Era da diversi anni che volevo tornare ad Ustica e all’inizio della terza decade del mese scorso ci sono riuscito, è grazie a mia moglie e ai miei figli che sono stato capace di realizzare questo mio sogno.
Sono stati Loro all’unisono, che mi hanno spinto letteralmente a intraprendere questo viaggio/soggiorno, di appena tre giorni, che ho assaporato in tutta tranquillità e piacevolezza.
E così ho scelto la nave e non un aliscafo, proprio per il semplice motivo che volevo giungere sull’Isola piano piano quasi in punta di onda, accompagnato e sorretto dal mio fidato bastone.
Ricordo ragazzino la strada e la scalinata a gradoni che portava dalla Cala Santa Maria alla piazza del Paese, per la felicità la percorrevo almeno per tre volte, e l’impresa non mi stancava affatto, al contrario sanciva dopo nove mesi di scuola la mia autonomia.
Ustica è e sarà in eterno una stupenda “ISOLA MAGICA”, non tanto per le sue bellezze o il suo vissuto storico, ma per il semplice fatto che ti rende libero, regalandoti altresì quella facoltà di agire accompagnandoti in un’altra dimensione, e questo lo potrai avvertire e realizzare sia sopra che sotto la superficie di questo azzurro mare.
Ti spoglia e ti riveste con abiti tutti Suoi, e lo farà soprattutto dentro di te, sequestrando con grazia la tua anima, all’inizio sarà solare, lucente e limpida; dopo quando sarai in procinto di lasciarla ti apparirà: grigia, opaca e offuscata, come una fotografia in bianco e nero, ma è soltanto il tuo cuore che te la farà vedere così.
Tornando al mio soggiorno mi sono trovato benissimo nell’albergare all’Hotel Clelia”, Fabio, Clelia e Rossella mi hanno fatto sentire completamente a mio agio, mi hanno trattato come un amico e non come un cliente, e sarebbe a dire con tanto affetto e attenzione professionale, risolvendo ogni mio dubbio o particolare richiesta.
Ringrazio sentitamente sia il direttore di codesto blog Pietro Bertucci, sia il pluripremiato Poeta Domenico Mimmo Drago, che si sono prodigati per mettere a proprio agio la mia persona, portandomi a pranzo nel ristorantino che si trova proprio a fianco della mitica scalinata, e che possiede un panorama mozzafiato, dove anche l’anima ha il diritto di saziarsi con gustose porzioni di paesaggi estivi.
Mi ha fatto immenso piacere salutare Claudio, Ornella, Alessandro, Vito e la moglie, la titolare del negozietto di souvenir e non per ultimo Sergio e la sua Signora: è bastata una stretta di mano e un profondo sguardo per intenderci senza equivoci.
Tutti al mio rientro mi hanno chiesto se fosse cambiata Ustica, se in peggio o in meglio, la verità è che siamo noi a cambiare e non Lei.
A dire il vero non potrà mai essere la stessa ad esempio di quando ero ragazzino io, che vedevo i confinati nei pressi del bar della piazza a bighellonare, oppure il mitico Turi bruciato dal sole, nel vendere i ricci con il pane profumato appena sfornato, di tutto questo non esiste più nulla.
Messaggero di un annuncio triste fu il mio pensiero nel momento del distacco, che in un attimo ordinò al mio cuore di non farmi girare, è stata l’unica volta in cui non mi sono voltato per salutarla.
E così di nuovo mi sono tuffato in quel mio vivere quotidiano, fra attenti sogni e incuranti realtà oggettive, ciao Ustica.
Pietro Fiorito















5 risposte
Caro Pietro,
tutti i tuoi ricordi della giovinezza della nostra Isola sono messaggi autentici e profondi, che nascono da sentimenti veri e non dettati dalla sola ragione.
Ustica è un’Isola Stupenda e Magica (non guasterebbe una maggiore attenzione…).
Una frase ha particolarmente attratto la mia attenzione “Tutti al mio rientro mi hanno chiesto se fosse cambiata Ustica, se in peggio o in meglio, la verità è che siamo noi a cambiare e non Lei”.
Ai nostri tempi eravamo un paese più caratterizzato da coesione, senso di appartenenza e mutuo supporto tra Isolani. Ora invece evidenzia la frammentazione sociale e mancanza di spirito aggregativo.
Serve un paese unito negli “intenti” e non negli “ideali” perché, il tutti contro tutti, porta alla disgregazione sociale.
Pietro Bertucci
Grazie caro Pietro per il tuo prezioso commento, preciso e chiarificatore.
Quando creo una qualsiasi composizione su Ustica, la realizzo esclusivamente per sensibilizzare il lettore, e soprattutto spero in tutta onestà, di farlo riflettere sui reali problemi che affliggono questa bellissima Isola.
È anche vero che vivere su un’Isola è molto difficile: col mare di mezzo, le incerte comunicazioni e la vita per i residenti più cara di un qualunque paesino della Sicilia.
Non bisogna dimenticare anche: l’Istruzione, la Sanità, la vita Sociale della Città (teatri, cinema, discoteche,…), in più ti fa sentire a volte “Confinato” in casa tua con un contesto voluto dal “Fato”.
Me è la loro vita, in questo modo ci sono nati e cresciuti da generazioni, e per Loro è la normalità.
Giusta o errata che sia lo possono dire solo Loro, e non di certo io.
Ma sanno pure che per ottenere una cosa qualsiasi, oppure una riforma o semplicemente l’attenzione dei “Mezzi di comunicazione” devono unirsi e lottare per averla, altrimenti staranno sempre lì ,a combattere individualmente come: “I Mulini a Vento di Don Chisciotte della Mancia”.
Con affetto, Pietro.
Caro Pietro è stato per per un immenso piacere avere la possibilità di conoscerti personalmente.
La tua venuta ad Ustica è stata una bella sorpresa e quando ti ho visto entrare in negozio con felicità ho salutato colui che è capace con la sua prosa e la sua poesia di descrivere mirabilmente la meraviglia della natura e dell’isola di Ustica in particolare. Grazie sempre per i tuoi scritti che ci sollevano e ci portano in una dimensione onirica di cui l’uomo avra’ eternamente bisogno.
Ornella Picetti
Carissmo Pietro, uno sguardo ed una virile stretta di mano tra persone che ne sappiano apprezzare il senso di profonda intesa sono la più riservata e tacita conferma di un rapporto di fraterna amicizia e di umana solidarietà. Il tuo ritorno con il pensiero ad Ustica che fu, a quella Ustica che ci ha visto giovani entusiasti per ogni cosa vedessimo e per ogni momento vivessimo è rimasta soltanto nel nostro cuore ed è quel ricordo dolcissimoche ci aiuta a riempire un vuoto nell’anima che l’avanzare della nostra vita determina sempre più spesso rendendo ancor più difficile la comprensione di mutamenti non sempre accettabili.
Stimatissimi Ornella e Sergio, innanzitutto grazie per il Vostro affetto e stima dimostratomi coi rispettivi commenti da Voi stilati.
Considero l’amicizia una “Virtù Sacra” del genere umano, Aristotele le descrive in maniera chiara ed esplicita catalogandole come: “Amicicia per l’Utilità”, “Amicizia per il Piacere” e “Amicizia per il Bene”.
Di sicuro avete compreso quale delle TRE personalmente ho adottato.
Pertanto quando incontro persone di un certo Valore e Spessore me ne accorgo subito, all’inizio si istaura un rapporto di conoscenza, e solo dopo si viene a creare in modo naturale, quel rapporto di stima reciproca, per cui ad unirci è quel filo invisibile, che nel nostro caso è l’Amore per questa “Fantastica Isola”.
Un grande e lungo abbraccio, Pietro.