Comunicato del Sindaco occasione commemorazione dei Caduti


COMUNE di USTICA

L’emozione di essere presenti e di partecipare ad un giorno storico per la nostra comunità.

Oggi 6 novembre festeggiamo due eventi importanti: il giorno della commemorazione dei Caduti che, per volontà del nostro Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, coincide con la chiusura dei festeggiamenti per il 150 anniversario della Repubblica ed il giorno della ricorrenza per il 250 anniversario della nascita della comunità usticese.

Dimostreremo come queste due condizioni siano state rese indissolubili tra loro dalla nostra Fede, la nostra Religione che ci ha sempre accompagnato in questi secoli di storia , unica ad essere stata immutabile nei suoi principi.

Alle forze dell’ordine, qui rappresentate dall’Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Vigili Urbani va il nostro ringraziamento. Anche quest’anno è stato tangibile sia a livello nazionale che locale il loro impegno in difesa della legalità e del vivere civile. A quanti operano localmente, spesso lontani dalle famiglie, va la nostra riconoscenza ed il saluto per i loro familiari.

Non ce ne voglia nessuno se in particolare desideriamo esprimere il nostro cordoglio al Maresciallo dell’Aeronautica Militare, Enzo Ambrosiano, che non è con noi proprio in quanto colpito da un grave lutto familiare.

L’unità d’Italia e la nostra democrazia repubblicana, che sono concetti irrinunciabili del nostro pensiero, è garantita,tra innumerevoli difficoltà politiche ed economiche, non solo dall’impegno delle forze dell’ordine a garanzia dell’ordinamento legislativo ma anche dal rispetto delle identità dei singoli Comuni. Ed Ustica è uno dei più antichi d’Italia.

La nostra Comunità è nata il 6 Novembre del 1761, con la colonizzazione ad opera di alcuni agricoltori provenienti prevalentemente da Lipari.

Nei secoli successivi il nostro contributo in vittime di guerra ci consente di considerarci tra i protagonisti dell’Unità d’Italia. E’ vero, siamo stati anche testimoni sin dall’inizio, con l’esperienza del confino sia borbonico che italiano monarchico, fascista e repubblicano, terminata nel maggio del 1961, di quanto di peggio , in termini di violenza fisica e psicologica, il genere umano possa essere in grado di esprimere. Ma è qui che va subito ricordato che gli usticesi, guidati anche dalla Fede, hanno in tutte queste occasioni dimostrato grande spirito non solo di coraggio ma di umanità ed accoglienza. E parlando di Fede come non ricordare che di questi 250 anni di vita della nostra comunità, ben 50, un quinto della nostra intera esistenza, li abbiamo trascorsi sotto la guida spirituale di un grande frate che meriterebbe ben altro ricordo: Padre Carmelo.

O forse non lo ricordiamo abbastanza perché il suo insegnamento è ancora presente e Padre Carmelo è come se fosse sempre con noi.

Da queste premesse il mio commiato da questa cerimonia appare naturale.

Il futuro di questa Nazione e della comunità usticese è determinato da tre condizioni, le stesse alle quali abbiamo sempre creduto e che giungono spontanee per quanto si è sin qui detto: amore in Dio, amore per lo Stato, amore per la famiglia.

Aldo Messina

 

 

 

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