80 metri, si sviluppa longitudinalmente secondo un andamento curvilineo che segue l’antistante arenile.

Secondo le previsioni progettuali i locali relativi alle prime cinque campate si articolano su due livelli .Dalla sesta alla dodicesima campata l’edificio è su un unico livello.

Al primo piano erano previste le aule i laboratori ed un ufficio per l’amministrazione del centro .Al piano terra avrebbero dovuto trovare posto

1. Un magazzino per il deposito delle attrezzature connesse all’attività del centro;
2. Una vasta area per il rimessaggio delle barche;
3. Un locale per l’impianto di climatizzazione;
4. Un locale per il rimessaggio dei windsurf;
5. Un locale per il rimessaggio delle canoe;
6. Un’officina;
7. Un deposito ricambi.

Dalla pianta sottostante è facile comprendere la distribuzione dei locali:

Il progetto è stato regolarmente finanziato dal Patto Territoriale “Pantelleria ed Isole del Mediterraneo “ per l’importo di lire due miliardi. I lavori sono stati regolarmente appaltati , ma si sconosce se gli stessi siano stati completati o meno, se i fondi sono stati sufficienti o no.

L’opera completata e utilizzata con la sua originaria destinazione potrebbe senz’altro dare nuova linfa all’occupazione giovanile e potrebbe attrarre , grazie alle favorevoli condizioni climatiche dell’isola, nuovi segmenti di mercato con una conseguente destagionalizzazione della domanda.

Ci si augura che l’amministrazione comunale, a breve, come tu chiedi, ci faccia conoscere lo stato dell’arte dell’opera ed eventualmente se sia stata variata l’originaria destinazione.

Salvatore Compagno

 

 

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COMMENTO:

Da Palermo Marco Daricello

Un centro velico sarebbe un meraviglioso spunto per l’isola, in cui può mancare di tutto, ma il vento c’è sempre. Mi chiedo solo una cosa: la Capitaneria di Porto autorizzerà l’uscita e l’ingresso dal porto dei mezzi con propulsione a vela? Da velista ho più volte affrontato questo problema nel porto della Cala a Palermo; per motivi di manovrabilità nonchè prestazionali è vietato transitare a vela all’interno dei porti… Poi vorrei capire come dovrebbero fare i mezzi non dotati di motore a uscire dal porto se c’è vento di grecale, levante o scirocco, quando si dovrebbe procedere di bolina (cioè a zig-zag) per l’uscita….

One thought on “Centro Velico: Un’altra occasione persa

  1. Un centro velico sarebbe un meraviglioso spunto per l’isola, in cui può mancare di tutto, ma il vento c’è sempre. Mi chiedo solo una cosa: la Capitaneria di Porto autorizzerà l’uscita e l’ingresso dal porto dei mezzi con propulsione a vela? Da velista ho più volte affrontato questo problema nel porto della Cala a Palermo; per motivi di manovrabilità nonchè prestazionali è vietato transitare a vela all’interno dei porti… Poi vorrei capire come dovrebbero fare i mezzi non dotati di motore a uscire dal porto se c’è vento di grecale, levante o scirocco, quando si dovrebbe procedere di bolina (cioè a zig-zag) per l’uscita….

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