Città metropolitane: i sindaci non ci stanno


Città metropolitane: i sindaci non ci stannoNon permetteremo la morte della storia e cultura dei nostri Comuni.

Si e’ svolto oggi, a Bagheria, un primo incontro dei sindaci contrari al disegno di legge proposto dal presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

Hanno partecipato alla riunione svoltasi stamani a villa Branciforti Butera, sede istituzionale del Comune di Bagheria, il primo cittadino della citta’ delle Ville, Vincenzo Lo Meo, il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo, quello di Villabate, Francesco Cirrito, promotori dell’incontro ed i primi cittadini di Ficarazzi, Paolo Martorana, di Altavilla Milicia, Nino Parisi, di Altofonte, Antonino Di Matteo, di Cinisi,Salvatore Palazzolo, gli assessori del Comune di Casteldaccia, Annamaria La Spisa e di Terrasini, Norino Ventimiglia, l’assessore al Bilancio del Comune di Bagheria, Antonino Sciacchitano e la presidente del Consiglio comunale di Bagheria, Caterina Vigilia.

A seguire da lontano, aggiornandosi telefonicamente anche il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi che ha appoggiato l’iniziativa dei colleghi.

I sindaci presenti hanno sottoscritto un documento (che pubblichiamo), inviato al governatore siciliano e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, in cui spiegano tutte le loro motivazione contro il disegno di legge proposto da Crocetta relativo all'”Istituzione e ordinamento delle Citta’ metropolitane di Catania, Messina e Palermo”.

I sindaci non ci stanno alla soppressione dei Comuni, della loro storia, della loro identita’ culturale, alla trasformazione in semplici municipi del Capoluogo ed hanno gridato forte il loro “no” non senza essere propositivi.

Essi ritengono infatti che sia corretto gestire alcuni servizi e processi secondo un concetto di aree metropolitana e citano infatti esempi, come i distretti socio-sanitari, i distretti turistici dove una sinergia vincente e’ gia’ stata attuata, ma si fanno portavoce di un senso di smarrimento e di contrarieta’ che proviene anche dai rispettivi concittadini nonche’ da una folta schiera di consiglieri comunali.

A coordinare l’incontro il sindaco di Bagheria, Vincenzo Lo Meo, che ha predisposto la bozza di documento da condividere, apportando le dovute integrazioni e modifiche, ed ha introdotto la discussione spiegando perche’ e’ contro la proposta del Governatore.

“L’abolizione delle Province e la contestuale nascita delle Citta’ Metropolitane non possono essere motivate solo da un non meglio precisato e presunto abbattimento dei costi – dice Lo Meo – ne’ realizzate in base alle opinioni di pochi soggetti istituzionali o da qualche lancio di agenzia, o da tecnici, non possiamo e non vogliamo rinunciare alla nostra storia, alle nostre identita'”.

“I miei concittadini non ci stanno ad esser trasformati in un quartiere periferico di Palermo – dice il sindaco di Altofonte, Antonio Di Matteo, ed hanno anche proposto una raccolta di firme contro il ddl”.

“E’ una decisione “manu militari” dichiara il sindaco di Ficarazzi, Paolo Martorana – che non solo non tiene conto delle nostre identita’ culturali ma neanche della spiritualita’ che i nostri spazi hanno, i Comuni, si sa, sono le Istituzioni piu’ vecchie, quelle nate prima – aggiunge – siamo pronti a discutere di consorzi, di ragionare sull’area metropolitana, ma Crocetta deve ritirare il disegno di legge”.

Tiene a precisare l’assessore di Terrasini, Norino Ventimiglia, che sindaci e le Giunta non sono di certo preoccupati della “conservazione della specie”, “non vogliamo assolutamente far passare l’idea che ci interessino le poltrone, questa non e’ solo una battaglia dei sindaci ma anche dei Consiglio comunali – aggiunge Ventimiglia – infatti a Terrasini gia’ martedi’ 24 si svolgera’ una seduta del Consiglio con un ordine del giorno sul disegno di legge in questione”, idea condivisa e proposta anche dal sindaco di Altavilla, Parisi.

A tal proposito interviene anche la presidente del Consiglio comunale di Bagheria, Caterina Vigilia, che anticipa che inserira’ nel prossima seduta un ordine del giorno aggiuntivo con la stessa tematica.

Interviene telefonicamente anche il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi: noi non vogliamo solo tutelare l’identita’ culturale e municipale, noi siamo preoccupatissimi di quel che vuol dire una scelta del genere per le isole minori come appunto Ustica in termini di gestibilita’, funzionalita’ – spiega Licciardi – come si potranno gestire i servizi locali per noi che siamo cosi’ isolati rispetto al capoluogo?”

Sono atterrito davanti ad una proposta di legge realizzata con tale superficialita’ – ha detto il sindaco di Cinisi, Palazzolo – e’ un ddl che non tiene conto delle regole costituzionali e non e’ condiviso, ed incalzando aggiunge: “se c’e’ un ente che deve essere abolito quello e’ la Regione, palla al piede della Sicilia”.

(In allegato il documento sottoscritto dai sindaci)

Al presidente della Regione Sicilia On. Le Rosario Crocetta

Al Presidente dell’ARS On.le Giovanni Ardizzone

I SINDACI DI: ALTAVILLA MILICIA, ALTOFONTE, BAGHERIA, BELMONTE MEZZAGNO, CASTELDACCIA, CINISI, FICARAZZI, MONREALE, SANTA CRISTINA GELA, SANTA FLAVIA, TERRASINI, TRABIA, USTICA, VILLABATE,

CHIEDONO L’IMMEDIATO RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE SULL’ISTITUZIONE E ORDINAMENTO DELLE CITTA’ METROPOLITANE DI CATANIA, MESSINA E PALERMO. CHE NE SARA’ DEI NOSTRI TERRITORI, DELLA NOSTRA IDENTITA’ CULTURALE?

Alla luce di quanto previsto dal disegno di legge di iniziativa governativa recante “l’istituzione e ordinamento delle Citta’ metropolitane di Catania, Messina e Palermo” approvato nella seduta di Giunta del 12 settembre 2013, i Sindaci sotto indicati, dei Comuni ricadenti nella prevista area metropolitana, si sono riuniti venerdi’ 20 settembre 2013 a Bagheria per ragionare sul disegno di legge al fine fornire risposte ai propri cittadini e comprendere la ricaduta che tale riordino territoriale puo’ avere sui rispettivi territori, profondamente preoccupati del declassamento delle nostre antiche istituzioni comunali a semplici municipi metropolitani.

L’abolizione delle Province e la contestuale nascita delle Citta’ Metropolitane non possono essere motivate solo da un non meglio precisato e presunto abbattimento dei costi, ne’ realizzate in base alle opinioni di pochi soggetti istituzionali o da qualche lancio di agenzia, o da tecnici.

SIAMO ESTEREFATTI

per non essere stati coinvolti nella definizione di un disegno di legge che riguarda i nostri territori.

Si fa un gran parlare di partecipazione e condivisione delle scelte, di processi condivisi di governance e invece abbiamo appreso del ddl solo dalla stampa.

QUALI I CRITERI DI SCELTA DEI COMUNI?

Ci domandiamo come e’ possibile che Comuni come Bagheria, con 60 mila abitanti, Monreale o Carini, solo per citare alcuni esempi specifici per ordine di grandezza territoriale, per numero di abitanti, possano essere considerati un municipio periferico di Palermo, solo sulla base della contiguita’ territoriale. Solo a titolo di Esistono comuni capoluogo di provincia con meno abitanti di Bagheria, come Aosta, Belluno, Enna solo per citarne pochi che nessuno si sogna di far sparire o far diventare municipi.

Non siamo contro le novita’ e l’innovazione tout court, soprattutto se esse implicano il contenimento della spesa, ma siamo contro le riforme di Palazzo non condivise se non con i tre sindaci delle probabili future citta’ metropolitane.

Non puo’ una maggioranza parlamentare cancellare le nostre storie millenarie, immortalate anche in note pellicole cinematografiche, non si puo’ ridurre la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra economia ad un anonimo “quartiere” di Palermo.

Ci pare di ricordare che lo stesso Statuto della Regione Siciliana contempli semmai il rafforzamento dei Comuni conferendo loro la piu’ ampia autonomia amministrativa e finanziaria, ed anche per questo motivo stiamo registrando l’appoggio non solo dei cittadini contro questo ddl ma anche di diversi consiglieri comunali. Per questo motivo la nostra opposizione al disegno di legge e’ congiunta, coinvolgeremo le assemblee consiliari alcune delle quali hanno gia’ messo all’ordine del giorno delle prossime sedute la discussione sulla decisione unilaterale. Non pensiamo che non si possa attuare una riforma che preveda una condivisa pianificazione territoriale delle reti infrastrutturali, la difesa della qualita’ ambientale, il coordinamento della gestione dei servizi pubblici, la mobilita’ e viabilita’, la promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, ma al contempo riteniamo che il nostro dovere di primi cittadini sia difendere

l’identita’, l’integrita’ le nostre specificita’ e gli elementi di qualita’ dei nostri territori.

Per questo CHIEDIAMO al Presidente della Regione On.le Rosario Crocetta, sulla scorta anche delle indicazioni dell’ANCI, la convocazione immediata di un’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Palermo, finalizzata alla costituzione di un gruppo di lavoro tecnico/politico che possa:

• ragionare e condividere i problemi del welfare locale, (ragionando magari in termini di

Distretto socio-sanitario – per il quale si registrano diverse esperienze di successo) e

l’organizzazione della governance che necessitano, per essere affrontatiein modo adeguato, di una programmazione con una prospettiva metropolitana.

• approfondire tutte le opportunita’ in materia di deroga al patto di stabilita’ per i piccoli

Comuni che avviino Unioni, di accesso ai finanziamenti statali e regionali stanziati per

incentivare forme di cooperazione intercomunale.

• elaborare proposte specifiche di collaborazione, anche in vista dei consorzi dei liberi

Comuni e per la gestione coordinata intercomunale di servizi come il servizio idrico, dei

trasporti, ma anche quello dell’energia, oltre ai settori quali le infrastrutture, l’ambiente, i

rifiuti che, riteniamo, necessitano di un assetto diverso da quello attuale.

• Creare azioni non occasionali e non legate a singoli problemi ma finalizzate a promuovere forme di intercomunalita’ rivolte esplicitamente a tutti i Comuni limitrofi al Capoluogo, un’azione congiunta nel ridisegnare competenze e ruoli tra gli enti territoriali legittimati al Governo del territorio previsti dalla nostra Costituzione.

• Realizzare un sano confronto tra Istituzioni e territori, che non sono pronti a subire

frettolose iniziative, non escludendo pertanto la realizzazione di una riforma finalizzato alla definizione di un testo legislativo condiviso e realmente aderente alle esigenze dei territori e delle relative comunita’ che preveda la gestione congiunta di servizi in aree metropolitane ma che non permetta la morte della storia e cultura dei Comuni.

Fonte: Ufficio stampa del comune di Bagheria

 

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